“Melt”, quando Peter Gabriel decise di “fare sul serio”

Il magazine francese Telerama racconta la svolta del terzo album da solista di Peter Gabriel.

Nel 1980, Peter Gabriel ha registrato il suo capolavoro, soprannominato “Melt“.

 

 Secondo Laurent Rigoulet, che ha scritto l’articolo,  a quel tempo, Peter Gabriel vuole colpire duro. I primi due album da solista che seguirono l’addio ai Genesis non hanno avuto il successo sperato, né di pubblico, né di critica.

Ecco allora che nel nuovo album, che apre anche gli anni 80, le carte vengono rimescolate. Pochi secondi sono sufficienti per fare capire le intenzioni di Peter.

In Intruder Gabriel  ha deciso di non utilizzare i piatti, per mantenere un impulso brutale. Con Phil Collins, che “colpisce come un metronomo in acciaio”, inaugurando un filone che passa anche da In The Air Tonight, pezzo d’esordio della carriera solista di Phil.

Un sound che non ispirerà solo Collins (a sua volta ispirato dal Bowie berlinese). Rigoulet cita i Public Image Limited, che hanno ascoltato “Melt” e Steve Lillywhite, produttore dell’album, ha poi usato l’esperienza sonora per  l’ascesa di U2 e Simple Mind.

Peter Gabriel è in linea con la new wave e il lirismo gelido dei primi 80. Mentre lavora all’adattamento cinematografico di The Lamb Lies Down on Broadway …,

Peter trova l’equilibrio ideale tra le sue aspirazioni radicali e il desiderio di essere ascoltato da tutti.

 

 

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