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Here It Comes Again, Francesco Gazzara plays Genesis: “Mia indelebile ed eterna passione” – INTERVISTA

By Eugenio Delmale - 

Francesco Gazzara Play Genesis: esce il 9 gennaio "Here It Comes Again, il seguito di "Play Me My Song", per IRMA Records. Ha concesso a Horizons Radio un'INTERVISTA. 


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H.R.: In Play Me My Song e in questo nuovo disco in arrivo Here It Comes Again (suo ideale seguito, anche nel titolo) hai riarrangiato a modo tuo i brani dei Genesis. Con quale criterio? Cosa “tradisci” e cosa conservi?

Francesco Gazzara: Non esiste un criterio deciso a priori, l’unica base di partenza è la chiave con cui decido di interpretare ogni singola canzone dei Genesis al pianoforte. Si tratta di un processo lento, in quanto mi interessa restituire molte delle sfaccettature presenti negli originali, cercando il compromesso migliore nell’esecuzione a due mani. Quindi non ci sono soltanto le parti delle tastiere ma affiorano spesso anche quelle degli altri strumenti, oltre alla melodia della voce. Quindi sono costretto a tradire qualcosa per conservarne altre, è un lungo processo di scelta finalizzato esclusivamente al piacere dell’ascolto (e anche del suonare) e alla resa globale del brano. Dopo di che viene tutto il resto, decidere quali strumenti faranno parte dell’arrangiamento, e anche lì alcune cose vengono in aiuto di eventuali “tradimenti” rispetto all’originale nella parte pianistica, o viceversa si evidenziano parti che nella versione originale erano più nascoste.

La scelta degli strumenti orchestrali in aggiunta al tuo pianoforte a quale necessità corrispondono?

In “Play Me My Song” la scelta era essenzialmente la stessa che ho appena descritto. In “Here It Comes Again” la novità è che c’è quasi sempre un solo strumento solista in aggiunta al pianoforte e qui la scelta è spesso ispirata sia dal tipo di strumento che dal valore del musicista ospite. Visto che si tratta di strumentisti validi con cui ho spesso collaborato in altri progetti, non è stato difficile scegliere quale brano affidare a ogni singolo intervento.

Con quale criterio li hai abbinati a un brano?

Il criterio è stato anche quello di seguire abbastanza l’impatto dinamico e ritmico del brano originale. Ad esempio l’unica comparsa di una percussione che guida il ritmo del brano dall’inizio alla fine è quella del cajon su “I Know What I Like”, intrecciata con la parte originale di basso elettrico. Oppure la presenza del flauto su “The Musical Box” e “Supper’s Ready”, fondamentale nella resa sonora “pastorale” di questi classici. Infine la chitarra elettrica su “The Carpet Crawlers”, che non è il brano più scontato sul quale riarrangiare uno strumento della versione originale, visto che non ci sono assoli in piena evidenza. Eppure è stata l’occasione per riprodurre un sound, grazie anche a spunti frippiani e hackettiani che David Giacomini, il chitarrista ospite, ha colto al volo.

In questo disco hai anche aggiunto Hammond, Mellotron, Rhodes, ecc.. perché?

Da una parte sono gli strumenti che suono (e mantengo, vista l’età) da anni, i cui timbri sono in gran parte responsabili della mia passione di lunga data per il progressive e non solo. Dall’altra ho deciso di suonarli tutti - compreso il piano elettrico Rhodes che Tony Banks non ha quasi mai usato nei dischi dei Genesis pur essendo un altro strumento classico del prog (basti pensare ai Soft Machine) – perché nel disco precedente comparivano solo nelle bonus track, accanto all’onnipresente pianoforte.

E un pianoforte molto antico. Che suono volevi ottenere con esso?

Il Bechstein a coda che ho utilizzato risale al 1878 ma ovviamente è stato completamente restaurato nella sua parte meccanica. Sulla carta non avrebbe avuto speranza nel confronto con lo strumento che usai su “Play Me My Song” – il Bosendorfer Grand Coda della Sala Assunta della Radio Vaticana – ma nella pratica ha rivelato un suono assai brillante e soprattutto nei brani più ritmici e dinamici ha impresso la sua anima. Ce ne siamo accorti soprattutto nel missaggio, nel modo in cui emergeva tra gli altri strumenti. Il merito è anche di Fabio Sigismondi che l’ha restaurato con grande cura e ne ha permesso l’utilizzo per questo progetto.

I brani che esegui nei due dischi comprendono fino all’album Duke. Perché?

Il motivo è autobiografico se vogliamo. Io ho scoperto i Genesis a 13 anni proprio con l’uscita di Duke nel 1980 e in pochi mesi risalii velocemente, tra vinile, singoli e cassette, a tutta la loro discografia antecedente. Quindi questi due tributi per me sono legati al loro repertorio anni ’70 non tanto perché si tratta di progressive “prima e dopo Gabriel” ma soprattutto perché riflettono il periodo in cui dentro di me si è formata l’indelebile futura ed eterna passione per i Genesis.

C’è una versione di Supper's Ready in trascrizione pianistica integrale. Ci racconti le difficoltà e le soddisfazioni dell'esecuzione?

Premetto che prima di decidere di affrontare questo capolavoro assoluto del rock sono andato a sentire ovunque (youtube compreso) se esistessero altre trascrizioni di solo pianoforte. In realtà ho trovato solo un paio di esecuzioni non trascritte, solo eseguite dal vivo insomma, entrambe spezzettate o suonate in maniera molto accademica, senza tenere presente che si sta suonando un brano rock in cui alla batteria c’è un certo Phil Collins, per fare un solo esempio. L’unica ascoltabile era un’esecuzione con due pianoforti, ma di minor interesse per me in quanto ritengo più originale riarrangiare le parti dei cinque strumenti originali per sole due mani. O meglio, se la rendi bene con un buon compromesso rispettoso tra l’innovazione e il cambiamento, che senso a suonarla a quattro mani per raggiungere lo stesso rislutato? Tornando alle difficoltà, visto che in “Here It Comes Again” la mia versione di “Supper’s Ready” si avvale anche di un violoncello, del flauto, delle chitarre acustiche e di parecchie tastiere analogiche, il problema è stato registrare tutti questi strumenti in sovraincisione col pianoforte, che a sua volta avevo inciso senza un click. L’esperienza di “Play Me My Song” è servita molto in questo senso, con l’attento studio dei sincronismi fatto su quel disco. Circa le soddisfazioni, beh, “Supper’s Ready” è così ricca di parti intricate e spunti incredibili, che già quando la completi al solo pianoforte ti senti un po’ come se avessi completato un’integrale di un compositore classico. La stessa sensazione che si ha quando finisce “Apocalypse in 9/8” e si arriva all’avvolgente finale di “As Sure As Eggs Is Eggs”…

In particolare, quale periodo dei Genesis ti interessa musicalmente di più?

Indubbiamente questo si può evincere anche dalle mie risposte a dalle tracklist dei due dischi dedicati ai Genesis, eppure ti confesso che avendo assimilato così tanta musica scritta anche dopo il 1980 da Banks, Collins e Rutherford ci sono periodi anche dopo “Duke” che mi piacerebbe rivistare in futuro. Sentire una loro composizione degli anni seguenti è comunque come ascoltare un parente che ti parla, c’è un’indubbia familiarità. Tra l’altro se prendi alcuni brani dei dischi da “Abacab” in poi e li riarrangi al pianoforte, capisci ancora di più che erano passati solo pochi anni…

Recentemente con 2084 hai anche reso omaggio all'album 1984 di Anthony Phillips. Cosa ti ha interessato di quel disco così particolare di Ant?

Al tempo mi impressionò per la sua ricchezza di sonorità fantascientifiche e ritmiche mai uguali a se stesse. Dopo anni di 12 corde e atmosfere pastorali un disco così con quelle drum machine e quei synth fu una rivelazione per me. Tanti anni dopo ho letto il romanzo “2084: La Fine Del Mondo” dello scrittore francoalgerino Boualem Sansal – una specie di remake di “1984” di Orwell trasportato in una società distopica controllata da una dittatura islamica – e la musica di Ant Phillips ha risuonato nelle mie orecchie durante tutta la lettura. Da qui l’idea di fare una soundtrack immaginaria personalizzata del libro, mantenendo l’impianto sonoro del disco di Phillips ma scrivendo della musica totalmente nuova, niente cover. Lo stesso Ant mi ha rivelato di aver gradito l’album anche per il fatto che non era l’ennesimo disco di rifacimenti.

Hai legato l'uscita del disco (9 gennaio 2020) alla data delle prime registrazioni dei Genesis alla BBC per i Jackson Tapes (9 gennaio 1970). A parte l'anniversario dei 50 anni, c'è un motivo particolare?

In parte volevo seguire la tradizione degli anniversari, visto che nel 2014 “Play Me My Song” uscì lo stesso giorno (45 anni dopo) del primo concerto ufficiale dei Genesis alla Brunel University nel novembre del 1971. Però non c’è solo un motivo diciamo così scaramantico. Durante le registrazioni di “Here It Comes Again”, quando i numerosi overdub e le scelte difficili di arrangiamento facevano presagire una lunga gestazione dell’album, mi sono immedesimato in quei primi esperimenti in studio dei Genesis ancora molto giovani. Nei Jackson Tapes c’era molto materiale che poi confluì negli album storici del gruppo e in un certo senso adesso, per me, impegnato in un’operazione inversa di scarnificazione all’osso della loro musica, registrare questo disco è stato come viaggiare nel tempo.

Oltre a suonarli, i Genesis, li analizzi in vari articoli (per esempio per il Genesis Magazine Dusk). Come cambia il tuo giudizio nei loro confronti quando non li interpreti?

L’analisi non prescinde da una grande passione di fondo. E’ questa che permette di “fare le pulci” alla loro scrittura e alle loro eescuzioni o registrazioni. Anche per arrivare alla conclusione che i Genesis sono inarrivabili, è inutile rieseguirli al 100% di fedeltà musicale se poi manca il brivido della presenza scenica dell’originale. Tanto di cappello a chi li ricostruisce anche scenicamente intendiamoci, ma a me interessa più lo studio e l’analisi della partitura. Tony Banks ha sempre dichiarato che all’inizio della loro carriera i Genesis volevano solo essere dei compositori e non degli esecutori tanto meno musicisti rock. Questa è un’ottica importante per chi vuole analizzare a fondo non solo le note che hanno inciso ma anche quelle che hanno semplicemente “sfiorato”, per risalire alle loro influenze e ascolti dell’epoca. Un collega musicista ha detto che la mia operazione sul loro materiale gli ricorda ciò che Glenn Gould fece sul repertorio di Bach, le note originali in gran parte al loro posto ma con un’infinita possibilità di variazioni ritmiche, sospensioni, rubati ecc. al fine di rinnovare l’esperienza spirituale e fisica con un corpus musicale di secoli prima. A parte l’esagerazione e il confronto improponibile per quanto mi riguarda, rimane la volontà di fornire a chi nel futuro ascolterà i Genesis anche una chiave interpretativa diversa da parte di un loro contemporaneo.

Il progetto grafico del disco è un ulteriore omaggio…

Come è già stato per “Play Me My Song” anche qui l’acquerello originale dell’artista Ugo Micheli fornisce al tempo stesso una nuova interpretazione e soprattutto un omaggio ai lavori originali per le copertine del gruppo. In maniera parallela a ciò che ho fatto con la musica, il disegno riparte da zero senza cloni digitali ma con un tratto che magicamente ripiega su alcuni particolari al tempo inventati da illustratori geniali come Paul Whitehead, Colin Elgie e Lionel Koechlin.

Si può ricevere il disco in anteprima per Natale. Come?

Il CD digipack a tre ante è acquistabile sul seguente link: www.gazzaraplaysgenesis.com/shop.htm
In questo modo si riceve una copia con dedica entro Natale, poi dal 9 gennaio l’album sarà ufficialmente in distribuzione ma le prime stampe in digipack CD saranno probabilmente già finite. Quindi il consiglio è di fare in fretta.

Hai previsto dei concerti per eseguire i brani dei due dischi?

In realtà già in alcune delle ultime performance di Gazzara Plays Genesis avevo affrontato parte del repertorio di “Here It Comes Again”. Ora il materiale è sufficiente per un concerto di quasi due ore completamente dedicato alla musica dei Genesis, con pianoforte acustico e proiezioni video di sfondo. Con un concerto più lungo cambiano però anche i luoghi adatti per eseguirlo, in alcuni ad esempio è necessario un intervallo tra i due tempi e in altri al contrario si deve ridurre di molto la durata. Ecco perché ancora non ci sono date fissate dopo l’uscita del nuovo disco, anche se un paio di eventi sono già in lavorazione, uno in Italia e l’altro in Germania. A presto tutte le news su www.gazzaraplaysgenesis.com

Ringraziamo Francesco Gazzara per la sua disponibilità e, oltre ad acquistare al link sopra il nuovo disco, vi invitiamo anche a comprare su Amazon gli album citati da Gazzara nell'intervista:

THE PIANO ROOM - http://www.thepianoroom.it/

Francesco Gazzara plays Genesis: “Here It Comes Again” –  TRAILER & SIGNED DIGIPACK

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Mario Giammetti racconta i contenuti del nuovo numero del Genesis Magazine Dusk

By Eugenio Delmale - 

Mario Giammetti racconta a Horizons Radio i temi del nuovo numero di Dusk, il Genesis Magazine di cui è fondatore e direttore e che, come al solito, ospita approfondimenti, interviste esclusive e servizi su attualità e novità del mondo Genesis.

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"Il numero 93 di Dusk è principalmente focalizzato su Anthony Phillips - racconta a Horizons Radio Mario Giammetti -, che ha appena pubblicato il suo nuovo album di studio. E non è una notizia da poco, perché in realtà, assorbito dalla musica library e dallo scrupoloso lavoro di rimasterizzazioni del suo back catalogue degli ultimi anni, pubblicate dalla sua nuova etichetta Esoteric (gruppo Cherry Red), Ant mancava l’appuntamento con un nuovo disco di inediti dal 2012 ma, se parliamo di un composizioni realmente nuove, bisogna andare indietro addirittura al 2005. Strings Of Light è un doppio album splendido, con il miglior Phillips possibile. Lucio Lazzaruolo lo ha analizzato in maniera certosina e io ne ho parlato a lungo con Anthony in un’intervista telefonica."

"Intervista anche a Tony Banks, per commentare il suo Banks Vaults, cofanetto che ripercorre la sua intera carriera solista rock. Per l’occasione - aggiunge Giammetti - abbiamo realizzato uno speciale dove ciascun collaboratore ha recensito un album, mettendo insieme, di fatto, una retrospettiva sul percorso artistico del tastierista."

"Si parla anche di Ray Wilson (il suo Best Of con due inediti Upon My Life) e naturalmente è immancabile, anche su questo numero, un ampio spazio dedicato a Steve Hackett. In questa circostanza ci occupiamo del live con l’orchestra filmato a Londra lo scorso anno (Genesis Revisited Band & Orchestra: Live At The Royal Festival Hall) e del nuovo album di studio con i Djabe, Back To Sardinia, che uscirà tra qualche giorno."

"Sono poi lieto di confermare la scelta del colore per l’intero numero, grazie alla generosa partecipazione di Stefano Tucciarelli. Questa volta, poi, la tipografia ha cambiato stamperia, ottenendo un risultato più preciso in fase di rifilatura e una migliore definizione delle fotografie. Speriamo, con passi lenti ma costanti e senza mai andare oltre le nostre possibilità, di offrire ai nostri sostenitori un prodotto sempre più bello da vedersi, oltre che avvincente da leggersi."

"Appuntamento quindi alla primavera 2020 col prossimo numero - conclude Giammetti -, col quale inaugureremo il trentesimo anno di attività di Dusk."

Non resta quindi che attendere il nuovo numero di Dusk, come sempre ricchissimo di materiale Genesis & Co.

E chi non l'avesse già fatto, può iscriversi e abbonarsi qui.

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Video Memories: Genesis, Daryl Mark Stuermer was born on November 27th 1952

By D.B. - 

Video Memories, Genesis & Co. History through videos.

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On November 27th 1952, was born American guitarist and bassist Daryl Mark Stuermer, member of Genesis (1978-1993, 2000, 2006-2007).

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio CLICK HERE

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HR Press Review – Prog dedica la copertina al libro di Mino Profumo per i 45 anni di The Lamb – ABBONATI

By Lucio Curti -

Prog Italia dedica la copertina e ovviamente ampio spazio del prossimo numero, il 27°, in uscita il 20 novembre, ai 45 anni di The Lamb Lies Down on Broadway e ovviamente al fondamentale libro di Mino Profumo.

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"Il 20 novembre uscirà il 27° numero di Prog Italia, l'ultimo del 2019... nonostante l'assoluta situazione di disastro editoriale nelle edicole la rivista andrà avanti anche nel 2020, tranne casini non auspicabili... grazie a tutti La copertina è incentrata sul monumentale libro su The Lamb, edito dalla Rizzoli nella collana Lizard, diretta da Simone Romani, che ringraziamo anche per averci concesso le foto per l'articolo, ovviamente tratte dal libro..."

Dalla Redazione di Horizons Radio, oltre a "in bocca al lupo" alla storica e gloriosa testata, un invito a tutti i Genesissiani e gli amici del Prog italiani ad acquistare e abbonarsi in massa a Prog.

ABBONATI QUI A PROG ITALIA.

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Video Memories: Genesis, The Lamb Lies Down On Broadway tour begins in the US on 20/11/1974 – SPECIAL

By D.B. - 

Video Memories, Genesis & Co. History through videos.

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Il 20 novembre 1974 parte - finalmente - dagli Stati Uniti, all'Auditorium Theatre di Chicago, il The Lamb Lies Down On Broadway Tour. Ecco perché era stato rimandato.

genesis-quei-concerti-cancellati-del-1974

Il tour doveva partire il 29 ottobre 1974, con un'anteprima per il fan club locale alla City Hall di Newcastle in UK, ma viene posticipato e sette date cancellateSaltano i due show di Newcastle (l'anteprima e la sera successiva), Manchester, Wembley a Londra, Edimburgo, Bristol e le due date di Birmingham l'11 e 12 novembre. Per quale motivo?

Il ruolo compositivo di Steve Hackett nei Genesis, rispetto al precedente Selling England by the Pound viene ridimensionato durante la composizione e la registrazione di The Lamb Lies Down on Broadway.

Da una parte c'è la scarsa sintonia con il materiale che ogni elemento della band propone, dall'altra un momento privato poco felice, con la crisi matrimoniale in corso.

Fattori che rendono il chitarrista nervoso. E un episodio è significativo di questo stato d'animo.

Hackett, durante una cena, si ferisce la mano sinistra con i cocci di un bicchiere di vino. Un nervo e un tendine  risultano recisi. Uno sfortunato incidente?

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Lo stesso Steve ha raccontato in varie interviste che, a una festa, qualcuno ha fatto riferimento alla Sensational Alex Harvey Band, che stava suonando, ritenendo che non sarebbe stata la stessa senza Alex. Subito il suo pensiero è andato ai Genesis e alla possibilità che senza Peter Gabriel potessero essere finiti. E così l'adrenalina, causata dallo stress del momento ha fatto il resto. La mano ha stretto con troppa forza il bicchiere, che si è rotto.

Un episodio che la dice lunga anche sulla tensione all'interno dei Genesis in questo periodo, con Peter Gabriel che, alla fine del tour lascerà il gruppo.

La mano di Steve è quindi fuori uso. Inizia una terapia. Steve ci scherza su, dicendo che l'incidente gli ha fatto assumere una posizione più classica.  Ma è addirittura dovuto ricorrere all'elettro-shock per poter tornare a suonare. Una lezione che gli ha dato, racconta lui, la determinazione che ha ancora oggi.

Pochi giorni dopo la partenza del 20, però, il 25 novembre all'Hotel Swingos di Cleveland, poco prima del live della sera, Peter comunica ai compagni la sua decisione di lasciare il gruppo. ASCOLTA QUEL CONCERTO STORICO:

Decisione che verrà resa pubblica il 16 agosto 1975, quando Gabriel consegna alla stampa una dichiarazione, e formalizzata il 26 agosto, quando i Genesis fanno uscire una dichiarazione ufficiale, per integrare quella di Peter.  In questa scrivono che la band è in cerca di un nuovo cantante, che sta componendo un nuovo album e a breve inizierà a inciderlo. Il disco uscirà a Natale e il tour partirà all'inizio dell'anno nuovo.

Ma anche la permanenza di Steve Hackett nei Genesis ha ormai i mesi contati

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Video Memories: Genesis, “The Lamb” released 45 years ago, 18 Nov. 1974 – SPECIAL

By D.B. - 

Video Memories, Genesis & Co. History through videos.

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18 novembre 1974 - 18 novembre 2019. 45 anni di The Lamb Lies Down On Broadway. Ricordiamolo attraverso i video.

Ecco un ottimo documento, un video di The Lamb Lies Down on Broadway Live:

Peter Gabriel, nei primi concerti (clicca qui per approfondire) dopo l'uscita dai Genesis (clicca qui per approfondire) ha eseguito il brano The Lamb Lies Down On Broadway. Eccolo "live on Rockpalast TV show. Recorded at Grugahalle, Essen, Germany on 15 September 1978":

Anche i Genesis hanno continuato a eseguire il brano, completandolo con la closing section di The Musical Box:

Un altro brano eseguito dalla band anche dopo l'addio di Peter Gabriel. The Carpet Crawlers:

Fino all'ultimo concerto della storia dei Genesis:

Anche Steve Hackett ha rivisitato più volte questo album. "The Lamb Lies Down On Broadway" Live In Liverpool (OFFICIAL VIDEO). Taken from the live release "The Total Experience Live In Liverpool":

STEVE HACKETT feat. Ray Wilson - Carpet Crawlers (OFFICIAL LIVE VIDEO). Taken from the album "Genesis Revisited: Live At The Royal Albert Hall":

STEVE HACKETT - The Lamia (OFFICIAL VIDEO). Taken from the album "Genesis Revisited: Live At Hammersmith":

Altro documento: la nascita di un capolavoro nel lavoro di composizione e improvvisazione.

Compra la versione Digital Remaster e Stereo Mix su Amazon. 

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Francesco Gazzara plays Genesis: “Here It Comes Again” – TRAILER & SIGNED DIGIPACK

By Antonio Filippi - 

Francesco Gazzara: The follow-up to "Play Me My Song" will be officially released on January the 9th, 2020, on IRMA Records. 


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You are now able to order and receive your signed digipack CD copy BEFORE CHRISTMAS directly from the following link: http://www.gazzaraplaysgenesis.com/shop_eng.htm

Enjoy the new "excerpt medley trailer" and get your copy today:

Titled "Here It Comes Again", this brand new Gazzara Plays Genesis album includes piano and orchestral arrangements of some precious gems from 1971-1980's era of Genesis and it features the same devoted musicians of the previous work plus other guests.

Once again artist Ugo Micheli provided a new watercolor painting for the gatefold sleeve (only the front is visible here).

A medley trailer is coming soon!

Buy the previous album on Amazon:

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“Gli incroci del rock”, anche i Genesis nel libro di Giuseppe Scaravilli

By Antonio Filippi - 

Giuseppe Scaravilli ripercorre l’irripetibile stagione dei grandi gruppi del rock anni Settanta, tra cui anche i Genesis.


EnglishItalianoEspañol繁體中文PortuguêsРусскийFrançais


Con questo volume Giuseppe Scaravilli, leader dei Malibran, ripercorre l’irripetibile stagione del rock anni Settanta, utilizzando l’escamotage narrativo dell’incrocio tra le biografie delle varie band, progressive e non, mettendo insieme una documentazione esaustiva, frutto di decenni di passione, e una scrittura scorrevole e avvincente, ricca di testimonianze dettagliate e di aneddoti interessanti.

Acquistalo su Amazon:

Non mancano i resoconti degli eventi che hanno segnato la musica degli anni Settanta in Italia, dai grandi festival agli scontri per la musica gratis.

A completare il tutto, il volume presenta un inserto fotografico che racconta per immagini quanto si può leggere nel testo, con inedite foto d’epoca – preparate e restaurate per l’occasione – che ritraggono le band mentre sono impegnate sul palco.

Sono trascorsi ormai decenni da tutto questo, ma è rimasta la musica a testimoniare una delle stagioni più creative della nostra storia, una stagione che non è semplicemente alle nostre spalle, ma risuona forte al presente nei sogni, negli ideali e nel desiderio di scoprire cose nuove che animavano i giovani del tempo.

E che ancora ci indicano la via.

Con Led Zeppelin, Black Sabbath, Deep Purple, Genesis, King Crimson, Malibran, Jethro Tull, Banco del Mutuo Soccorso, Van der Graaf Generator, Premiata Forneria Marconi, Area, Pink Floyd, Gentle Giant, Yes, Free, The Who, Traffic, Supertramp, Camel e tanti altri.

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Due libri per quattro gruppi Prog (Genesis compresi) – INTERVISTA a Max Stèfani

By Antonio Filippi e Eugenio Delmale - 

Due volumi, quattro gruppi Prog, ma anche tutta la scena rock del periodo fino al 1975. 384 pagine l'uno con molte foto. E' il nuovo "doppio" lavoro di Max Stèfani. Gli abbiamo fatto qualche domanda.


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Horizons Radio: Come hai scelto e abbinato le due band e perché?

Max Stèfani: Quattro band per un solo libro veniva con troppe pagine. Mi è venuto naturale abbinare ELP con King Crimson per via di Greg Lake. Meno per Genesis e Jethro Tull, ma dopotutto si parla dello stesso periodo, anche se Anderson ha cominciato prima.

I libri arrivano fino al 1975. Perché?

E' il loro periodo di maggiore qualità, anche se alcuni sostengono che i Genesis con Collins sono migliori. Questione di gusti. E comunque dal 1975 il genere ha perso la rotta.

Fotografie, tour, interviste, recensioni americane, inglesi, francesi e italiane. Da dove proviene tutto il materiale che hai usato?

Da mie collezioni, contatti nel mondo, amici.. una lunga ricerca.

C'è anche un inserto dei gruppi Prog 'minori' del periodo: tedeschi, inglesi, australiani, americani, francesi. Come si legano ai quattro 'maggiori'?

Volevo dare uno sguardo ai gruppi meno conosciuti, perché molti si sono fermati a quelli che hanno fatto più vendite. Spesso capita che band altrettanto valide, per tutta una serie di ragioni, non abbiamo successo. Ma i fischi, quando si trovano, rimangono.

In che senso questi volumi sono "fatti in casa, genuini", come li definisci tu? Come hai lavorato a essi?

"Fatti in casa" nel senso per la mia casa editrice. Completa libertà su tutto: testi, foto e copertine, decisione di saltare librerie e Amazon, perché sono prodotti di qualità per pochi e non mi va di regalare i soldi a una casa editrice esterna solo per la soddisfazione di vederlo 15 giorni nelle librerie. Copie numerate con dedica personale; sarebbe impensabile sul mercato.

Quindi attraverso quali canali vengono vendute?

Solo per posta. Basta contattarmi sui social... Facebook, Instagram, passa parola..

Qual è il pubblico di riferimento dei tuoi libri?

Un migliaio di persone anziane, miei ex lettori sul Mucchio, Rumore, Suono, Outsider, etc...

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Tribute Band: “I nostri 25 anni con i Genesis”, INTERVISTA a The Musical Box

By Old King Cole & Saimon P. - 

Genesis & Co. Tribute Band. The Musical Box sono stati in Italia con "A Genesis Extravaganza Vol. 2". INTERVISTA.

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The Musical Box, la più importante e acclamata tribute band mondiale dei Genesis, sono stati in Italia con un nuovo e inedito show con la musica dei loro album storici: Trespass, Nursery Cryme, Foxtrot, Selling England By The Pound, A Trick Of The Tail, Wind & Wuthering e And Then They Were Tree.

Le date:

14 novembre a Bologna, Europe Auditorium - SETLISTSOCIAL NEWS:

15 novembre a  Milano, Teatro del Verme - SOCIAL NEWS:

17 novembre  a  Genova, Teatro Politeama

18 novembre  a Roma, Teatro Brancaccio

19 novembre a  Ancona, Teatro Le Muse - CON UN BRUTTISSIMO E VERGOGNOSISSIMO IMPREVISTO (ci facciamo sempre riconoscere):

20 novembre a Udine, Teatro Nuovo

Prima del loro arrivo in Italia, The Musical Box hanno concesso a Horizons Radio un'intervista:

Horizons Radio: La scaletta dei prossimi concerti del tour europeo sarà simile a quella della prima tappa di Extravaganza Volume 2?

The Musical Box: Sì. Abbiamo dovuto cambiare la scaletta del Volume 1 molte volte per cercare di aggiustarla e soddisfare il maggior numero di persone possibile e riprodurre il maggior numero di canzoni possibile. Per il Volume 2 siamo rimasti fedeli alla setlist originale che avevamo programmato alla fine del primo tour.

La prima parte è focalizzata sulle canzoni più recenti (“A Trick of the Tail”, “Wind and Wuthering” e “...And Then There Were Three...”), e poi  è il momento dell'era Gabriel. Perché?

Per lo stesso motivo del Volume 1. The Musical Box hanno suonato per oltre 25 anni i Genesis dell'era Gabriel e i nostri fan sono anche più abituati a questo periodo. Ci siamo divertiti moltissimo a lavorare sul "materiale Collins", imparandolo e suonandolo per A Genesis Extravaganza. Ma torniamo sempre al materiale più vecchio.

Il bis è speciale. 

Il bis è la canzone preferita dei Genesis della band.

Denis Gagné canta sia come "Peter Gabriel" che come "Phil Collins". È difficile?

Gabriel sarà sempre più naturale per Denis, ma se la cava bene anche con Collins.

Dopo anni di tour di singoli album, perché avete deciso di cambiare con A Genesis Extravaganza?

Era arrivato il momento di provare qualcosa di nuovo. Così, quando poi torneremo ai tour originali, dopo un paio di anni, sentiremo ancora una volta. 

Festeggiate 25 anni di attività della Band. Coloro che l'hanno fondata, hanno ancora l’entusiasmo iniziale?

Ci sono ancora 2 membri originali e il modo in cui mantengono l'entusiasmo è quello di cercare di fare cose nuove, vecchi suoni e nuove canzoni.

Avete cambiato formazione diverse volte. Suonare in The Musical Box è stressante, difficile o impegnativo?

Sì, è tutto questo, prima o poi.

Il vostro ultimo cambio di formazione è stato quando Ian Benhamou ("Tony Banks") e Bob St-Laurent ("Phil Collins") sono diventati nuovi membri della band. Perché questi cambiamenti?

Perché le persone passano ad altri progetti o non vogliono trascorrere mesi e mesi in tour lontani da casa. Ci sono tutte le ragioni possibili. Un esempio: Marc Laflamme, il batterista precedente, è stato assunto nel 2008 per un solo tour, ma è rimasto per 10 anni. Gestiva un negozio di strumenti musicali nello stesso periodo.

Qual è la difficoltà maggiore nel suonare i Genesis?

Cercare di suonare come loro, riproducendo i loro stessi suoni e fare ciò concerto dopo concerto. 

E qual è l’emozione più bella nel suonare i Genesis?

Essere in grado di rendere giustizia alle canzoni e a questi geni ventenni che hanno scritto tutti questi meravigliosi capolavori.

"Gabriel era" o "Collins era", quale è il vostro preferito e perché?

C'è del buono in tutte le epoche dei Genesis, ma per noi l'era Gabriel è stata la più emozionante, musicalmente più avventurosa.

Siete in contatto con qualche ex membro dei Genesis?

In realtà non più. Se c'è bisogno di discutere di qualcosa con loro lo facciamo  per lo più attraverso gli agenti o lo staff del gruppo. All'inizio avevamo molte domande da fare loro e spesso li abbiamo incontrati e da lì si sono sviluppate certe relazioni.

Avete un lungo tour mondiale fino alla primavera del 2020. Vi fermate mai?

Di solito durante i mesi estivi, ma poi iniziamo a pianificare il prossimo tour.

State arrivando anche in Italia, sei date. Sentite lo speciale legame che il pubblico italiano ha sempre avuto nei confronti dei Genesis?

Sì, fin dalla prima volta che abbiamo suonato in Italia nel 2004 abbiamo sentito che queste persone ascoltavano e accoglievano i Genesis seriamente ed entusiasticamente.

Avete un messaggio speciale per i vostri fan italiani?

Molte delle canzoni che suoniamo in questo tour saranno eseguite molto probabilmente per l'ultima volta. Ci auguriamo che veniate a sentirle e che vi piaccia Volume 2 tanto quanto Volume 1.

La storia dei Genesis, raccontata dai canadesi The Musical Box e acclamata in tutto il mondo, ritorna con il “Volume 2” per offrire ancora dei live accompagnati da una serie di strumenti originali. Un viaggio nel mitico mondo dei Genesis del periodo più apprezzato dai fan della prima ora, quello dal 1970 al 1978.

The Musical Box hanno avuto come ospiti sul palco due storici componenti dei Genesis come Phil Collins e Steve Hackett.

“Non sono semplicemente una tribute band – dice di loro Collins – riproducono esattamente i nostri show dell’epoca”.

Infatti The Musical Box sono acclamati per la loro storica rievocazione dei Genesis, grazie allo studio dettagliato dei primi rari video della band inglese, e si sono esibiti per milioni di spettatori in tutto il mondo in alcune delle più prestigiose venue come il London Royal Albert Hall e Paris Olympia.

“Li ho visti a Bristol con i miei figli – racconta Peter Gabriel – così ho potuto mostrare loro cosa faceva il padre da giovane”.

Nella loro ricerca di autenticità sono infatti citati in tutto il mondo per le loro ottime interpretazioni dei Genesis del primo periodo. Nulla è lasciato al caso: dalle maschere che indossava Peter Gabriel (alcune donate proprio dall’ex cantante), alla riproduzione dei costumi, delle luci e dei movimenti negli show.

“Non solo il suono è autentico – dice Steve Hackett – ma sul palco sono identici ai Genesis anche nell’aspetto”.

“Meglio degli originali”, sostiene Mike Rutherford.

Il loro tour mondiale ora arriva anche in Italia, organizzato da Musical Box 2.0 Promotion e Ventidieci.

 

Video Playlist (updated):

Videos:

Serge Morissette talks about "Genesis Extravaganza 2.0" - Video:

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