Peter Gabriel: “Till Your Mind Is Shining” è il quarto brano del nuovo album “o\i” – ASCOLTA la versione Dark-Side, gli altri brani & VIDEO

Con la luna piena del 2 aprile è arrivato il quarto brano: “Till Your Mind Is Shining”. ASCOLTALO/COMPRALO QUI in DIGITALE  ” Secondo me è il brano più vicino a una canzone pop di questo disco”, afferma Gabriel. Scritta e prodotta da Peter Gabriel, la Dark-Side Mix di Tchad Blake è la prima versione ad essere pubblicata. …

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Dusk Genesis Magazine: copertina e sommario del numero 112 di aprile 2026 – MODALITA’ di ABBONAMENTO

Il nuovo numero di Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ospita interviste esclusive e numerosi servizi sulle ultime novità della galassia della band.

 

Ecco il sommario:

Anthony Phillips

Sotto il segno dei Gemelli

Il nuovo album Gemini: Pieces For Piano e intervista esclusiva

 

Peter Gabriel:

o\i: Le prime canzoni del prossimo album

 

Interviste esclusive a:

Brian Murray-Smith

Jonas Reingold

Felix Lehrmann

 

Recensioni dischi

Phil Collins: The Singles (vinile)

Steve Hackett: A Midsummer Night’s Dream

Vincenzo Ricca’s The Rome Pro(g)ject: VI… And Thus The End

Ant Band: From Genesis To Reimagination

 

Recensioni libri:

Mario Giammetti: Tony Banks – Man Os Spells: The Magician of Genesis

Richard Taylor: The Age Of Genesis

 

Il nuovo numero verrà spedito a tutti gli associati a metà aprile. Chi non dovesse riceverlo entro la fine di giugno 2026 scriva a Dusk.

Per maggiori informazioni sui tempi di recapito di Dusk, cliccare qui.


Non resta quindi che attendere l’arrivo a casa di questo nuovo numero di Dusk, come sempre ricchissimo di materiale Genesis & Co. 

E chi non l’avesse già fatto, può iscriversi e abbonarsi qui.

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Peter Gabriel: WOMAD Glasgow il 03 e 04/07/2026 & WOMAD UK 23 – 26/07/2026 – INFO & VIDEO

DETTAGLI E AGGIORNAMENTI QUI.

Scrive Peter su Facebook:

“È fantastico vedere il primo WOMAD scozzese e ringraziamo Glasgow Life per averci offerto questa meravigliosa opportunità. È una delle prime città della musica dell’UNESCO e ha sempre avuto un atteggiamento caloroso e accogliente nei confronti delle persone e delle culture di tutto il mondo.

In un momento in cui l’odio viene deliberatamente fomentato e le differenze vengono sfruttate per ottenere vantaggi politici, è sempre più importante avere un luogo di incontro che vada nella direzione opposta, dove le nostre differenze vengono celebrate, apprezzate e ci uniscono”.


L’edizione di WOMAD UK 2026 si svolge in una nuova location: Neston Park, North Wiltshire.

La star del neo-soul del sud di Londra Greentea Peng, l’icona maliana Oumou Sangaré, la leggenda del reggae Barrington Levy e l’eroe del folk svedese José González guidano la formazione inaugurale del Neston Park.

Informazioni sui biglietti:  www.womad.co.uk

Dopo aver registrato il tutto esaurito da record dei biglietti di livello 1 in soli 50 minuti, il WOMAD, il festival musicale globale più celebrato al mondo, ha annunciato oggi la prima ondata di artisti per il suo trionfale ritorno nel 2026. In programma dal 23 al 26 luglio nella sua nuova sede, Neston Park nel Wiltshire, il festival accoglierà nuovamente la comunità WOMAD dopo un anno di trasformazione, inaugurando un nuovo entusiasmante capitolo.

Il WOMAD 2026 ospiterà alcune delle voci internazionali più distintive. Tra gli headliner: la cantautrice del sud di Londra, Greentea Peng (Regno Unito), che combina sonorità neo-soul e R&B con vibrazioni spirituali e la sua personale visione del mondo. La regalità maliana arriva sotto forma di Oumou Sangaré (Mali) – la Songbird di Wassoulou – celebrata per la sua fusione della musica tradizionale maliana di Wassoulou con il soul contemporaneo e l’afro-pop. La sua illustre carriera, lunga oltre tre decenni, l’ha vista sostenere questioni sociali sottorappresentate e collaborare con personaggi di spicco come Alicia Keys e Herbie Hancock.

Tra gli headliner anche Barrington Levy (Giamaica),  un artista reggae e dancehall di spicco, la cui voce distintiva e dorata ha contribuito a definire il sound degli anni ’80. Una delle voci più influenti della scena, i suoi successi, “Here I Come” e “Under Mí Sensi”, rimangono potenti e attuali come sempre.

Infine, il pubblico potrà deliziarsi con le delicate sonorità acustiche dello svedese-argentino José González (Svezia). L’ex biochimico è diventato musicista a tempo pieno quando il suo album di debutto Veneer – e il suo singolo principale “Heartbeats” – è diventato un enorme successo in tutta Europa, con il suo sound rilassante che funge da balsamo per un mondo in difficoltà. A dare il via alla festa giovedì sarà KOG (Ghana), una forza creativa multidimensionale che porterà al festival canzoni, rap, afro-future e funk.

A loro si uniranno una schiera di talenti globali che sfidano i confini, tra cui: corto.alto (Regno Unito) , innovatori del jazz selezionati per il Mercury Prize di Glasgow, il cantante ganavya (Stati Uniti/India), nato a New York e cresciuto a Chennai, che unirà il jazz spirituale alla musica classica dell’Asia meridionale, e il re dell’afrobeat Mádé Kuti (Nigeria) , figlio di Femi, nipote di Fela, che presenterà il suo sound personale che lo vede iniettare una sensibilità pop nella musica resa famosa dai suoi antenati.

Come sempre al WOMAD, lo spirito di scoperta è profondo. Tra gli artisti annunciati per l’edizione 2020 figurano:

Ana Lua Caiano (Portogallo) sta aggiornando il tradizionale suono folk del Fado della sua terra natale con ritmi audaci influenzati dall’hip-hop, la band familiare del Mississippi Annie and the Caldwells (USA) scatenerà la sua potente disco soul intrisa di gospel, e le ultime novità provenienti dall’Africa occidentale, la band di sette elementi Bénin International Musical (Benin), delizieranno con i loro suoni di chitarra rock ispirati al voodoo.

Il pubblico si divertirà con il sound Bluegrass di Country Gongbang (Corea del Sud), dimostrando che il genere non conosce confini; Derya Yıldırım & Grup Şimşek (Germania/Turchia) intraprenderanno un viaggio attraverso una combinazione di folk turco-anatolico con tocchi psichedelici degli anni ’60 e ’70; il percussionista Dudù Kouate (Senegal) fonde tradizioni secolari con suoni modernisti e un campo di forza musicale unico, mentre Ganna (Germania/Ucraina) celebra il canto popolare tradizionale ucraino attraverso loop e componenti elettroniche da capogiro.

Il Garifuna Collective (Belize) dell’America Centrale canta e suona le canzoni soul del popolo Garifuna, unendo antico e moderno. La cantante di fado Gisela João (Portogallo) infonde ai suoi canti tradizionali deliziosi momenti pop, mentre Kombilesa Mí (Colombia) , originaria del villaggio di San Basilio de Palenque (autoproclamatosi “primo territorio nero libero nelle Americhe”), è specializzata nel folk-rap palenquero, fondendo antichi ritmi afro-colombiani con un hip hop tagliente.

Il collettivo di fiati Mixanteña de Santa Cecilia (Messico) , composto da undici elementi, celebra la musica della costa pacifica del Messico, quindi aspettatevi cumbias e bolero in abbondanza, mentre il trio tutto al femminile La Perla (Colombia) di Bogotà trae ispirazione dai suoni della costa caraibica della Colombia, culminando in un inebriante mix di percussioni veloci e armonie vocali vivaci.

Il duo dublinese Lemoncello (Irlanda) sta ridefinendo il folk irlandese con le sue aggiunte indie e pop, mentre il rapper di Belfast e cantante nu-soul Leo Miyagee (Regno Unito) sta facendo scalpore oltre il Mare d’Irlanda con il suo omonimo boom-bap intriso di jazz e testi crudi. Sotto contratto con l’organizzazione gemella del WOMAD, la Real World Records, Lamisi (Ghana) è un cantante e attivista specializzato in afro-soul ultra-contemporaneo.

Si unirà al WOMAD anche il maestro di strumenti a percussione iraniano Mohammad Reza Mortazavi (Iran), la cui sperimentazione di strumenti tradizionali nel mondo del jazz e dell’elettronica vi affascinerà. La Nakibembe Xylophone Troupe (Uganda) è specializzata in esaltanti poliritmi, con un massimo di otto musicisti che suonano contemporaneamente un enorme xilofono embaire, e la figlia del leggendario cantante mauritano Dimi Mint Abba, Noura Mint Seymali (Mauritania), degna erede dell’azienda di famiglia, conquisterà il pubblico con la sua voce potente.

La Secret Night Gang di Manchester (Regno Unito) è all’avanguardia della scena jazz, funk e street-soul britannica grazie alle sue armoniose e accattivanti miscele di generi. L’anarchia arriva nel Regno Unito attraverso la gang giapponese di drum and flute punk Seppuku Pistols (Giappone), e il duo esplorativo di Barcellona Shanghai Restoration Project (Cina/USA) combina registrazioni sul campo realizzate in Cina con elettronica tagliente, qui affiancato dal rapper di Soweto e artista di spoken-word Tebza Majaivane (Sudafrica) .

Sorvina (USA) , cresciuto a New York e residente a Berlino, opera all’incrocio tra hip hop, jazz-rap e poesia gospel; Spafford Campbell (Regno Unito) offrirà una masterclass di folk contemporaneo; membro del trio pionieristico DAM e padrino del rap arabo, Tamer Nafar (Palestina) torna al WOMAD presentandosi con il suo vero nome: aspettatevi ingegno narrativo e testi risoluti e schietti in arabo, inglese ed ebraico.

Mescolando l’ispirazione musicale della madre cinese con la sperimentazione dubby tramandata dal padre Jah Wobble, i fratelli Tian Qiyi (Regno Unito/Cina). Il venerato musicista Ustad Noor Bakhsh (Pakistan), ora ottantenne, ha attirato l’attenzione delle orecchie occidentali solo pochi anni fa; la sua padronanza del dulcimer, uno strumento simile al benju, ha spinto Pitchfork a elogiare il suo modo di suonare “elettrizzante” che crea “un vivido arazzo di emozioni”. Infine, oggi è stato annunciato il quintetto di Mumbai Wild Wild Women (India), un gruppo rap tutto al femminile che indossa il sari – molto probabilmente il primo in India – i cui vivaci giochi di parole e la cui agenda politica hanno avuto un impatto sismico sulla scena culturale del loro Paese d’origine.

Il WOMAD è, ovviamente, molto più che semplice musica. Il leggendario Mondo delle Parole del festival torna con conferenze affascinanti e conversazioni stimolanti; l’Hip Yak Poetry Shack presenta i migliori artisti di spoken word. Oltre alle scoperte culturali, ci sono anche numerosi spazi pensati per la pausa e il ristoro. Distribuito in tutto il festival, il Mondo del Benessere offre un’oasi di tranquillità, completa di vasche idromassaggio a legna e lezioni di yoga per tutto il giorno. Nel frattempo, sull’esclusivo palco Taste the World, alcuni degli artisti del fine settimana lasceranno il palco per cucinare, condividendo segreti culinari e sapori delle loro terre d’origine.

I visitatori del festival possono imparare dagli esperti con una vasta gamma di workshop. Dalle lezioni di danza alla sperimentazione di uno strumento musicale proveniente dall’altra parte del mondo. E al World of Children, ci sono più attività per bambini di qualsiasi altro festival, che culminano nella leggendaria sfilata della domenica pomeriggio. L’ingresso è gratuito per tutti i bambini fino a 13 anni.

Dal sito di Peter Gabriel.

Guarda il video:

Alcune parole del fondatore, Peter Gabriel:

“Eccoci di nuovo qui!  Sono felice di annunciare che il WOMAD è ufficialmente tornato. 

Siamo tornati e ci troviamo in una nuova, splendida casa: Neston Park, vicino alla nostra sede nei Real World  Studios. Abbiamo visitato molti luoghi meravigliosi in tutto il paese, ma quando abbiamo saputo che Sir James e Lady Venetia Fuller erano ansiosi di aprire la loro splendida tenuta e ospitare il WOMAD, ci è subito sembrata una casa calda e accogliente in cui poter affondare le nostre radici.

Durante la nostra assenza, tutto il team ha lavorato per rinnovare il nostro amato festival e ha ascoltato attentamente i vostri numerosi feedback, trovando così tanti ottimi suggerimenti. È  fantastico avere un pubblico così interessato a ciò che il WOMAD è, potrebbe essere e rappresenta.

In un mondo in cui molti malfattori sembrano raggiungere il potere alimentando le fiamme dell’odio, del razzismo e della divisione, un luogo d’incontro per tutte le culture e i sogni del mondo, costruito sul rispetto reciproco, sembra ancora più prezioso.

Grazie a coloro coloro che saranno con noi.

Ecco il post di Peter che annuncia l’edizione 2026:


Tutte le info dei WOMAD nel mondo:


L’ultima edizione si è svolta dal 25 al 28 luglio WOMAD UK 2024.

Guarda i video:


Guarda le offerte per andare ai Festival WOMAD di tutto il mondo su Volagratis – CLICCA QUI o su eDreams – CLICCA QUI e visita i monumenti in città con Tiqets – CLICCA QUI (e aiuti Horizons Genesis – LEGGI COME).


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Peter Gabriel: “Live at WOMAD 1982” in 2LP – COMPRA & VIDEO

L’album riporta non solo alla nascita di un festival, ma contiene canzoni come The Rhythm of the Heat, San Jacinto e Shock the Monkey, che sono diventate centrali nella carriera di Gabriel. COMPRALO QUI in formato 2LP. COMPRALO / ASCOLTALO QUI in digitale. L’idea era semplice: creare un festival con tutta la musica e l’arte …

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Peter Gabriel: “In The Big Room”, registrato live nei Real World Studios in 2LP e 2CD – COMPRA & VIDEO

Peter Gabriel lo ha registrato dal vivo nella Big Room dei Real World Studios il 23 novembre 2003.   COMPRALO QUI in DOPPIO VINILE e in 2CD in EURO COMPRALO QUI in DOPPIO VINILE e in 2CD in £ UK. COMPRALO / ASCOLTALO QUI in digitale.   Il concerto era riservato ai membri del Full …

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55 anni di “Nursery Cryme”, 5.a tappa: il primo concerto dei nuovi Genesis all’estero, 7 marzo 1971 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

“Nursery Cryme” compie 55 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

La quinta tappa ha luogo il 7 marzo 1971, quando i Genesis, con la nuova formazione, salgono per la prima volta su un palco all’estero, a La Ferme V, a Woluwe St Lambert in Belgio.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, hanno fatto il loro ingresso nei Genesis Phil Collins in agosto – LEGGI e Hackett nel dicembre 1970 – LEGGI -.

Il 14 gennaio 1971, all’University College di Londra, Steve Hackett ha fatto il suo (disastroso) esordio in concerto con i Genesis – LEGGI.

Ora li attende il Belgio, nazione in cui “Trespass” si è incredibilmente piazzato al primo posto in classifica.

Racconta Richard Macphail in My book of Genesis:

«Abbiamo attraversato la Manica, prendendo un traghetto da Dover a Ostenda. Era pieno inverno e non c’era quasi nessuno a bordo. (…)
Eravamo ancora solo noi sette in viaggio insieme, a guardare gli eserciti di crew che le band impiegano al giorno d’oggi sembra ridicolmente piccolo.

Era una traversata di quattro ore e ci annoiavamo a morte perché lì non c’era niente da fare. Ho trovato questa scatola con dentro dei salvagenti, e così tutti noi abbiamo indossato i nostri gilet e abbiamo posato per quello che ora è diventata una famosa foto dei Genesis, tutti noi con i capelli sciolti sulle nostre spalle, Mike che beve da una bottiglietta di Mateus Rosé perché è quello che si beveva a quei tempi, quello o Liebfraumilch.

(…) Oggi quando si va all’estero si ha la navigazione satellitare che ti dice esattamente dove andare e i telefoni cellulari o con le mappe, ma non avevo davvero idea di dove fossimo diretti in Belgio. Non avevo nemmeno una mappa pieghevole.

(…) Il posto, un club chiamato Ferme V, era pieno zeppo fino al tetto, ma i fan conoscevano ogni nota. È stato incredibile. Mentre in Inghilterra è stato un processo molto lento, in Belgio è successo all’improvviso.

Un’altra cosa che ricordo è che abbiamo soggiornato in un hotel a tre stelle, molto confortevole, e che Peter ha condiviso una stanza con me perché non sopportava di condividerla con Tony mai più, non dopo le sue esperienze al cottage.»

Qui i Genesis eseguono già il brano più rappresentativo del futuro “Nursery Cryme”: The Musical Box. Il capolavoro era già stato quasi completamente composto dalla band insieme ad Anthony Phillips (con l’intervento compositivo del chitarrista dei Farm Mick Barnard che, come abbiamo visto, ha fatto qualche concerto con i Genesis dopo l’abbandono di Ant).

Esiste una registrazone del 1969 in cui Ant e Mike eseguono alcune parti di essa, anche se con il titolo “F Sharp”.

Ascolta:

Ed esiste una registrazione del concerto alla Ferme e quindi anche il primo saggio delle acerbe esecuzioni dei Genesis di “The Musical Box”. Nonostante in questa fase la sezione centrale sia ancora arrangiata in modo diverso e il testo è provvisorio.

Ascolta:

Un’analoga versione “pre-Nursery” viene registrata negli studi della BBC per i programma di Bob Harris “Sound of the Seventies” il 10 maggio 1971 e andata in onda il 31.

Ascolta:

Ricorda quei concerti Steve Hackett nella sua autobiografia A Genesis in my bed…:

«La prima sponda straniera in cui ci siamo avventurati è stata il Belgio. È stata la mia prima volta all’estero con la band e il primo posto in cui sono caduto sotto l’incantesimo dei Genesis. È un piccolo paese con un grande cuore.

All’inizio c’era un viaggio in traghetto. Con gli occhi annebbiati e senza sonno, non ero preparato e mi agitavo sulla barca rovesciando la mia birra.

A Bruxelles siamo entrati in una strada deserta e nebbiosa alle 6 del mattino e siamo finiti in un hotel con una scala stretta e un solo bagno alla fine di un corridoio buio e umido.

Peggio ancora, il posto non era pronto per noi, quindi eravamo di nuovo in strada. Niente sonno, niente cibo, ma l’alcol era alla spina. Che tempi salutari erano quelli!

L’inizio del viaggio nel mondo è stato davvero gestito con una sbornia prolungata, alimentata da birra e sigarette. Per coloro che amano il sonno e i pasti regolari, dimenticatevi i viaggi.

I belgi erano accoglienti e i nervi erano alla fine placati dopo i concerti che erano stati ben accolti. Anche i pasti erano sontuosi e venivamo applauditi.

Eravamo ancora in uno stato deplorevole, come dei feriti ambulanti privati del sonno e del buon senso, ma rappresentavamo qualcosa di esotico per i belgi che rispondevano alla complessità e alla fantasia della musica.

Un legame speciale con il Belgio è continuato fino ad oggi

E racconta Phil Collins nella sua autobiografia:

«Per qualche motivo i Genesis hanno un discreto numero di seguaci in Belgio. Dopo essere stato in Olanda con i Flaming Youth, mi manca solo qualche dimostrazione d’amore dal Lussemburgo per poter affermare con sicurezza di essere famoso nel Benelux.

E così nel marzo 1971 i Genesis suonano il loro primo concerto all’estero, in un localino a Charleroi di nome Ferme Cinq.

Attraversiamo la manica con il traghetto e, all’arrivo, la nostra esaltazione per essere un gruppo internazionale non diminuisce nemmeno quando vediamo che il palco è fatto di casse di birra. Dobbiamo sistemarle con molta attenzione in modo che non traballino e non si rovescino, magari nel bel mezzo di uno degli strani monologhi neo-fantasy.

In qualche modo riusciamo a mantenere la posizione eretta e abbiamo un successone. Tutti i sei concerti sono così: tutti strapieni, tutti fantastici. Finalmente i Genesis sono decollati. Almeno in Belgio.»

Decollati, sì. Anche se i locali dove si esibiscono sono ancora piccoli e poco sicuri. Come ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia, The Living Years, Arcana:

«Al Black Cat Club di Bruxelles il problema non era la mancanza di bagni ma la mancanza di uscite di sicurezza.

Era al piano inferiore, non c’era un’entrata posteriore e la folla era tutta seduta a gambe incrociate sul pavimento. Fumo.

Dato che ora avevamo un mellotron, che avevamo comprato dai King Crimson e che era grande come un tavolo con due enormi doppie tastiere, una rapida fuga non sarebbe stata facile.»

Esiste un bootleg del concerto della Ferme – CLICCA SULL’IMMAGINE PER APPROFONDIRE:

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Le altre tappe dei 55 anni di “Nursery Cryme”:

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Il numero 167 di Prog Magazine dedica la copertina agli album degli anni 70 di Steve Hackett – online e in edicola

 

Quale modo migliore per dare il via al 2026 se non celebrare i primi tre meravigliosi album solisti della seconda metà degli anni ’70 di Steve Hackett, che si è ritagliato una nicchia lontano dai Genesis.

Un periodo di musica mercuriale creata sullo sfondo di un’epoca in continuo mutamento, che Hackett celebrerà quest’anno nel suo prossimo Best Of Genesis & Solo Gems Tour.

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Genesis: “A Trick Of The Tail” ha 50 anni, 13 febbraio 1976 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Il 13 febbraio 1976 esce A Trick Of The Tail, il primo album dei Genesis dopo l’uscita di Peter Gabriel. Ecco un racconto multimediale.

I Genesis raccontano l’album così:

“Con nostro grande sollievo si capisce piuttosto in fretta che possiamo cavarcela anche senza Peter”, racconta Phil Collins nella sua autobiografia.

“Le canzoni ci vengono come ai vecchi tempi, ed è roba buona. Abbiamo pronta Dance on a Volcano. Seguono Squonk e Los Endos, per l’album che
sarà intitolato A Trick of the Tail.”

Il tutto mentre il Melody Maker butta la bomba: “Peter Gabriel esce dai Genesis”. La notizia è trapelata prima che loro avessero il tempo di rior-
ganizzarsi. Così, nell’ambiente musicale gira voce che i Genesis sono finiti.

Racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia:

Comporre A Trick of the Tail è stato come l’inizio di un nuovo capitolo emozionante. Non avrei voluto che Peter se ne andasse, ma sapevo che ci sarebbe stato un cambiamento. Ora che se n’era andato ci siamo sentiti come una nuova band. Sembra strano da dire ora, ma la voce di Phil non era come sarebbe diventata. Stratton-Smith diceva che Phil sembrava più Pete di Pete, ma in realtà le loro voci non erano affatto simili. Sembrava così solo se stavano cantando la stessa canzone, la stessa melodia in stile Genesis.

Spesso mi sembra che la vita nei Genesis sia divisa in due metà – gli anni di Pete e gli anni di Phil. Durante gli anni di Pete eravamo come bambini di scuola. È cambiato tutto quando Pete se n’è andato. La partenza di Pete ci aveva fatto crescere un po’ come persone, anche se per Tony e me significava anche imparare a rilassarsi un po’.”

Ma i quattro non si danno per vinti. Ogni settimana fanno il provino a  potenziali cantanti. Phil insegna loro le parti vocali, cantando con loro. Firth of Fifth, The Knife, brani difficili per qualsiasi aspirante frontman.

I Genesis fanno provini per cinque o sei settimane. Vedono una trentina di ragazzi. Ma il tempo che passa rapidamente, si parla già di un altro tour, bisogna andare in studio di registrazione

Ma quando i brani sono registrati e non c’è ancora nessun cantante, il tempo stringe. Mick Strickland è un po’ più bravo degli altri e i Genesis gli chiedono di andare ai Trident per provare.

Ricorda Phil:

“Gli diamo da cantare Squonk – ricorda Phil -. Il primo verso di quel cantato è bastardissimo: «Like father, like son…». Tale padre, tale figlio… Non gli chiediamo la sua tonalità o la sua estensione. Gliela diamo e basta. Attacca! Poveretto. Non è neanche lontanamente la sua
tonalità. Ci tocca dirgli: «Grazie e arrivederci…». A ripensarci ora, mi sento in colpa per Mick.”

Intanto le ore in studio si stanno accumulando. “Allora dico: «Che ne pensate se ci provo io?». E i ragazzi fanno spallucce: «Tanto vale». Dentro di me so che posso riuscirci, ma cantarlo sul serio è tutta un’altra cosa. A volte il cervello dice di sì, ma la voce urla «No!».

Ma Phil ci prova.Mike e Tony in seguito mi diranno che è come uno di quei momenti dei cartoni animati in cui si accende la lampadina. Si guardano in cabina di regia e le sopracciglia dicono tutto: «Accidenti, è perfetto!».”

Un momento decisivo per Collins.

Dopo aver esplorato ogni altro punto di vista, sembra che quella del batterista che si mette davanti al microfono sia la scelta definitiva. Phil è combattuto, soprattutto perché gli piace suonare la batteria. “Ecco il mio punto dolente – rivela –. Eppure non si può negare la verità: so cantare quelle canzoni.”

Ora il nodo da sciogliere è l’imminente tour.

“Badate bene, io non ero ancora intenzionato ad andare sul palco a cantare da frontman – racconta Phil -. Sul palco sarà tutta un’altra cosa. Quindi, in realtà, siamo ancora senza cantante.

Ammette Mike Rutherford:

 

Il canto era una cosa, ma il vero problema per me era se Phil avrebbe accettato di essere il nostro frontman I batteristi generalmente tendono a pensare che i cantanti siano la ciliegina sulla torta, e non proprio dello stesso calibro di musicista di tutti gli altri della band.”

Per la prima volta i Genesis realizzano tre videoclip delle loro canzoni. Due li abbiamo già visti sopra. Ecco il terzo:

Il primo concerto dei Genesis con Phil Collins come cantante si è svolto alla London Arena di London nell’Ontario, in Canada, il 26 marzo 1976.

C’erano 2.200 fan alla vecchia arena di Bathurst Street per il  debutto di Collins come frontman.

Leggi com’è andata – CLICCA QUI.

Eugenio Delmale racconta A Trick of the Outtakes, ovvero quando i Genesis non avevano ancora scelto il nuovo cantante, al posto di Peter Gabriel, nel 1975 (in italiano).

Guarda le versioni rimasterizzate di A Trick of the Tail. Clicca qui

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Ed ecco una playlist di Horizons Radio da YouTube dedicata a A Trick Of The Tail:

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI


Ascolta “A Trick of the Tail”:

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Genesis: 50 anni fa il primo concerto con Phil Collins cantante, 26 marzo 1976 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Il primo concerto dei Genesis con Phil Collins cantante si è svolto alla London Arena di London Ontario, Canada, il 26 marzo 1976. 

Ascolta il podcast (in italiano) – CLICCA QUI

Con l’addio di Peter Gabriel ai Genesis, Phil Collins è diventato il frontman della band, che ha pubblicato «A Trick of the Tail» il 2 febbraio 1976 – LEGGI L’ARTICOLO DI HORIZONS RADIO.

L’LP arriva al terzo posto nelle classifiche del Regno Unito, come «Selling England by the Pound» e diventa il loro maggior successo. Il che li rassicura. Del resto  le aspettative sul futuro del gruppo erano bassissime. Ma poi la gente ha sentito il disco e le quotazioni del quartetto si sono alzate.

Il 26 marzo è previsto l’inizio del tour.

Ma, ovviamente bisogna risolvere il problema di chi suonerà la batteria in concerto. E Phil non ha voglia di abbandonare il suo strumento.

Racconta Collins nella sua autobiografia:

“Bill Bruford, già con gli Yes, è un buon amico che mi ha fatto conoscere un sacco di batteristi jazz. Viene a una delle prove dei Brand X (stiamo scrivendo «Unorthodox Behaviour») e chiede:

«Come va con i Genesis? Avete trovato un cantante?».
«Non proprio. Ho cantato io nell’album, e vogliono
provare a far cantare me. Ma per farlo abbiamo bisogno di trovare un batterista.»
«Be’, perché non lo chiedi a me?»
«Mi sa che diresti di no. Un po’ troppo simili agli Yes per te, no?»
«Invece lo farei.»
Ed ecco che i Genesis hanno un nuovo batterista.”

Così Phil non ha più scuse. Tutti si adattano e si abituano al nuovo
assetto e alla nuova formazione. Ricorda Phil:

“Non facciamo grandi cerimonie: succede e basta. Non ricordo nemmeno di avere fatto delle prove, o un annuncio”.

Bill Bruford si inserisce subito bene, del resto è uno dei più grandi del genere prog e non solo. 

Racconta Phil:

“Non sono particolarmente nervoso per l’idea di cantare, né per il fatto
di farlo davanti a un pubblico. Mi ci ero già abituato con Oliver!, a suo tempo. Ma cantare con solo un microfono tra me e il pubblico, al posto di una fila di piatti: è questo il problema da superare. Se uno non è portato per i copricapi da pipistrello e per volare a mezz’aria, cosa fa quando non canta?”

Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia:

“Avevamo scelto deliberatamente il Canada perché avevano meno memoria dei concerti con Pete là che in Europa. Pete era stato una figura così forte che non riuscivamo a immaginare come Phil l’avrebbe potuto sostituire.

Ci sono anche altri problemi pratici.

Per esempio: come vestirsi. La tuta da
operaio era ideale quando era solo il batterista. E di indossare maschere e costumi “alla Peter Gabriel” non se ne parla. 

Dice Phil:

“Posso mettermi la coppola e la redingote per Robbery, Assault and Battery, ma questo è il massimo che sono disposto a fare”.

Quindi viene scelta la tuta da operaio. E poi c’è un’altra preoccupazione. Peter Gabriel era bravissimo a intrattenere il pubblico con le sue storie mentre Mike, Tony e Steve si accordavano. Cosa può raccontare Phil?

Poi arriva il momento.

Alla London Arena le luci di sala si abbassano.

Ricorda Phil:

“Trascorro quasi tutto il concerto a nascondermi dietro l’asta del microfono: sono un esserino ventiquattrenne magro come una bacchetta da batteria.
E non tocco nemmeno il microfono. Toglierlo dal supporto sarebbe un gesto troppo… da cantante.
Ma arrivo in fondo al concerto riportando solo piccole ammaccature alla mia fragile consapevolezza di frontman.
“.

Racconta Mike:

“La gente era dalla sua parte fin dal primo giorno. Sul palco, Phil è sempre stato un batterista molto visivo – mai appariscente ma molto spettacolare.

Non dimenticherò mai Phil nella sua T-shirt, la lunga barba e la sua mano tremante. E poi non avere Pete lì… Uno strano momento per tutti.
Ma dopo aver suonato le prime due canzoni, ho capito che sarebbe andato tutto bene.”

E così è stato. La parlantina di Phil ci ha aiutato. Ha alleggerito l’atmosfera. Pete era misterioso sul palco, Phil è sempre stato il ragazzo della porta accanto”, ricorda Mike.

Ci sono 2.200 fan alla London Arena di Bathurst Street per il  debutto di Collins come frontman. I Genesis si aspettavano non più di un centinaio di persone e invece ecco la dimostrazione che la popolarità della band non è in calo.

Non esiste una registrazione pubblica di questo concerto, anche se pare che una copia sia di proprietà di un collezionista. Ecco un video dello show del 31 marzo a Toronto:

La maggior parte del setlist di quel 26 marzo è tratta da A Trick Of The Tail.

Per il 40° anniversario di quella storica data per i Genesis e il rock tutto,  il sito Genesisfan ha riportato…

I ricordi di coloro che erano nell’arena canadese.

“I membri della band sembravano molto nervosi – dice uno di loro, Brad Ashton-Haiste -. Ma dopo un paio di brani, tutti avevano enormi sorrisi. Forse pensavano, ‘Phil funzionerà'”.

Un altro fan, Jim Fisk, ha fatto fotografie del concerto, che ha poi venduto alla stampa.

“I duetti di Phil e Bill sono incredibili. Velocità, eccellenza tecnica e musicale”, ricorda Fisk.

E dire che quando la data canadese era andata in prevendita i Genesis non avevano ancora un cantante.

Ma il 26 marzo Collins si è rivelato un vero frontman. E i presenti hanno assistito a un evento “storico”.

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Ecco un video che mostra com’era lo show nel 1976:

Per approfondire: 

A Selection of Shows: Genesis & Solo Live Guide 1976-2014

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I 76 anni di Peter Gabriel, 13 febbraio 1950 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Peter Brian Gabriel, 13 febbraio 1950.

Ecco l’evoluzione musicale, fisica e artistica di Peter, attraverso i video:

 

Cosa hanno in comune Peter Gabriel e Steve Hackett (nato un giorno prima di Peter)? Entrambi sono nati sotto il segno dell’Acquario. Ma condividono molto di più.

Peter Gabriel with Steve Photo © Maurizio Vicedomini da http://www.hackettsongs.com

Photo © Maurizio Vicedomini da http://www.hackettsongs.com

By Saimon P.

Entrambi hanno fatto parte di una delle maggiori band del panorama musicale mondiale e ne sono usciti all’apice del successo.

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Entrambi hanno poi realizzato carriere soliste post Genesis di grande successo.

Entrambi fanno tourSteve incessantemente – solo per amore della musica.

Entrambi intrattengono con il pubblico un rapporto che rasenta la sacralità. Ogni loro concerto è quasi un rito mistico.

Entrambi perseguono una ricerca maniacale delle sonorità e introducono riferimenti colti nei loro album (dai tarocchi ai temi politici e ambientali, dai miti dell’antica Grecia all’apartheid).

Entrambi perseguono l’idea di una musica fine a se stessa, slegata dalle logiche di mercato e di profitto, continuando la ricerca iniziata con i Genesis e sviluppata negli anni di carriera solista.

Infine, entrambi condividono la stessa torta, a mezzanotte tra il 12 e 13 febbraio. Ieri Steve….

Oggi, con l’augurio di nuovi progetti sonori e artistici, buon compleanno, Peter!!!!

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