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#NowPlaying News: il documentario su Anthony Phillips “From Genesis… to Revelation” del 1998 ora su YouTube – VIDEO

Audio e video 100% Genesis & Co. Le novità del momento.

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Questo raro documentario di Anthony Phillips, uscito su VHS-video nel 1998, è ora disponibile su YouTube.

Guarda il video:

Il video era stato realizzato per accompagnare l'uscita della biografia di Ant.

Angolo del Collezionista

Ascolta Anthony Phillips:

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#NowPlaying News: Peter Gabriel nel film “Freedom Flight” per il 60° anniversario di Amnesty International – VIDEO

Audio e video 100% Genesis & Co. Le novità del momento.

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“Freedom Flight”, un lungometraggio di due minuti, con gli attivisti di Amnesty International in cinque punti di riferimento globali ed esposizioni d'arte di droni celesti per celebrare il 60 ° anniversario.

Guarda il video:

Una versione orchestrale dell'inno per i diritti umani di Peter Gabriel "Biko" fornisce la colonna sonora con le voci del coro gospel degli Spirituals a Londra e Angelique Kidjo e Nazanin Boniadi, tra gli altri, per una potente narrazione del poema "Ode to Amnesty" scritto appositamente da Bill Shipsey per il film e ora tradotto in venti lingue.

“Freedom Flight”, prodotto da Art for Amnesty e Celestial, una compagnia d'arte di droni all'avanguardia, per Amnesty International France è stato girato a Robben Island a Cape Town, Sydney Opera House, Jama Masjid Mosque, Nuova Delhi, Plaza del Zócalo, Città del Messico e al Palais de Chaillot, Parigi.

Gabriel, ambasciatore della coscienza di Amnesty International e sostenitore di lunga data dell'organizzazione per i diritti umani, ha dichiarato:

“E' stata una corsa contro il tempo ma ne è valsa decisamente la pena. The Spirituals Choir si impegna a raccontare storie di giustizia sociale a una nuova generazione che si sposa molto bene conquella che ha ispirato di Steve Biko.

“Ora più che mai, abbiamo bisogno di quante più persone possibile per iniziare a contrastare personalmente l'ingiustizia e per essere coinvolti in ogni modo possibile. Amnesty ha svolto un lavoro straordinario in tutto il mondo che credo sia davvero importante e supportato da quarant'anni, quindi sono stato molto felice che mi sia stato chiesto di aiutare con questo bellissimo film".

Foto e info dal sito web di Peter Gabriel.

Altre news su Peter Gabriel

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Steve Hackett: “Extra Hand Written Lyrics” torna disponibile per aiutare la sua crew e i lavoratori della musica

Per dare un aiuto alla sua crew e ai lavoratori della musica in questi tempi difficili, Steve Hackett ha aderito a molte iniziative. Ecco le ultime.

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Extra Hand Written Lyrics è disponibile adesso.

La risposta ai pacchetti di testi scritti a mano da Steve a sostegno della Hackett Crew è stata incredibile e commovente.

Hackett ha preso del tempo dal lavoro sul suo prossimo album per scrivere altre 25 copie di ogni canzone: "Shadow Of The Heirophant" e "Every Day".

Tutti i profitti andranno a sostenere la crew di Steve Hackett in questi tempi difficili.

Gli articoli speciali sono disponibili esclusivamente dal link qui sotto NON dal webstore principale HackettSongs.

Come prima, è probabile che si esauriranno MOLTO in fretta, quindi ordinate in fretta per evitare delusioni.

https://andreaholmesartist.com/steve-hackett-exclusives

Ecco i post di Steve che segnalano altre recenti iniziative:

STAGEHAND CHARITY - WIN A GIBSON LES PAUL SIGNED BY STEVE

https://www.crowdfunder.co.uk/win-steve-hackett-les-paul

The...

Pubblicato da Steve Hackett su Venerdì 12 marzo 2021

HANDWRITTEN LYRIC PACKAGE #2 - EVERY DAY

To provide further support to the Steve Hackett Crew through these difficult...

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 3 marzo 2021

Win a signed Gibson Les Paul by Steve Hackett!

I'm really excited to be involved with the #ILoveLive prize draws which...

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 3 marzo 2021

Le ultime di Steve su Horizons Genesis

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#NowPlaying News: Genesis, il film restaurato del Bataclan – VIDEO

#Nowplaying: audio, video & live dal web dedicati ai Genesis.

 

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Qui sopra ecco il nuovo film restaurato dello show dei Genesis del 1973 al Bataclan di Parigi è stato pubblicato su YouTube.

Il video, per gentile concessione del sito web The Genesis Museum, è stato restaurato a 4k.

Registrato il 10 gennaio 1973, durante il tour dell'album Foxtrot e girato su pellicola 16mm, il segmento del concerto di mezz'ora, più interviste aggiuntive, contiene The Musical Box, Supper's Ready, The Return Of The Giant Hogweed e The Knife.

"Questo è stato un progetto davvero grande", scrive Genesis Museum sul proprio canale YouTube GMusic. "La fonte aveva molte anomalie, ma c'era abbastanza "argilla" per plasmare questo in qualcosa di ancora migliore".

Le interviste sono state spostate alla fine del filmato, in modo tale da non interrompere lo spettacolo.

Ed è stato risolto i problema della qualità inferiore della bobina finale di The Knife, migliorando la luminosità e i dettagli.

E i risultati ottenuti collocano questo film tra i migliori dei Genesis dell'era Gabriel.

Le ultime della Band su Horizons Genesis:

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I 30 anni di Dusk Genesis Magazine: intervista al Fondatore e Direttore Mario Giammetti

Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ha compiuto 30 anni. Li racconta a Horizons Genesis il Fondatore e Direttore Mario Giammetti.

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I 30 anni di Dusk.

Il 16 marzo 1991 veniva chiuso nella redazione virtuale di Dusk il numero zero di una gloriosa fanzine (poi trasformatasi in rivista patinata) che, unica al mondo, resiste a tutt’oggi in forma stampata.

Per festeggiare questo incredibile anniversario, oltre al numero speciale riservato ai soli associati a cui stanno lavorando, l'ideatore e Direttore Mario Giammetti e il suo gruppo di lavoro hanno chiesto ai componenti dei Genesis di condividere la gioia con loro.

Guarda qui i video.

Mario Giammetti racconta a Horizons Genesis i 30 anni di Dusk.

- Quando e perché hai avuto l'idea di una pubblicazione dedicata ai Genesis?

Nel 1990 andai a trovare Anthony Phillips, che mai nessuno in Italia, che io sappia, aveva intervistato. Parlammo oltre un’ora ma Ciao 2001, a cui all’epoca collaboravo, mi concesse solo tre o quattro cartelle, per un risultato di due pagine. E il resto, mi chiesi? Un mio amico di penna dell’epoca mi disse: perché non stampi l’intervista integrale e la vendi agli appassionati? La cosa mi sembrava poco fattibile, però mi fece venire in mente che, forse, c’erano diverse persone interessate ad avere più notizie sul mondo dei Genesis. All’epoca soltanto Ciao 2001 e Rockstar ne parlavano, ma ovviamente solo in occasione di nuovi album. Inoltre in quel periodo c’erano fanzine dedicate ad artisti, a mio giudizio, assai meno importanti dei Genesis, così decisi di provare, per puro divertimento: avendo già alle spalle un libro (“Genesis Story”, Gammalibri 1988) e tre anni di articoli sul Ciao, feci il salto dall’altra parte della barricata per curiosità realizzando un numero zero fotocopiato che spedii in cambio di un francobollo.

- Oltre a Dusk, quali altri nomi hai preso in considerazione?

Nessuno, in realtà. Quando pensai al nome, mi dissi che doveva essere breve e immediato. Dusk si prestava a tutto ciò. Inoltre, la sua traduzione nascondeva anche un significato recondito: crepuscolo, tramonto. Il che assecondava la mia idea di essere sempre obiettivi, senza mai farsi accecare dalla visione da fan. Arrivando ad ammettere, se necessario, anche il crepuscolo di un’avventura. Cosa che, però, non è mai avvenuta. Perlomeno, non del tutto.

- Quali sono state e quali continuano a essere le difficoltà di questa impresa?

La manovalanza, se così si può dire. Sebbene con l’aiuto imprescindibile di fantastici collaboratori, la gestione pratica ed economica (anche se da un paio di anni su quest’ultimo punto ricevo un consistente aiuto da Stefano Tucciarelli) continua a gravare esclusivamente sulle mie spalle. Questo è sicuramente positivo da una parte, perché non devo chiedere il permesso a nessuno sulle scelte che andrò a prendere, ma diventa davvero pesante quando si tratta poi di portare a compimento un numero. Mi riferisco alla realizzazione, sempre molto complicata, ma anche all’aspetto prettamente fisico: portare le buste e i pacchi agli uffici postali è spaventosamente faticoso. Sui disservizi postali, poi, meglio stendere un velo pietoso.

- Qual è stata la soddisfazione più grande di questi 30 anni?

Dal punto di vista personale, ovviamente conoscere, seppure a vario livello, i miei musicisti preferiti. Poi il fatto che, seppur raramente, talvolta ho ottenuto con Dusk cose che mi erano state negate in qualità di giornalista (più spesso, a onor del vero, è accaduto il contrario, ma ci sta). Ma la gioia più grande è avere il numero in mano, fresco di stampa. Succede da 30 anni ed è sempre un’emozione, anche se a volte si tramuta in delusione per qualche errore imprevisto di stampa o un lavoro tipografico non proprio impeccabile.

- Qual è stata l'intervista più difficile, che hai inseguito più a lungo?

Phil Collins. Dopo un breve incontro faccia a faccia a Perugia nel 1996, ho dovuto aspettare ben otto anni prima di potergli fare finalmente un’intervista come si deve, al Filaforum di Assago nel 2004. Esperienza poi replicata nel 2010 e, telefonicamente, nel 2016.

- Chi è il membro Genesis più intervistato e perché?

Sicuramente Steve Hackett, per due ragioni: primo, è di gran lunga il più attivo di tutti. Secondo, è anche incredibilmente disponibile e, oltretutto, molto attendibile e abbastanza preciso nei ricordi.

- Non ci pare, ma ti è sfuggito qualcuno della galassia Genesis da intervistare?

Peter Gabriel non ha ancora accettato un’intervista esclusiva. L’ho incontrato diverse volte e gli ho rivolto personalmente delle domande in conferenze stampa o roundtable (chiacchierate per un numero limitato di giornalisti, in genere otto), ma le mie infinite richieste per un faccia a faccia o una telefonica alle sue assistenti non hanno ancora dato esito favorevole. Per il resto, direi di aver intercettato davvero tutti, perlomeno quelli in vita. Compreso il più inaccessibile in assoluto: John Silver.

- Cosa ne pensano i Genesis di Dusk?

Sono sicuramente tutti riconoscenti per il lavoro che facciamo, consapevoli che questo genere di pubblicazioni servono a tenere accesa e alimentare la fiammella. C’è naturalmente il problema della lingua, per cui non possono leggere quello che scrivo anche se, a dire il vero, non credo che, a quelli grossi almeno, interesserebbe più di tanto. Tony Banks, per esempio, ha dichiarato più volte di non leggere recensioni né libri sulla band e che è stato costretto a farlo nel caso della biografia di Mike Rutherford (per poi pentirsene amaramente!). Steve Hackett è invece molto attento e interessato e, se gli mando la traduzione di un articolo, sicuramente la legge.

- Ti hanno mai chiesto (anche qualche membro dei Genesis) di tradurre in altre lingue gli articoli di Dusk?

Per alcuni anni è esistita una versione in inglese, fotocopiata, di Dusk, almeno di buona parte degli articoli compresi in ciascun numero. Poi però ho smesso: non ne valeva la pena perché gli abbonati stranieri sono sempre stati una sparuta minoranza. Non si contano invece le volte che qualcuno mi ha detto “se fosse in inglese, non perderei un numero di Dusk”. Sono quelli che poi hanno molto gradito il mio libro “Genesis 1967 To 1975: The Peter Gabriel Years”, pubblicato lo scorso anno dalla londinese Kingmaker.

- Visto che Dusk è l'unica pubblicazione su carta nel mondo sui Genesis, quali feedback hai dall'estero?

Torniamo al discorso lingua; chi non parla italiano, si concentra sull’impatto delle foto e sui contenuti e non è raro che qualche amico estero mi scriva chiedendomi maggiori informazioni su qualcosa che ha captato ma ovviamente non riesce a comprendere fino in fondo. Ma ci sono un manipolo di appassionati che ci seguono con fedeltà assoluta pur senza capire una sola frase: a loro basta guardare come è strutturato il giornale per comprendere che ne vale sempre la pena.

- Non sempre siete d'accordo con le scelte dei Genesis (vedi per esempio l'ultima reunion) o con la qualità e necessità di certe ristampe. E non vi censurate. Pensi che con il tempo possa cambiare questa linea editoriale?

Assolutamente no. Quando c’è stato da criticare, lo abbiamo sempre fatto, senza nessuna remora, in accordo all’editoriale del numero zero. Si può ovviamente non essere d’accordo, ma nessuno di certo ci può accusare di faziosità. Di tanto in tanto qualcuno mi definisce il fan numero uno dei Genesis, pensando di farmi un complimento, ma per me non lo è affatto: che adori la band è scontato, ma mi ritengo un giornalista prima e solo di rimbalzo un appassionato. Per questo uso, per gli album che recensisco su Dusk, il medesimo approccio critico che ho usato con il Ciao, Rockstar, Jam e che uso tuttora per Classic Rock: sincerità totale, senza sconti a nessuno.

- Qual è la critica più dura e l'elogio più bello da parte dei lettori?

Qualche lettore in passato ci ha definiti una sorta di fanclub di Steve Hackett, perché di lui si parla sempre più degli altri. Ma come potrebbe essere altrimenti, visto che pubblica il triplo di quello che producono tutti gli altri messi assieme? Qualche altro lettore ritiene che si dia troppo spazio a Anthony Phillips (dimenticando che è stato il fondatore e per un breve periodo addirittura il leader della band). Molti, infine, detestano e neanche cordialmente Ray Wilson. Una volta incontrai a un concerto un ex abbonato che, dopo essersi presentato, mi confidò candidamente che aveva smesso di seguirci perché non sopportava l’idea di vedere Ray sulle pagine di Dusk! Ma Ray è stato un membro dei Genesis, per i quali ha cantato in un disco e un tour. Come tale, ha esattamente gli stessi diritti degli altri membri anche se, ovviamente, non detiene il medesimo palmares artistico.

Tra gli elogi, prima di tutto la costanza; molti lettori sono quasi increduli di fronte a tanta perseveranza e vedono Dusk come un amico di famiglia che va a trovarli a casa ogni quattro mesi. Molto apprezzata anche l’onestà intellettuale e l’attitudine a scrivere sempre senza filtri, qualcosa di non così frequente nel mondo dei cosiddetti fanclub (categoria nella quale Dusk, peraltro, non rientra), dove spesso si è succubi degli artisti: posso dire con orgoglio che non è mai accaduto e che se qualche errore è stato commesso, ed è successo, è stato semmai per affetto, non certo per opportunismo.

- Per i prossimi anni prevedi anche uno sviluppo sul web più consistente dell'attuale o resti fedele al valore del cartaceo?

Riconosco l’importanza del web, ma non fa per me. Quando Dusk cesserà le pubblicazioni cartacee, resterà solo un bel ricordo, al massimo il sito web minimale così come è oggi.

Grazie a Mario Giammetti, buon compleanno e in bocca al lupo per i prossimi, tantissimi, anni di Dusk.

 

 

E chi non l'avesse già fatto, qui può abbonarsi a Dusk.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

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“The A – Z of Phil Collins Podcast”, ascolta tutti gli episodi

In occasione dei 40 anni di "Face Value" è uscito "Introducing The A – Z of Phil Collins", podcast in 6 episodi che racconta vita e musica di Phil Collins.

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Il 13 febbraio 1981 usciva Face Value, album d'esordio della carriera solista di Phil Collins. 

In questa occasione è partito "Introducing The A – Z of Phil Collins", podcast in 6 episodi che racconta vita e musica di Phil Collins. Ecco il lancio via Facebook:

Ed ecco la playlist degli episodi pubblicati:

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I Genesis fino a “Foxtrot” in uno speciale di 14 pagine su Record Collector numero 516 di marzo

14 pagine sui Genesis nel numero di marzo di Record Collector.

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La preistoria affascinante e collezionabile della band. Lo speciale di 14 pagine esamina i primi anni fino a Foxtrot e include nuove interviste con Richard Macphail, Steve Hackett, Anthony Phillips e Tony Banks.

Acquista la tua copia qui: https://shop.recordcollectormag.com/issue/view/issue/RC516

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Peter Gabriel: il VIDEO di “Biko” per Playing for Change

La pace attraverso la musica: A Global Event for Social Justice ha avuto luogo nel dicembre 2020, ospitato sui canali dei social media Playing for Change.

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L'evento faceva parte delle attività per commemorare il 75° anniversario delle Nazioni Unite e ha sostenuto la piena protezione e promozione dei diritti umani per tutti.

Hanno partecipato numerosi musicisti, tra cui Aloe Blacc, Angélique Kidjo, Annie Lennox, Becky G, Brandi Carlile con Mike McCready dei Pearl Jam, Carlos Santana e Cindy Blackman Santana, Gabi Melim, Gary Clark Jr, Jack Johnson, Jim James, Keb' Mo', Keith Richards, Mavis Staples, Nathaniel Rateliff, Rhiannon Giddens, Ringo Starr, Robbie Robertson, Robert Randolph, Run The Jewels con Josh Homme, Sheila E., Skip Marley e Cedella Marley, The War and Treaty, Yo-Yo Ma e altri.

Una nuova versione di 'Biko' è stata presentata in anteprima come parte dell'evento e ha visto Peter esibirsi insieme ad Angélique Kidjo, Yo-Yo Ma di Silkroad e la leggenda del basso Meshell Ndegeocello, oltre a più di 25 musicisti provenienti da sette paesi.

Il video stand-alone è ora disponibile per essere rivisto a sostegno della Playing For Change Foundation.

Si intitola"¡RELEASED! The Human Rights Concerts 1988: Human Rights Now!" il 2CD Digipak di Peter Gabriel.

Nel 2013 ci sono state diverse uscite dei concerti di Amnesty International "Human Rights Now". In seguito anche un box completo di 6 DVD.

Ora il doppio CD con una registrazione del 1988 viene ristampato e pubblicato in un nuovo digipak il 12 febbraio con il titolo ¡Released! 1988: Human Rights Now!".

Compralo qui in Mp3 e CD:

Si tratta del concerto di Buenos Aires, in Argentina del 15 ottobre 1988, in cui Peter Gabriel si è esibito con Tracy Chapman, Sting, Youssou N'Dour e Bruce Springsteen.

Track list:

CD1
01 Youssou N'Dour - N'Dobine
02 Youssou N'Dour - Deugeu (The Truth)
03 Tracy Chapman - Across The Lines
04 Tracy Chapman - Why?
05 Tracy Chapman - Freedom Now
06 Tracy Chapman - Talkin' 'bout A Revolution
07 Peter Gabriel - Sledgehammer
08 Peter Gabriel / Youssou N'Dour - In Your Eyes
09 Peter Gabriel - Biko

CD2
01 Sting - Don't Stand So Close To Me
02 Sting - They Dance Alone
03 Sting & Bruce Springsteen - Every Breath You Take
04 Bruce Springsteen & The E-Street Band - Born In The USA
05 Bruce Springsteen & The E-Street Band - I'm On Fire
06 Bruce Springsteen & Sting (with The E-Street Band) - The River
07 Bruce Springsteen & The E-Street Band - Raise Your Hand
08 Bruce Springsteen & The E-Street Band - Twist And Shout / La Ramba
09 Bruce Springsteen, Sting, Peter Gabriel, Youssou N'Dour & Tracy Chapman - Chimes Of Freedom
10 Bruce Springsteen, Sting, Peter Gabriel, Youssou N'Dour & Tracy Chapman - Get Up Stand Up

Per approfondire:

Altre news su Peter Gabriel

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Prog Magazine numero 117: intervista a Steve Hackett

Prog Magazine numero 117 intervista Steve Hackett.

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Abbonati o ordina la tua copia qui:

L'intervista verterà sull'album acustico "Under A Mediterranean Sky". Ecco come Steve lo ha raccontato attraverso i social.

Puoi acquistare l'album qui, nelle diverse versioni:

Ecco il racconto del brano "The Call Of the Sea":

Steve racconta il brano "Andalusian Heart":

Ecco il racconto del brano "Lorato":

Qui Steve su "Casa del Fauno":

Steve racconta il brano "Scarlatti Sonata":

Ed ecco il racconto del brano "Joie De Vivre":

Qui Steve su "Adriatic Blue":

Steve ha parlato anche del brano "The Dervish and the Djin". Ecco il video:

Ed ecco il racconto del brano "The Memory Of Myth":

Steve ha commentato il singolo "Sirocco":

L'8 gennaio è stato pubblicato il video ufficiale di "Sirocco".

Eccolo:

Con questo post del 4 gennanio 2021 Steve ha annunciato un nuovo blog per raccontare i viaggi e i luoghi che hanno ispirato l'album:

Steve's new blog: Under A Mediterranean Sky: Journeys Of Inspiration - Part One

"This is the first of three blogs,...

Pubblicato da Steve Hackett su Lunedì 4 gennaio 2021

Il 29 dicembre ha racconato nuovi dettagli sull'album in un podcast. Ecco il post su Facebook:

The Strange Brew podcast: Steve Hackett reveals the stories behind his forthcoming album, Under A Mediterranean Sky,...

Pubblicato da Steve Hackett su Martedì 29 dicembre 2020

Ecco il secondo singolo, "Mdina". Ascoltalo qui:

 

Scaricalo qui:

Qui Steve parla del brano:

 

Così Steve ha commentanto l'uscita del singolo, il 18 dicembre:

Today Steve launches the second single from his forthcoming album Under A Mediterranean Sky, the epic Mdina (The Walled...

Pubblicato da Steve Hackett su Venerdì 18 dicembre 2020

In questo video Steve dà le prime informazioni su "Under A Mediterranean Sky":

Qui Steve dà altri particolari, in un'intervista rilasciata il 10 dicembre:

Ed ecco "Andalusian Heart", il primo brano e primo video dall'album.

Guarda:

Scaricalo qui:

Steve ha pubblicato sul suo blog una riflessione sul suo nuovo album "Under A Mediterranean Sky" definendolo molto personale.

«Non c'è rock 'n' roll, non c'è la voce e non c'è la chitarra elettrica - dice Steve -. Ma la mia chitarra classica è affiancata da molti altri strumenti acustici e suoni orchestrali, in un viaggio immaginario attraverso le tante regioni che circondano quella vasta area di mare e cielo, con i suoi misteri incantati, il calore e il romanticismo.»

Hackett ha condiviso parte della scrittura con la moglie Jo, per quanto riguarda i testi. Roger King ha orchestrato e amalgamato tutte le sonorità. 

«Sono entusiasta dell'ensemble di musicisti fantastici - continua Steve -. Franck Avril all'oboe, Christine Townsend al violino e alla viola e mio fratello John al flauto aggiungono colore agli arrangiamenti orchestrali, mentre con Arsen Petrosyan al duduk e Malik Mansurov al tar, insieme al mio chirango e al liuto arabo, ci avventuriamo nel cuore del Medio Oriente. Il sempre versatile Rob Townsend al flauto e al sax soprano si muove a cavallo di diverse dimensioni musicali come il Colosso di Rodi.»

Per vedere le foto dei protagonisti dell'album CLICCA QUI.

Con questo post su Facebook del 4 novembre, Steve aveva annunciato titolo, copertina e dettagli del nuovo album "Under A Mediterranean Sky", in uscita il 22 gennaio 2021.

NEW ALBUM - UNDER A MEDITERRANEAN SKY

Steve releases his new acoustic album Under A Mediterranean Sky on 22nd January...

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 4 novembre 2020

Il 9 settembre Steve aveva pubblicato questo post su Facebook:

It was great to have Rob Townsend over this week to play various instruments on my next project… The recording is getting exciting!

Stay safe, and warmest wishes to all…
Steve

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 9 settembre 2020

Il 21 agosto Hackett aveva pubblicato un post, "Stoking the Flames", sul suo sito web che fa anche il punto dei lavori. Dice Steve:

«Nei giorni della settimana continuo a registrare con Roger e quei fuochi creativi stanno bruciando vivi... Anche molti altri musicisti che hanno inviato i loro contributi a distanza sono coinvolti. Non passerà molto tempo prima che annunci il mio prossimo progetto appassionato, quindi guardate questo spazio!».

Il 26 giugno Steve aveva ricordato con questo post su Facebook che i lavori procedono speditamente e che l'album è a un livello avanzato.

Il 23 giugno Steve ha pubblicato questo video, in cui accenna al diverso "taglio" dell'album, rispetto ai precedenti, e propone una piccola anteprima delle registrazioni con sonorità orchestrali.

Ed ecco cosa ha postato l'11 giugno. Nel racconto sul lockdown nel blog del suo sito, anticipa il ritorno alle registrazioni con il fedele Roger King.

«Ho usato questo tempo anche per preparare un nuovo album, in vista di un progetto acustico che coinvolgesse sonorità orchestrali e strumenti inusuali che non avevo mai utilizzato prima con questo tipo di album», scrive Steve nel suo blog.

E continua: «Appena è stato possibile, Roger ed io ci siamo riuniti per iniziare a registrare. Siamo già a metà strada e stiamo iniziando a raggiungere i musicisti, che possono essere coinvolti a distanza. È una sfida, ma un progetto entusiasmante che sta già esplodendo nella vita. Anche se sei bloccato in un posto fisicamente, la musica può tirarti fuori e portarti su quel tappeto magico sonoro in qualsiasi posto tu voglia sognare.... Credo che sia importante avere cose a cui puntare e a cui aspettarsi in momenti come questi.»

Le ultime di Steve Hackett su Horizons Genesis:

 

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Prog Italia: Genesis in copertina per i 40 anni di “Duke” – SOMMARIO

Prog Italia ha i Genesis in copertina, in occasione dei 40 anni di "Duke". Ecco il sommario.

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Dal 19 novembre in edicola Prog Italia 33.
«Questo numero mi è particolarmente caro perché amo il “vetusto ma affascinante” 33 giri, perché da bambino il medico mi faceva dire la magica parola: “Dica 33”… scandendola bene per valutare la trasmissione della vibrazione delle corde vocali alla parete toracica. Per noi, invece, contraddistingue la 33esima uscita della nostra rivista, che come al solito, mischia le carte tra “cose” vintage e nuove, conosciute e oscure, di successo e meno.», scrive su Facebook Guido Bellachioma, il direttore.
La copertina è incentrata sullo speciale per i 40 anni di DUKE dei Genesis. 
E ancora: Judy Dyble, David Longdon, Noel Redding, Once and Future Band, Homunculus Res, Trees, Emergency, Fish, OAK, Submarine Silence, La Maschera di cera, Prog 80 made in UK, Paolo Tarsi, Jon Anderson, John Greaves, Rikard SjöBlom Gunfly, Lonely Robot, Mark Kelly, Solstice, Sintonia Distorta, Simon Collins, Be Bop Deluxe, John Petrucci.

Prog 33 è disponibile nelle edicole (si può ordinare presso il giornalaio di fiducia) e prenotabile online a www.sprea.it/genesis.

Ascolta i Genesis:

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