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Video Memories: Genesis, Seconds Out released on 14/10/1977 – SPECIAL

By D.B. - 

Video Memories, Genesis & Co. History through videos.

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Il 14 ottobre 1977 usciva Seconds Out, secondo album live dei Genesis, quarta posizione nella UK Albums Chart. Riviviamolo insieme attraverso video e curiosità. 

Genesis, Seconds Out

 

Tracce (clicca il titolo per scaricare il brano da AMAZON):

Disco 1
  • Lato A
  1. Squonk - 6:39
  2. The Carpet Crawl (senza la strofa introduttiva) - 5:27
  3. Robbery, Assault and Battery - 6:02
  4. Afterglow - 4:29
  • Lato B
  1. Firth of Fifth (senza l'introduzione al pianoforte) - 8:56
  2. I Know What I Like (arricchito dall'assolo di chitarra di Dancing with the Moonlit Knight, il tema finale di Stagnation e l'introduzione di Visions of Angels) - 8:45
  3. The Lamb Lies Down on Broadway - 4:59
  4. The Musical Box (closing section) (questi due brani erano il bis finale del concerto) - 3:18
Disco 2
  • Lato C
  1. Supper's Ready - 24:33
  • Lato D
  1. The Cinema Show  (tratto dal tour del 1976, con Bill Bruford alla batteria, perché fu l'ultimo in cui questo brano venne eseguito integralmente) - 10:58
  2. Dance on a Volcano (senza la sezione strumentale conclusiva, sostituita dal drum duet che la collega a Los Endos) - 5:09
  3. Los Endos - 6:20

Il doppio album accoglie le registrazioni dai concerti al Palais des Sports di Parigi dall'11 al 14 giugno 1977, durante il tour europeo di Wind & Wuthering. Ecco l'audio del live del primo giorno:

Formazione: 

  • Phil Collins - voce solista, batteria, percussioni
  • Steve Hackett - chitarre elettriche e acustiche a 12 corde
  • Mike Rutherford - basso a 4 e 8 corde, chitarra a 12 corde, pedali bassi, cori
  • Tony Banks - piano elettrico, organo Hammond, sintetizzatori, chitarra a 12 corde, cori
  • Chester Thompson - batteria, percussioni
  • Bill Bruford - batteria in The Cinema Show

Da Peter Gabriel arrivano lodi nei confronti dei Genesis dal vivo nella nuova formazione, soprattutto sul ruolo di Collins come frontman, ma anche per  l'affiatamento alla parte ritmica, tra Collins e  Bruford prima, con Thompson poi. Mario Giammetti, in Genesis. Il fiume del costante cambiamento, Editori Riuniti, riporta le sue parole:

"Andai a vederli all'Hammersmith Odeon nel tour successivo alla mia partenza.  Mi sentii molto più a mio agio di quello che avrei pensato, tranne un paio di sussulti durante Supper's Ready, dove mi sembrò come se qualcun altro stesse indossando i miei vestiti. Ora posso guardare Phil cantare senza essere più emozionalmente attaccato a una canzone."

Seconds Out è anche l'ultimo album dei Genesis in cui suona Steve Hackett.  Ha raccontato Steve ad Armando Gallo in Genesis: I Know What I Like

"Sentivo che i Genesis stavano diventando ripetitivi e sapevo che per esprime al meglio me stesso sarei dovuto uscire dal ruolo che avevo nella band. Il problema era che la sicurezza economica stava portando a un impoverimento spirituale e mi stava uccidendo suonare giorno dopo giorno gli stessi brani".

Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years

"Mi crea qualche imbarazzo dire che non mi ero proprio accorto di quanto infelice fosse stato Steve per la maggior parte del tempo in cui fu membro del gruppo. Non eravamo propriamente gli individui più sensibili del mondo e Steve era una  persona abbastanza riservata, come tutti noi del resto, ma pensavo comunque che si divertisse. (...) Nella mia personale scala Richter, la perdita di Steve non fece registrare scosse paragonabili a quelle di Ant o Pete".

Racconta Phil Collins nella sua autobiografia No, non sono ancora morto

"In questo periodo diventa evidente anche la frustrazione di Steve. Ha pubblicato il suo album da solista, ma invece di diminuire la pressione, l’ha aumentata. Vuole avere più canzoni sue negli album dei Genesis. Quello che per me è positivo si rivela negativo per lui: la nuova configurazione dei Genesis ha inaspettatamente aperto nuove strade di composizione dei pezzi, e mentre io mi sento sempre più sicuro come autore, Steve non riceve ancora lo spazio creativo che pensa di meritarsi. (...) Ma se siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà dentro sia al basso sia alla chitarra solista".

Genesis, Seconds Out

La foto di copertina dell'album e la maggior parte di quelle dell'interno sono di Armando Gallo - Guarda i  suoi libri su Genesis & CO.  - CLICCA QUI

Ecco il suo sito web (clicca sull'immagine per andare al sito web di Armando Gallo):

Clicca qui per andare al sito web di Armando Gallo

La recensione di Rolling Stone (clicca sull'immagine per leggere l'articolo): 

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E quella di The New Rolling Stone Album Guide - COMPRALA QUI - (clicca sull'immagine per leggere l'articolo):

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La recensione di AllMusic (clicca sull'immagine per leggere l'articolo):

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Ecco l'ottimo approfondimento tecnico di Genesis-News.com (clicca sull'immagine per leggere l'articolo):

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Un grande fan dell'album:  Taylor Hawkins, batterista dei Foo Fighters, che lo ha definito così (clicca sull'immagine per leggere l'articolo): 

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Angolo del Collezionista: Seconds Out su:

Leggi anche:

Seconds Out’ released as a 2LP gatefold half speed remaster.

This re-issue is the first time the album has been fully mastered for vinyl and is half speed mastered by Miles Showell at Abbey Road Studios.

This legendary live album has been pressed onto double 180 gram vinyl with gatefold sleeve and printed inner bags and comes complete with Obi-Strip and an official Half Speed Mastered certificate.

BUY here on AMAZON.

Seconds Out streaming:

Seconds Out CD Audio:

Seconds Out Limited:

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Video Memories: Genesis, Selling England By The Pound released 13/10/1973

By D.B. - 

Video Memories, Genesis & Co. History through videos.

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13 ottobre 1973 - 13 ottobre 2019. 46 anni di Selling England By The Pound. I Genesis lo ricordano così.


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Ecco l'album nelle versioni live.

Selling England By The Pound Import e da collezione su AMAZON - CLICCA QUI

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New book: “Peter Gabriel A Life In Vision”

Peter Gabriel photo book will explore singer's career from Genesis to present day. Publication date 18th October 2019.


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A Life In Vision,128 page A4 Hardback,  is a chronological, visual biography of his extraordinary and colourful career. From the early days of Genesis through to the present day.

Housed in a custom-made presentation box with a set of prints, it is strictly limited to 1000 copies. 

The synopsis reads:

“Never one to stand still, Gabriel has constantly reinvented himself, never afraid to experiment and explore new musical avenues.

His willingness to collaborate with all manner of people has also resulted in film scores and joint projects with a diverse range of artists from Kate Bush to Martin Scorcese, as well as Sinéad O'Connor, King Crimson’s Robert Fripp and Coldplay’s Chris Martin.
His passion for World Music has seen his long-standing commitment to the WOMAD Festival and outside of music political activism and humanitarian issues have played a big part in his life.
The book is crammed full of glorious photography, much of which is previously unpublished, along with a timeline narrative by Genesis aficionado Alan Hewitt.
This limited edition hardback book is a wonderful collector’s item for any self-confessed Gabriel fan."
Place your order by 1st October and you can have your name printed on a dedicated fan page.

Order now and YOUR NAME will be included on a dedicated Fan Page within the book.

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Unforgettable Gigs, Six Of The Best reunion show, Milton Keynes 2/10/1982 – SPECIAL

The Concerts that made History.

By D.B.

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2 ottobre 1982. Su consiglio del manager dei Genesis, Tony Smith, Peter Gabriel e i suoi ex compagni della band si accordano per suonare insieme in un unico e indimenticabile show che verrà chiamato 'Six of the Best'.


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Una reunion in realtà "solidale" visto che l'ex cantante dei Genesis e la società che aveva fondato,  WOMAD, stavano affrontando un momento economico disastroso, dopo l'altrettanto fallimentare organizzazione di un festival nel luglio dello stesso anno.

Con Daryl Stuermer alla chitarra, Chester Thompson alla batteria e l'arrivo per i bis dell'ex membro Steve Hackett (che era in vacanza in Sud America ma che non volle mancare), e nel giorno del compleanno di Mike Rutherford (con tanto di coro del pubblico), il concerto, tenuto al National Concert Bowl, a Milton Keynes, Buckinghamshire, UK, è stato un evento unico ed eccezionale per i quasi sessantamila fortunati che, sotto una pioggia incessante, erano davanti al palco.

Audio:

Per approfondire: "Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel"

Eugeno Delmale racconta alcune curiosità di quella storica data.

Ascolta il programma di Horizons Radio Tube:

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Deconstructing Genesis (e non solo). Ecco il nuovo disco degli Algebra – INTERVISTA a MARIO GIAMMETTI

E' uscito del doppio CD degli Algebra "Deconstructing Classics". Al timone della band un grande protagonista del mondo Genesis: Mario Giammetti, fondatore e direttore del Magazine Dusk. Nell'album ci sono due special guest d'eccezione. Lo abbiamo intervistato.


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By D.B.

Destrutturare le canzoni e rifarle secondo un’identità personale. Non tributi, ma reinterpretazioni spontanee. 

E' la filosofia di "Deconstructing Classics" terzo album del gruppo campano Algebra, quasi 160 minuti di musica in due cd.

Il primo si apre con l’unica nuova registrazione: una cover de La cura di Franco Battiato con due grandissimi ospiti (Steve Hackett e Anthony Phillips).

Il Cd 2 è completamente inedito: accanto a brani mai pubblicati, si ritrovano improvvisazioni, performance live ed esperimenti, con un gioiellino
acustico inedito dello stesso Ant.

Ecco l'intervista al leader della band Mario Giammetti:

H.R.: Nella nuova cover de La Cura di Battiato avete due special guest davvero d'eccezione: Steve Hackett e Anthony Phillips. Non capita tutti i giorni. Come sei riuscito nell'impresa?

Mario Giammetti: Naturalmente con Steve e Ant c’è un bel rapporto di amicizia da tantissimi anni, quindi non è stato poi così difficile, almeno nel caso di Steve che, del resto, aveva già registrato un assolo per il brano "Il molo deserto", tratto dal nostro album del 2009 "JL". Il problema era solo aspettare che trovasse il tempo.

E' stato difficile convincere Ant?

Non ho dovuto convincerlo, è stato lui a proporsi! Il che è davvero incredibile. In verità, desideravo tantissimo averlo ospite. Ci avevo già provato per l’appunto dieci anni fa con "JL".

All’epoca, ascoltando il nostro demo, mi disse che c’era già della chitarra a 12 corde su quel disco e che dunque non avevamo bisogno di lui! Al di là dell’immeritato complimento che mi fece, non mi stupii più di tanto: conosco perfettamente Ant e so che non fa certe cose a cuor leggero, ma alla fine in qualche modo ha partecipato ugualmente inviandomi le sue splendide foto di paesaggi marini che abbiamo usato per il booklet interno di quell’album.

Stavolta, sono partito da un’altra cosa: gli ho parlato del nostro progetto e gli ho chiesto semplicemente il permesso di utilizzare un suo brano per 12 corde inedito. Si tratta di una variazione sugli accordi di "Dusk" dei Genesis che Ant molto carinamente aveva registrato appositamente per la festa dei 25 anni della mia rivista Dusk, celebrati nel marzo 2016 a Adria (la cittadina in cui i Genesis tennero il loro primo concerto italiano in assoluto nel 1972). Lui non solo mi ha dato subito l’ok per l’utilizzo di quel gioiellino acustico (che ho battezzato "Il crepuscolo"), ma si è anche spontaneamente offerto di partecipare al brano in cui gli avevo anticipato avrebbe suonato anche Steve. Non ci potevo credere.

Ci puoi raccontare com'è questo loro intervento nel brano?

Steve suona l’assolo centrale di chitarra de "La cura", l’unico brano registrato appositamente per questo disco che, per il resto, è costituito da materiale d’archivio. Anche l’originale di Franco Battiato contiene un assolo di chitarra, ironia della sorte realizzato da David Rhodes, storico chitarrista di Peter Gabriel. Di solito, nelle nostre reinterpretazioni, ci piace cambiare strumenti per gli assolo. Non in questo caso, però, l’idea era semplicemente di cambiare chitarrista e, con tutto il rispetto per Rhodes, con Hackett è tutta un’altra musica!

Abbiamo creato una base di circa due minuti, dove lo abbiamo naturalmente lasciato libero di fare quel che desiderava. Trovo il suo assolo di bellezza devastante. Tra l’altro ho scoperto solo da qualche settimana che l’ingegnere del suono dell’album di Battiato che conteneva "La cura", "L’imboscata del 1996", era quello stesso Ben Fenner che ha registrato l’assolo di Steve per noi nel novembre 2018, quando Hackett ha miracolosamente trovato il tempo.
Quindi su "La cura", alla fine, la parte di Ant è stata realizzata quando ancora non avevamo l’assolo di Steve, anche se naturalmente l’ho informato del punto in cui sarebbe stato inserito, il che rende ancora più preziosa una performance non appariscente, ma assolutamente efficace.

Non solo: Ant ha poi suonato i medesimi strumenti presenti sotto l’assolo di Steve (chitarra a 12 corde e clavicembalo) anche nella coda strumentale, su una sequenza aggiunta da noi col sax protagonista. In questa sezione, gli accordi ribattuti del clavicembalo di Ant cambiamo piacevolmente il mood della parte finale del brano.

Ci sono altri omaggi ai Genesis nel disco. Quali?

Nel lontano 1995, battendo senza saperlo di qualche mese l’etichetta americana Magna Carta, fui il primo pazzo al mondo che ebbe l’idea di realizzare un tributo ai Genesis, subito sposata dal boss della Mellow Records (che, in seguito, avrebbe dedicato analoghi omaggi ad altre gloriose band). Da co-produttore artistico, mi sembrò inevitabile lasciare proprio agli Algebra l’onore e l’onere di aprire il doppio cd "The River Of Constant Change", e la scelta non poteva cadere che su "Dusk".

La nostra versione era molto diversa, con un’introduzione di chitarra solista e colpi sordi di batteria, una sezione ritmica centrale e interventi di violino e sax. Pochi mesi dopo, una parte delle band coinvolte portò quel tributo anche sui palchi di alcune località del nord Italia. Nella mezzoretta a nostra disposizione, integralmente riportata nel secondo cd di "Deconstructing Classics", spezzate da un lungo brano strumentale di nostra composizione, suonammo "Dusk" e "Open Door", quest’ultima in una versione stilisticamente abbastanza stravolta dall’aggiunta di sax, fisarmonica e batteria.

Per finire con i Genesis, nel 2003 ci fu una performance acustica di "Ripples" in formazione ridotta (io chitarra acustica e voce, mia sorella Maria al sax e voce, Roberto Polcino al piano) per alcune presentazioni di libri pubblicati, o in attesa di essere pubblicati, da Editori Riuniti, laddove gli autori (come nel mio caso) erano anche giornalisti. L’esibizione avvenne al ben noto Big Mama di Roma; chiesi al tecnico di registrarla col mixer, ma si rifiutò. Per cui abbiamo usato la prova del giorno prima, fatta in studio ma rigorosamente live e senza sovraincisioni.

Omaggio anche ad Hackett, con "Sleepers". Come lo avete realizzato?

Nell’agosto 2008 ospitai a casa mia un paio di amici inglesi. Uno di questi era Nick Clabburn, amico inseparabile di Steve Hackett (oltre che paroliere dei primi due album rock del fratello John). Faceva caldo e Nick non riusciva a dormire, così nel corso della notte inviò a Steve questo sms: “all the sleepers send you their dreams”, riferendosi agli altri occupanti la casa. Hackett fu talmente toccato dalla poesia di Clabburn, che costruì intorno a questa frase una splendida canzone, Sleepers (questo episodio è riportato anche sul sito ufficiale di Steve: http://www.hackettsongs.com/blog/well2.html).

Quasi vent’anni dopo il tributo ai Genesis, Mauro Moroni pensò di dedicarsi anche ai Genesis solisti, pubblicando dapprima un omaggio a Gabriel (a cui gli Algebra non hanno partecipato, anche se io ho scritto le note di copertina), poi uno a Hackett. Mi è sembrato interessante omaggiare proprio quella canzone che, seppure indirettamente, mi apparteneva almeno un pochino, anche per distaccarci da scelte troppo ovvie (non a caso, "Sleepers" è solo uno dei due brani su 16 che non fa parte dei primissimi album di Steve!). Naturalmente anche in questo caso abbiamo cercato di fare a modo nostro, inserendo parti di viola all’inizio e alla fine, mentre nella sezione da incubo centrale c’è persino del growl.

Non mancano quelli a Peter Gabriel Ray Wilson e Anthony Phillips. Ce li descrivi?

Il progetto originario di Moroni che ti dicevo prima prevedeva anche, dopo quelli dedicati a Gabriel e Hackett, un terzo volume sui solisti rimanenti. Disco che, purtroppo, è alla fine uscito solo in digitale (col titolo "In The Land Of Geese, Ghosts And Confusion"). Per quel che riguarda gli Algebra, mi piacque subito l’idea di dare rilievo all’unico di cui certamente nessun altro si sarebbe occupato: Ray Wilson. Scelsi "Goodbye Baby Blue", una bellissima canzone tratta dal suo primo album "Change", come sempre rivisitata a modo nostro con una parte aggiunta dominata dal sax. A quel tributo partecipammo anche con un paio di spin-off, con altri due brani dedicati a Phillips: Rino Pastore, con lo pseudonimo The Shepherd, realizzò una versione cantata in italiano di "The Anthem From Tarka", mentre io e mia sorella Maria, con il nome MariGiam, incidemmo "God If I Saw Her Now". L’originale performance di quest’ultima ci è sembrata meritevole di comparire nel disco degli Algebra.

Anche la confezione è di altissimo livello. Come è stata realizzata e da chi?

È verissimo. Nonostante i costi di stampa proibitivi, per me non esisteva un piano b, come pure qualcuno aveva suggerito: il disco doveva essere realizzato come si deve, altrimenti avrei preferito lasciare tutto nel cassetto dei ricordi. Quindi mi sono affidato a grandi professionisti come Bob Fix (per la masterizzazione), che in alcuni casi sono anche fantastici amici. Come Maurizio e Angéla Vicedomini, che i fan dei Genesis ben conoscono essendo i fotografi delle copertine degli ultimi dischi di Steve Hackett. Per noi hanno immortalato una bambina che corre felice tra le vetrate de La Défence di Parigi, un’immagine che mi ha conquistato immediatamente per la sua spontanea spensieratezza, oltre che per la sua bellezza e che trovo anche molto adatta al titolo del disco e, per certi versi, al contenuto tematico de "La cura". Del layout si è invece occupato Roberto Conditi (che da anni cura anche le copertine di Dusk), il quale è stato come sempre eccezionale. Il cd doppio si presenta in un bel digipack cartonato. Ai due lati, là dove vengono inseriti i dischi, ci sono frame del videoclip de La cura, che si può visionare qui:

mentre al centro vi è incollato un ricco booklet da 28 pagine in cui sono riportate dettagliate note canzone per canzone, quasi sempre corredate da fotografie relative all’epoca di riferimento. Qua e là, quindi, si ritrovano anche Steve e Anthony.

Ci vuoi presentare i componenti degli Algebra?

Rino Pastore è l’unico membro fondatore del gruppo superstite. Suona le tastiere e le due canzoni più antiche di questo disco (1983/84) sono farina del suo sacco. Una la canta anche. Rino è sempre originale nel suo approccio e spesso è il propulsore delle idee più bizzarre, il che è una caratteristica predominante degli Algebra.

L’altro tastierista è Roberto Polcino, tecnicamente bravissimo e maestro degli arrangiamenti. Lui è coinvolto in diverse situazioni, tra cui la Playtoy Orchestra, una band che suona esclusivamente strumenti giocattolo e che abbiamo visto spesso in televisione ed è reduce da un fortunato tour in Cina.

Franco Ciani è un batterista espertissimo che nella nostra città (Benevento) ha suonato praticamente con tutti. Anche lui bravo arrangiatore, Franco ha il pregio di colorare in maniera inconfondibile i nostri brani con le sue percussioni, quasi sempre strumenti reali e raramente elettronici.

Infine mia sorella Maria, che è stata per quasi sette anni la sassofonista di Massimo Ranieri, con il quale ha girato il mondo tenendo qualcosa come 750 concerti dello spettacolo "Canto perché non so nuotare", visto spesso anche in Rai. Il suo sax è diventato nel tempo il principale strumento solista nei nostri brani, specie per le cover, e le sue performance sono sempre spontanee e spesso venate di jazz.

Come si può acquistare il disco?

Sebbene esca su etichetta Andromeda Relix, il disco è virtualmente un’autoproduzione, portata a termine grazie anche alla generosità del mio amico fraterno Stefano Tucciarelli. Trattandosi di un’edizione limitata, a parte quelle inviate al distributore, chi desiderasse acquistarlo può contattarmi via mail.

Per finire, da collega e anche da persona che non ha mai un minuto che avanza: ma come fai a trovare il tempo anche per suonare?

Il tempo è un concetto relativo. Bisogna riuscire a usarlo nel migliore dei modi. Oppure fare un patto col diavolo.

CD 1 (77’30”)
01.La cura
02.Dusk
03.Song Within A Song
04.Funny Ways
05.Felona e Sorona
06.Take A Pebble
07.Old Rottenhat
08.Up To Me
09.Dear Diary
10.Qué Hacer
11.This Train Is My Life
12.Sleepers

CD 2 (76’00”)
01.Strangers In Space
02.Hallelujah Joe
03.Goodbye Baby Blue
04.God If I Saw Her Now
05.The Lobster
06.Straight
07.Ripples live rehearsal
08.Up To Me live rehearsal
09.Il crepuscolo
10.Dusk live
11.Russian Suite live
12.Open Door live
13.The Clouds Are Always Present
14.Il muro

Mario Giammetti: vocals, guitars, bass (1983/2019)
Rino Pastore: keyboards (1983/2019)
Maria Giammetti: alto and soprano sax, flute (1995/2019)
Roberto Polcino: keyboards (1996/2019)
Franco Ciani: drums and percussion (1998/2019)
Salvatore Silvestri: drums and percussion (1983/1997)

Official site: www.dusk.it/algebra

Facebook: Algebra Rock Band Italy

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Unforgettable Gigs, first live show where Peter Gabriel wore the fox head and red dress, Dublin 28/9/1972

The Concerts that made History.

By D.B.

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Il 28 settembre 1972, al National Stadium di Dublino, durante il Foxtrot Tour, Peter Gabriel si presenta sul palco indossando una testa di volpe e un vestito rosso da donna, all'insaputa dei compagni. 

Lo show al National Stadium di Dublino, il 28 settembre, resterà nella storia dei Genesis perché, nel finale di The Musical Box, Peter Gabriel si presenta sul palco indossando una testa di volpe e un vestito rosso da donna di sua moglie Jill, all'insaputa dei compagni. L'inizio di un'epoca di teatralità e costumi, che ha dato alla band una visibilità e un popolarità finora sconosciute.  

Ascolta l'audio del concerto:

Ed ecco l'effetto tratto dal concerto al Bataclan di Parigi il 10 gennaio 1973:

Ecco il commento di Phil Collins nella sua autobiografia "No, non sono ancora morto", Mondadori:

"Prima di questo non c’erano stati indizi del fatto che Peter volesse cominciare a travestirsi. Come, più avanti, non ci avvertirà della maschera da fiore che indosserà per la parte di Willow Farm in Supper’s Ready, e nemmeno per la scatola triangolare che si mette in testa per la parte successiva, Apocalypse in 9/8. Le vediamo anche noi nello stesso momento in cui le vede il pubblico. Lui non vuole saperne di decidere in gruppo, in questi casi. (...) Queste sono le cose molto fuori dagli schemi che fa ora Peter Gabriel sul palco con i Genesis. Dopo Dublino, la signora Volpe ricompare in ogni concerto, sempre nello stesso punto. Ci abituiamo presto, ed è meglio per noi: una foto di Peter con il nuovo costume finisce dritta sulla copertina del «Melody Maker», e fa aggiungere uno zero alla tariffa di ingaggio dei Genesis. Passiamo da trentacinque sterline a trecentocinquanta sterline a serata."

Racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years, Arcana:

"Eravamo stati tenuti completamente all'oscuro delle intenzioni di Pete; lui sapeva bene, del resto, che se ci avesse anticipato qualcosa avremmo tentato di fermarlo."

Ricorda Tony Banks in Senza Frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel di Daryl Easlea, Arcana:

"Altri facevano qualcosa con i costumi, ma noi sfruttavamo tutto lo spazio del palco. Quando andavi a uno spettacolo dei Genesis vedevi le tende velate, e poi il fumo artificiale, che sì adesso è un cliché ma allora non lo era affatto. Vedevi le ali di pipistrello e gli occhi  truccati. Sentivi il suono del Mellotron, praticamente il primo effetto in stereo. Non c'erano altri concerti di quel livello al mondo. I primi dieci minuti erano di una potenza incredibile. Penso che fummo tra i primi gruppi a cogliere la bellezza della fusione di musica ed effetti visivi. Un po' successe per caso e per fortuna, un po' perché l'abilità di Peter in quel senso era davvero unica."

Infatti, il 9 febbraio 1973, al Rainbow Theatre di Londra, Peter Gabriel si porta in camerino un intero baule pieno e indossa sul palco i suoi famosi costumi e le maschereSulle note di mellotron di Watcher Of The Skies, Peter esce per la prima volta con il vestito nero e le ali da pipistrello sulla testa.  

Ecco l'effetto (in un video del tour successivo, ottobre 1973 Live Shepperton Studios):

E poi ancora, nuovi colpi di scena durante tutto il concerto. Immagini che segneranno, nel bene e nel male, la band per sempre.

LEGGI E ASCOLTA GLI SPECIALI DI HORIZONS RADIO SULL'ARGOMENTO:

by D.B.

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Unforgettable Gigs, 50 years ago Genesis play their first paid show in Chobham England, 23/9/1969 – AUDIO & VIDEO

The Concerts that made History.

By D.B.

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23rd September 1969 - Genesis play their first gig at Mrs Balmes Dance Party, Chobham, England.

Setlist:

Genesis Setlist Balme's Dance Club, Chobham, England 1969

 

Their first live gig as Genesis was at a teenager's birthday party for Mrs Balmes for £25.

It was the start of a series of live shows in small venues across the UK included a spot at the Atomic Sunrise Festival on 11th March 1970.

Here’s the video file from the Atomic Sunrise Festival, the only time Anthony Phillips appears:

Genesis is in the third lineup of their history:

1 - from January 1967 to June 1968 - Tony Banks Mike Rutherford Peter Gabriel Anthony Phillips Chris Stewart

2 - from June 1968 to July 1969 - Tony Banks Mike Rutherford Peter Gabriel Anthony Phillips John Silver

3 - from July 1969 to 18th July 1970 - Tony Banks Mike Rutherford Peter Gabriel Anthony Phillips John Mayhew

On 7th March 1969 Genesis released their 1st album: "From Genesis To Revelation" - LISTEN:

Buy now on Amazon:

Following concerts:

  • Kingsbury Working Mens Club, Tamworth - Oct 10, 1969
  • Wood End Youth Centre, Tamworth - Oct 11, 1969

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Unforgettable Gigs, Last Phil Collins Genesis live, 18/9/1993 – SPECIAL

The Concerts that made History.

By D.B.

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Il 18 settembre 1993, al Cowdray Park, nel Sussex, Regno Unito, in uno specialissimo concerto, va in scena l'ultimo concerto di Phil Collins con i Genesis (non definitivo). Ecco il racconto di quei giorni. 

Un concerto di beneficenza per il King Edward VII Hospital, al Cowdray Park, dalle parti di Oxford, si è trasformato in un evento speciale in assoluto, ma storico per i Genesis.

Sul palco, davanti a 1000 persone circa, quel 18 settembre 1993 ci sono i Queen senza Freddy Mercury, i Pink Floyd e i Genesis con Phil Collins per l'ultima volta (anche se non definitiva).

I Genesis suonano I Can't Dance, That's Just The Way It Is (di Collins solista), Turn It On Again, Hold On My Heart e Invisible Touch con Phil Collins alla voce, Mike Rutherford al basso, Tony Banks alle tastiere, Tim Renwick alla chitarra, Gary Wallis e Roger Taylor alla batteria.

Il supergruppo si chiama The Ruins Band, nome e formazione che durerà lo spazio di una notte e che prende spunto dalla location del concerto, nelle rovine del Castello di Cowdray.  La costituiscono i membri di band come Queen, Pink Floyd e, appunto, Genesis. 

Mike Rutherford suona il basso anche per i Pink Floyd, mentre Paul Young dei Mike + The Mechanics canta e duetta con David Gilmour. Eric Clapton esegue due brani accompagnato da Mike Rutherford e Roger Taylor.

Poi tutti insieme sul palco per i bis: Ain't That Peculiar, Gimme Some Lovin' Witness Together.

Ecco la registrazione di una parte del concerto:

Ed ecco la super line-up: TONY BANKS Genesis Keyboards, ERIC CLAPTON Guitar, PHIL COLLINS Genesis Vocals, JOHN DEACON Queen Bass, DAVID GILMOUR Pink Floyd Guitar, ADRIAN LEE Mike &. Mech Keyboards, NICK MASON Pink Floyd Drums, TIM RENWICK Mech./Floyd Bass/Guitar, MIKE RUTHERFORD Genesis Guitar/Bass, ROGER TAYLOR Queen Vocals/Drums, GARRY WALLIS Drums, RICHARD WRIGHT Pink Floyd Keyboards, PAUL YOUNG Mike &. Mechanics Vocals.

Ma torniamo a Phil Collins. Per lui questo non è un concerto come i tantissimi che ha già sostenuto nella sua carriera. E avrà un ruolo devastante nel futuro dei Genesis

Scrive Phil nella sua autobiografia No, non sono ancora morto, Mondadori:

"Il 17 novembre a Wolverhampton, ultima data del We Can’t Dance Tour, non ci sono con la testa. Conclusa la mastodontica serie di concerti in giro per il mondo, sono a pezzi."

Il We Can’t Dance Tour è stato sfiancante, ma trionfale. Ancora Phil:

"Il successo dei Genesis non è mai stato così immenso, ma io non mi sono mai sentito così piccolo. (...) Ripensando al We Can’t Dance Tour, mi rendo conto che il peso della leadership mi aveva ormai logorato. Sin dal principio del tour più grandioso della storia dei Genesis si era respirato un senso di nostalgia, stile «guardate quanta strada abbiamo fatto»."

Ascolta l'intervista alla BBC, nel programma Rockline il 6 maggio 1992, sull'inizio del tour a Dallas:

Come spesso accade nella vita di Phil, sono le situazioni sentimentali a complicare le cose, anche nell'ambito professionale. Un groviglio di emozioni, alla base dell'album solista Both Sides, che uscirà nell'ottobre 1993.

"Mentre volo a destra e a sinistra per promuovere «Both Sides» alla fine del 1993, la mia vita è un caos. Ho pubblicato quello che considero il mio album migliore, ma a che prezzo? Queste canzoni nascono dal tentativo di fare chiarezza dentro di me: parlano di separazione, di un amore perduto. Inoltre, la libertà che ho sperimentato realizzandole mi ha messo voglia di registrare altri dischi come «Both Sides», personali e autosufficienti. Chi mi obbliga ad avere un gruppo?"

Proprio in un momento di grandi ripensamenti e "guai" sentimentali, arriva questo concerto a Cowdray, che riporta Phil al fianco dei compagni della band dopo quasi un anno travagliatissimo. Ma quel giorno scatta qualcosa e Collins sente definitivamente che l'avventura con i Genesis è finita.

"Insomma, per ragioni positive e negative, dopo aver dedicato metà della mia vita ai Genesis, è ora di congedarmi da loro."

Ne parla al manager e confidente Tony Smith. Il quale gli chiede però di non rendere nota subito la decisione. Una prassi che ricorda l'addio di Peter Gabriel. Su questo argomento LEGGI LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO.

"Le persone attorno a me mi prendono per pazzo, me ne accorgo. Tony Smith, in particolare, si rende conto che lasciare i Genesis e la mia seconda moglie mi costerà caro, anzi, il doppio. Ma a me non importa, ho bisogno d’aria."

Tony Smith spera in un ripensamento di Phil, che però non avviene. Ancora Phil:

"Non incolpo i Genesis per i continui traumi nella mia vita privata. Può darsi che mi sentissi perennemente in dovere di andare in tour, di onorare impegni e progetti, di garantire a tutti soddisfazione e lavoro. Fondamentalmente, però, la responsabilità è mia."

Durante un drammatico pranzo, Collins comunica agli altri la sua intenzione. Ecco il ricordo di Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years, Arcana

"A ripensarci adesso, mi rendo conto di quanto fu strano per lui passare dal ruolo di batterista a quello di cantante. Lo fece con tale disinvoltura che io e Tony non facemmo caso a tutti i risvolti che poteva comportare, ma restava una cosa che non era mai stata nei suoi piani. Tutto questo significò che quando fissammo un incontro a casa di Tony Smith a Chiddingfold un giorno del 1996 e Phil disse: «Penso che sia meglio fermarmi qui», non fu veramente una sorpresa. La sorpresa era che fosse rimasto coi Genesis tanto a lungo, dopo tutto quello che gli era capitato con la carriera da solista"

Il 28 marzo 1996 un comunicato alle agenzie di stampa di tutto il mondo racconta la fine, dopo più di 25 anni, della lunga avventura di Phil Collins con i la band, anche se promette la prosecuzione dell'esperienza Genesis con un nuovo vocalist.

E, come sappiamo, anche l'addio di Phil non sarà definitivo, seppure episodico. Mike se lo sentiva, allora:

"E io penso che sapevo anche che c'era la possibilità che non fosse ancora finito del tutto."

Ma questa è un'altra storia.

by D.B.

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Genesis Live alla Tv Belga RESTAURATO su RAI5 – SPECIAL HORIZONS RADIO

Genesis Live negli studi della Belgian TV su RAI5.


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Genesis, Quincy Jones, Jacques Brel, Joan Baez, Dionne Warwick: celebri artisti tutti rigorosamente dal vivo e in performance storiche degli anni '60 e '70, registrate a Bruxelles.

È la serie di concerti, in onda dal 16 al 20 settembre in seconda serata su Rai5, che la Cinémathèque Royale de Belgique ha recentemente restaurato riportando queste pellicole a nuovo splendore. Si comincia lunedì 16 settembre alle 23.35 su Rai5 con la performance dei Genesis registrata
negli studi della Belgian TV, diretto da John Dauriac. 

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"Genesis The Lamb" è il nuovo libro di Mino Profumo. COMPRALO QUI, DIRETTA FACEBOOK, LAUNCH PARTY, VIDEO & SOCIAL.


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Mino Profumo a Savignone (GE), con Richard Macphail e Marina Montobbio, ha parlato del suo nuovo libro, "Genesis The Lamb".

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Genesis The Lamb, launch party ROMA:

Durante la seconda serata del Progressivamente Free Festival.

L'appuntamento è per  giovedì 26 settembre al Planet Live Club (via del Commercio 36, zona Ostiense) alle ore 20:30, prima dei concerti di Ellesmere e Laviàntica.

L'ingresso è libero.

Per informazioni thelamb.genesis@gmail.com

Social:

"Per la copertina di The Lamb abbiamo scattato centinaia di foto, talmente tante che non c’è da stupirsi se in tutti questi anni mi hanno fatto mille volte la stessa domanda: 'Ne è sopravvissuta qualcuna?'. E la risposta, purtroppo, è sempre la stessa: 'Nemmeno una'." questa era la risposta di Aubrey "PO" Powell fino ad oggi, che sono stati fortunosamente ritrovati oltre settanta provini della copertina di "The Lamb Lies Down On Broadway", tutti contenuti nel libro."

Dalla pagina Faceboock Genesis The Lamb

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