Dusk Genesis Magazine: copertina e sommario del numero 111 di dicembre 2025 – MODALITA’ di ABBONAMENTO

Il nuovo numero di Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ospita interviste esclusive e numerosi servizi sulle ultime novitΓ  della galassia della band.

 

Ecco il sommario:

 

Genesis – The Lamb Lies Down On Broadway (50th Anniversary Edition):

La storia

The Lamb Lives

Il cofanetto

Il vinile

Il mix Atrmos

L’intervista

 

Steve Hackett:

Live in Italy e intervista esclusiva

 

Peter Gabriel:

Taking The Pulse (bluRay)

 

Phil Collins:

No Jacket Required – Fully Tailored (box set)

 

Anthony Phillips:

La ristampa espansa di Radio Clyde 1978

 

Rewiring Genesis

 

Marco Lo Muscio

 

Delta V

 

Libri:

Remembering… The Lamb, di Armando Gallo

Peter Gabriel – L’Arcangelo del Rock, di Marco Tesei

 

Il nuovo numero verrΓ  spedito a tutti gli associati agli inizi di dicembre. Chi non dovesse riceverlo entro la fine di febbraio 2026 scriva aΒ Dusk.

Per maggiori informazioni sui tempi di recapito di Dusk, cliccareΒ qui.


Non resta quindi che attendere l’arrivo a casa di questo nuovo numero di Dusk, come sempre ricchissimo di materiale Genesis & Co.Β 

E chi non l’avesse giΓ  fatto, puΓ² iscriversi e abbonarsi qui.

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La vita, la carriera, le canzoni, i dischi, le maschere e le trasformazioni del fondatore e primo frontman dei Genesis.

Poi solista a tutto tondo, ricercatore di nuove sonoritΓ , creatore della World Music, dal forte impegno sociale, autore di alcune delle canzoni piΓΉ memorabili degli ultimi decenni.

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Marco tesei Γ¨ nato a Roma. Laureato in lettere, Γ¨ giornalista professionista. Ha lavorato per 35 anni a Radio RAI realizzando oltre 600 interviste a personaggi della cultura e dello spettacolo. Autore di testi teatrali, ha pubblicato sei thriller, tra cui Cercando Liza (2006) e Tragitto obbligato (2012).


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Le novitΓ  del mese nell’universo Genesis & Co.: eventi, uscite, ex-membri & tribute bands in concerto, etc. Aggiornamenti costanti.

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Angolo del Collezionista: 45 anni fa Genesis live all’Hammersmith Odeon di Londra, 10 giugno 1976 – AUDIO, RICORDI & OFFERTE

Angolo del Collezionista. Ecco le ultime offerte sui Genesis live all’Hammersmith Odeon di Londra il 10 giugno 1976.

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Hammersmith Odeon, Londra, 10 giugno 1976.

Ascolta il concerto:

https://www.youtube.com/watch?v=FPrniAJKYXA

Guarda qui sotto le offerte su Ebay per i collezionisti (attendi l’esito della ricerca):

Ecco come lo ricorda il sito web collectorsmusicreviews.com:

“I Genesis iniziarono il tour di Trick Of A Tail con diversi spettacoli in Ontario e Buffalo, New York in marzo e guadagnarono fiducia nel nuovo set e nella nuova formazione prima di suonare davanti al pubblico di casa.”

Leggi l’articolo di Horizons Genesis:

Genesis: 45 anni fa il primo concerto con Phil Collins cantante, 26 marzoΒ 1976 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

“Suonarono due spettacoli all’Hammersmith Odeon il 10 e l’11 giugno.

Collins saluta il pubblico dicendo: ‘Buona sera Londra… La prossima cosa che vi suoneremo, se vi ricordate l’ultima volta che ci avete visto che era probabilmente a Wembley vi abbiamo suonato Lamb Lies Down On Broadway. E stasera abbiamo preso tre pezzi dalla storia… e l’abbiamo ribattezzata piuttosto casualmente ‘Lamb Stew”.Β 

Per “White Mountain” Rutherford dice: ‘E ai tempi in cui durante i brani acustici si sentiva il tintinnio dei boccali di birra, suonavamo canzoni dell’album Trespass. Canzoni acustiche dall’album Trespass. Quindi stasera dovremmo suonarne una chiamata ‘White Mountain”.

Steve Hackett introduce la sua canzone “Entangled” dicendo: ‘È un valzer, un lento a tre tempi quindi prendete i vostri partner’.

Prima di “Los Endos” Collins annuncia che hanno registrato lo show per un album. ‘Suppongo che, visto che ci siete tutti, lo comprerete’.

Il bis Γ¨ il medley di “It” e “Watcher Of The Skies”. Quest’ultima Γ¨ strumentale e non Γ¨ mai stata cantata da Collins dal vivo.”

Angolo del Collezionista

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Ascolta i Genesis:

Le ultime della Band su Horizons Genesis:

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Angolo del Collezionista: Genesis live a Reggio Emilia, 20 gennaio 1973

Angolo del Collezionista. Ecco le ultime offerte sui Genesis live a Reggio Emilia il 20 gennaio 1973.

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GENESIS – Reggio Emilia 1973 – 2 vinili – Clicca sull’immagine e vedi se ci sono ancora copie disponibili.

Il 20 gennaio 1973 inizia a Reggio Emilia la parte italiana del Foxtrot Tour dei Genesis (seconda data il 22 a Roma – GUARDA). Ecco note e immagini di quella serata.

La prima famosissima foto del terzo sbarco nella penisola dei Genesis, dopo le due dell’anno precedente Γ¨ questa, al Circolo Cral dellAeroporto di Linate a Milano, in una conferenza stampa insieme ai Lindisfarne, appena arrivati in Italia. Eccola:

Dalla Collezione privata di Colin Richardson – GUARDA IL SUO SITO

Il concerto fa parte del Charisma Festival, come la successiva data di Roma – sul palco con i Genesis altre band, con una variazione di date all’ultimo minuto come si vede dalla locandina qui sopra -. Ed ecco quella “giusta”:

Ora la registrazione del concerto:


00:00 – Watcher Of The Skies;
11:53 – The Musical Box;
23:28 – The Fountain Of Salmacis;
33:20 – Get ‘Em Out By Friday;
44:13 – Supper’s Ready;
01:09:55 – The Return Of The Giant Hogweed;
01:21:28 – The Knife.

Uno sguardo ai costumi di Peter. Per Watcher Of The Skies non ha ancora adottato le ali da pipistrello, ma si presenta in scena cosi:

Immagine tratta dal Web e utilizzata per diritto di cronaca. Copyright dell’autore. Per chiederne la rimozione CLICCA QUI

Sul finale di The Musical Box, poi, il colpo di scena. PeterΒ  appare con il vestito da donna rosso della moglie Jill e la maschera da volpe.

Immagine tratta dal Web e utilizzata per diritto di cronaca. Copyright dell’autore. Per chiederne la rimozioneΒ CLICCA QUI

Un momento storico, questo, per i Genesis, inaugurato il 28 settembre dell’anno precedente a Dublino, inizio di un’era di maschere e travestimenti, anche se non completamente condivisi dagli altri membri della band.

Anche in Supper’s Ready non sono ancora comparsi i famosissimi costumi. Peter li inserirΓ  tra un mese nella parte inglese del tour. In Italia, alla fine diΒ  Apocalipse in 9/8 si presenta cosΓ¬:

Immagine tratta dal Web e utilizzata per diritto di cronaca. Copyright dell’autore. Per chiederne la rimozioneΒ CLICCA QUI

Per il bis, The Knife, torna il vestito nero, ma senza il giro di gioielli intorno al collo:

Immagine tratta dal Web e utilizzata per diritto di cronaca. Copyright dell’autore. Per chiederne la rimozione CLICCA QUI

Non sono disponibili registrazioni video di questi concerti. Ma l’effetto scenico dei Genesis lo si puΓ² vedere nel filmato di dieci giorni prima al Bataclan di Parigi. Eccolo:

Ed ecco il Tour Programme:

Concerto mirabilmente e dettagliatamente ricostruito da:

Genesis in Italia. I concerti 1972-1975 di Mino Profumo

“Il pubblico italiano ha l’opportunitΓ  non solo di assistere ad una performance di alto livello tecnico, ma anche di essere testimone dell’inesorabile cammino della band verso una proposta musical/teatrale che troverΓ  il suo compimento negli anni immediatamente successivi”.

Copertine da collezione – CLICCA SULL’IMMAGINE E VEDI SE E’ ACQUISTABILE
Coprtina di Ciao 2001 sui Genesis, novembre 1972

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Genesis: 50 anni fa il primo concerto al Reading Festival, 26 giugnoΒ 1971 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

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Il 26 giugno 1971 i Genesis salgono per la prima volta sul palco del Reading Festival.

Ecco la locandina tratta dal sito del Reading Museum:

È il primo Festival di Reading in assoluto, che si tiene nei pressi del Tamigi a Richfield Avenue tra venerdì 25 giugno e domenica 27 giugno 1971. Tra gli artisti oltre ai Genesis, Lindisfarne e Wishbone Ash.

Il Reading Festival ebbe origine da un festival annuale di Jazz e Blues organizzato dalla National Jazz Federation e dal Marquee Club di Londra nel 1961.

Il primo Festival di Reading ebbe luogo nel 1971, appunto, quando il promotore Harold Pendleton mise in scena l’evento come parte delle celebrazioni per l’850Β° anniversario della fondazione dell’Abbazia di Reading.

Per approfondire:

Dal 1980 il festival ha raggiunto una reputazione internazionale, annoverando i piΓΉ grandi nomi della musica rock.

La fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 hanno visto dei cambiamenti nella scena musicale contemporanea con nuovi suoni indie e dance cross-over.

Quasi 90.000 fan della musica invadono Reading ogni Bank Holiday di agosto, rendendo la cittΓ  un nome riconosciuto a livello internazionale sulla scena musicale.

È diventato una parte importante della vita di Reading e alla fine del 2004 il Reading Museum ha organizzato una grande mostra retrospettiva chiamata ‘Music, Mud and Mayhem’, che racconta i 30 anni di storia del festival.

I Genesis hanno partecipato varie volte al Festival di Reading. Ecco le registrazioni.

Durante il Nursery Cryme Tour l’11 agosto 1972:

https://www.youtube.com/watch?v=XEPDfHsKCh8

Il 26 agosto 1973:

https://www.youtube.com/watch?v=Y-BD0KXRA64&t=9s

Il 26 agosto del 1979, Phil Collins raggiunge Peter Gabriel al Reading Festival ed esegue con lui The Lamb Lies Down on Broadway:

Biko:

White Shadow:

No Self Control:

Mother of Violence:

Ed ecco le partecipazioni di Steve Hackett:

https://www.youtube.com/watch?v=il2jy6j3zvk

I brani eseguiti da Steve Hackett a Reading nel 1981 sono contenuti nell’album “Premonitions – The Charisma Recordings 1975-1983”.

Lo puoi comprare qui:

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Le ultime sui Genesis

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Genesis: 50 anni fa il primo concerto all’estero, La Ferme IV Belgio, 7 marzoΒ 1971 – AUDIO & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

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Il 7 marzo 1971 i Genesis salgono per la prima volta su un palco all’estero, a La Ferme V, Woluwe St Lambert, in Belgio. ASCOLTA:

https://www.youtube.com/watch?v=O61lpxGFiZs

Storie e Memorie:

Β«Abbiamo attraversato la Manica, prendendo un traghetto da Dover a OstendaΒ», racconta Richard Macphail in My book of Genesis.

Β«Era pieno inverno e non c’era quasi nessuno a bordo. (…)
Eravamo ancora solo noi sette in viaggio insieme, a guardare gli eserciti di crew che le band impiegano al giorno d’oggi sembra ridicolmente piccolo.

Era una traversata di quattro ore e ci annoiavamo a morte perché lì
non c’era niente da fare. Ho trovato questa scatola con dentro dei salvagenti,
e così tutti noi abbiamo indossato i nostri gilet e abbiamo posato per quello che ora è diventata una famosa foto dei Genesis, tutti noi con i capelli sciolti sulle nostre spalle, Mike che beve da una bottiglietta di Mateus Rosé
perchΓ© Γ¨ quello che si beveva a quei tempi, quello o Liebfraumilch.

(…) Oggi quando si va all’estero si ha la navigazione satellitare
che ti dice esattamente dove andare e i telefoni cellulari o
con le mappe, ma non avevo davvero idea di dove fossimo diretti
in Belgio. Non avevo nemmeno una mappa pieghevole.

(…) Il posto, un club chiamato Ferme V, era pieno zeppo fino al tetto, ma i fan conoscevano ogni nota. È stato incredibile. Mentre in Inghilterra Γ¨ stato un processo molto lento, in Belgio Γ¨ successo all’improvviso, come un minorenne
esplosione per quanto ci riguardava.

Un’altra cosa che ricordo Γ¨ che abbiamo soggiornato in un hotel a tre stelle, molto confortevole, e che Peter ha condiviso una stanza con me perchΓ© non sopportava di condividerla con Tony mai piΓΉ, non dopo le sue esperienze al cottage.Β»

Β«Philippe Grombeer (futuro direttore artistico dei maggiori teatri belgi)Β Γ¨ un membro del “Club delle Aquile”, ed ha affittato, per conto dell’amministrazione comunale,Β un’azienda agricola aΒ Woluwe-Saint-LambertΒ (un sobborgo di Bruxelles), laΒ “FERME V”. Lo spazio non Γ¨ grande, l’interno Γ¨ vetusto, ma che importa!»  –Β  CONTINUA SU GENESIS PLACES

Β«5 baldi giovani musicisti tengono il loro primo concerto oltre confine…
Hanno alle spalle un primo album fallimentare e un secondo (l’ultimo) che qualcosa ha venducchiato, soprattutto proprio lΓ  dove stanno andando a suonare)…Β»CONTINUA SU:

GENESIS FORUM #1

GENESIS FORUM #2

Β«Alcuni privilegiati li hanno visti in tutta intimitΓ  e hanno condiviso tutto con loro. E a ragione: il Belgio Γ¨ stato il primo paese straniero in cui i Genesis hanno messo piede.Β»CONTINUA SU NOSTALGIE

Β«Come tutte le superstar prima di avere successo, hanno dormito in hotel schifosi, torbide stanze nel retro di pub fumosi, sperduti nella campagna. Ma la fortuna sorride sempre a chi ha talento.Β»SCOPRI DI PIU’ SU FACEBOOK GABRIEL’S ANGELS

Libri:

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Bootleg – CLICCA SULL’IMMAGINE PER APPROFONDIRE:

 

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I 30 anni di Dusk Genesis Magazine: intervista al Fondatore e Direttore Mario Giammetti

Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ha compiuto 30 anni. Li racconta a Horizons Genesis il Fondatore e Direttore Mario Giammetti.

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I 30 anni di Dusk.

Il 16 marzo 1991 veniva chiuso nella redazione virtuale di Dusk il numero zero di una gloriosa fanzine (poi trasformatasi in rivista patinata) che, unica al mondo, resiste a tutt’oggi in forma stampata.

Per festeggiare questo incredibile anniversario, oltre al numero speciale riservato ai soli associati a cui stanno lavorando, l’ideatore e Direttore Mario Giammetti e il suo gruppo di lavoro hanno chiesto ai componenti dei Genesis di condividere la gioia con loro.

Guarda qui i video.

Mario Giammetti racconta a Horizons Genesis i 30 anni di Dusk.

– Quando e perchΓ© hai avuto l’idea di una pubblicazione dedicata ai Genesis?

Nel 1990 andai a trovare Anthony Phillips, che mai nessuno in Italia, che io sappia, aveva intervistato. Parlammo oltre un’ora ma Ciao 2001, a cui all’epoca collaboravo, mi concesse solo tre o quattro cartelle, per un risultato di due pagine. E il resto, mi chiesi? Un mio amico di penna dell’epoca mi disse: perchΓ© non stampi l’intervista integrale e la vendi agli appassionati? La cosa mi sembrava poco fattibile, perΓ² mi fece venire in mente che, forse, c’erano diverse persone interessate ad avere piΓΉ notizie sul mondo dei Genesis. All’epoca soltanto Ciao 2001 e Rockstar ne parlavano, ma ovviamente solo in occasione di nuovi album. Inoltre in quel periodo c’erano fanzine dedicate ad artisti, a mio giudizio, assai meno importanti dei Genesis, cosΓ¬ decisi di provare, per puro divertimento: avendo giΓ  alle spalle un libro (β€œGenesis Story”, Gammalibri 1988) e tre anni di articoli sul Ciao, feci il salto dall’altra parte della barricata per curiositΓ  realizzando un numero zero fotocopiato che spedii in cambio di un francobollo.

– Oltre a Dusk, quali altri nomi hai preso in considerazione?

Nessuno, in realtΓ . Quando pensai al nome, mi dissi che doveva essere breve e immediato. Dusk si prestava a tutto ciΓ². Inoltre, la sua traduzione nascondeva anche un significato recondito: crepuscolo, tramonto. Il che assecondava la mia idea di essere sempre obiettivi, senza mai farsi accecare dalla visione da fan. Arrivando ad ammettere, se necessario, anche il crepuscolo di un’avventura. Cosa che, perΓ², non Γ¨ mai avvenuta. Perlomeno, non del tutto.

– Quali sono state e quali continuano a essere le difficoltΓ  di questa impresa?

La manovalanza, se cosΓ¬ si puΓ² dire. Sebbene con l’aiuto imprescindibile di fantastici collaboratori, la gestione pratica ed economica (anche se da un paio di anni su quest’ultimo punto ricevo un consistente aiuto da Stefano Tucciarelli) continua a gravare esclusivamente sulle mie spalle. Questo Γ¨ sicuramente positivo da una parte, perchΓ© non devo chiedere il permesso a nessuno sulle scelte che andrΓ² a prendere, ma diventa davvero pesante quando si tratta poi di portare a compimento un numero. Mi riferisco alla realizzazione, sempre molto complicata, ma anche all’aspetto prettamente fisico: portare le buste e i pacchi agli uffici postali Γ¨ spaventosamente faticoso. Sui disservizi postali, poi, meglio stendere un velo pietoso.

– Qual Γ¨ stata la soddisfazione piΓΉ grande di questi 30 anni?

Dal punto di vista personale, ovviamente conoscere, seppure a vario livello, i miei musicisti preferiti. Poi il fatto che, seppur raramente, talvolta ho ottenuto con Dusk cose che mi erano state negate in qualitΓ  di giornalista (piΓΉ spesso, a onor del vero, Γ¨ accaduto il contrario, ma ci sta). Ma la gioia piΓΉ grande Γ¨ avere il numero in mano, fresco di stampa. Succede da 30 anni ed Γ¨ sempre un’emozione, anche se a volte si tramuta in delusione per qualche errore imprevisto di stampa o un lavoro tipografico non proprio impeccabile.

– Qual Γ¨ stata l’intervista piΓΉ difficile, che hai inseguito piΓΉ a lungo?

Phil Collins. Dopo un breve incontro faccia a faccia a Perugia nel 1996, ho dovuto aspettare ben otto anni prima di potergli fare finalmente un’intervista come si deve, al Filaforum di Assago nel 2004. Esperienza poi replicata nel 2010 e, telefonicamente, nel 2016.

– Chi Γ¨ il membro Genesis piΓΉ intervistato e perchΓ©?

Sicuramente Steve Hackett, per due ragioni: primo, Γ¨ di gran lunga il piΓΉ attivo di tutti. Secondo, Γ¨ anche incredibilmente disponibile e, oltretutto, molto attendibile e abbastanza preciso nei ricordi.

– Non ci pare, ma ti Γ¨ sfuggito qualcuno della galassia Genesis da intervistare?

Peter Gabriel non ha ancora accettato un’intervista esclusiva. L’ho incontrato diverse volte e gli ho rivolto personalmente delle domande in conferenze stampa o roundtable (chiacchierate per un numero limitato di giornalisti, in genere otto), ma le mie infinite richieste per un faccia a faccia o una telefonica alle sue assistenti non hanno ancora dato esito favorevole. Per il resto, direi di aver intercettato davvero tutti, perlomeno quelli in vita. Compreso il piΓΉ inaccessibile in assoluto: John Silver.

– Cosa ne pensano i Genesis di Dusk?

Sono sicuramente tutti riconoscenti per il lavoro che facciamo, consapevoli che questo genere di pubblicazioni servono a tenere accesa e alimentare la fiammella. C’è naturalmente il problema della lingua, per cui non possono leggere quello che scrivo anche se, a dire il vero, non credo che, a quelli grossi almeno, interesserebbe piΓΉ di tanto. Tony Banks, per esempio, ha dichiarato piΓΉ volte di non leggere recensioni nΓ© libri sulla band e che Γ¨ stato costretto a farlo nel caso della biografia di Mike Rutherford (per poi pentirsene amaramente!). Steve Hackett Γ¨ invece molto attento e interessato e, se gli mando la traduzione di un articolo, sicuramente la legge.

– Ti hanno mai chiesto (anche qualche membro dei Genesis) di tradurre in altre lingue gli articoli di Dusk?

Per alcuni anni Γ¨ esistita una versione in inglese, fotocopiata, di Dusk, almeno di buona parte degli articoli compresi in ciascun numero. Poi perΓ² ho smesso: non ne valeva la pena perchΓ© gli abbonati stranieri sono sempre stati una sparuta minoranza. Non si contano invece le volte che qualcuno mi ha detto β€œse fosse in inglese, non perderei un numero di Dusk”. Sono quelli che poi hanno molto gradito il mio libro β€œGenesis 1967 To 1975: The Peter Gabriel Years”, pubblicato lo scorso anno dalla londinese Kingmaker.

– Visto che Dusk Γ¨ l’unica pubblicazione su carta nel mondo sui Genesis, quali feedback hai dall’estero?

Torniamo al discorso lingua; chi non parla italiano, si concentra sull’impatto delle foto e sui contenuti e non Γ¨ raro che qualche amico estero mi scriva chiedendomi maggiori informazioni su qualcosa che ha captato ma ovviamente non riesce a comprendere fino in fondo. Ma ci sono un manipolo di appassionati che ci seguono con fedeltΓ  assoluta pur senza capire una sola frase: a loro basta guardare come Γ¨ strutturato il giornale per comprendere che ne vale sempre la pena.

– Non sempre siete d’accordo con le scelte dei Genesis (vedi per esempio l’ultima reunion) o con la qualitΓ  e necessitΓ  di certe ristampe. E non vi censurate. Pensi che con il tempo possa cambiare questa linea editoriale?

Assolutamente no. Quando c’è stato da criticare, lo abbiamo sempre fatto, senza nessuna remora, in accordo all’editoriale del numero zero. Si puΓ² ovviamente non essere d’accordo, ma nessuno di certo ci puΓ² accusare di faziositΓ . Di tanto in tanto qualcuno mi definisce il fan numero uno dei Genesis, pensando di farmi un complimento, ma per me non lo Γ¨ affatto: che adori la band Γ¨ scontato, ma mi ritengo un giornalista prima e solo di rimbalzo un appassionato. Per questo uso, per gli album che recensisco su Dusk, il medesimo approccio critico che ho usato con il Ciao, Rockstar, Jam e che uso tuttora per Classic Rock: sinceritΓ  totale, senza sconti a nessuno.

– Qual Γ¨ la critica piΓΉ dura e l’elogio piΓΉ bello da parte dei lettori?

Qualche lettore in passato ci ha definiti una sorta di fanclub di Steve Hackett, perchΓ© di lui si parla sempre piΓΉ degli altri. Ma come potrebbe essere altrimenti, visto che pubblica il triplo di quello che producono tutti gli altri messi assieme? Qualche altro lettore ritiene che si dia troppo spazio a Anthony Phillips (dimenticando che Γ¨ stato il fondatore e per un breve periodo addirittura il leader della band). Molti, infine, detestano e neanche cordialmente Ray Wilson. Una volta incontrai a un concerto un ex abbonato che, dopo essersi presentato, mi confidΓ² candidamente che aveva smesso di seguirci perchΓ© non sopportava l’idea di vedere Ray sulle pagine di Dusk! Ma Ray Γ¨ stato un membro dei Genesis, per i quali ha cantato in un disco e un tour. Come tale, ha esattamente gli stessi diritti degli altri membri anche se, ovviamente, non detiene il medesimo palmares artistico.

Tra gli elogi, prima di tutto la costanza; molti lettori sono quasi increduli di fronte a tanta perseveranza e vedono Dusk come un amico di famiglia che va a trovarli a casa ogni quattro mesi. Molto apprezzata anche l’onestΓ  intellettuale e l’attitudine a scrivere sempre senza filtri, qualcosa di non cosΓ¬ frequente nel mondo dei cosiddetti fanclub (categoria nella quale Dusk, peraltro, non rientra), dove spesso si Γ¨ succubi degli artisti: posso dire con orgoglio che non Γ¨ mai accaduto e che se qualche errore Γ¨ stato commesso, ed Γ¨ successo, Γ¨ stato semmai per affetto, non certo per opportunismo.

– Per i prossimi anni prevedi anche uno sviluppo sul web piΓΉ consistente dell’attuale o resti fedele al valore del cartaceo?

Riconosco l’importanza del web, ma non fa per me. Quando Dusk cesserΓ  le pubblicazioni cartacee, resterΓ  solo un bel ricordo, al massimo il sito web minimale cosΓ¬ come Γ¨ oggi.

Grazie a Mario Giammetti, buon compleanno e in bocca al lupo per i prossimi, tantissimi, anni di Dusk.

 

 

E chi non l’avesse giΓ  fatto, qui puΓ² abbonarsi a Dusk.

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Genesis: “A Trick Of The Tail” compie 45 anni, 2 febbraio 1976 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Il 2 febbraio 1976 esce A Trick Of The Tail, il primo album dei Genesis dopo l’uscita di Peter Gabriel.Β Ecco un racconto multimediale.

I Genesis raccontano l’album cosΓ¬:

“Con nostro grande sollievo si capisce piuttosto in fretta che possiamo cavarcela anche senza Peter”, racconta Phil Collins nella sua autobiografia.

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“Le canzoni ci vengono come ai vecchi tempi, ed Γ¨ roba buona. Abbiamo pronta Dance on a Volcano. Seguono Squonk e Los Endos, per l’album che
sarΓ  intitolato A Trick of the Tail.”

Il tutto mentre il Melody Maker butta la bomba: “Peter Gabriel esce dai Genesis”. La notizia Γ¨ trapelata prima che loro avessero il tempo di rior-
ganizzarsi. CosΓ¬, nell’ambiente musicale gira voce che i Genesis sono finiti.

Comporre A Trick of the Tail Γ¨ stato come l’inizio di un nuovo capitolo emozionante. Non avrei voluto che Peter se ne andasse, ma sapevo che ci sarebbe stato un cambiamento”, racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia.

“Ora che se n’era andato ci siamo sentiti come una nuova band – racconta Mike -. Sembra strano da dire ora, ma la voce di Phil non era come sarebbe diventata. Stratton-Smith diceva che Phil sembrava piΓΉ Pete di Pete, ma in realtΓ  le loro voci non erano affatto simili. Sembrava cosΓ¬ solo se stavano cantando la stessa canzone, la stessa melodia in stile Genesis.

Spesso mi sembra che la vita nei Genesis sia divisa in due metΓ  – gli anni di Pete e gli anni di Phil. Durante gli anni di Pete eravamo come bambini di scuola. È cambiato tutto quando Pete se n’Γ¨ andato – continua Mike -. La partenza di Pete ci aveva fatto crescere un po’ come persone, anche se per Tony e me significava anche imparare a rilassarsi un po’.”

Ma i quattro non si danno per vinti. Ogni settimana fanno il provino aΒ  potenziali cantanti. Phil insegna loro le parti vocali, cantando con loro. Firth of Fifth, The Knife, brani difficili per qualsiasi aspirante frontman.

I Genesis fanno provini per cinque o sei settimane. Vedono una trentina di ragazzi. Ma il tempo che passa rapidamente, si parla giΓ  di un altro tour,
bisogna andare in studio di registrazione.Β 

Ma quando i brani sono registrati e non c’Γ¨ ancora nessun cantante, il tempo stringe. Mick Strickland Γ¨ un po’ piΓΉ bravo degli altri e i Genesis gli chiedono di andare ai Trident per provare. “Gli diamo da cantare Squonk – ricorda Phil -. Il primo verso di quel cantato Γ¨ bastardissimo: Β«Like father, like son…Β». Tale padre, tale figlio… Non gli chiediamo la sua tonalitΓ  o la sua estensione. Gliela diamo e basta. Attacca! Poveretto. Non Γ¨ neanche lontanamente la sua
tonalitΓ . Ci tocca dirgli: Β«Grazie e arrivederci…Β». A ripensarci ora, mi sento in colpa per Mick.”

Intanto le ore in studio si stanno accumulando. Allora dico: Β«Che ne pensate se ci provo io?Β» – continua Phil -. E i ragazzi fanno spallucce: Β«Tanto valeΒ».Β Dentro di me so che posso riuscirci, ma cantarlo sul serio Γ¨ tutta un’altra cosa. A volte il cervello dice di sΓ¬, ma la voce urla Β«No!Β».

Ma Phil ci prova.Mike e Tony in seguito mi diranno che Γ¨ come uno di quei momenti dei cartoni animati in cui si accende la lampadina. Si guardano in cabina di regia e le sopracciglia dicono tutto: Β«Accidenti, Γ¨ perfetto!Β».”

Un momento decisivo per Collins.

Dopo aver esplorato ogni altro punto di vista, sembra che quella del batterista che si mette davanti al microfono sia la scelta definitiva. Phil Γ¨ combattuto, soprattutto perchΓ© gli piace suonare la batteria. “Ecco il mio punto dolente – rivela –. Eppure non si puΓ² negare la veritΓ : so cantare quelle canzoni.”

Ora il nodo da sciogliere Γ¨ l’imminente tour.

“Badate bene, io non ero ancora intenzionato ad andare sul palco a cantare da frontman – racconta Phil -. Sul palco sarΓ  tutta un’altra cosa. Quindi, in realtΓ , siamo ancora senza cantante.

Il canto era una cosa, ma il vero problema per me era se Phil avrebbe accettato di essere il nostro frontmanammette Mike Rutherford. I batteristi
generalmente tendono a pensare che i cantanti siano la ciliegina sulla
torta, e non proprio dello stesso calibro di musicista di tutti gli altri della band.”

Per la prima volta i Genesis realizzano tre videoclip delle loro canzoni. Due li abbiamo giΓ  visti sopra. Ecco il terzo:

Il primo concerto dei Genesis con Phil Collins come cantante si Γ¨ svoltoΒ alla London Arena di London nell’Ontario, in Canada, il 26 marzoΒ 1976.

C’erano 2.200 fan alla vecchia arena di Bathurst Street per il Β debutto di Collins come frontman.

Leggi com’Γ¨ andata – CLICCA QUI.

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Eugenio Delmale racconta A Trick of the Outtakes, ovvero quando i Genesis non avevano ancora scelto il nuovo cantante, al posto di Peter Gabriel, nel 1975 (in italiano).

Guarda le versioni rimasterizzate di A Trick of the Tail. Clicca qui

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Ed ecco una playlist di Horizons Radio da YouTube dedicata a A Trick Of The Tail:

RIPRODUZIONE RISERVATA Β© Copyright Horizons RadioΒ MAIL: CLICCA QUI

Ascolta “A Trick of the Tail”:

Ascolta i Genesis:

Horizons Radio News

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LEGGI PERCHE’

Steve Hackett: 50 anni fa l’esordio sul palco con i Genesis, 14 gennaio 1971 – VIDEO & MEMORIE

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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50 anni fa, il 14 gennaio 1971 Steve Hackett esordisce in concerto con i Genesis, all’University College di Londra.Β  Ecco il racconto di quei giorni movimentati.Β 

Da genesisfan.net

By D.B.

Come abbiamo visto (LEGGI LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SU QUEI GIORNI), la band Γ¨ stata vicinissimaΒ a sciogliersi, perchΓ© Anthony Phillips ha lasciato i compagni d’avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, l’attuale batterista.Β 

I Genesis hanno giΓ  ingaggiato Phil Collins alla batteria – LEGGI, ora devono trovare un valido sostituto alla chitarra.

Hanno giΓ  provato in concerto sia Ronnie Caryl, grande amico di Phil (ha fatto l’audizione con lui –LEGGI) e chitarrista dei Flaming Youth, cheΒ Mick Barnard, membro dei Farm, ma entrambiΒ  non hanno convinto gli esigenti membri della band.

Dopo l’addio di Anthony Phillips – LEGGI e poi con l’arrivo di Phil, i Genesis hannoΒ quindi continuato come quartetto, con Tony che suonava tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. La ricerca continua.

Il 14 dicembre, scorrendo il Melody Maker, Peter viene incuriositoΒ dall’insolito annuncio di un certo Steve.Β Eccolo:

Da newslines.org

Ricorda Tony Banks in Genesis. Il fiume del costante cambiamento, di Mario Giammetti, Editori riuniti:

«Mike aveva fatto audizioni per lungo tempo, ma io e Peter ci convincemmo che stava cercando di trovare qualcuno che suonasse proprio come Ant, il che era ovviamente impossibile. Così andammo noi due a sentire Steve. Era veramente in gamba, a guardarlo sembrava uno dei tanti, invece sapeva comporre, sperimentare, non era il classico chitarrista scalmanato».

E ricorda Steve nello stesso preziosissimo libro di Giammetti:

Β«Suonavo un po’ alla Jimmy Page, con assolo veloci che mal si sposavano alla delicatezza delleloro canzoni. I primi tempi furono davvero difficiliΒ».Β 

E cosΓ¬ si arriva a quel 14 gennaio 1971, quando all’University College di Londra, Steve Hackett fa il suo esordio in concerto con i Genesis. Ma non sarΓ  un momento facile.

Racconta SteveΒ riportato da Richard Macphail in My book of Genesis:

“Il primo concerto per me Γ¨ stato un disastro. Fino ad allora avevo usato un fuzzbox preso in prestito o il Marshall Superfuzz di Tony. Quindi tutto ha funzionato bene, ma quella sera mi hanno dato uno Shaftesbury Duo Fuzz che Γ¨ un grande fuzzbox. Non riuscivo ad avere un Marshall Superfuzz e pensai, β€˜Oh, questo suona bene’.

E quando abbiamo fatto il sound check sembrava tutto a posto, ma ovviamente quando tutti stavano suonando, era molto piΓΉ forte e il ritorno un disastro.Β  Mi sono scoraggiato e ho dimenticato tutte le mie parti. Mi ricordo di una lite accesa dopo lo spettacolo e pensavo che fosse tutta colpa mia.

Col senno di poi, non lo era. Quello fu il mio momento piΓΉ imbarazzante sul palco, essere sul palco con musica profondamente arrangiata e con la totale incapacitΓ  di ricordare una nota, perchΓ© non potevo controllare il mio suono. Non Γ¨ un buon inizio, ho pensato.”

Racconta Steve a TWR #33 riportato da genesis-movement.org:

“E’ stato un concerto spaventoso… un’esperienza non piacevole… ci sono stati molti errori ed io avevoΒ una fuzzΒ  box che stavo provando da settimane e improvvisamente quella sera ho dovuto utilizzarne una diversa ed era come… era la differenza tra un amatore e un professionista e con questa fuzz boxΒ  e il suo feedback io ho suonato male per tutto lo show e ho pensato di aver sbagliato tutto e che sarebbe stato l’ultimo concerto con loro.”Β 

In realtΓ  Steve non Γ¨ il solo a suonare poco bene quella sera. Ricorda Mike RutherfordΒ nella sua autobiografia,Β The Living Years, Arcana:

“Come avremmo scoperto negli anni, Phil aveva la grande capacitΓ  di bere tanto senza darlo a vedere. Al primo concerto di Steve – University College London, gennaio 1971 – si verificΓ² un’eccezione. Ci eravamo fatti qualche pinta ma nessuno si era accorto che Phil se n’era scolata qualcuna in piΓΉ degli altri ed era sbronzo. Phil era un batterista cosΓ¬ in gamba che poteva fare praticamente di tutto, ma quella sera si preparΓ² per una delle sue grandi rullate e non successe niente. Silenzio. L’aveva eseguita alla perfezione, peccato che fosse spostato di venti centimetri da ciascun pezzo della batteria.

Povero Steve: era il suo primo concerto, era nervoso e noi avevamo un batterista ubriaco. A fine serata io e Tony facemmo passare un brutto momento a Phil, il che a Phil non diede alcun disturbo, ma sfortunatamente Steve pensΓ² che stessimo litigando per causa sua: lo odiavamo e volevamo sbatterlo fuori. Come sempre, a nessuno passΓ² per la testa di mettere al corrente il nuovo arrivato su come stavano le cose.”

E racconta Phil Collins nella sua autobiografia:

“Per la maggior parte dei casi i concerti sono condotti in modo piuttosto professionale: arriviamo, suoniamo e torniamo a casa. Fumiamo qualche canna, ma niente bagordi esagerati. L’unica volta che succede Γ¨ a unΒ concerto alla City University di Londra, il primo di Steve con i Genesis. Suoniamo piΓΉ tardi del previsto, quindi passo il tempo scolandomi un po’ di birre Newcastle Brown. Quando saliamo sul palco sono completamente sconclusionato. Faccio tutti i fill giusti, ma otto centimetri piΓΉ a destra di dove dovrei. Altro che air-guitar, questa Γ¨ air-drums. E dopo sono pentito: Β«Cosa penserΓ  il nuovo chitarrista? Il suo primo concerto e il batterista Γ¨ ubriaco fradicioΒ». È la prima volta che suono da ubriaco, e sarΓ  anche l’ultima.”

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Ma Steve, nonostante le sue preoccupazioni, passa l’esame. E la conferma viene da Peter Gabriel, che dichiara, riportato nel libro di Giammetti sopra citato:

“Abbiamo avuto due chitarristi negli ultimi mesi ma questo spero sia quello definitivo, lo abbiamo trovato attraverso il Melody Maker e sembra essersi adattato benissimo”. (Peter Gabriei, Zig Zag n. 19, 5/71, Β«GenesisΒ», anonimo).Β 

Ecco cosa ne pensa oggi Anthony Phillips:

Steve diventerΓ  una colonna dei Genesis, nella formazione che molti considerano “quella vera” e oltre. Fino al clamoroso addio.

Ma questa Γ¨ un’altra storia – LEGGILA QUI-.

by D.B.

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Ascolta Steve Hackett:

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