Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 4.a tappa: il primo (disastroso) concerto di Steve Hackett con i Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La quarta tappa si svolge il 14 gennaio 1971, quando Steve Hackett fa il suo esordio in concerto con i Genesis, all'University College di Londra.  Ecco il racconto di quei giorni movimentati. 

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate - LEGGI -, la band è stata vicinissima a sciogliersi, perché Anthony Phillips ha lasciato i compagni d'avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, il batterista. 

I Genesis hanno già ingaggiato Phil Collins alla batteria -  LEGGI -, ora devono trovare un valido sostituto alla chitarra.

Hanno già provato in concerto sia Ronnie Caryl, grande amico di Phil (ha fatto l'audizione con lui - LEGGI) e chitarrista dei Flaming Youth, che Mick Barnard, membro dei Farm, ma entrambi  non hanno convinto gli esigenti membri della band.

Dopo l'addio di Anthony Phillips - LEGGI e poi con l'arrivo di Phil, i Genesis hanno quindi continuato come quartetto, con Tony Banks che suona tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. La ricerca continua.

Il 14 dicembre, scorrendo il Melody Maker, Peter viene incuriosito dall’insolito annuncio di un certo Steve, al quale viene fatto il provino. Hackett entra nei Genesis - LEGGI -.

E così si arriva a quel 14 gennaio 1971, quando all'University College di Londra, Steve Hackett fa il suo esordio in concerto con i Genesis. Ma non sarà un momento facile. 

Racconta Steve riportato da Richard Macphail in My book of Genesis. Acquistalo qui sotto (anche in versione inglese) e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Il primo concerto per me è stato un disastro. Fino ad allora avevo usato un fuzzbox preso in prestito o il Marshall Superfuzz di Tony. Quindi tutto ha funzionato bene, ma quella sera mi hanno dato uno Shaftesbury Duo Fuzz che è un grande fuzzbox. Non riuscivo ad avere un Marshall Superfuzz e pensai, ‘Oh, questo suona bene'.

E quando abbiamo fatto il sound check sembrava tutto a posto, ma ovviamente quando tutti stavano suonando, era molto più forte e il ritorno un disastro.  Mi sono scoraggiato e ho dimenticato tutte le mie parti. Mi ricordo di una lite accesa dopo lo spettacolo e pensavo che fosse tutta colpa mia.

Col senno di poi, non lo era. Quello fu il mio momento più imbarazzante sul palco, essere sul palco con musica profondamente arrangiata e con la totale incapacità di ricordare una nota, perché non potevo controllare il mio suono. Non è un buon inizio, ho pensato.»

Steve non fa riferimento all'episodio nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

Si limita a descrivere quanto fossero poco prestigiosi i primi concerti con i Genesis, spesso ambientati in scuole (solo maschili o solo femminili), con un numero esiguo di pubblico.

Ascolta un live di quel periodo:

Oppure Hackett ha rimosso l'episodio, anche se in realtà Steve non è il solo a suonare poco bene quella sera. Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia, The Living Years, Arcana - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Come avremmo scoperto negli anni, Phil aveva la grande capacità di bere tanto senza darlo a vedere. Al primo concerto di Steve - University College London, gennaio 1971 - si verificò un’eccezione. Ci eravamo fatti qualche pinta ma nessuno si era accorto che Phil se n’era scolata qualcuna in più degli altri ed era sbronzo. Phil era un batterista così in gamba che poteva fare praticamente di tutto, ma quella sera si preparò per una delle sue grandi rullate e non successe niente. Silenzio. L’aveva eseguita alla perfezione, peccato che fosse spostato di venti centimetri da ciascun pezzo della batteria.

Povero Steve: era il suo primo concerto, era nervoso e noi avevamo un batterista ubriaco. A fine serata io e Tony facemmo passare un brutto momento a Phil, il che a Phil non diede alcun disturbo, ma sfortunatamente Steve pensò che stessimo litigando per causa sua: lo odiavamo e volevamo sbatterlo fuori. Come sempre, a nessuno passò per la testa di mettere al corrente il nuovo arrivato su come stavano le cose.»

E racconta Phil Collins nella sua autobiografia - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Per la maggior parte dei casi i concerti sono condotti in modo piuttosto professionale: arriviamo, suoniamo e torniamo a casa. Fumiamo qualche canna, ma niente bagordi esagerati. L’unica volta che succede è a un concerto alla City University di Londra, il primo di Steve con i Genesis. Suoniamo più tardi del previsto, quindi passo il tempo scolandomi un po’ di birre Newcastle Brown. Quando saliamo sul palco sono completamente sconclusionato. Faccio tutti i fill giusti, ma otto centimetri più a destra di dove dovrei. Altro che air-guitar, questa è air-drums. E dopo sono pentito: «Cosa penserà il nuovo chitarrista? Il suo primo concerto e il batterista è ubriaco fradicio». È la prima volta che suono da ubriaco, e sarà anche l’ultima.»

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Ma Steve, nonostante le sue preoccupazioni, passa l'esame. E la conferma viene da Peter Gabriel, che dichiara, riportato nel libro di Giammetti sopra citato:

«Abbiamo avuto due chitarristi negli ultimi mesi ma questo spero sia quello definitivo, lo abbiamo trovato attraverso il Melody Maker e sembra essersi adattato benissimo". (Peter Gabriei, Zig Zag n. 19, 5/71, «Genesis», anonimo).»

Ecco cosa ne pensa oggi Anthony Phillips:

Steve diventerà una colonna dei Genesis, nella formazione che molti considerano "quella vera" e oltre. Fino al clamoroso addio.

Ma questa è un'altra storia - LEGGILA QUI-.

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Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

Angolo del Collezionsta

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