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Dusk intervista Mike Rutherford & The Mechanics – LEGGI IL SOMMARIO

Ecco il sommario del nuovo numero di Dusk, che, come al solito, ospita interviste esclusive e servizi sulle ultime novità del mondo Genesis. In primo piano: Dusk intervista Mike Rutherford & The Mechanics.

Mike & The Mechanics
Let Me Fly nuovo album e intervista esclusiva
 
Phil Collins
speciale Not Dead Yet Live! 2017
 
Genesis
50 Years Ago - I vecchi-nuovi mix di Jonathan King
 
Ray Wilson
Time And Distance – il nuovo live album
 
Steve Hackett live
 
Intervista esclusiva a Nathan East
 
Anthony Phillips ristampa Slow Dance e intervista esclusiva
 
Paint Your Picture: The Geese & The Ghost di Peter Cross
 
La sala d’attesa – 30 anni di ‘The Waiting Room’
 
Recensioni dischi:
Nad Sylvan, The Watch
Recensioni libri:
Genesis The Uncut Ultimate Music Guide
 
Paulo De Carvalho The Sound Of Steve Hackett

 

Chi non l'avesse già fatto, può iscriversi qui.

 

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Peter Gabriel racconta “Long Walk Home”, che esce in vinile

Il 28 luglio esce, per la prima volta in vinile, Long Walk Home di Peter Gabriel, la colonna sonora del film La generazione rubata (Rabbit-Proof Fence).

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Ecco come Peter ricorda le tappe della registrazione:

Nel 2002, Peter ha registrato la colonna sonora del film drammatico ambientato in Australia di Phillip Noyce, Rabbit Proof Fence. Il soundtrack si intitola Long Walk Home - ACQUISTA SU AMAZON LE VERSIONI DISPONIBILI ADESSO. Presto sarà prenotabile anche il vinile.

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Peter Gabriel sta per far ri-uscire in vinile anche le altre sue colonne sonore Birdy Passion.

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Lo rivela in esclusiva 

“Ho sempre amato la musica da film”, racconta Gabriel al magazine. “E sono stato fortunato a creare la colonna sonora per tre pellicole molto diverse. Film con storie forti, memorabili prove d'attore e grandi registi come  Alan Parker, Martin Scorsese e Phillip Noyce”.

Il rapporto di Peter con il cinema è molto stretto, dalla London School of Film Technique, frequentata da ragazzo alla mancata collaborazione con William Friedkin. Per non parlare di una versione cinematografica di The Lamb Lies Down On Broadway, da sempre nella mente di Gabriel.

Ho sempre voluto imparare a dirigere un film - rivela a Uncut - così quando Alan Parker mi ha proposto di comporre la colonna sonora di Birdy e entrare in questo mondo, mi sono buttato nell'impresa”.

E' la prima volta che Long Walk Home è disponibile in vinile. ASCOLTA:

Ecco tutte le varie versioni in cui è possibile acquistare gli album.

Peter Gabriel, esce “Long Walk Home” in vinile

Il 28 luglio esce, per la prima volta in vinile, Long Walk Home di Peter Gabriel, la colonna sonora del film La generazione rubata (Rabbit-Proof Fence).

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Nel 2002, Peter ha registrato la colonna sonora del film drammatico ambientato in Australia di Phillip Noyce, Rabbit Proof Fence. Il soundtrack si intitola Long Walk Home - ACQUISTA SU AMAZON LE VERSIONI DISPONIBILI ADESSO. Presto sarà prenotabile anche il vinile.

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Peter Gabriel sta per far ri-uscire in vinile anche le altre sue colonne sonore Birdy Passion.

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Lo rivela in esclusiva 

“Ho sempre amato la musica da film”, racconta Gabriel al magazine. “E sono stato fortunato a creare la colonna sonora per tre pellicole molto diverse. Film con storie forti, memorabili prove d'attore e grandi registi come  Alan Parker, Martin Scorsese e Phillip Noyce”.

Il rapporto di Peter con il cinema è molto stretto, dalla London School of Film Technique, frequentata da ragazzo alla mancata collaborazione con William Friedkin. Per non parlare di una versione cinematografica di The Lamb Lies Down On Broadway, da sempre nella mente di Gabriel.

Ho sempre voluto imparare a dirigere un film - rivela a Uncut - così quando Alan Parker mi ha proposto di comporre la colonna sonora di Birdy e entrare in questo mondo, mi sono buttato nell'impresa”.

E' la prima volta che Long Walk Home è disponibile in vinile. ASCOLTA:

Ecco tutte le varie versioni in cui è possibile acquistare gli album.

30 maggio 1980, esce Peter Gabriel 3, chiamato “Melt”

Peter Gabriel - Melt

Il 30 maggio 1980 esce il terzo album solista di Peter Gabriel, senza titolo, come i primi due, ma chiamato informalmente Melt dall'immagine. Ecco 10 motivi per riascoltare questo disco.

1.  E' l'album di Gabriel maggiormente costellato di ospiti prestigiosi, come il produttore Steve Lillywhite e il chitarrista Dave Gregory (I Don't Remember e Family Snapshot) degli XTC, l'inizio della lunga collaborazione con David Rhodes, il vecchio amico Phil Collins e il percussionista Morris Pert (Intruder e No Self Control), la nuova collaboratrice Kate Bush (No Self Control e Games Without Frontiers), il sassofonista inglese Dick Morissey (Start), Paul Weller, allora leader dei Jam (And Through The Wire).

2. Per la prima volta Peter ha usato la drum machine (Games Without Frontiers e Biko, in particolare) e ha sperimentato alla batteria quel suono particolare, con il gated reverb, che caratterizza Intruder, utilizzato l'anno dopo da Phil Collins per In The Air Tonight. Una sonorità che è diventata un modello standard per buona parte del pop inglese degli anni ottanta.

3. Phil Collins inizialmente era scettico riguardo l'idea di non usare affatto i piatti. Ma Peter è stato inamovibile, dato che così poteva sfruttare i toni alti con tutta una nuova serie di sonorità, una varietà di campi da esplorare. Paradossalmente, Gabriel è stato accusato di plagiare Collins, quando In The Air Tonight ha avuto un successo planetario.

4. Gabriel è stato uno dei primi musicisti a utilizzare il Fairlight, un rivoluzionario sintetizzatore che campionava i suoni naturali. Peter addirittura ne divenne il distributore in Inghilterra, in società con un cugino. Nel disco troviamo anche sonorità nuove per il solco rock (post-progressive) in cui è ancora collocato, come lo xilofono (Intruder), il sax (Start), la marimba (No Self Control e Lead A Normal Life), la cornamusa,  i tamburi surdu e cori originali sudafricani (Biko).

5. Family Snapshot è ispirata dal libro An Assassin's Diary (Un diario di un assassino) di Arthur Bremer, testo che ha ispirato anche lo sceneggiatore del film Taxi Driver di Martin Scorsese. Ma un altro libro, Dispatches, le cui foto hanno suggerito a Gabriel alcuni verso di Games Without Frontiers, ha creato non pochi problemi di censura con la BBC.

6. L'album sembra avere un filo conduttore di devianza psicologica, affrontando temi come lo stalking (Intruder), schizofrenia e paranoia (No Self Control), la rimozione (I Don't Remember), la cattiva influenza dei media (Family Snapshot), l'assenza di comunicazione (And Through The Wire), la malattia mentale (Lead A Normal Life). Ma è importante anche l'aspetto "politico". Peter prende posizione contro la guerra (Games Without Frontiers), la paura per l'"altro" (Not One Of Us), l'apartheid (Biko).

7. Davide Castellini in Le canzoni di Peter Gabriel, Editori Riuniti, fa notare come siano tante le espressioni negative nei titoli e nei testi (no, don't, not, never without). Lo stesso Peter se n'era accorto, tanto che, sempre citato da Castellini, temeva di "trasformare l'album in una predica a un bambino, piena di non fare questo, non fare quello".

8. Gabriel era incerto se pubblicare o meno Biko nel disco. Nonostante la sua sincerità nei confronti del tema, temeva di non essere una voce valida per una causa così lontana geograficamente e socialmente da lui. Inoltre la storia di Steven Biko era stata raccontata già in varie canzoni, compresa A Motor Bike In Africa di Peter Hammill, suo amico, collaboratore, nonché vicino di casa a Bath.

9. Biko viene inserita poi nell'album su insistenza dell'amico Tom Robinson. "Fu una chiave di volta nella mia carriera di musicista e di paroliere", racconta Gabriel, citato da Mario Giammetti in Peter Gabriel. Not one of us, Edizioni segno. Inizia infatti il percorso di Peter verso l'impegno per i diritti civili, che lo vedrà in tutte le manifestazioni che il mondo della musica organizzerà per sensibilizzare il pianeta.

10. Per la copertina, quarta e ultima collaborazione con lo studio Hipgnosis e il suo fondatore Storm Thorgerson. Attraverso la tecnica denominata Krimsography, inventata dall'americano Les Krim, una Polaroid con il ritratto di Peter viene manipolata con una gomma da cancellare sull'emulsione ancora fresca. E l'effetto melt, appunto, che dà il titolo informale all'album, è fatto.

Peter Gabriel 3, Melt - Registrazione originale rimasterizzata - IN VENDITA SU AMAZON

Peter Gabriel - Melt

 

Genesis & Co. a “Obiettivo Rock”, un concerto di immagini

Ci sono anche i Genesis e i loro ex membri tra i grandi della musica mondiale immortalati dai fotografi di Obiettivo Rock, un concerto di immagini, dal 2 giugno al 2 luglio 2017 ad Ameno, in provincia di Novara.

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By D.B.

"La più grande rassegna fotografica sulla musica Rock", scrive l'organizzatore Massimo Bonelli sulla pagina Facebook dell'evento.

Ed effettivamente, con 11 fotografi coinvolti e oltre 300 immagini, la mostra è un vero e proprio evento. "11 professionisti della fotografia danno vita ad uno straordinario concerto di immagini  - continua Bonelli -. I principali artisti della scena Rock 'suoneranno' per il pubblico attraverso gli scatti di chi li ha immortalati nei momenti storici della loro carriera musicale.

Un vero e proprio happening dove la musica può essere ascoltata, guardata e vissuta, in una colorata fusione tra fantasia e realtà.

Un'esperienza unica, sensoriale, tra fantasia e realtà
Attraverso l'atmosfera più eccitante che il Rock possa offrire", conclude Bonelli.

Ad Ameno (No), borgo sul Lago d'Orta, al Museo Tornielli - piazza Marconi 1, dal 2 giugno al 2 luglio 2017,  apertura ogni sabato e domenica 15:00 - 18:30, ingresso libero, un mese per vedere, tra gli altri anche i Genesis, nonché Peter Gabriel, Phil Collins, Steve Hackett

Un appuntamento imperdibile per tutti gli appassionati di musica e fotografia. "Uno spettacolo visivo con immagini di artisti, di concerti, di luoghi, oggetti e strumenti della musica", racconta l'organizzatore Massimo Bonelli al bimestrale PROG

Gli obiettivi rock sono quelli di Paolo Brillo, Renzo Chiesa, Jill Furmanovsky, Giovanni Gastel, Bruno Marzi, Massimo Monghini, Moreno Nicoloso, Fabio Nosotti, Graziano Perotti, Rodolfo Sassano e Fabio Treves. Fotografi  che hanno fatto della musica uno dei temi della propria arte.

Massimo Bonelli è l'ex direttore generale della Sony Music, con oltre 30 anni di discografia alle spalle. Al suo attivo ha la mostra “Una Vita tra Pop & Rock” del 2014, opere e merchandising raccolti nei suoi anni di discografia. Nel 2016 ha organizzato la mostra “I Colori del Rock”, con la partecipazione di pittori, grafici, scultori.

Per informazioni: Massimo Bonelli – curatore:  massimo-bonelli@hotmail.it
Manuela Reggiori – ufficio stampa: reggiori.manuela@gmail.com

Peter Gabriel, il messaggio VIDEO per il 25.mo anniversario di WITNESS

Peter Gabriel ha fondato WITNESS nel 1992 con "Human Rights First" e "Reebok Human Rights Foundation". Ecco il suo messaggio per il 25.mo anniversario. GUARDA IL VIDEO:

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A 25 anni compiuti, l'organizzazione ha un'agenda ambiziosa: rendere possibile per ognuno e ovunque utilizzare video e tecnologie per proteggere e difendere i diritti umani.

L'11 maggio scorso WITNESS ha festeggiato il 25.mo anniversario con un appuntamento benefico a New York City.

In questo video-messaggio, Peter ricorda le conquiste del passato e guarda al futuro, come WITNESS si impegnerà nel supporto alla lotta per i diritti umani.

Ecco un video che ricorda i 25 anni di WITNESS:

Peter Gabriel, il compleanno di So

Peter Gabriel - So

Compleanno di So, l'album che, uscito il 19 maggio 1986, ha regalato a Peter Gabriel il successo mondiale totale,  non ancora arrivato con i primi quattro dischi.

Ecco 10 elementi che raccontano la svolta di Peter.

by Eugenio Delmale

1. Dopo quattro album in cui tutti i piatti della batteria erano spesso banditi, Red Rain, che apre So, inizia proprio con una spiazzante reintroduzione dei "metalli" inutilizzati. Una significativa rottura con il passato, forse a voler dimostrare che l'autore è un Peter Gabriel nuovo. Il primo suono del brano, infatti, è quello del charleston e dei piatti di Stewart Copeland dei Police, uno dei tanti collaboratori illustri di questo disco.

2. Difficile da credere, ma Sledgehammer è stata inserita nell'album solo all'ultimo momento ed è nata quasi per caso, da un'idea che girava in testa a Peter, ma che non era stata ancora sviluppata, anche se le registrazioni del disco erano quasi ultimate. La sezione ritmica è nata per prima, creata dal nuovo batterista Manu Katché e da Tony Levin al basso, poi la chitarra di Daniel Lanois (altra novità, soprattuto in veste di produttore), infine la sezione di fiati dei Memphis Horns. Il titolo deriva dalle metafore di tipo edile usate da Gabriel e Lanois in sala di incisione. Il singolo arriva quarto in UK e primo in USA, scalzando proprio Invisible Touch dei Genesis. E il video del brano è da record. Leggi QUI l'articolo di Horizons Radio.

3. Riporta Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno), che il caratteristico suono del basso di Tony Levin in Don't Give Up, deriva dall'uso dei pannolini della figlia, per ottenere quel tono ovattato. La voce femminile doveva essere inizialmente quella di Dolly Parton, star del country americano, la quale non accetta. Così Gabriel si rivolge a Kate Bush, rimanendo molto soddisfatto. Anche se, scrive Gabriel nelle note di copertina dell'album, restano le radici "gospel/country (...) nel fantastico modo di suonare il pianoforte di Richard Tee". Questo inno alla possibilità di superare gli ostacoli ha aiutato tante persone. "Gabriel ha dichiarato che una ben nota rockstar e un attore comico gli hanno entrambi confessato che la canzone li ha convinti a rinunciare al suicidio". (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana)

4. Insolitamente il testo di That Voice Again è scritto insieme a David Rhodes, il quale, con Gabriel e Lanois, è il terzo artefice principale del disco. Una soluzione cui è dovuto ricorrere il produttore canadese, visto che Peter non si decideva a ultimare le liriche della canzone. E' possibile che Gabriel non riuscisse ad andare avanti per il tema del brano, che fa riferimento alla sua crisi coniugale del momento con Jill. Dopo 10 anni ("per non creare connessioni con i Genesis", ha raccontato alla rivista italiana Ciao 2001), torna nella musica del cantante la chitarra 12 corde, suonata da Lanois. Come accade rarissimamente, il brano inizia con il ritornello.

5. In Your Eyes vede la partecipazione di vari coristi tra i quali Jim Kerr dei Simple Minds e soprattutto il cantante senegalese Youssou N'Dour, che qui canta in lingua wolof. E' verosimilmente una dichiarazione d'amore per Rosanna Arquette, l'attrice americana conosciuta la sera del concerto Six of the Best (leggi e ascolta lo speciale di Horizons Radio). In crisi con Jill da anni, Peter aveva un strana relazione con lei. Sicuramente è la prima canzone d'amore diretta composta da Gabriel nella sua carriera da solista. E dire che inizialmente si intitolava Sagrada Familia ed era ispirata alla Cattedrale di Barcellona e al suo creatore, Antoni Gaudì.

6. Varie voci di Peter sovraincise contribuiscono alla bellezza toccante di Mercy Street. Tra queste, una particolarmente bassa è stata registrata alle sette del mattino, per ottenere un cupezza naturale. Le percussioni sono del brasiliano Djalma Correa, registrate da Gabriel a Rio de Janeiro. Il meraviglioso lavoro al basso è di Larry Klein. Benchè ufficialmente ispirata all'opera quasi omonima della poetessa americana Anne Sexton, Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno) riporta un episodio, raccontato dallo stesso Gabriel, che potrebbe aver influenzato il testo: un atterraggio di fortuna, proprio del volo per il Brasile, preso per incontrare Correa.

7. Una prima versione di Big Time, con il titolo Success era stata registrata ai tempi di Security. Terzo singolo dell'album, ha raggiunto l'ottavo posto in classifica negli Stati Uniti, dove apprezzavano il clima funky del brano e la sua filosofia, così vicina al sogno americano, anche se declinata con ironia. Fondamentale nel brano è la drumstick bass guitar, suonata da Tony Levin, che preme le corde, e da Jerry Marotta, che le percuote, ottenendo quel sound caratteristico della parte ritmica, abbinato alla batteria di Stewart Copeland.

8. Registrata originariamente per Melt, poi candidata a entrare in Security, We Do What We're Told (Milgram's 37) è diversa dalle altre tracce del disco, visto che arriva da tempi musicalmente remoti per Peter. Suonata in tour sin dal 1980, infatti, era una vecchia conoscenza dei fan della prima ora. "Sta lì a dimostrare al suo nuovo pubblico che se Gabriel voleva poteva essere ancora inquietante e disturbante". (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana).  Il testo è notoriamente basato su un esperiemento che dimostrava scientificamente la "banalità del male" nazista, tema utilizzato anche dai Genesis nel brano Just A Job To Do (Album Genesis).

9. Il vinile termina con Milgram, ma non le versioni su cassetta e CD, chiuse da This Is The Picture (Eccellent Birds) - e, nelle rimasterizzazioni, da In Your Eyes -, variazioni dettate dall'ossessione di Gabriel per la sequenza dei brani e per la buona miscela tra code e attacchi degli stessi. Inserire This Is The Picture è stata una scelta singolare, visto che, composta con Laurie Anderson,  faceva già parte dell'album dell'artista americana di due anni prima Mister Heartbreak, in una versione diversa e con il titolo Eccellent Birds. Gabriel l'ha voluta temendo di non avere abbastanza materiale, altra bizzarria, visto che disponeva di brani già completi e inediti come Don't Break This Rhythm o Curtains, che invece diventeranno il lato B dei singoli Sledgehammer e Big Time.

10. Infine la copertina e il titolo So. Sorprendentemente l'album esce con una confezione esteriormente normale, con un bel ritratto di Peter realizzato da Trevor Key e nessuna delle stranezze formali presenti in quelle precedenti. Per la prima volta, inoltre, Peter decide di utilizzare un titolo. La rivista Rolling Stone gli ha chiesto il perché. "Il nuovo album ha un titolo universale, - risponde Gabriel -, così la gente non rischierà di comprare due volte lo stesso disco. Sono molto contento di averlo fatto, perché è in linea con il piccolo cambiamento dello stile; volevo che l'album fosse elementare, vivo, naturale". (Cit. in Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana). Al grande successo del disco ha contribuito il video di Sledgehammer, oggetto di un altro articolo di Horizons Radio - LEGGILO QUI. Ecco come Stephen R. Johnson e Peter Gabriel hanno realizzato questo e i successivi.

© Horizons Radio. Riproduzione riservata.

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Peter Gabriel, tornano in vinile le sue colonne sonore

Peter Gabriel sta per far ri-uscire in vinile le sue colonne sonore: Birdy, Passion e, per la prima volta, Long Walk Home.

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Lo rivela in esclusiva 

“Ho sempre amato la musica da film”, racconta Gabriel al magazine. “E sono stato fortunato a creare la colonna sonora per tre pellicole molto diverse. Film con storie forti, memorabili prove d'attore e grandi registi come  Alan Parker, Martin Scorsese e Phillip Noyce”.

Il rapporto di Peter con il cinema è molto stretto, dalla London School of Film Technique, frequentata da ragazzo alla mancata collaborazione con William Friedkin. Per non parlare di una versione cinematografica di The Lamb Lies Down On Broadway, da sempre nella mente di Gabriel.

Ho sempre voluto imparare a dirigere un film - rivela a Uncut - così quando Alan Parker mi ha proposto di comporre la colonna sonora di Birdy e entrare in questo mondo, mi sono buttato nell'impresa”.

E' la prima volta che Long Walk Home è disponibile in vinile. ASCOLTA:

Ecco tutte le varie versioni in cui è possibile acquistare gli album.

Peter Gabriel ‎– Mr. Mozo Risin’ Vinyl, LP, Unofficial Release

Peter Gabriel ‎– Mr. Mozo Risin'

Etichetta:
Not On Label (Peter Gabriel) ‎– THRWM 1815
Formato:
Vinyl, LP, Unofficial Release
Uscita:
1980
"Recorded on stage in october 1978 at Stoneybrook University. On side two, cut three alive in Detroit 1977, cut four alive in Brighton 1977, last cut in Chicago 1979.
Two or three very limited numbered reissues of this release-some in clear vinyl and some numbered." by
 

Peter Gabriel, the First Ever! La prima volta Live da solista

40 anni fa, il 5 marzo 1977, Peter Gabriel torna sul palco, ma in versione solista. Ecco ricordi, suoni e immagini di quel giorno storico al Capitol Theatre di Passaic, New Jersey, USA.

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Ecco la scaletta (e la registrazione audio di alcuni brani):

Here Comes The Flood 02:00

On The Air 04:45

Moribund The Burgermeister 04:35

Waiting For The Big One 07:59

Why Don't We? 06:59 (brano inedito con idee che tornano in Family Snapshot)

Excuse Me 03:59

Humdrum 03:31

Solsbury Hill 04:39

Ain't That Peculiar? 04:20 (cover)

Song Without Words 03:01 (inedito, che diventerà Indigo)

All Day And All Night 03:37 (cover)

Here Comes The Flood 05:55

Slowburn 05:06

Modern Love 04:20

Down The Dolce Vita 07:55

Back In N.Y.C 05:24 (bis)

Brani tratti dai primi due album di Peter Gabriel (anche se quelli di PG2 sono solo in versione primitiva o embrionale, come abbiamo visto):

E dai Genesis di The Lamb Lies Down On Broadway:

La band:

Tony Levin - basso, Allan Schwartzberg - batteria, Jim Maelen - percussioni, Steve Hunter e Robert Fripp (con l'alias Dusty Rhodes) - chitarre, Larry Fast - sintetizzatori, Phil Aaberg - tastiere.

Guarda le foto sul palco - CLICCA

Curiosità: Mike rutherford e Tony Banck sono presenti al concerto.

Angolo del Collezionista: PG1 RARO (Ebay)- CLICCA

Per approfondire (clicca sull'immagine per acquistarli):

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