Steve Hackett in tour in Italia – INTERVISTA ESCLUSIVA

Steve Hackett arriva in Italia con il suo tour 2019. E racconta a Horizons Radio lo spirito di questa lunga serie di concerti. 

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By D.B. & Saimon P.

Partenza il 22 aprile da Ostenda, in Belgio. Steve e la sua band si esibiscono in 31 spettacoli in 17 paesi.

H.R.: Steve, sei di nuovo in viaggio. Non ti stanchi mai di questa vita on the road?

S.H.: Essere in viaggio ha fatto parte della mia vita per così tanto tempo. È sempre una gioia suonare per tutti e amo essere sul palco con la fantastica band che lavora con me.

Dopo una settimana il tour arriva in Italia. Ecco le date, che prevedono anche il VIP Meet & Greet con Steve:

29 Aprile – Teatro Brancaccio Roma  Tickets 

30 Aprile – Teatro Europauditorium Bologna – Tickets

2 Maggio – Teatro Colosseo Torino – Tickets 

3 Maggio – Teatro Creberg Bergamo – Tickets 

Steve ha anche aggiunto altre quattro date estive in luglio. Quella fiorentina prevede uno speciale Vip Pack ricco di possibilità per i fan. Eccole:

14 luglio – Arena del Mare, Genova –Tickets

16 luglio – Parco San Valentino, Pordenone –Tickets

17 luglio – Piazza Sordello, Mantova – Tickets

18 luglio – Piazza Santissima Annunziata, Firenze – Tickets

18 luglio – Piazza Santissima Annunziata, Firenze – Vip Pack Steve Hackett Genesis Revisited – Tickets
Il Gold Package include:
– Un biglietto di Primo Settore
– Catering con buffet
– Carnet di ingressi e riduzioni per mostre, musei e attività culturali
– Visita guidata ai luoghi d’arte legati al progetto MusArt

H.R.: Steve, sei contento di tornare in Italia? C’è una città italiana in particolare in cui sei felice di suonare?

S.H.: Adoro sempre tornare in Italia. Le persone sono sempre così accoglienti e abbiamo molti amici lì. Adoro ogni città italiana! L’Italia è un paese incredibilmente bello con borghi e città spettacolari.

Per la prima volta in assoluto, Steve esegue l’album dei Genesis Selling England By The Pound nella sua totalità. 

H.R.: Che tipo di legame hai con Selling England By The Pound? Qual è il tuo brano preferito? 

S.H.: Selling England By The Pound è sempre stato il mio album di Genesis preferito perché in quel momento tutto si stava sviluppando musicalmente per noi. La mia canzone preferita è Dancing With The Moonlit Knight, che attraversa così tante affascinanti modifiche. 

H.R.: Hai riscoperto la “missing songDéjà Vu iniziata Peter Gabriel e ultimata da te per Genesis Revisited 1. Come viene cantata da Nad?

S.H.: Nad canta splendidamente su Déjà Vu. Sembra incredibile durante le prove. È una meravigliosa esibizione di quella straordinaria “missing song” di Selling England.

H.R.: Hai dichiarato che ai tempi di Selling England By The Pound sentivi che stavi suonando la chitarra nella migliore band del mondo, e  che tutte le porte si stavano aprendo per voi; che atmosfera c’era nella band allora?

S.H.: La band era molto felice in quel momento. Sentivamo che il mondo si stava aprendo per noi e noi eravamo molto creativi musicalmente.

Saranno comunque presenti nello show anche altri brani classici dei Genesis.

H.R.: Quali?

S.H.: Dance on a Volcano e Los Endos. Selling England con l’aggiunta di Déjà Vu occuperà la maggior parte del set dedicato ai Genesis.

Inoltre il 2019 segna il 40° anniversario di uno degli album solisti più famosi di Hackett, Spectral Mornings, e Steve celebrerà giustamente questa pietra miliare eseguendo alcuni dei capolavori dell’album.

H.R.: Che tipo di legame hai con Spectral Mornings? E’ un album che esegui molto  in concerto. Avremo dele sorprese?

S.H.: Anche se amo tutti allo stesso modo, Spectral Mornings è sempre stato un album speciale per me e anche per molti fan. Eseguiremo alcune canzoni suonate in tempi recenti come Every Day, Spectral Mornings e Clocks, ma anche brani non suonati da molto tempo come Virgin and the Gypsy, Tigermoth e The Red Flower Of Tai Chi Blooms Everywhere.

E ovviamente non mancano brani del nuovo album di Steve,  At The Edge Of Light, uscito nel gennaio 2019, accolto ottimamente da critica e pubblico.

H.R.: Che tipo di scelta hai fatto sui brani di At The Edge Of Light? E’ stato doloroso lasciarne qualcuno fuori?

S.H.: Ho scelto quelle tracce che penso funzionino meglio dal vivo. Mi piace sempre proporre parte del mio nuovo materiale per mantenere il set vitale.

https://www.facebook.com/stevehackettofficial/videos/433228730785533/

Novità anche nella line-up che lo accompagna: alla batteria Craig Blundell sostituisce Gary O’Toole che ha lasciato la band nell’ottobre scorso. 

H.R.: Come va con Craig Blundell che sostituisce Gary O’Toole alla batteria? Avete avuto difficoltà con l’inserimento in una band così affiatata da anni?

S.H.: Craig si è ambientato bene sin dall’inizio. È un batterista fantastico e un ragazzo eccezionale. Siamo tutti entusiasti di averlo con noi.

Ecco quindi l’attuale line-up:

Steve Hackett: Vocals, Guitars
Roger King: Keyboards
Craig Blundell: Drums, Percussion
Rob Townsend: Saxes, flutes
Jonas Reingold: Bass, 12-string guitar
Nad Sylvan: Vocals 

H.R.: C’è qualche artista, vivo o morto, con cui ti piacerebbe collaborare? O esibirti dal vivo sul palco?

S.H.: Mi sarebbe piaciuto esibirmi dal vivo con Richie Havens, che aveva una voce e una presenza scenica così straordinarie.

H.R.: Un sacco di chitarristi ti guardano in termini di musicalità. Crescendo, hai un musicista che hai ammirato? E adesso?

S.H.: Quando ero molto giovane, era Hank Marvin dei The Shadows. Successivamente è stato Brian Jones degli Stones e in seguito ancora Jimi Hendrix. Poi ho sviluppato molto il mio stile. Ci sono ancora chitarristi che mi piacciono oggi come Joe Bonamassa.

H.R.: Come si è evoluto il tuo stile musicale nel corso degli anni? Cosa ti influenza di più?

S.H.: Inizialmente sono stato influenzato dal Blues, ma poi sono stato elettrizzato dall’esplosione di nuovi suoni di band come i Beatles, Procul Harum e King Crimson alla fine degli anni ’60. Poi con i Genesis ho apprezzato il modo in cui molti generi musicali differenti possono essere collegati e sviluppati.

H.R.: Picasso una volta disse che l’arte è una reinterpretazione di vecchi modelli, con un nuovo tocco. Diresti che questo vale anche per la musica?

S.H.: Sì, tutti i modelli di base sono stati realizzati prima, ma quando sviluppi e colleghi diversi generi e idee, dai vita a nuove forme. È qui che la musica diventa eccitante!

Un caldo ringraziamento a Steve, sempre disponibile e profondo nelle sue risposte. Per leggere l’intervista integrale in inglese CLICCA QUI.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio info@horizonsradio.it

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