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Harlequin: il drum fill di Phil Collins in “In The Air Tonight” suonato su 99 tom – VIDEO

Tutte le forme d'amore per Genesis & Co.: quadri, disegni, fotomontaggi, immagini, musica, omaggi di ogni tipo*

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By Jared Falk

Questo potrebbe essere il drum fill più lungo del mondo.

Jared Falk ha fatto durare il mitico fill di "In The Air Tonight" un minuto intero e lo ha suonato suonato su 99 tom mentre correva nelle stanze degli uffuci di Drumeo.

Un vero record.

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Richard Macphail: il libro “La mia vita con i Genesis” disponibile in italiano – COMPRA

Il libro dell'ex tour manager della band con la prefazione di Peter Gabriel, già uscito in inglese, ora nella versione italiana.

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Si intitola "La mia vita con i Genesis", la versione italiana del libro di Richard Macphail, l'ex road manager del periodo che va dal 1969 al 1973, dei primi giorni della band e delle sessioni per la registrazione dell'album Trespass , che prese vita proprio nel leggendario Cottage di proprietà dei suoi genitori.

Acquistalo su Amazon:

Figura sempre più importante all'interno dei Genesis, fino al clamoroso addio dopo Foxtrot. Ufficialmente per occuparsi d'altro, ma pare che fosse sempre più in difficoltà di fronte agli appetiti del music business nei confronti della band.

Un ultimo e caldo saluto lo si può trovare nel retro di copertina dell'album Genesis Live, tanto da mettere in allarme i fan e far loro temere la morte di Richard. Il quale è invece vivo e vegeto, ancora in contatto con Genesis & Co. e partecipa spesso ai Genesis Day in tutto il mondo, Italia compresa.

Già in "My Book Of Genesis" la prefazione di Peter Gabriel dimostra gli ottimi rapporti di Macphail con gli ex compagni d'avventura. 

Il libro è scritto con Chris Charlesworth e darà ai lettori un quadro nella vita della band di quel periodo, vista dalla sua angolazione. Oltre a Gabriel ci saranno interventi degli altri membri della band e ancora più foto e un capitolo inedito rispetto alla versione inglese.

Ti interessa invece la versione inglese? Clicca l'immagine qui sotto e acquistala su Amazon.

genesis-libro-macphail-ora-prenotabile

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Genesis: inizia il Foxtrot tour, 9 settembre 1972 – PODCAST, VIDEO & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Il 9 settembre 1972, al Seloncourt Festival nella Halle Polyvalente di Montbeliard in Francia i Genesis iniziano il Foxtrot Tour, ricco di colpi di scena e momenti storici per il gruppo. Ecco il racconto di quei giorni. 

Ascolta il podcast (in italiano) in occasione dell'anniversario dei 45 anni:


  1. Storie d'estate: 9 settembre 1972, inizia il Foxtrot Tour
    D.B.

    17:29

Il Foxtrot Tour dei Genesis tocca il Regno Unito, l'Europa e il Nord America

Lo show al National Stadium di Dublino, il 28 settembre, resterà nella storia dei Genesis perché, nel finale di The Musical Box, Peter Gabriel si presenta sul palco indossando una testa di Volpe e un vestito rosso da donna di sua moglie Jill, all'insaputa dei compagni. L'inizio di un'epoca di teatralità e costumi, che ha dato alla band una visibilità e un popolarità finora sconosciute.  

Infatti, il 9 febbraio, al Rainbow Theatre di Londra, Peter Gabriel si porta in camerino un intero baule pieno e indossa sul palco i suoi famosi costumi e le maschere . Sulle note di mellotron di Watcher Of The Skies, Peter esce per la prima volta con il vestito nero e le ali da pipistrello sulla testa.  

Ecco l'effetto (in un video del tour successivo, ottobre 1973 Live Shepperton Studios):

E poi ancora, nuovi colpi di scena durante tutto il concerto. Immagini che segneranno, nel bene e nel male, la band per sempre. Ecco il commento di Phil Collins nella sua autobiografia "No, non sono ancora morto", Mondadori:

"Prima di questo non c’erano stati indizi del fatto che Peter volesse cominciare a travestirsi. Come, più avanti, non ci avvertirà della maschera da fiore che indosserà per la parte di Willow Farm in Supper’s Ready, e nemmeno per la scatola triangolare che si mette in testa per la parte successiva, Apocalypse in 9/8. Le vediamo anche noi nello stesso momento in cui le vede il pubblico. Lui non vuole saperne di decidere in gruppo, in questi casi. (...) Queste sono le cose molto fuori dagli schemi che fa ora Peter Gabriel sul palco con i Genesis. Dopo Dublino, la signora Volpe ricompare in ogni concerto, sempre nello stesso punto. Ci abituiamo presto, ed è meglio per noi: una foto di Peter con il nuovo costume finisce dritta sulla copertina del «Melody Maker», e fa aggiungere uno zero alla tariffa di ingaggio dei Genesis. Passiamo da trentacinque sterline a trecentocinquanta sterline a serata."

Racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years, Arcana:

"Eravamo stati tenuti completamente all'oscuro delle intenzioni di Pete; lui sapeva bene, del resto, che se ci avesse anticipato qualcosa avremmo tentato di fermarlo."

Ricorda Tony Banks in Senza Frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel di Daryl Easlea, Arcana:

"Altri facevano qualcosa con i costumi, ma noi sfruttavamo tutto lo spazio del palco. Quando andavi a uno spettacolo dei Genesis vedevi le tende velate, e poi il fumo artificiale, che sì adesso è un cliché ma allora non lo era affatto. Vedevi le ali di pipistrello e gli occhi  truccati. Sentivi il suono del Mellotron, praticamente il primo effetto in stereo. Non c'erano altri concerti di quel livello al mondo. I primi dieci minuti erano di una potenza incredibile. Penso che fummo tra i primi gruppi a cogliere la bellezza della fusione di musica ed effetti visivi. Un po' successe per caso e per fortuna, un po' perché l'abilità di Peter in quel senso era davvero unica."

LEGGI E ASCOLTA GLI SPECIALI DI HORIZONS RADIO SULL'ARGOMENTO:

La prima volta dei costumi di Peter Gabriel.

I Fiori Delmale: i costumi di Peter Gabriel.

E' durante questo tour che i Genesis sbarcano per la prima volta negli Stati Uniti, per  un concerto natalizio, pieno di problemi, alla Philharmonic Hall di New York il 13 dicembre 1972, preceduto da un live per pochi studenti alla Brandeis University di Boston due giorni prima. Ancora Phil Collins:

"Appena arrivati scopriamo che il nostro manager americano, (...) ci ha organizzato un concerto alla Brandeis University vicino a Boston, nel Massachusetts. All’ora di pranzo. Così la nostra prima esibizione in terra americana è una delusione atroce e sbrigativa. Agli studenti del New England il rock inglese, o quanto meno il nostro, importa ancora meno di quello che credevamo, e sembrano più interessati ai loro studi o ai loro panini. Questo non depone a favore delle buone sorti dei Genesis negli Stati Uniti d’America.

(...) Avvicinandoci per la prima volta a New York, siamo sopraffatti dall’enormità della metropoli che si abbatte su un gruppo già abbacchiato per l’insuccesso di Boston. Ma entrando al tramonto dal George Washington Bridge, lo skyline di Manhattan si accende a poco a poco, illuminato da milioni di luci. New York! L’abbiamo vista nei film, e ora siamo qui. (...) 

E poi andiamo alla Philharmonic Hall per fare le prove e scoprire un grossissimo problema: il sistema elettrico diverso in America implica che gli strumenti elettromeccanici vadano a 60 hertz e non a 50 come in Inghilterra. Questo significa che il Mellotron (un nuovo giocattolino che ci siamo comprati dai King Crimson) e l’organo Hammond sono fuori tonalità rispetto alle chitarre.

Ascolta i Genesis live alla Philharmonic Hall di New York:

Troviamo una soluzione improvvisata e, quella sera, facciamo il concerto alla meno peggio. Sembra che il pubblico non noti niente di strano, ma nonostante noi cinque siamo sincronizzati in modo telepatico, per i Genesis il concerto è un macello. Scendiamo dal palco, prendiamo l’ascensore fino ai camerini e l’aria è verde di rabbia. Persino anni dopo, solo nominare quel primo concerto a New York ci mette tutti in agitazione e fa tornare alla mente ricordi orribili."

Una prima tappa negli Stati Uniti non particolarmente riuscita, forse per i tempi non maturi e la notorietà della band ancora scarsa oltreoceano, nonostante la costosa campagna promozionale organizzata dalla filiale USA della Charisma, la Buddah Records. Sicuramente hanno avuto grande importanza i problemi tecnici. Ancora Mike:

"Il basso Rickenbacker  che suonavo emetteva un orrendo ronzio: non sentii una nota per tutta la serata. Anche gli altri non sentivano nulla e la sensazione era che stessimo buttando via un'occasione. (...) Subito dopo lo show scagliai a terra il mio basso in un attacco d'ira, imprecando e maledicendo."

Un'esperienza che viene ripetuta ai primi di marzo, con alcune date in USA e Canada, stavolta con maggior successo.

Il 20 gennaio 1973 inizia a Reggio Emilia la parte italiana del Tour. LEGGI E ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SULL'ARGOMENTO:

L'album Genesis Live è stato registrato nel febbraio 1973 durante la parte inglese del tour. 

Iniziato il 9 settembre 1972, appunto, il tour finisce il 26 agosto 1973 al Festival di Reading, UK. ASCOLTA L'ESIBIZIONE DEI GENESIS:

Setlist del tour:

  1. "Watcher of the Skies"
  2. "The Musical Box"
  3. "Supper's Ready"
  4. "The Return of the Giant Hogweed"
  5. "The Knife"

Altri brani eseguiti durante tour:

  • "Can-Utility and the Coastliners"
  • "Get 'Em Out by Friday"
  • "The Fountain of Salmacis"
  • "Twilight Alehouse"

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Video Memories: Buon Compleanno Ray Wilson, 8 settembre 1968 – VIDEO

Video Memories, la Storia di Genesis & Co. attraverso i video.

By D.B.

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8 settembre. Compleanno di Ray Wilson.

Ecco alcuni momenti con i Genesis:

Tracklist:

00:00:00 Intro

00:02:30 Band Introductions

00:03:36 Not About Us

00:06:42 More Band Introductions

00:12:04 No Son Of Mine

00:15:15 Interview

00:19:42 Supper's Ready (Part I Lover's Leap)

00:21:57 Interview

00:26:42 Turn It On Again

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Harlequin: We Do What We’re Told (Milgram’s 37) by Peter Gabriel (Piano Cover by Intheblink) – VIDEO

Tutte le forme d'amore per Genesis & Co.: quadri, disegni, fotomontaggi, immagini, musica, omaggi di ogni tipo*

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"Seeing the police target peaceful protesters and continue the very violence that is being protested got me thinking of this song. It is famously about Stanley Milgram's experiments in the 60's around obedience to authority. All it took was to teach the subject to listen to authority and then to depersonalize the "enemy" being harmed for seemingly normal people to (seemingly) inflict terrible harm. Maybe that is what is happening in the police force in America today.

I recently bought a Yamaha CP-80, which is the big brother of the Yamaha CP-70. It is an acoustic-electric piano that Peter used throughout the 70's and 80's and on into the 90's on the Secret World Live tour. In this recording, I am running the CP-80 through a Boss CE-2W in CE-1 mode with both knobs set to center to emulate the Boss CE-1 chorus that Peter often ran his piano through live and in the studio.

One doubt
One voice
One war
One truth
One dream"

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Il ritorno dei Genesis in Italia il 6, 7 e 8 settembre 1982 – PODCAST & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Il 6, 7 e 8 settembre 1982, i Genesis tornano in concerto in Italia dopo 7 anni di assenza. Ecco il racconto di quei giorni. 

Da www.genesis-movement.org

Ascolta il podcast (in italiano):

Per tanti ragazzi italiani - come me, che sono del 1963 - è il primo live dei Genesis, i quali non venivano in concerto dal lontano 25 marzo 1975. Allora c'era ancora Peter Gabriel, era il The Lamb Lies Down On Broadway Tour e quello del Parco Ruffini di Torino, sarebbe stato il loro ultimo concerto, per molti anni, a causa degli scontri con la polizia. La tournée italiana infatti fu annullata dopo gli incidenti e i tafferugli in altri live, che stanno per condannare il nostro paese a una quarantena senza artisti stranieri durata anni. Di fatto resta uno degli ultimi di quel periodo. GUARDA E ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SUL CONCERTO DI TORINO DEL 1975.

C'è quindi grande attesa soprattutto per i vecchi brani, da Supper's Ready a The Lamb, mentre è nettamente minore l'interesse verso gli album più recenti, specialmente Abacab.

Angolo del Collezionista: Locandina originale GENESIS in concerto Tirrenia 1982.

La prima data è a Tirrenia (Pisa), alla Festa Nazionale dell'Unità. Ecco un lungo servizio della RAI, a cui non è sfuggita l'importanza di questo evento per tanti appassionati dei Genesis.

GUARDA LE FOTO ed ecco la registrazione audio del concerto:

E' un'estate magica, quella del 1982. Noi del '63 abbiamo dato l'esame di maturità, studiando nei momenti lasciati liberi dall'indimenticabile Mondiale di Calcio di Spagna, vinto proprio dall'Italia. Poi ci siamo goduti il meritato riposo. Questi primi giorni di settembre, con i Genesis a pochi chilometri, sono l'ennesimo tassello meraviglioso di quel periodo.

E Phil Collins lo sa. Sa che siamo in attesa da tanti anni e sa che siamo i Campioni del Mondo. E ci gioca, con noi, ci fa urlare e ridere, sa che ci può prendere in giro e scherzare con noi, che abbiamo "fame" di loro.

Da www.genesis-movement.org

Infatti, nella seconda tappa, due date: il 7 e l'8 al Palaeur di Roma, la sua presentazione è trascinante. Ascoltala al minuto 16.00 della registrazione audio del concerto:

Certo, non sono più i Genesis che ascolto da quando ho 14 anni. Quelli di Nursery Cryme, il primo che ho scoperto di loro o di Foxtrot, il primo che ho comprato. Non sono neanche quelli di The Lamb, che ai primi ascolti mi ha spiazzato e che ho rivalutato più avanti negli anni, un caposaldo della storia del prog e non solo o di A Trick e Wind, quelli senza più Peter, ma ancora ottimi, fino al capolavoro live Seconds Out

Adesso non c'è più neanche Steve e gli ultimi album non sono minimamente all'altezza di quelli degli anni d'oro, ma i Genesis sono davanti a noi, in carne e ossa (GUARDA LE FOTO DI ROMA), capaci ancora di farci sognare con Supper's Ready, I Know What I Like, lunghi medley evocativi dei tempi migliori, come The Lamb Lies Down On Broadway + Watcher Of The Skies o  In The Cage + The Cinema Show + The Colony Of Slippermen + Afterglow.

Supper's Ready, appunto, ancora nelle scalette dei Genesis, ma ormai saltuariamente e con i concerti contati. Phil la presenta ricordandone il compleanno, perché in questi giorni compie 10 anni. Anzi, pare che tutto il tour prenda spunto da questo anniversario, oltre a pubblicizzare il terzo album dal vivo Three Sides Live. Per chi è lì con uno, anzi due convitati di pietra, Peter e Steve, e per chi evoca nei cori l'ex cantante, è un'apoteosi. Io l'ho adorata in Foxtrot, ma ho anche apprezzato la versione di Seconds Out. E devo dire che questa non delude affatto, anche perché Daryl Steurmer è ormai al quarto tour con i Genesis, il secondo in cui la suite è presente (manca nel Duke e nell'Abacab Tour).

I due assenti, appunto: Gabriel e Hackett. Non ci siamo certo fatti scappare Peter due anni prima, io l'ho adorato il 28 settembre 1980 al Parco delle Cascine, a Firenze, (il giorno dopo tappa a Genova e il 30 a Torino, vedi video sopra). Gabriel è stato tra i primi ad arrivare in Italia dopo la "riapertura delle frontiere".

E poi abbiamo apprezzato Steve meno di due mesi dopo, sei date italiane, io l'ho visto il 26 novembre al Palaeur di Roma. Mancavano quindi gli altri tre per riformare idealmente il quintetto base, quelli che per qualcuno sono i veri e unici Genesis (compresi tanti di coloro che sono a Tirrenia e Roma e che lo fanno capire in molti modi, anche poco civili, a volte).

Ecco perché l'atmosfera è caldissima. Impossibile restare seduti, ci accalchiamo tutti verso il palco e Phil ci prega di indietreggiare, c'è chi si abbraccia e chi si spintona (una mini-rissa si sviluppa proprio nel mio settore di parterre). Ma tutti alla fine siamo sudati, senza voce e felici, anche chi non ha gradito certi brani, perché i "nostri" Genesis hanno saputo miscelare vecchio e nuovo sapientemente.

E tutti, credo, pensiamo: alla prossima.

by D.B.

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Video Memories: Peter Gabriel @ Philipshalle, Dusseldorf Germania, 5 settembre 1980 – VIDEO RARO

Video Memories, la Storia di Genesis & Co. attraverso i video.

By D.B.

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5 settembre 1980, Peter Gabriel si esibisce dal vivo alla Philipshalle di Dusseldorf in Germania.

Ecco un raro estratto video di quel concerto:

Un raro filmato in bianco e nero, ripreso durante il China 1984 Tour il 5 settembre 1980 alla Philipshalle di Dusseldorf in Germania.

Line-Up:

Peter Gabriel - Vocals / Keyboards
John Ellis - Guitar
Jerry Marotta - Drums
Larry Fast - Keyboards
Tony Levin - Bass
John Giblin - Bass

Set List:

Intruder / I Don't Remember / Solsbury Hill / Family Snapshot / Milgram's 37 / Modern Love / Not One of Us / Lead a Normal Life / Moribund the Burgermeister / Mother of Violence / Humdrum / Games Without Frontiers / And Through the Wire / I Go Swimming / Biko / On the Air / Here Comes the Flood

Una curiosità. Per questo tour Gabriel decise di inventare una versione delle citazioni di Mao Tse-tung, contenute nel cosiddetto "Piccolo libro rosso di Mao", che aveva aiutato a consolidare la presa di potere di Mao nella Repubblica Popolare Cinese negli anni Sessanta.

Il programma del tour del 1980 suggeriva così un'opera di narrativa distopica, che riecheggiava il 1984 di Orwell nel nome, Cina Tour 1984, confondendo così per sempre gli storici.

Infatti Gabriel non è stato in tournée in Cina e non era il 1984. Il tour era limitato a Europa e Nord America. Fondamentalmente era una sua burla o chissà cosa.

In ogni caso, forse per ricreare la bizzarra parodia della Cina totalitaria del tour, la band indossava tute nere, simili a quelle cinesi, e il tour programme era fatto in modo, appunto, che assomigliasse alle citazioni del libro del 1966 di Mao Tse-tung.

Il libretto mostrava la testa di Gabriel sovrapposta a quelle di altri individui e annunci di giornali cinesi, manifesti politici e fumetti.

Queste immagini del Tour Programme sono tratte da Ebay.

Peter Gabriel - Melt

In occasione del 40ennale, Peter Gabriel ha pubblicto questo raro filmato di ‘Games Without Frontiers’ registrato live a Buenos Aires nel 2009.

Il 28 maggio 2020 Peter ha fatto uscire questo video che riprende un'intervista realizzata nel 2002 per l'uscita del CD ri-masterizzato. Gabriel parla della realizzazione del suo terzo album omonimo, appunto, chiamato Melt per via dell'iconica immagine di copertina, creata da Storm Thorgerson dello Studio Hipgnosis.

Ed ecco 10 motivi per riascoltare questo album.

1.  E' l'album di Gabriel maggiormente costellato di ospiti prestigiosi, come il produttore Steve Lillywhite e il chitarrista Dave Gregory (I Don't Remember e Family Snapshot) degli XTC, l'inizio della lunga collaborazione con David Rhodes, il vecchio amico Phil Collins e il percussionista Morris Pert (Intruder e No Self Control), la nuova collaboratrice Kate Bush (No Self Control e Games Without Frontiers), il sassofonista inglese Dick Morissey (Start), Paul Weller, allora leader dei Jam (And Through The Wire).

2. Per la prima volta Peter ha usato la drum machine (Games Without Frontiers e Biko, in particolare) e ha sperimentato alla batteria quel suono particolare, con il gated reverb, che caratterizza Intruder, utilizzato l'anno dopo da Phil Collins per In The Air Tonight. Una sonorità che è diventata un modello standard per buona parte del pop inglese degli anni ottanta.

3. Phil Collins inizialmente era scettico riguardo l'idea di non usare affatto i piatti. Ma Peter è stato inamovibile, dato che così poteva sfruttare i toni alti con tutta una nuova serie di sonorità, una varietà di campi da esplorare. Paradossalmente, Gabriel è stato accusato di plagiare Collins, quando In The Air Tonight ha avuto un successo planetario.

4. Gabriel è stato uno dei primi musicisti a utilizzare il Fairlight, un rivoluzionario sintetizzatore che campionava i suoni naturali. Peter addirittura ne divenne il distributore in Inghilterra, in società con un cugino. Nel disco troviamo anche sonorità nuove per il solco rock (post-progressive) in cui è ancora collocato, come lo xilofono (Intruder), il sax (Start), la marimba (No Self Control e Lead A Normal Life), la cornamusa,  i tamburi surdu e cori originali sudafricani (Biko).

5. Family Snapshot è ispirata dal libro An Assassin's Diary (Un diario di un assassino) di Arthur Bremer, testo che ha ispirato anche lo sceneggiatore del film Taxi Driver di Martin Scorsese. Ma un altro libro, Dispatches, le cui foto hanno suggerito a Gabriel alcuni verso di Games Without Frontiers, ha creato non pochi problemi di censura con la BBC.

6. L'album sembra avere un filo conduttore di devianza psicologica, affrontando temi come lo stalking (Intruder), schizofrenia e paranoia (No Self Control), la rimozione (I Don't Remember), la cattiva influenza dei media (Family Snapshot), l'assenza di comunicazione (And Through The Wire), la malattia mentale (Lead A Normal Life). Ma è importante anche l'aspetto "politico". Peter prende posizione contro la guerra (Games Without Frontiers), la paura per l'"altro" (Not One Of Us), l'apartheid (Biko).

7. Davide Castellini in Le canzoni di Peter Gabriel, Editori Riuniti, fa notare come siano tante le espressioni negative nei titoli e nei testi (no, don't, not, never without). Lo stesso Peter se n'era accorto, tanto che, sempre citato da Castellini, temeva di "trasformare l'album in una predica a un bambino, piena di non fare questo, non fare quello".

8. Gabriel era incerto se pubblicare o meno Biko nel disco. Nonostante la sua sincerità nei confronti del tema, temeva di non essere una voce valida per una causa così lontana geograficamente e socialmente da lui. Inoltre la storia di Steven Biko era stata raccontata già in varie canzoni, compresa A Motor Bike In Africa di Peter Hammill, suo amico, collaboratore, nonché vicino di casa a Bath.

9. Biko viene inserita poi nell'album su insistenza dell'amico Tom Robinson. "Fu una chiave di volta nella mia carriera di musicista e di paroliere", racconta Gabriel, citato da Mario Giammetti in Peter Gabriel. Not one of us, Edizioni segno. Inizia infatti il percorso di Peter verso l'impegno per i diritti civili, che lo vedrà in tutte le manifestazioni che il mondo della musica organizzerà per sensibilizzare il pianeta.

10. Per la copertina, quarta e ultima collaborazione con lo studio Hipgnosis e il suo fondatore Storm Thorgerson. Attraverso la tecnica denominata Krimsography, inventata dall'americano Les Krim, una Polaroid con il ritratto di Peter viene manipolata con una gomma da cancellare sull'emulsione ancora fresca. E l'effetto melt, appunto, che dà il titolo informale all'album, è fatto.

Peter Gabriel 3, Melt - Registrazione originale rimasterizzata - IN VENDITA SU AMAZON

Peter Gabriel - Melt

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Peter Gabriel: i suoi live classici pubblicati su vinile – INTERVISTA & PRE-ORDINA

Tra agosto, settembre, ottobre e novembre 2020, quattro concerti classici di Peter Gabriel vengono pubblicati su vinile da Real World. Tre di loro per la prima volta.

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Un periodo di vent'anni di esibizioni dal vivo in quattro album e da oltre quaranta canzoni diverse.

La tempistica delle uscite è progettata per aiutare il settore della vendita al dettaglio di musica indipendente man mano che i negozi iniziano a riaprire.

Tutti gli album sono disponibili per il pre-ordine.

Plays Live Live in Athens 1987 Secret World Live Growing Up Live
28 agosto 25 settembre 23 ottobre 27 novembre
2LP 2LP 2LP 3LP

Tutti gli album sono stati rimasterizzati e dotati di un codice di download audio ad alta risoluzione.

La serie inizia con Plays Live, il primo album live di Peter Gabriel del 1983, ripubblicato su 2LP il 28 agosto.

Sul sito di Peter è uscita un'intervista a Peter Walsh responsabile del missaggio e co-produttore di Plays Live e Secret World Live.

Il 25 settembre si passa al tour che ha sostenuto l'uscita del quinto album solista di Peter Gabriel, "So", con l'uscita di Live ad Atene il 25 settembre 1987, per la prima volta in vinile. 

Alla terza uscita, il 23 ottobre, ci troviamo immersi nello spettacolo del tour di Secret World Live.  Questa è la prima volta in vinile per "Secret World Live", presentato come set da 2LP.

L'ultima uscita di questa serie è Growing Up Live, il 27 novembre. Riprodotto in video, è la prima volta in vinile per "Growing Up Live", presentato come un set 3LP in copertina apribile, progettato da Marc Bessant.

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Harlequin: Racing in A by Steve Hackett (Acoustic Guitar Cover) – VIDEO

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"The almost impossible piece of classical guitar composed by Steve Hackett and recorded in the album "Please don't touch".
I know, I should have waited to get my classical guitar back to record it but it took me so long to get that middle speedy scale right..... I could not wait.
I will do it again when I will have my classical guitar fixed.
This video is under the "Fair Use" policy: Non-profit, educational or personal use tips the balance in favor of fair use.
No copyright infringement intended.
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Peter Gabriel: indizi e ammissioni che portano al nuovo album “I/O”

Peter Gabriel e le fasi del suo nuovo album "I/O" (titolo provvisorio e non ancora confermato dall'interessato), in preparazione da un bel po' di anni. Tutti gli indizi.

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Tutti i fan di Peter Gabriel si stanno chiedendo a che punto sia il nuovo album "I/O".

E Peter si sta divertendo a seminare alcuni indizi. L'ultimo è l'intervista a UNCUT Magazine, del 16 luglio 2020:

 

Prima, in un'intervista del 16 giugno 2020 alla BBC in cui aveva dichiarato:

«Per quanto riguarda la musica, non ho avuto tanto tempo come faccio di solito, che non è ancora come prima. Ma ci sono state delle novità. C'è una canzone COVID - beh, c'è un testo COVID, in realtà -. Mi è stato chiesto di scrivere qualcosa e probabilmente si trasformerà in una canzone. Quindi ci sono brani e pezzi che vanno nella giusta direzione». (Intervista di Matt Everitt).

Nel marzo 2020 Peter aveva scritto ad un giornale dando un altro indizio della propria attività compositiva, anche se molto a rilento.

Il sito genesis-news.com aveva segnalato la reazione di Peter Gabriel a un articolo del Times (vedi immagine sopra di Matt LeDonne tratta da genesis-news.com).

Peter ha così rivelato che sta lavorando a un nuovo brano sull'invecchiamento, chiamato "So Much".

In un articolo del 6 marzo, il quotidiano The Times riportava le parole di Phil Collins: "i vecchietti del Rock dovrebbero parlare della loro generazione".

Peter ha preso carta e penna e ha risposto che sta lavorando a una "canzone sull'invecchiare" chiamata "So Much".

L'immagine qui sopra l'ha postata su Twitter l'autore dell'articolo del Times, confermando che è stato proprio Peter ad aver risposto.

In una intervista a BBC Radio 6 Music nell'aprile del 2019, Peter aveva parlato di nuove canzoni e del album:

https://www.bbc.co.uk/programmes/m0003zly

Nell'inverno 2018 Peter ha pubblicato questo post su Facebook:

Alimentando di nuovo le speranze dei fan.

A questi indizi vanno aggiunti i brani che Peter ha solo citato, come "Here Comes Love?", di cui ha parlato su Facebook il 28 ottobre 2014 o fatto uscire in varie modalità e che non sono stati ancora inseriti in un album, come "I'm Amazing", postata su YouTube il 17 giugno 2016 (leggi qui come è stato accolto il brano) e ispirata alla vita e alle battaglie di Muhammad Ali.

 

La canzone è stata seguita poco dopo da "The Veil", arrivata l'8 septembre 2016 (leggi qui come è stato accolto il brano). Faceva parte del film di Oliver Stone "Snowden", ma senza entrare a far parte della colonna sonora (altro indizio questo che fece ben sperare).

Al momento il quadro è completo, nel senso che un po' di materiale è a disposizione dei fan anche se, essendo passato così tanto tempo ci si aspetterebbe qualcosa di più concreto. Staremo a vedere. Se vuoi rimanere aggiornato/a sugli sviluppi, iscriviti alle nostre newsletter qui sotto.

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