Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.
By D.B.
Il 9 febbraio 1973 al Rainbow Theatre di Londra, data del Foxtrot Tour, Peter Gabriel indossa i suoi primi costumi e le maschere destinati a diventare famosi. Una svolta per i Genesis, iniziata il 28 settembre dell’anno precedente con il vestito da donna e la testa di volpe indossata sul finale di The Musical Box – SCOPRI DI PIU’. Musica, immagini e ricordi di quella serata.

La registrazione audio del concerto:
00:50 – Watcher Of The Skies;
10:45 – The Musical Box;
21:54 – Get ‘Em Out By Friday;
31:00 – Suppers’s Ready;
53:40 – The Return Of The Giant Hogweed;
01:03:21 – The Knife (cut).

Peter si presenta nel camerino con un enorme baule in cui ha stipato i costumi, all’insaputa dei suoi compagni. Steve Hackett ha piΓΉ volte dichiarato che Gabriel non ha mai provato a indossare quei travestimenti durante le prove prima di quell’esibizione e che fu una sorpresa anche per loro.
Genesis in Italia. I concerti 1972-1975 di Mino Profumo:
“Se in Italia il trionfo Γ¨ ormai scontato, per i Genesis le cose sono sul punto di cambiare anche nella vecchia Inghilterra perchΓ© la band, un mese dopo le glorie italiane (20 e 22 gennaio, Reggio Emilia e Roma – N.d.R,), si imbarca nel primo tour come headliner (…).
Peter decide allora di imprimere una ulteriore accelerazione all’aspetto teatrale delle sue apparizioni inventando nuove maschere e costumi (…). Il resto della band accetta con malcelata riluttanza questa svolta scenografica pur sapendo che la crescente popolaritΓ non Γ¨ certo estranea, almeno a livello mediatico”.
Genesis. Il fiume del costante cambiamento di Mario Giammetti:
“Il mellotron intona i primi accordi di Watcher Of The Skies e Peter esce dalle tende vestito di nero e con le ali di pipistrello sulla testa, viso pitturato di bianco e gli occhi truccati con una sostanza fosforescente che, reagendo alle luci ultraviolette, sortisce l’effetto di trapassare l’oscuritΓ .
E’ uno shok che non finisce lΓ¬…..”
No, non sono ancora morto: L’autobiografia di Phil Collins:
“I costumi di Peter diventano sempre piΓΉ strampalati man mano che il tour progredisce. Per Watcher of the Skies si dipinge il viso di vernice fosforescente e indossa una cappa e ali di pipistrello sulla testa. Non Γ¨ il finale: Γ¨ la prima canzone del concerto. La teatralitΓ Γ¨ accentuata da Tony che suona una lunga introduzione lunatica con il Mellotron (che ora si puΓ² usare con gli hertz giusti).
La gestualitΓ teatrale di Peter ora Γ¨ integrata nell’esibizione dal vivo. Per quanto riguarda la stampa e il pubblico, Γ¨ il tratto distintivo dei Genesis. Nel contesto dei primi anni Settanta non sembra poi troppo folle. C’Γ¨ Alice Cooper che fa cose strane con i serpenti, Elton John che si veste da papero e porta occhiali piΓΉ grandi della sua testa, gli Who che sfor- nano concept album a raffica. La nostra bizzarria, perΓ², Γ¨ un po’ diversa, una cosa strana e tipicamente inglese, forse per questo piace tanto negli Stati Uniti.Β
Peter non ci avvertirΓ della maschera da fiore che indosserΓ per la parte di Willow Farm in Supper’s Ready, e nemmeno per la scatola triangolare che si mette in testa per la parte successiva, Apocalypse in 9/8. Le vediamo anche noi nello stesso momento in cui le vede il pubblico.
Lui non vuole saperne di decidere in gruppo, in questi casi. Secondo Peter, un processo democratico per quelle questioni squisitamente teatrali rallenterebbe tutto, per via delle discussioni sui colori che dovrebbe avere il vestito o se il fiore Γ¨ una pianta annuale o perenne.”
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Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel diΒ Daryl Easlea:
“Β«Quello del Rainbow fu uno dei nostri concerti miglioriΒ», dice Banks. Β«Altri facevano qualcosa con i costumi, ma noi sfruttavamo tutto lo spazio del palco. Quando andavi a uno spettacolo dei Genesis vedevi le tende velate, e poi il fumo artificiale, che sΓ¬ adesso Γ¨ un clichΓ© ma allora non lo era affatto. Vedevi le ali di pipistrello e gli occhi truccati. Sentivi il suono del Mellotron, praticamente il primo effetto in stereo. Non c’erano altri concerti di quel livello al mondo. I primi dieci minuti erano di una potenza incredibile. Penso che fummo tra i primissimi gruppi a cogliere la bellezza della fusione di musica ed effetti visivi. Un po’ successe per caso e per fortuna, un po’ perchΓ© l’abilita di Peter in quel senso era davvero unicaΒ».
Β«Era tutta farina del sacco di PeterΒ», ricorda Macphail. Β«TrovΓ² Guy Chapman, che gli fece le maschere di Supper’s Ready e Foxtrot, e il mantello neroΒ».
Β Β«Quando si metteva la maschera a fiore, assumeva i contorni dell’artista da music hallΒ», ha detto Banks. Β«E conquistava sempre piΓΉ il centro dell’attenzioneΒ».
Β«La testa a forma di fiore doveva essere una specie di gioco. Era stata pensata per essere manifestamente irrealeΒ», disse Gabriel a Β«CircusΒ» nel 1974. Β«Non volevo spaventare nessuno. Diciamo che avrei preferito essere Fellini. In effetti, la camminata da fiore richiamava piΓΉ Shirley Temple, che Γ¨ sempre meglio che scimmiottare Eric Clapton.Β»”
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My book of GenesisΒ diΒ Richard Macphail:
“Γ stato anche in questo periodo che Peter ha tagliato i suoi capelli in modo strano, rasando un piccolo triangolo sul davanti, cosΓ¬ da sembrareΒ
un po’ come un alieno. Aveva capito che suonare semplicemente buona musica non era sufficiente. Dovevi distinguerti per ottenere l’attenzione della gente, cosΓ¬ ha iniziato a diventare sempre piΓΉ scandaloso sul palco.
E cosΓ¬ Γ¨ arrivata la maschera a forma di fiore in Supper’s Ready e le ali di pipistrello sono diventate la firma di Watcher of the Skies. In questo periodo Peter stava diventando sempre piΓΉ centrale sul palco, dopo Dublino non c’Γ¨ stato modo di fermarlo. (…)
Naturalmente Γ¨ stato sempre e solo Peter. Tony non Γ¨ mai sceso a compromessi su questo punto. La piΓΉ grande concessione che abbia mai fatto era di indossare una camicia bianca quando suonavano su un palco bianco. (…)
Il concerto dei Genesis al Rainbow Γ¨ stato una vera svolta per la band, il tutto esaurito con una standing ovation alla fine. Il fotografo Barrie Wentzell ha scattato una foto a Peter con il suo copricapo a fiori che Γ¨ apparsa sulla prima pagina del Melody Maker. Nella sua recensione intitolata Β«Il genio dei GenesisΒ», Chris Welch ha scritto:
Β«I Genesis hanno ricevuto una tale ovazione al Rainbow Theatre di Londra che ha commosso visibilmente questo gruppo di solito imperturbabileΒ».”Β
In Get’Em Out By Friday Gabriel indossa una bombetta,Β in Supper’s Ready si scatena: la corona di spine, il fiore, la scatola romboidale rossa, il lungo mantello nero di cui Peter si libera per un vestito bianco e un tubo di luce bianca per il finale. Dal settembre 1973 in The Musical Box abbandona la foxhead e il vestito rosso da donna per l’old man.
Ascolta lo speciale “I Fiori Delmale” sui Costumi di Peter Gabriel by Horizons Radio (in italiano)
Guarda due video sui costumi di Supper’s Ready:
Il settimanale Ciao 2001 pubblica un resoconto dettagliato di questo show storico nel numero del 15 aprile. Ecco copertina e articolo (come riportato dal web):

[su_spoiler title=”Clicca e apri per leggere l’articolo.” style=”fancy”]
Ciao 2001 del 15 aprile 1973
Pipistrelli e fiori barocchi
di Manuel Insolera
Peter Gabriel ha forse creato un mostro?
Questa Γ¨ pressappoco la domanda che tutti gli attoniti giornalisti specializzati inglesi si sono posti immediatamente dopo lo strabiliante spettacolo al Rainbow Theatre di Londra poco tempo fa.
La band apparve allβimprovviso in un palco interamente ricoperto di bianchissimi tendaggi. Tutti i membri del gruppo erano anche vestiti di bianco, tutti tranne Peter Gabriel, avvolto in unβaderente tunica nera, con due lugubri ali da pipistrello ad adornargli le spalle.Ancora non erano terminati gli sconcertati applausi di un uditorio pigiatissimo e scatenato, che giΓ il mellotron di Tony Banks introduceva lβaggraziata violenza di βWatcher of the skyesβ uno dei cavalli di battaglia di βFoxtrotβ e delle loro attuali esibizioni live.
CosΓ¬ si apriva uno spettacolo che tutti a Londra sono stati concordi nel giudicare come una delle cose migliori in assoluto della storia del pop e lβacme dellβarte dei Genesis fino ad ora: lβimpatto romantico-decadente della musica, la suggestiva violenza delle perfette costruzioni strumentali, lβallusivitΓ spettacolare di un Gabriel giunto al massimo delle facoltΓ mimetiche, hanno raggiunto un equilibratissimo fulcro di coesione.CosΓ¬, a guardarli sul palcoscenico del Rainbow, ci si trova allβimprovviso davanti ad un allegorico quadro ottocentesco, ove si evocano i morbosi e favolistica fantasmi di antiche fantasie britanniche, pregne di un surrealismo malato e limaccioso: Steve Hackett e Michael Ruthetford seduti, curvi sulle loro chitarre; Tony Banks in penombra dietro ai pinnacoli delle tastiere; Phil Collins mobile e ancorato ai suoi tamburi; Peter Gabriel infine, libero di muoversi, apparizione ermafrodita e inafferrabile dietro ai continui cambiamenti di ruolo e di identitΓ , asessuato e soffuso di classica ambiguitΓ , come un figlio di amori lontani tra uomini e dei.
E quando giunge il tragico sogno di βMusical Boxβ e Peter scompare tutti si aspettano il ritorno nei panni fiammeggianti della volpe: ma questa volta si sbagliano.
La figura che rientra sul palco per urlare lβultima disperata invocazione agli occhi sbarrati che non potranno piΓΉ toccarla non Γ¨ una volpe, ma sorge come una mistica apparizione geometrica, a metΓ strada tra la caricatura di una invasata monaca medievale e un irreale personaggio di βAlice nel paese delle delle meraviglieβ.
E lo spettacolo continua, denso di imprevisti e di avvenimenti inattesi come le subitanee esplosioni di fiamme e di fumo e le tramutazioni di Gabriel come un idolo neoclassico.Si snoda la saga apocalittica di βSupperβs readyβ, la suite angelico-demoniaca che nella sua ambigua incompiutezza raggiunge vertici paradossali di evocativitΓ stravolta: il pubblico ondeggia sulle sedie come ipnotizzato ed ecco che prende a muoversi in sintonia con la misteriosa figura dal viso candido e dai neri mantelli che la sovrasta sul palcoscenico.
Applausi disperati, nevrotici. Le bianche figure e lβangelo nero abbandonano il palco e la gente comincia ad urlare βmore! More!β (ancora, ancora!) ed ecco che le luci si oscurano, i folletti, meno uno rientrano e attaccano gli accordi spigolosi di βthe knifeβ dal vecchio album βTrespassβ e poi lampeggia una luce bianca ed eccolo, eccolo: Peter Gabriel incarnato nelle verdi spirali di un fiore allucinato e grottesco!
Lβultima trasformazione si Γ¨ compiuta, lβultimo mistero Γ¨ stato celebrato: le luci del Rainbow si riaccendono, la gente ripiomba nelle spire meccaniche del XX secolo. Ma il tempo continua a passare e il girotondo carnevalesco del mondo prosegue la sua danza.
E i Genesis non smettono di impersonare la decadenza gentile della loro fragile faviola: un nuovo disco in corso di registrazione (βSelling england by the pound β n.d.r – ) che dovrebbe vedere la luce nellβesplosione verde-oro di giugno: una tournee americana a partire dalla fine di marzo, imponderabile come il destino; un futuro imprevedibile e inafferrabile come le forme confuse della vita e della morte. (da Ciao 2001, citato dal web per diritto di cronaca)
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Ed ecco alcuni tipi di biglietto della serata:


Se hai ricordi di questo concerto da condividere in forma scritta o audio/video inviali a Horizons Radio e saranno pubblicati con la tua firma.
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