Peter Gabriel: “I Belong to the Sky” Γ¨ il settimo brano del nuovo album “o\i” – ASCOLTA il Bright & il Dark-Side Mix, le altre tracce & GUARDA i VIDEO

La luna nuova del 14 luglio 2026 ha segnato l’uscita del “Dark-Side Mix” di “I Belong to the Sky”. Il “Dark-Side Mix” Γ¨ a cura di Tchad Blake. ASCOLTALO/COMPRALO QUI in DIGITALE La luna piena delle fragole di martedΓ¬ 30 giugno ha visto l’uscita di “I Belong to the Sky”,Β l’ultimo brano estratto dal prossimo album …

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Dusk Genesis Magazine: copertina e sommario del numero 113 – MODALITA’ di ABBONAMENTO

Il nuovo numero di Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ospita interviste esclusive e numerosi servizi sulle ultime novitΓ  della galassia della band.

 

Ecco il sommario:

Hackett & Rothery

Il nuovo album The Roaring Waves

Interviste esclusive a Steve Hackett, Steve Rothery e Riccardo Romano

 

Robert Fripp, John Wetton & Phil Collins

Le sessioni perdute di Exposure

 

Peter Gabriel

o\i – Diario di bordo # 2

 

Recensioni dischi:

Peter Gabriel: In The Big Room / Live At The WOMAD 1982

Tony Banks: 18 Pieces For Orchestra (box set 4 LP)

Nightwing: Long Hard Road (5 cd box set)

 

Recensioni libri:

Face Value di Mark Bell

Genesis Song By Song di Philipp Rottgers

From Genesis To Transformation di Davide Grassi

Jekyll & Hide – La storia dei GTR di Marco Grosso

 

Brian Murray-Smith

Intervista esclusiva parte seconda

 

Bankstatements # 12

 

Spot The Pigeon

 

Behind The Lines:

Un viaggio nelle liriche di Tony Banks

 

Il nuovo numero verrΓ  spedito a tutti gli associati a metΓ  aprile. Chi non dovesse riceverlo entro la fine di giugno 2026 scriva a Dusk.

Per maggiori informazioni sui tempi di recapito di Dusk, cliccare qui.


Non resta quindi che attendere l’arrivo a casa di questo nuovo numero di Dusk, come sempre ricchissimo di materiale Genesis & Co.Β 

E chi non l’avesse giΓ  fatto, puΓ² iscriversi e abbonarsi qui.

Non hai un album citato nel sommario di Dusk? Cercalo qui – CLICCA

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55 anni di “Nursery Cryme”, 6.a tappa: i Genesis in ritiro nel “Cottage” – RICORDI

“Nursery Cryme” compie 55 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

Luxford House, foto di Austin Gray dal sito web mansionglobal.com

La sesta tappa ha luogo nell’estate 1971, quando i Genesis, con la nuova formazione, si chiudono nella Luxford House, presa in affitto da Tony Stratton-Smith, per la composizione dell’album.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, hanno fatto il loro ingresso nei Genesis Phil Collins in agosto – LEGGI e Hackett nel dicembre 1970 – LEGGI -.

I due nuovi elementi hanno fatto il loroΒ esordio in concerto con i Genesis – LEGGI.Β 

E ci sono stati anche i primi live fuori dal Regno Unito, in Belgio, con la nuova formazione LEGGI.

Ora Γ¨ arrivato il momento di pensare seriamente al nuovo album.

Racconta Armando Gallo in Genesis: I Know What I Like:

…che Luxford House di Tony Stratton-Smith Γ¨ un bell’edificio del ‘500 in stile Tudor a Crowborough, East Sussex e compare nella copertina dell’album “Pawn Hearts” dei Van der Graaf Generator.

In effetti da lΓ¬ sono transitati VDGG, Leonard Cohen e tanti altri, vista l’atmosfera positiva per i musicisti (e va anche molto di moda isolarsi in campagna per comporre).

Parti del cottage, che ha sei camere da letto, risalgono al 1510. La proprietΓ  Γ¨ stata estesa e rinnovata nel 1930, quando Γ¨ stata acquistata da Sir Hugh Beaver, il direttore generale del Ministero dei lavori durante la seconda guerra mondiale, che piΓΉ tardi ha fondato il “Guinness Book of Records”.

La casa ha fatto un’apparizione anche sulla copertina di “Stones” di Neil Diamond, con un’immagine del cantante seduto accanto al memorial della moglie di Beaver nel giardino.

Una leggenda diceva che fosse infestata dai fantasmi e Phil Collins Γ¨ tra coloro che ci credono fermamente.

Β«Sono sicuro che ci fossero i fantasmi – ricorda Phil nel libro – c’erano strane vibrazioni. C’era una quadro con occhi che ti seguivano ovunque e altre bizzarrie.Β»

Sembra a tutti il luogo ideale per immergersi nel processo creativo senza le distrazioni di Londra e dei concerti. La grande casa con il tetto di paglia, conosciuta come “The Cottage” Γ¨ il loro alloggio, mentre le prove si svolgono nel suo edificio esterno, ribattezzato “Toad Hall“, “Sala del Rospo”.Β 

Β«Dovevamo imparare a suonare insieme – racconta Tony Banks nel libro di Gallo – dovevamo provare il repertorio vecchio e nuovo. “Nursery Cryme” era difficile da comporre e ci mancava un bel po’ di materiale. Io stavo aggiungendo al pianoforte l’organo e il mellotron, con molte difficoltΓ  da tutti i punti di vista.Β»

Tra i problemi c’Γ¨ anche la mancanza del genio compositivo di Anthony Phillips, un notevole cambiamento per i vecchi membri della band. Per i nuovi arrivati, invece, la sfida Γ¨ abituarsi ai diversi metodi di scrittura dei componenti. Ma Steve e Phil percepiscono la grande passione che tutti mettono in questa impresa, oltre alla favorevole collocazione nella bellissima campagna inglese.

Racconta Phil Collins nella sua autobiografia:

Β«Mangiamo ottimi pasti, beviamo litri di vino rosso, giochiamo a croquet sui prati. Quel gioco antiquato, aristocratico e molto inglese influenza l’immagine di copertina del disco in gestazione (…).

Quando si tratta di scegliere le stanze a Luxford House, entra in ballo di nuovo la gerarchia sociale. Pete, Mike e Tony scelgono per primi dove dormire, i nuovi arrivati, io e Steve, si arrangiano con gli avanzi. Alla fine non mi importa piΓΉ di tanto, ci sono ben altre cose a cui pensare: questo sarΓ  il disco d’esordio della nuova formazione dei Genesis.Β»

Racconta Richard Macphail in My book of Genesis:

Β«Io ero di nuovo al servizio di catering in una cucina che era molto meglio attrezzata di quella del Christmas Cottage. L’attrezzatura era allestita in una stalla e c’erano molte camere da letto per tutti. (…)Β 

Facevo la spesa per tutti o guidavo fino a Londra per ritirare gli stipendi. Era divertente stare in un bel posto in campagna, con Jill e le altre ragazze della band che a volte si univano a noi nei fine settimana.Β»

Ricorda Steve Hackett nella sua autobiografiaΒ A Genesis in my bed:

Β«Di notte mi svegliavo alle 3 del mattino, aspettandomi di sentire la campana confortante risuonare forte fuori da Victoria Station, ma invece in quel cottage, c’era un interminabile silenzio, fuori dalla stanza. Niente traffico, niente sferragliare di treni per cullarmi, per farmi addormentarmi e nessun lampione o lampeggiare di fari di auto per guidare la strada verso il bagno.

Poi improvvisamente c’era un frastuono incessante di uccelli che cinguettavano di prima mattina. Come poteva un ragazzo dormire cosΓ¬? Rinunciavo a dormire e andavo a prendere il mio pacchetto di sigarette. (…)

Ma al cottage, non era solo la stranezza del luogo e della compagnia che mi faceva sentire solo. Quando non stavamo provando, ero consapevole di essere un ragazzo single. (…)

Non avevo realizzato quanto mi sentissi solo fino a una sera quando stavo parlando con le ragazze di Peter e Tony Jill e Margaret, e Jill disse: “Non hai una ragazza, Steve?” Sono scoppiato in lacrime e lasciai la stanza. Ero troppo
imbarazzato per tornare giΓΉ e dormii con la mia chitarra.

Era diverso quando provavamo. Venivo assorbito dalla musica. (…) Ero entusiasta di lavorare con loro. Era un periodo veramente creativo e il gruppo fiorΓ¬ in questo ambiente.

Era un’estate calda. A volte ci sedevamo sull’erba fuori con le chitarre a dodici corde.Β»

Foto di Jo Hackett, dal sito web HackettSongs.com. Leggi il racconto di quei giorni anche nel blog di Steve. Clicca sull’immagine.

Β«Ci siamo presi l’estate libera con grande disapprovazione del nostro agente –Β  ha dichiarato Peter Gabriel a Sounds nel 1972 e citato in Without Frontiers: The Life and Music of Peter Gabriel by Daryl Easlea – ma penso che fosse molto necessario perchΓ© era il primo album su cui avevamo lavorato con Steve e Phil e loro stavano giocando un ruolo molto importante.Β»

In questo contesto inizia il processo creativo di “Nursery Cryme”, che approfondiremo, con le testimonianze dei Genesis, nella prossima tappa.

RIPRODUZIONE RISERVATA Β© Copyright Horizons RadioΒ MAIL: CLICCA QUI

La proprietΓ  delle immagini (riprodotte per diritto di cronaca e disponibili nel web) Γ¨ dell’autore citato. Per qualunque necessitΓ  scrivere alla mail qui sopra.


Le altre tappe dei 55 anni di “Nursery Cryme”:

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Peter Gabriel: WOMAD UK 23 – 26/07/2026 – INFO & VIDEO

L’edizione di WOMAD UK 2026 si svolge in una nuova location: Neston Park, North Wiltshire.

La star del neo-soul del sud di Londra Greentea Peng, l’icona maliana Oumou SangarΓ©, la leggenda del reggae Barrington Levy e l’eroe del folk svedese JosΓ© GonzΓ‘lez guidano la formazione inaugurale del Neston Park.

Informazioni sui biglietti:Β Β www.womad.co.uk

Dopo aver registrato il tutto esaurito da record dei biglietti di livello 1 in soli 50 minuti, il WOMAD, il festival musicale globale piΓΉ celebrato al mondo, ha annunciato oggi la prima ondata di artisti per il suo trionfale ritorno nel 2026. In programma dalΒ 23 al 26 luglio nella sua nuova sede, Neston Park nel Wiltshire, il festival accoglierΓ  nuovamente la comunitΓ  WOMAD dopo un anno di trasformazione, inaugurando un nuovo entusiasmante capitolo.

Il WOMAD 2026 ospiterΓ  alcune delle voci internazionali piΓΉ distintive. Tra gli headliner: la cantautrice del sud di Londra,Β Greentea Peng (Regno Unito),Β che combina sonoritΓ  neo-soul e R&B con vibrazioni spirituali e la sua personale visione del mondo. La regalitΓ  maliana arriva sotto forma diΒ Oumou SangarΓ© (Mali) – la Songbird di Wassoulou – celebrata per la sua fusione della musica tradizionale maliana di Wassoulou con il soul contemporaneo e l’afro-pop. La sua illustre carriera, lunga oltre tre decenni, l’ha vista sostenere questioni sociali sottorappresentate e collaborare con personaggi di spicco come Alicia Keys e Herbie Hancock.

Tra gli headliner ancheΒ Barrington Levy (Giamaica),Β Β un artista reggae e dancehall di spicco, la cui voce distintiva e dorata ha contribuito a definire il sound degli anni ’80. Una delle voci piΓΉ influenti della scena, i suoi successi, “Here I Come” e “Under MΓ­ Sensi”, rimangono potenti e attuali come sempre.

Infine, il pubblico potrΓ  deliziarsi con le delicate sonoritΓ  acustiche dello svedese-argentinoΒ JosΓ© GonzΓ‘lez (Svezia). L’ex biochimico Γ¨ diventato musicista a tempo pieno quando il suo album di debuttoΒ Veneer – e il suo singolo principale “Heartbeats” – Γ¨ diventato un enorme successo in tutta Europa, con il suo sound rilassante che funge da balsamo per un mondo in difficoltΓ . A dare il via alla festa giovedΓ¬ sarΓ Β KOG (Ghana), una forza creativa multidimensionale che porterΓ  al festival canzoni, rap, afro-future e funk.

A loro si uniranno una schiera di talenti globali che sfidano i confini, tra cui:Β corto.alto (Regno Unito) , innovatori del jazz selezionati per il Mercury Prize di Glasgow, il cantanteΒ ganavya (Stati Uniti/India), nato a New York e cresciuto a Chennai,Β che unirΓ  il jazz spirituale alla musica classica dell’Asia meridionale, e il re dell’afrobeatΒ MΓ‘dΓ© Kuti (Nigeria)Β , figlio di Femi, nipote di Fela, che presenterΓ  il suo sound personale che lo vede iniettare una sensibilitΓ  pop nella musica resa famosa dai suoi antenati.

Come sempre al WOMAD, lo spirito di scoperta Γ¨ profondo. Tra gli artisti annunciati per l’edizione 2020 figurano:

Ana Lua Caiano (Portogallo)Β sta aggiornando il tradizionale suono folk del Fado della sua terra natale con ritmi audaci influenzati dall’hip-hop, la band familiare del MississippiΒ Annie and the Caldwells (USA)Β scatenerΓ  la sua potente disco soul intrisa di gospel, e le ultime novitΓ  provenienti dall’Africa occidentale, la band di sette elementiΒ BΓ©nin International Musical (Benin),Β delizieranno con i loro suoni di chitarra rock ispirati al voodoo.

Il pubblico si divertirΓ  con il sound BluegrassΒ di Country Gongbang (Corea del Sud), dimostrando che il genere non conosce confini;Β Derya YΔ±ldΔ±rΔ±m & Grup Şimşek (Germania/Turchia)Β intraprenderanno un viaggio attraverso una combinazione di folk turco-anatolico con tocchi psichedelici degli anni ’60 e ’70; il percussionistaΒ DudΓΉ Kouate (Senegal)Β fonde tradizioni secolari con suoni modernisti e un campo di forza musicale unico, mentreΒ Ganna (Germania/Ucraina)Β celebra il canto popolare tradizionale ucraino attraverso loop e componenti elettroniche da capogiro.

Il Garifuna Collective (Belize)Β dell’America CentraleΒ canta e suona le canzoni soul del popolo Garifuna, unendo antico e moderno. La cantante di fadoΒ Gisela JoΓ£o (Portogallo) infonde ai suoi canti tradizionali deliziosi momenti pop, mentreΒ Kombilesa MΓ­ (Colombia)Β , originaria del villaggio di San Basilio de Palenque (autoproclamatosi “primo territorio nero libero nelle Americhe”),Β Γ¨ specializzata nel folk-rap palenquero, fondendo antichi ritmi afro-colombiani con un hip hop tagliente.

Il collettivo di fiati MixanteΓ±a de Santa Cecilia (Messico)Β , composto da undici elementi,Β celebra la musica della costa pacifica del Messico, quindi aspettatevi cumbias e bolero in abbondanza, mentre il trio tutto al femminileΒ La Perla (Colombia)Β di BogotΓ  trae ispirazione dai suoni della costa caraibica della Colombia, culminando in un inebriante mix di percussioni veloci e armonie vocali vivaci.

Il duo dublineseΒ Lemoncello (Irlanda)Β sta ridefinendo il folk irlandese con le sue aggiunte indie e pop, mentre il rapper di Belfast e cantante nu-soulΒ Leo Miyagee (Regno Unito)Β sta facendo scalpore oltre il Mare d’Irlanda con il suo omonimo boom-bap intriso di jazz e testi crudi. Sotto contratto con l’organizzazione gemella del WOMAD, la Real World Records,Β Lamisi (Ghana)Β Γ¨ un cantante e attivista specializzato in afro-soul ultra-contemporaneo.

Si unirΓ  al WOMAD anche il maestro di strumenti a percussione iranianoΒ Mohammad Reza Mortazavi (Iran),Β la cui sperimentazione di strumenti tradizionali nel mondo del jazz e dell’elettronica vi affascinerΓ .Β La Nakibembe Xylophone Troupe (Uganda)Β Γ¨ specializzata in esaltanti poliritmi, con un massimo di otto musicisti che suonano contemporaneamente un enorme xilofono embaire, e la figlia del leggendario cantante mauritano Dimi Mint Abba,Β Noura Mint Seymali (Mauritania),Β degna erede dell’azienda di famiglia, conquisterΓ  il pubblico con la sua voce potente.

La Secret Night GangΒ di Manchester (Regno Unito)Β Γ¨ all’avanguardia della scena jazz, funk e street-soul britannica grazie alle sue armoniose e accattivanti miscele di generi. L’anarchia arriva nel Regno Unito attraverso la gang giapponese di drum and flute punkΒ Seppuku Pistols (Giappone), e il duo esplorativo di BarcellonaΒ Shanghai Restoration Project (Cina/USA)Β combina registrazioni sul campo realizzate in Cina con elettronica tagliente, qui affiancato dal rapper di Soweto e artista di spoken-wordΒ Tebza Majaivane (Sudafrica)Β .

Sorvina (USA)Β , cresciuto a New York e residente a Berlino,Β opera all’incrocio tra hip hop, jazz-rap e poesia gospel;Β Spafford Campbell (Regno Unito)Β offrirΓ  una masterclass di folk contemporaneo; membro del trio pionieristico DAM e padrino del rap arabo,Β Tamer Nafar (Palestina)Β torna al WOMAD presentandosi con il suo vero nome: aspettatevi ingegno narrativo e testi risoluti e schietti in arabo, inglese ed ebraico.

Mescolando l’ispirazione musicale della madre cinese con la sperimentazione dubby tramandata dal padre Jah Wobble, i fratelliΒ Tian Qiyi (Regno Unito/Cina).Β Il venerato musicistaΒ Ustad Noor Bakhsh (Pakistan),Β ora ottantenne, ha attirato l’attenzione delle orecchie occidentali solo pochi anni fa; la sua padronanza del dulcimer, uno strumento simile al benju, ha spintoΒ PitchforkΒ a elogiare il suo modo di suonare “elettrizzante” che crea “un vivido arazzo di emozioni”. Infine, oggi Γ¨ stato annunciato il quintetto di MumbaiΒ Wild Wild Women (India),Β un gruppo rap tutto al femminile che indossa il sari – molto probabilmente il primo in India – i cui vivaci giochi di parole e la cui agenda politica hanno avuto un impatto sismico sulla scena culturale del loro Paese d’origine.

Il WOMAD Γ¨, ovviamente, molto piΓΉ che semplice musica. Il leggendario Mondo delle Parole del festival torna con conferenze affascinanti e conversazioni stimolanti; l’Hip Yak Poetry Shack presenta i migliori artisti di spoken word. Oltre alle scoperte culturali, ci sono anche numerosi spazi pensati per la pausa e il ristoro. Distribuito in tutto il festival, il Mondo del Benessere offre un’oasi di tranquillitΓ , completa di vasche idromassaggio a legna e lezioni di yoga per tutto il giorno. Nel frattempo, sull’esclusivo palco Taste the World, alcuni degli artisti del fine settimana lasceranno il palco per cucinare, condividendo segreti culinari e sapori delle loro terre d’origine.

I visitatori del festival possono imparare dagli esperti con una vasta gamma di workshop. Dalle lezioni di danza alla sperimentazione di uno strumento musicale proveniente dall’altra parte del mondo. E al World of Children, ci sono piΓΉ attivitΓ  per bambini di qualsiasi altro festival, che culminano nella leggendaria sfilata della domenica pomeriggio. L’ingresso Γ¨ gratuito per tutti i bambini fino a 13 anni.

Dal sito di Peter Gabriel.

Guarda il video:

Alcune parole del fondatore, Peter Gabriel:

“Eccoci di nuovo qui!Β Β Sono felice di annunciare che il WOMAD Γ¨ ufficialmente tornato.Β 

Siamo tornati e ci troviamo in una nuova, splendida casa: Neston Park, vicino alla nostra sede nei Real WorldΒ Β Studios. Abbiamo visitato molti luoghi meravigliosi in tutto il paese, ma quando abbiamo saputo che Sir James e Lady Venetia Fuller erano ansiosi di aprire la loro splendida tenuta e ospitare il WOMAD, ci Γ¨ subito sembrata una casa calda e accogliente in cui poter affondare le nostre radici.

Durante la nostra assenza, tutto il team ha lavorato per rinnovare il nostro amato festival e ha ascoltato attentamente i vostri numerosi feedback, trovando così tanti ottimi suggerimenti. È  fantastico avere un pubblico così interessato a ciò che il WOMAD è, potrebbe essere e rappresenta.

In un mondo in cui molti malfattori sembrano raggiungere il potere alimentando le fiamme dell’odio, del razzismo e della divisione, un luogo d’incontro per tutte le culture e i sogni del mondo, costruito sul rispetto reciproco, sembra ancora piΓΉ prezioso.

Grazie a coloro coloro che saranno con noi.

Ecco il post di Peter che annuncia l’edizione 2026:


Tutte le info dei WOMAD nel mondo:


L’ultima edizione si Γ¨ svolta dal 25 al 28 luglio WOMAD UKΒ 2024.

Guarda i video:


Guarda le offerte per andare ai Festival WOMAD di tutto il mondoΒ su Volagratis – CLICCA QUI o su eDreams – CLICCA QUI e visita i monumenti in cittΓ  con Tiqets – CLICCA QUI (e aiuti Horizons Genesis – LEGGI COME).


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Genesis: l’edizione Blu-ray di “The Lamb Lies Down On Broadway” esce il 28/08/2026 – PRE-ORDINA

Dopo il cofanetto deluxe di The Lamb Lies Down On Broadway, arriva la ristampa in Blu-ray del doppio album del 1974 dei Genesis.

PRE-ORDINALO QUI.

Questa edizione include il mix Dolby ATMOS del 2025 e il mix stereo originale dell’album in studio del 1974, rimasterizzato nel 2025 in audio non compresso.

Il Blu-ray Audio Γ¨ contenuto in una custodia a tre ante con un libretto di 20 pagine contenente foto e note di copertina.

L’album Γ¨ stato mixato in Dolby ATMOS da Bob Mackenzie presso i Real World Studios nel 2025, sotto la supervisione di Peter Gabriel e Tony Banks.

 


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in versione 5LP + Blu-Ray Audio

in versione 4CD + Blu-Ray Audio

in versione digitale

La 50th Anniversary Super Deluxe Edition Γ¨ composto da cinque vinili LP e un Blu-ray, quattro CD + Blu-ray e in versione digitale con un mixaggio Dolby ATMOS realizzato da Bob Mackenzie e supervisionato da Peter Gabriel e Tony Banks presso i Real World Studios.

Il cofanetto include il mix originale dell’album, rimasterizzato presso gli Abbey Road Studios da Miles Showell dai nastri analogici del 1974, mentre un disco audio Blu-ray include l’audio ad alta risoluzione a 96 kHz/24 bit rimasterizzato e i mix Dolby ATMOS dell’album in studio.

Ecco i Genesis che raccontano l’album per Planet Rock:

Ascolta l’audio rimasterizzato (fai il download QUI):

Per la prima volta lo spettacolo dal vivo completo The Lamb Lies Down On Broadway Live At The Shrine Auditorium del 24 gennaio 1975, incluse le tracce bis, viene pubblicato nella sua interezza. È rimasterizzato e include due tracce bis Watcher Of The Skie s e The Musical Box. Questa è la prima volta che lo spettacolo dal vivo completo, incluse le tracce bis, viene pubblicato nella sua interezza

Ci sono anche tre demo mai pubblicate prima della Headley Grange Session, incluse come parte di una scheda di download digitale con l’audio completo del set.

Include anche un libro da 60 pagine con note di copertina del giornalista Alexis Petridis, che ha intervistato tutti e cinque i membri della band per raccontare la storia dell’album dalle sessioni di scrittura alle esibizioni dal vivo, immagini di Armando Gallo, Richard Haines e altri fotografi, e il set include anche una replica del programma del tour del 1975, un biglietto e un poster.

 

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Genesis: “A Tale of the Trick”, un libro coinvolgente su “A Trick of the Tail”

Hai qualche ricordo o esperienza del periodo diΒ “A Trick of the Tail”?

Magari hai assistito a una o piΓΉ serate del tour (marzo-luglio 1976)Β ,Β hai incontrato qualcuno o tutti i membri della band all’uscita del palco, o possiedi un album di fotografie?

Hai del merchandising promozionale o un’edizione speciale dell’album?

Pubblicheremo un libro illustrato e approfondito suΒ “Trick”Β entro la fine dell’anno e desideriamo includere le voci dei fan dei Genesis. Se avete ricordi di questo momento memorabile in cui i Genesis hanno dimostrato di poter andare avanti e prosperare, ci piacerebbe molto ascoltarli.

Il tuo contributo potrebbe essere citato nel libro, oppure le tue immagini potrebbero essere utilizzate con il tuo permesso. Inviaci un messaggio per raccontarci la tua storia. Se desideri rimanere aggiornato sul libro, includi il tuo indirizzo email. RimarrΓ  privato e non verrΓ  utilizzato per altri scopi.

Il libro sarΓ  prodotto da Matt Skelland e Ian Paul Sharp. Matt ha giΓ  lavorato alΒ libro di Jon Kirkman su The Lamb Lies Down a Broadway, mentre Ian ha lavorato, tra gli altri,Β a Lifehouse di Pete Townshend.


Il 13 febbraio 1976 esce A Trick Of The Tail, il primo album dei Genesis dopo l’uscita di Peter Gabriel.Β Ecco un racconto multimediale.

I Genesis raccontano l’album cosΓ¬:

“Con nostro grande sollievo si capisce piuttosto in fretta che possiamo cavarcela anche senza Peter”, racconta Phil Collins nella sua autobiografia.

“Le canzoni ci vengono come ai vecchi tempi, ed Γ¨ roba buona. Abbiamo pronta Dance on a Volcano. Seguono Squonk e Los Endos, per l’album che
sarΓ  intitolato A Trick of the Tail.”

Il tutto mentre il Melody Maker butta la bomba: “Peter Gabriel esce dai Genesis”. La notizia Γ¨ trapelata prima che loro avessero il tempo di rior-
ganizzarsi. CosΓ¬, nell’ambiente musicale gira voce che i Genesis sono finiti.

Racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia:

Comporre A Trick of the Tail Γ¨ stato come l’inizio di un nuovo capitolo emozionante. Non avrei voluto che Peter se ne andasse, ma sapevo che ci sarebbe stato un cambiamento. Ora che se n’era andato ci siamo sentiti come una nuova band. Sembra strano da dire ora, ma la voce di Phil non era come sarebbe diventata. Stratton-Smith diceva che Phil sembrava piΓΉ Pete di Pete, ma in realtΓ  le loro voci non erano affatto simili. Sembrava cosΓ¬ solo se stavano cantando la stessa canzone, la stessa melodia in stile Genesis.

Spesso mi sembra che la vita nei Genesis sia divisa in due metΓ  – gli anni di Pete e gli anni di Phil. Durante gli anni di Pete eravamo come bambini di scuola. È cambiato tutto quando Pete se n’Γ¨ andato. La partenza di Pete ci aveva fatto crescere un po’ come persone, anche se per Tony e me significava anche imparare a rilassarsi un po’.”

Ma i quattro non si danno per vinti. Ogni settimana fanno il provino aΒ  potenziali cantanti. Phil insegna loro le parti vocali, cantando con loro. Firth of Fifth, The Knife, brani difficili per qualsiasi aspirante frontman.

I Genesis fanno provini per cinque o sei settimane. Vedono una trentina di ragazzi. Ma il tempo che passa rapidamente, si parla giΓ  di un altro tour, bisogna andare in studio di registrazione.Β 

Ma quando i brani sono registrati e non c’Γ¨ ancora nessun cantante, il tempo stringe. Mick Strickland Γ¨ un po’ piΓΉ bravo degli altri e i Genesis gli chiedono di andare ai Trident per provare.

Ricorda Phil:

“Gli diamo da cantare Squonk – ricorda Phil -. Il primo verso di quel cantato Γ¨ bastardissimo: Β«Like father, like son…Β». Tale padre, tale figlio… Non gli chiediamo la sua tonalitΓ  o la sua estensione. Gliela diamo e basta. Attacca! Poveretto. Non Γ¨ neanche lontanamente la sua
tonalitΓ . Ci tocca dirgli: Β«Grazie e arrivederci…Β». A ripensarci ora, mi sento in colpa per Mick.”

Intanto le ore in studio si stanno accumulando. “Allora dico: Β«Che ne pensate se ci provo io?Β». E i ragazzi fanno spallucce: Β«Tanto valeΒ».Β Dentro di me so che posso riuscirci, ma cantarlo sul serio Γ¨ tutta un’altra cosa. A volte il cervello dice di sΓ¬, ma la voce urla Β«No!Β».

Ma Phil ci prova.Mike e Tony in seguito mi diranno che Γ¨ come uno di quei momenti dei cartoni animati in cui si accende la lampadina. Si guardano in cabina di regia e le sopracciglia dicono tutto: Β«Accidenti, Γ¨ perfetto!Β».”

Un momento decisivo per Collins.

Dopo aver esplorato ogni altro punto di vista, sembra che quella del batterista che si mette davanti al microfono sia la scelta definitiva. Phil Γ¨ combattuto, soprattutto perchΓ© gli piace suonare la batteria. “Ecco il mio punto dolente – rivela –. Eppure non si puΓ² negare la veritΓ : so cantare quelle canzoni.”

Ora il nodo da sciogliere Γ¨ l’imminente tour.

“Badate bene, io non ero ancora intenzionato ad andare sul palco a cantare da frontman – racconta Phil -. Sul palco sarΓ  tutta un’altra cosa. Quindi, in realtΓ , siamo ancora senza cantante.

Ammette Mike Rutherford:

 

Il canto era una cosa, ma il vero problema per me era se Phil avrebbe accettato di essere il nostro frontmanΒ I batteristi generalmente tendono a pensare che i cantanti siano la ciliegina sulla torta, e non proprio dello stesso calibro di musicista di tutti gli altri della band.”

Per la prima volta i Genesis realizzano tre videoclip delle loro canzoni. Due li abbiamo giΓ  visti sopra. Ecco il terzo:

Il primo concerto dei Genesis con Phil Collins come cantante si Γ¨ svoltoΒ alla London Arena di London nell’Ontario, in Canada, il 26 marzoΒ 1976.

C’erano 2.200 fan alla vecchia arena di Bathurst Street per il Β debutto di Collins come frontman.

Leggi com’Γ¨ andata – CLICCA QUI.

Eugenio Delmale racconta A Trick of the Outtakes, ovvero quando i Genesis non avevano ancora scelto il nuovo cantante, al posto di Peter Gabriel, nel 1975 (in italiano).

Guarda le versioni rimasterizzate di A Trick of the Tail. Clicca qui

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Ed ecco una playlist di Horizons Radio da YouTube dedicata a A Trick Of The Tail:

RIPRODUZIONE RISERVATA Β© Copyright Horizons RadioΒ MAIL: CLICCA QUI


Ascolta “A Trick of the Tail”:

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Genesis: “Invisible Touch” Γ¨ uscito negli USA 40 anni fa, il 6 giugno 1986 (il 9 nel resto del mondo) – AUDIO & VIDEO

Il tredicesimo album in studio dei Genesis “Invisible Touch” Γ¨ uscito prima negli USA il 6 giugno 1986, poi nel Regno Unito e nel resto del mondo il 9 giugno.

L’album ha raggiunto il numero uno nella classifica degli album del Regno Unito per tre settimane a partire dal 21 giugno e ha raggiunto il numero 3 nella Billboard 200 degli Stati Uniti.

Chart (1986–87) PeakΒ position (by Wikipedia)
Australian Kent Music Report 3
Austrian Albums Chart 5
Canadian RPM Albums Chart 1
Dutch Mega Albums Chart 2
Finnish Albums Chart 2
French SNEP Albums Chart 8
Italian Albums Chart 5
Japanese Oricon LP Chart 14
New Zealand Albums Chart 1
Norwegian VG-lista Albums Chart 3
Spanish Albums Chart 26
Swedish Albums Chart 4
Swiss Albums Chart 4
UK Albums Chart 1
US Billboard 200 3
West German Albums Chart 2

I Genesis sono diventati la prima band in assoluto a rimanere nelle classifiche dei singoli per un anno intero con canzoni dello stesso album, “Invisible Touch”, appunto.

Singoli da Invisible Touch:

“Invisible Touch”
Released: 19 May 1986

“In Too Deep”
Released: 18 August 1986 (UK)
18 January 1987 (US)

“Land of Confusion”
Released: 10 November 1986 (UK)
31 October 1986 (US)

“Tonight, Tonight, Tonight”
Released: 23 March 1987

“Throwing It All Away”
Released: 8 June 1987 (UK)
8 August 1986 (US)

Tutto il concerto di Wembley:


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Peter Gabriel: 40 anni dell’album “So”, uscito il 19 maggio 1986 – STORIE, MEMORIE & VIDEO

So, l’album che, uscito il 19 maggio 1986, ha regalato a Peter Gabriel il successo mondiale totale, non ancora arrivato con i primi quattro dischi, compie 40 anni.

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Ecco 10 elementi che raccontano la svolta di Peter.

1. Dopo quattro album in cui tutti i piatti della batteria erano spesso banditi, Red Rain, che apre So, inizia proprio con una spiazzante reintroduzione dei “metalli” inutilizzati. Una significativa rottura con il passato, forse a voler dimostrare che l’autore Γ¨ un Peter Gabriel nuovo. Il primo suono del brano, infatti, Γ¨ quello del charleston e dei piatti di Stewart Copeland dei Police, uno dei tanti collaboratori illustri di questo disco.

2. Difficile da credere, ma Sledgehammer Γ¨ stata inserita nell’album solo all’ultimo momento ed Γ¨ nata quasi per caso, da un’idea che girava in testa a Peter, ma che non era stata ancora sviluppata, anche se le registrazioni del disco erano quasi ultimate. La sezione ritmica Γ¨ nata per prima, creata dal nuovo batterista Manu KatchΓ© e da Tony Levin al basso, poi la chitarra di Daniel Lanois (altra novitΓ , soprattuto in veste di produttore), infine la sezione di fiati dei Memphis Horns. Il titolo deriva dalle metafore di tipo edile usate da Gabriel e Lanois in sala di incisione. Il singolo arriva quarto in UK e primo in USA, scalzando proprio Invisible Touch dei Genesis. E il video del brano Γ¨ da record.Β 

3. Riporta Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno), che il caratteristico suono del basso di Tony Levin in Don’t Give Up, deriva dall’uso dei pannolini della figlia, per ottenere quel tono ovattato. La voce femminile doveva essere inizialmente quella di Dolly Parton, star del country americano, la quale non accetta. CosΓ¬ Gabriel si rivolge a Kate Bush, rimanendo molto soddisfatto. Anche se, scrive Gabriel nelle note di copertina dell’album, restano le radici “gospel/country (…) nel fantastico modo di suonare il pianoforte di Richard Tee”. Questo inno alla possibilitΓ  di superare gli ostacoli ha aiutato tante persone. “Gabriel ha dichiarato che una ben nota rockstar e un attore comico gli hanno entrambi confessato che la canzone li ha convinti a rinunciare al suicidio”. (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana)

4. Insolitamente il testo di That Voice Again Γ¨ scritto insieme a David Rhodes, il quale, con Gabriel e Lanois, Γ¨ il terzo artefice principale del disco. Una soluzione cui Γ¨ dovuto ricorrere il produttore canadese, visto che Peter non si decideva a ultimare le liriche della canzone. E’ possibile che Gabriel non riuscisse ad andare avanti per il tema del brano, che fa riferimento alla sua crisi coniugale del momento con Jill. Dopo 10 anni (“per non creare connessioni con i Genesis”, ha raccontato alla rivista italiana Ciao 2001), torna nella musica del cantante la chitarra 12 corde, suonata da Lanois. Come accade rarissimamente, il brano inizia con il ritornello.

5. In Your Eyes vede la partecipazione di vari coristi tra i quali Jim Kerr dei Simple Minds e soprattutto il cantante senegalese Youssou N’Dour, che qui canta in lingua wolof. E’ verosimilmente una dichiarazione d’amore per Rosanna Arquette, l’attrice americana conosciuta la sera del concerto Six of the Best (leggi e ascolta lo speciale di Horizons Radio). In crisi con Jill da anni, Peter aveva un strana relazione con lei. Sicuramente Γ¨ la prima canzone d’amore diretta composta da Gabriel nella sua carriera da solista. E dire che inizialmente si intitolava Sagrada Familia ed era ispirata alla Cattedrale di Barcellona e al suo creatore, Antoni GaudΓ¬.

6. Varie voci di Peter sovraincise contribuiscono alla bellezza toccante di Mercy Street. Tra queste, una particolarmente bassa Γ¨ stata registrata alle sette del mattino, per ottenere un cupezza naturale. Le percussioni sono del brasiliano Djalma Correa, registrate da Gabriel a Rio de Janeiro. Il meraviglioso lavoro al basso Γ¨ di Larry Klein. BenchΓ¨ ufficialmente ispirata all’opera quasi omonima della poetessa americana Anne Sexton, Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno) riporta un episodio, raccontato dallo stesso Gabriel, che potrebbe aver influenzato il testo: un atterraggio di fortuna, proprio del volo per il Brasile, preso per incontrare Correa.

7. Una prima versione di Big Time, con il titolo Success era stata registrata ai tempi di Security. Terzo singolo dell’album, ha raggiunto l’ottavo posto in classifica negli Stati Uniti, dove apprezzavano il clima funky del brano e la sua filosofia, cosΓ¬ vicina al sogno americano, anche se declinata con ironia. Fondamentale nel brano Γ¨ la drumstick bass guitar, suonata da Tony Levin, che preme le corde, e da Jerry Marotta, che le percuote, ottenendo quel sound caratteristico della parte ritmica, abbinato alla batteria di Stewart Copeland.

8. Registrata originariamente per Melt, poi candidata a entrare in Security, We Do What We’re Told (Milgram’s 37) Γ¨ diversa dalle altre tracce del disco, visto che arriva da tempi musicalmente remoti per Peter. Suonata in tour sin dal 1980, infatti, era una vecchia conoscenza dei fan della prima ora. “Sta lΓ¬ a dimostrare al suo nuovo pubblico che se Gabriel voleva poteva essere ancora inquietante e disturbante”. (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana).Β  Il testo Γ¨ notoriamente basato su un esperiemento che dimostrava scientificamente la “banalitΓ  del male” nazista, tema utilizzato anche dai Genesis nel brano Just A Job To Do (Album Genesis).

9. Il vinile termina con Milgram, ma non le versioni su cassetta e CD, chiuse da This Is The Picture (Eccellent Birds) – e, nelle rimasterizzazioni, da In Your Eyes –, variazioni dettate dall’ossessione di Gabriel per la sequenza dei brani e per la buona miscela tra code e attacchi degli stessi. Inserire This Is The Picture Γ¨ stata una scelta singolare, visto che, composta con Laurie Anderson,Β  faceva giΓ  parte dell’album dell’artista americana di due anni prima Mister Heartbreak, in una versione diversa e con il titolo Eccellent Birds. Gabriel l’ha voluta temendo di non avere abbastanza materiale, altra bizzarria, visto che disponeva di brani giΓ  completi e inediti come Don’t Break This Rhythm o Curtains, che invece diventeranno il lato B dei singoli Sledgehammer e Big Time.

10. Infine la copertina e il titolo So. Sorprendentemente l’album esce con una confezione esteriormente normale, con un bel ritratto di Peter realizzato da Trevor Key e nessuna delle stranezze formali presenti in quelle precedenti. Per la prima volta, inoltre, Peter decide di utilizzare un titolo. La rivista Rolling Stone gli ha chiesto il perchΓ©. “Il nuovo album ha un titolo universale, – risponde Gabriel -, cosΓ¬ la gente non rischierΓ  di comprare due volte lo stesso disco. Sono molto contento di averlo fatto, perchΓ© Γ¨ in linea con il piccolo cambiamento dello stile; volevo che l’album fosse elementare, vivo, naturale”.Β (Cit. in Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana). Al grande successo del disco ha contribuito il video di Sledgehammer. EccoΒ comeΒ Stephen R. Johnson eΒ Peter Gabriel hanno realizzato questo e i successivi.

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