40 anni fa, il 13 luglio 1985, la doppia esibizione di Phil Collins al Live Aid di Londra e Filadelfia – il RICORDO di PHIL

Il 13 luglio 1985 Phil Collins Γ¨ il protagonista di una clamorosa doppia esibizione al Live Aid, una a Londra, l’altra a Philadelphia, dall’altra parte dell’Atlantico.

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I luoghi indimenticabili nella storia di Genesis & Co., attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

In occasione dell’anniversario, Angelo De Negri e Aldo Pedron hanno pubblicato il libro “Live Aid il juke-box globale compie 40 anni”, 550 pagine di ricerca sul contesto storico e musicale in cui si inserisce l’evento, di cui analizziamo tutti gli aspetti organizzativi, musicali e televisivi. Aneddoti e testimonianze.

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Ma torniamo a Phil. Verso le tre del pomeriggio, lui e Sting salgono sul palco di Wembley, accolti da un boato del pubblico.

Ma non tutto fila liscio: Sting dimentica le parole di Every Breath You Take.

“Un attimo prima di entrare in scena, con la massima disinvoltura, Sting mi avverte: Β«A proposito, qualche volta faccio casino con le parole…Β». Un attimo dopo, in piedi davanti al pianoforte, mi affanno a leggere i versi mentre lui Γ¨ partito per la tangente dall’altra parte del palco: Β«Every breath… every move… every bond…Β»”, ricorda Phil, nella sua autobiografia “No, non sono ancora morto”, trad. Anna Mioni, Mondadori.

Non solo. La giornata Γ¨ molto calda, anche a Londra. Ancora Phil:

“Il palco Γ¨ bianco, splende il sole e si muore di caldo. Sono cosΓ¬ sudato che mentre suono Against All Odds un dito scivola sui tasti del pianoforte. Una vera stecca, sento quasi rabbrividire gli ottantamila fan che riempiono Wembley. E non soltanto loro, quella nota sbagliata Γ¨ arrivata in tutto il mondo. Se aggiungiamo il pasticcio di Every Breath, sto giΓ  facendo la figura del principiante.”

 

A Wembley Phil esegue anche In The Air Tonight, poi, insieme a Sting, ecco Long Long Way to Go:

L’esibizione londinese di Phil Collins finisce cosΓ¬. Ma non la sua lunga giornata. Lo attende un Concorde per gli Stati Uniti. Ricorda Phil:Β 

“Non volevo passare per l’unico sbruffone che suonava a entrambi i concerti, e mi avevano assicurato che anche i Duran Duran avrebbero preso l’aereo per Philadelphia. SenonchΓ©, per qualche ragione, i Duran Duran si esibiscono solo in America. Insomma, da un momento all’altro l’atmosfera cambia completamente.”

Addirittura, a metΓ  del volo del Concorde, Γ¨ in programma un collegamento televisivo dall’aereo. Eccolo:

Ed ecco come lo ricorda Phil:

“Negli studi televisivi a Londra, i presentatori della BBC alimentano l’eccitazione del pubblico. Β«Eccoci in diretta con Phil Collins dalla cabina del Concorde! Come va, Phil?Β»

Β«Tutto bene, siamo a metΓ  strada…Β»

Billy Connolly, Andrew Ridgeley degli Wham! e Pamela Stephenson, gli ospiti in studio, sono perplessi. Non sentono altro che gracchi indistinti e interferenze.”

Arrivato in elicottero dal JFK Airport di New York al JFK Stadium di Philadelphia, Phil accompagna alla batteria Eric Clapton in White Room:

She’s Waiting:

E Layla:

Ricorda Phil:Β “Il set con Eric Γ¨ divertente e spensierato. Con il suo batterista Jamie evitiamo di tagliarci la strada, e il risultato Γ¨ splendido. “

Poi si esibisce da solo. Di nuovo Against All Odds (Take a Look at Me Now) e In the Air Tonight:

Quindi Γ¨ il delicatissimo momento della reunion dei Led Zeppelin. Phil suonerΓ  con loro. Lo aveva invitato l’amico Robert Plant, prima ancora che venissero coinvolti gli altri ex membri e il Live Aid si trasformasse nel loro clamoroso ritorno insieme. Ma giΓ  prima di salire sul palco l’atmosfera non Γ¨ delle migliori.

Phil:Β “Robert da solo: un tipo adorabile. Robert e qualsiasi cosa abbia a che fare con gli Zeppelin: Γ¨ come se si producesse una strana e malevola reazione chimica. È tutto cupo, persino diabolico. Jimmy Γ¨ palesemente – diciamo cosΓ¬ – nervoso e irritabile. (…) ora mi stanno presentando John Paul Jones, che Γ¨ muto come un pesce. Poi Γ¨ la volta di Tony Thompson. Mi accorgo che mi tratta con estrema freddezza. (…) Gli parlo dei rischi dei due batteristi sul palco: sono anni che lo faccio con i Genesis e la mia band, so perfettamente quanto Γ¨ facile che vada tutto a rotoli. Il segreto, come ho imparato a mie spese, Γ¨ stare sul semplice. Lo sguardo di Tony, perΓ², mi dice che non sa che farsene delle Β«dritteΒ» di un opportunista appena atterrato da oltreoceano con il Concorde.”

Phil introduce Robert Plant e i Led Zeppelin (ecco l’intera esibizione):

Eseguono Rock and Roll, Whole Lotta Love eΒ Stairway to Heaven.Β 

Ma Phil non ha un buon ricordo dell’esibizione: “Sin dall’inizio mi rendo conto che le cose non vanno per il verso giusto. Dalla mia posizione sento poco Robert, ma quanto basta per accorgermi che non Γ¨ al suo meglio. Altrettanto vale per Jimmy.

Non ricordo nemmeno di aver suonato Rock and Roll, ma so di averlo fatto. Ricordo perΓ² lunghi e atroci minuti di quello che Robert chiama sdegnosamente Β«lavoro a magliaΒ», ovvero il drumming a effetto (…) percuotere l’aria per evitare di contribuire al disastro. Se avessi saputo dell’altro batterista, mi sarei chiamato fuori ben prima di arrivare a Philadelphia.

Sul palco, tengo gli occhi incollati su Tony Thompson. Mi tocca andargli dietro, perchΓ© picchia come un dannato e ha deciso di ignorare i miei consigli. (…) Il punto Γ¨ che mi sentivo spaventosamente a disagio, se avessi potuto sarei uscito dal palco a metΓ  diΒ Stairway, se non prima. Ma ve le immaginate le reazioni?”

E con certo sollievo che Phil porta a termine l’esibizione con i Led Zeppelin. Ora deve “soltanto” affrontare un’intervista insieme a loro. Eccola:

Ancora Phil dalla sua autobiografia:Β Hunter inizia a porre domande semplici, ma nessuno lo prende sul serio. Robert e Jimmy danno risposte vaghe e impertinenti, John Paul Jones Γ¨ sempre muto come un pesce.

Mi dispiace per Hunter. È in diretta mondiale e il pubblico lo guarda con il fiato sospeso, ma i ragazzi gli stanno facendo fare la figura dell’idiota. E cosΓ¬, pur non avendo alcun titolo, cerco di salvare il salvabile rispondendo io.”

Nel backstage Collins ha pure il fiato per riassumere questa lunga giornata in un’intervista singola, ancora con Hunter:

Ma nella sua autobiografia il riassunto Γ¨ ben piΓΉ tagliente ed efficace: “Wembley, Heathrow, il Concorde, ilΒ JFK (aeroporto e stadio), le quattro performance, una delle quali infernale”.

Un ultima curiositΓ : sul Concorde Collins aveva incontrato l’attrice e cantante Cher, che non era a conoscenza dei concerti. Dopo aver raggiunto gli Stati Uniti, ha assistito a quello di Philadelphia e la si puΓ² vedere mentre si esibisce nel brano collettivo finale We Are the World.Β 

Anche Phil era stato invitato a partecipare, ma aveva declinato per stanchezza (e non solo, visto com’era andata con Plant & Co.).

In albergo accendo la tv e vedo gli ultimi spasmi del concerto di Philadelphia. Un momento, chi Γ¨ quella sul palco? Cher – racconta Phil-.

È la degna conclusione di una giornata di follia. Non solo Γ¨ riuscita a entrare, ma ha un microfono in mano e sta cantandoΒ We Are the World. Forse proprio il mio verso.”

I ricordi di Phil Collins sono tratti dalla sua autobiografia “No, non sono ancora morto”, trad. Anna Mioni, Mondadori

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