I luoghi dei Genesis: Le 2 Rotonde di Cuorgnè, Torino Italia – il RICORDO di RUTHERFORD e INTERVISTE ESCLUSIVE

I luoghi indimenticabili nella storia di Genesis & Co., attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Cuorgnè, in provincia di Torino è uno dei luoghi nella storia dei Genesis.

Il loro concerto del 13 aprile 1972, infatti, resta unico e indimenticabile nei loro tour.

Così lo ricorda Mike Rutherford in The Living Years: The First Genesis Memoir:

"Suonavamo in montagna una sera quando Tony ha avuto un'intossicazione alimentare. Abbiamo resistito per un po' senza di lui, ma è stato come essere in una macchina che aveva perso una ruota e abbiamo dovuto terminare presto il set. Poiché non eravamo riusciti a vendere molti biglietti, il promoter aveva la scusa che stava cercando per non pagare. Rich (Macphail, N.d.R.) non ne voleva sapere ed era un po' aggressivo. Il promoter aveva una pistola. Non siamo stati pagati."

 

Ma cosa ci faceva una band come i Genesis in un locale di un piccolo paese in provincia di Torino?

In realtà, alle 2 Rotonde, hanno suonato un po' tutti i big della canzone italiana e anche stranieri, come ricorda il libro I Beatles e i Genesis in Canavese. Storia della musica beat & pop in Canavese dal 1962 al 1974 di Gianpiero Madonna, che contiene un profilo della vivace scena musicale del periodo nella zona di Cuorgnè:

Nato dalla felice intuizione di Angelo Porcellana, scomparso 5 anni fa, insieme ai fratelli Dino e Claudio, il locale attraeva pubblico da Torino, da tutta la provincia e non solo. Nel 1972 i Genesis non avevano un seguito ampio, neanche in patria, e infatti questo primo tour in Italia si svolge in locali e palazzetti dello sport piccoli.

Le 2 Rotonde era tra i più capienti.

Foto da Facebook https://www.facebook.com/groups/220767672419871/

«Un frequentatore del dancing, amico di mio marito», racconta in esclusiva a Horizons Radio Marisa Porcellana, vedova di Angelo e anche lei impegnata nella gestione delle 2 Rotonde degli anni d'oro, «era un grande ammiratore dei Genesis e ci aveva suggerito di farli suonare da noi, perché di ottima qualità. Quindi, quando un impresario ce li ha proposti, Angelo si è ricordato del consiglio e li ha scritturati.»

«I Genesis erano ragazzi molto gentili», continua Marisa Porcellana.

«Non si comportavano da rockstar: bevevano poco ed erano molto educati. Non avevamo un vero e proprio palcoscenico, quindi suonavano in mezzo al pubblico, senza nessun atteggiamento di superiorità o cose simili. Quando il concerto è stato interrotto, tutti hanno compreso che c'erano motivi di salute e non hanno creato problemi. Erano ragazzi, i musicisti e i loro fan.»

La signora Porcellana non ricorda l'episodio del mancato pagamento e della minaccia con una pistola, citati da Rutherford. «Non c'erano armi nel locale, nessuno ci ha mai dato fastidi di questo tipo», ci racconta.

Ed ecco cosa ha raccontato in esclusiva a Horizons Radio Pierluigi Gassino, presente al concerto:

«Il concerto fu interrotto perché il tastierista Tony Banks si sentì male... e come consolazione riuscii a scambiare quattro parole con Phil Collins , mentre Peter Gabriel beveva un drink appoggiato al bancone del bar della discoteca dove si erano esibiti davanti a pochi di noi... Ricordo che allora il bassista ed il chitarrista si aggiravano sul palco a fine concerto raccogliendo alcuni cavi e delle attrezzature... tutto questo prima di diventare delle rockstar!»

«Il mio breve dialogo con Phil Collins», continua Pierluigi Gassino, «fu dovuto a un fatto che rese la serata per me e i miei amici ancora più amara perché uscendo non trovammo più l'auto nel parcheggio e, tornati nella discoteca per chiedere un passaggio allo scopo di ritornare a casa, incontro Phil fuori dal locale che si avvicina ad una Alfa modello 1750 con alla guida un tizio che pareva essere il manager.»

«Io chiesi proprio a lui, gesticolando in anglo-italiano, un passaggio verso Torino, spiegando il fattaccio appena accaduto e l'evidente difficoltà. Lui mi disse che stavano andando a Milano e non c'era posto, poi aggiunse che coloro che avevano rubato l'auto andavano uccisi facendo per scherzo il gesto del taglio della gola. Mi salutò stringendomi la mano... bellissimo e amaro ricordo...!»

Qui la testimonianza in audio di Beppe Crovella, leader della band di Torino Arti e Mestieri, postata su Facebook - ASCOLTA:

Su Dusk n° 55 una ricostruzione dettagliata della serata di Beppe Crovella (clicca la copertina per ordinare una copia):

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