55 anni di “Nursery Cryme”, 3.a tappa: Steve Hackett entra nei Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

“Nursery Cryme” compie 55 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

La nostra terza tappa si svolge il 14 dicembre 1970: nei Genesis arriva il nuovo chitarrista solista: Steve Hackett.Β Quel giorno, infatti, scorrendo il Melody Maker, Peter Gabriel viene incuriosito dall’insolito annuncio di un certo Steve. Eccolo:

Da newslines.org

Come abbiamo visto nelle precedenti tappe – LEGGIΒ -, la band Γ¨ stata vicinissimaΒ a sciogliersi, perchΓ© Anthony Phillips ha lasciato i compagni d’avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, l’attuale batterista.Β 

I Genesis hanno giΓ  ingaggiato Phil Collins alla batteria – LEGGI, ora devono trovare un valido sostituto alla chitarra.

Hanno giΓ  provato in concerto sia Ronnie Caryl, grande amico di Phil (ha fatto l’audizione con lui) e chitarrista dei Flaming Youth, cheΒ Mick Barnard, membro dei Farm, ma entrambiΒ  non hanno convinto gli esigenti membri della band.

Dopo l’addio di Anthony Phillips – LEGGI e poi con l’arrivo di Phil, i Genesis hannoΒ quindi continuato come quartetto, con Tony che suonava tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. La ricerca ora sembra finita.

Ricorda Tony Banks in Genesis. Il fiume del costante cambiamento, di Mario Giammetti, Editori riuniti:

«Mike aveva fatto audizioni per lungo tempo, ma io e Peter ci convincemmo che stava cercando di trovare qualcuno che suonasse proprio come Ant, il che era ovviamente impossibile. Così andammo noi due a sentire Steve. Era veramente in gamba, a guardarlo sembrava uno dei tanti, invece sapeva comporre, sperimentare, non era il classico chitarrista scalmanato».

E ricorda Steve nello stesso preziosissimo libro di Giammetti:

Β«Suonavo un po’ alla Jimmy Page, con assolo veloci che mal si sposavano alla delicatezza delleloro canzoni. I primi tempi furono davvero difficiliΒ».Β 

Nella sua autobiografia A Genesis in my bed…:

…Steve afferma che quell’annuncio suggeriva alte aspettative nei suoi confronti, ma deve aver avuto il tono giusto, perchΓ© ha attirato l’attenzione di un altro idealista che la pensava come lui:

Β«Era uno di quei grigi giorni di fine autunno, ero tornato nella mia camera da letto a esercitarmi con la chitarra, dopo aver aiutato la mamma a portare la roba nella spazzatura in cortile, e a sognare un roseo futuro lontano, quando il telefono squillΓ². “Ciao, mi chiamo Peter Gabriel. Ho appena letto il tuo annuncio…”.Β»

Steve ricorda il provino con Peter e Tony. Suona alcuni brani da solo e con suo fratello John, anche un po’ diΒ  blues con l’armonica mentre John lo accompagna. Uno di essi, The Hermit, sarebbe apparso piΓΉ tardi in “Voyage of the Acolyte”. Ancora Steve:

Β«Suonavo sia la chitarra elettrica che quella acustica, e mi aiutava il fatto di suonare anche la dodici corde. Il mioamore per tutti e tre i tipi di chitarra mi mise in buona luce con i ragazzi. Penso che abbiano apprezzato il mio approccio eclettico e il mio interesse per tutti gli stili
musica. Se mi fossi reso conto che ero in competizione con circa quaranta altri chitarristi sarei stato molto piΓΉ piΓΉ nervoso. Probabilmente Γ¨ stato un bene che io fossi in beata ignoranza. Pete ha fatto tutto il discorso e Tony Γ¨ rimasto seduto lΓ¬ in silenzio, con un’espressione vuota. Non prima di sei mesi dopo Tony mi disse: “Mi Γ¨ piaciuto molto quello che hai suonato quel giorno”. Non l’avrei mai capito! Ma ho apprezzato il commento.Β»

Superato lo scoglio rappresentato da Peter e Tony, Steve ha bisogno di assicurarsi l’appoggio di Mike Rutherford, “l’altro nostro chitarrista”, che non Γ¨ con loro perchΓ© convalescente.

Ricorda Mike nella sua autobiografia The Living Years:

Β«Quando Pete e Tony portarono Steve a casa mia penso che avessero giΓ  deciso di farlo entrare nel gruppo, solo che non volevano dare l’impressione che mi stessero scavalcando. (…)

Steve non sembrava uno di noi. Aveva l’aspetto di uno studente d’arte. (…) E la cosa meno prevedibile era he gli piaceva la chitarra acustica. (…) Mi parve subito che ci fosse intesa tra di noi.Β»

Subito i due iniziano a scambiarsi accordi e a suonare insieme. VannoΒ d’accordo, entrano immediatamente in sintonia e Mike invita Steve a passare la notte da lui. CiΓ² ha dato loro la possibilitΓ  di suonare tanto e conoscersi meglio.

Phil Collins gli piace subito, Γ¨ il tipo di persona capace di disinnescare le atmosfere con una battuta veloce durante durante le sessioni di prove tese. Condividono l’amore per i film e vanno spesso al cinema insieme.

Ma uno degli scogli piΓΉ duri al suo arrivo nei Genesis Γ¨ rappresentato dal sentirsiΒ il successore di Anthony Phillips. Ricorda Steve:

Β«Ammiravo molto il suo modo di suonare e di comporre.
Il suo lavoro con la dodici corde era squisito. Ero preoccupato di non essere in grado di eguagliarlo agli occhi degli altri. Ant Γ¨ sempre stato un ragazzo adorabile con un fantastico senso dell’umorismo oltre che un favoloso musicista e compositore.Β 
Anche se non siamo mai stati nella band insieme, io e lui siamo diventati amici e lo siamo ancora oggi. (…)
Ma in quei primi giorni dei Genesis mi sentivo costantemente nervoso, e ci volle un po’ per superare quel senso di differenze sociali.Β»

La prima prova insieme Γ¨ a West Hampstead:

Β«Mi resi conto che avevo bisogno di imparare non solo le canzoni ma anche il gergo dei Genesis. Avevano strane parole per diverse cose come “tipo” per una forma di accordo. “Questo Γ¨ un bel tipo”, diceva Mike. Avevano il loro linguaggio e condividevano esperienze che mi sembravano estranee. Avevano un’aura di mistero e io mi sorprendevo a chiedermi cosa stessero pensando. Erano pazienti con me e Richard MacPhail, che era sempre a disposizione per sostenerci come amico intimo, roadie e terapeuta interno era molto rassicurante.Β»

Poi Γ¨ il momento di fare sul serio e iniziare le prove del nuovo album, “Nursery Cryme”, appunto. I Genesis si spostano al “Cottage”, nel Sussex, una proprietΓ  di Tony Stratton-Smith. Dalla popolare e familiare Pimlico alla nobile e silenziosa campagna inglese il passo Γ¨ grande per Steve.

Inoltre, Steve Γ¨ l’unico a essere single nel gruppo. Nel cottage si aggirano varie fidanzate. Lui non ha nessuno, neanche un amico, da portare lΓ¬.

Per fortuna c’Γ¨ la musica su cui concentrarsi e un capolavoro da far nascere. Un’altra tappa che ci porterΓ  all’uscita di “Nursery Cryme”.

Ulteriori dettagli, Steve li ha raccontati nel suo blog:

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Le altre tappe dei 55 anni di “Nursery Cryme”:

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