“Nursery Cryme” dei Genesis compie 55 anni, 12 novembre 1971 – VIDEO & RICORDI dei PROTAGONISTI

“Nursery Cryme” compie 55 anni, usciva il 12 novembre 1971. Il compleanno di un album di svolta nella storia dei Genesis.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, che hanno anticipato questo importante anniversario, Phil Collins – LEGGI e Steve Hackett – LEGGIhanno fatto il loro ingresso nei Genesis nella seconda metΓ  del 1970.

Dopo i primi concerti della nuova formazione LEGGI, la band ha composto e registrato il nuovo album – LEGGI.

Il 12 novembre 1971 esceΒ Nursery Cryme.

L’album riceve una risposta contrastata dalla critica (vedi sotto) e non Γ¨ inizialmente un successo commerciale; non vende piΓΉ di Trespass e non entra nella classifica inglese fino al 1974, quando raggiunge il suo top al n. 39.

A proposito del successo del disco, ricorda Steve Hackett nella sua autobiografia A Genesis in my bed… – Acquistala qui sotto e, oltre all’autore, aiuti Horizons Genesis – LEGGI COME:

Β«All’uscita ha ricevuto un’accoglienza mista. Molti l’hanno amato, ma alcuni lo criticarono. Un critico suggerΓ¬ che che i testi erano stati ripescati dai libri. Ma io credo che se la mitologia ti tocca, qualunque sia la sua radice, si collega a sentimenti ed esperienze personali. Anche se all’inizioΒ non Γ¨ stato salutato come un classico Γ¨ stato applaudito a posteriori.Β»

Ricorda Armando Gallo in Genesis: I Know What I LikeAcquistalo qui sotto:

…che l’interesse della Charisma si spostΓ² sui Lindisfarne, i quali improvvisamente stavano diventando un’attrazione britannica di primo piano, raggiungendo il primo posto in classifica con l’album Fog on the Tyne.

Gallo riporta le parole di Tony Banks: Β«Lentamente mi venne in mente che Nursery Cryme non era davvero un miglioramento rispetto a Trespass e in questa ottica l’ho accettato. Sentivo solo che avendo perso Ant (LEGGI), stavamo perdendo una grande forza nel gruppo ed eravamo troppo giovani e immaturi per essere in grado di affrontare quel drastico cambiamento molto rapidamente. Penso che che ‘Musical Box’ e ‘Salmacis’ siano le due canzoni trainanti dell’album ed erano ereditΓ  dei giorni di AntΒ».

Ma Peter Gabriel non ha nessun ripensamento e resta fermo sul sound della band. Ha detto a Disc & Music Echo, riportato in Without Frontiers: The Life and Music of Peter Gabriel di Daryl Easlea – Acquistalo qui sotto:

Β«Come ascoltatori siamo stati tutti annoiati a morte da gruppi che improvvisano e fanno assoli di chitarra. Con noi, ognuno suona una parte prestabilita come un’orchestra, quindi fondamentalmente se qualcuno inizia a improvvisare con laΒ propria parte, suonerΓ  molto disordinato. Comunque, Γ¨ molto difficile improvvisare a meno che tu non stia suonando qualcosa di molto semplice e noi non suoniamo niente di molto semplice”.

Keith Emerson Γ¨ l’unico a sbilanciarsi e, in un annuncio pubblicitario della Charisma a tutta pagina pubblicato sul Melody Maker il 20 novembre, scrive tra l’altro: “Questo non Γ¨ l’inizio per i Genesis nΓ© la fine. Niente stronzate: Il loro nuovo album Γ¨ davvero incredibile”.

Come Γ¨ noto, Nursery ha invece successo nell’Europa continentale, in particolare in Italia, dove raggiunge il quarto posto in classifica, ed Γ¨ stato certificato Silver dalla British Phonographic Industry nel 2013.

Il 24 gennaio successivo il gruppo ha suonato un set di trenta minuti alla televisione belga per promuovere l’album. Non Γ¨ la prima volta in tv per i Genesis (il 9 gennaio erano stati alla BBC), ma Γ¨ la prima trasmissione completa sopravvissuta in video.

Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia,Β The Living Years, Arcana – Acquistala qui sotto:

Β«In Belgio lo studio televisivo aveva un fondale bianco, finchΓ© non l’abbiamo attraversato e ci siamo sistemati e non era piΓΉ veramente bianco. Hanno dovuto nascondere con la vernice le nostre tracce prima di poter iniziare le riprese.

A quei tempi c’erano sempre problemi tecnici con i programmi televisivi. Abbiamo cercato di fare quello che potevamo per evitare che fosse un disastro, ma sapevamo che la situazione non era favorevole.

I tecnici avevano una mentalitΓ  completamente diversa da quella dei roadie, che vogliono solo portare a termine bene il loro lavoro. I tecnici della TV inveceΒ  sembravano preoccupati solo di ottenere le loro pause pranzo. Questo significava un sacco di attesa, o “affrettati e aspetta“, come si diceva allora: arrivavi allo studio, andavi a truccarti e poi stavi seduto per tre ore chiedendoti che cosa stessi facendo lΓ¬.Β»

Ecco il video della trasmissione:

Track list del video:

The Fountain Of Salmacis 0:05 – Twilight Alehouse 7:24 – The Musical Box 13:20 – The Return Of The Giant Hogweed 23:00

Track list di Nursery Cryme:

Tutte le canzoni sono accreditate ai Genesis. Qui sotto sono elencati gli autori effettivi.

Side one

1. “The Musical Box” Gabriel, Phillips, Rutherford, Banks, Hackett 10:25

2. “For Absent Friends” Hackett, Collins 1:48

3. “The Return of the Giant Hogweed” Gabriel, Banks, Hackett, Rutherford 8:09

Side two

1. “Seven Stones” Banks, Hackett 5:08

2. “Harold the Barrel” Gabriel, Collins 3:01

3. “Harlequin” Rutherford, Phillips 2:56

4. “The Fountain of Salmacis” Banks, Gabriel, Rutherford, Hackett 8:02

Durante il Nursery Cryme Tour, i Genesis registrano Happy the Man, mai entrato in nessun album in studio, ma pubblicato come singolo con Seven Stones come lato B.

Daryl Easlea, nel giΓ  citato volume Without Frontiers, ha raccolto alcune critiche pubblicate per l’uscita dell’album.Β 

Β«Richard Cromelin di Rolling Stone ha riassunto che il “problema principale non sta nei concetti dei Genesis, che sono, se non altro, oltraggiosamente fantasiosi e amabilmente eccentrici, nΓ© con le loro strutture musicali – lunghe, coinvolte, multi-movimento su cui appendono le loro narrazioni – e nemmeno con il loro modo di suonare, che a volte diventa piuttosto letargico. È la pessima produzione, un torbido, distante stufato che nel migliore dei casi bolle tranquillamente quando ciΓ² di cui si ha disperatamente bisogno sono le esplosioni di batteria e chitarre, l’urlo dell’organo, la raspa abrasiva delle corde vocali”.Β 

Rolling Stone trova i “racconti di Mamma Oca (nella letteratura per bambini Γ¨ un’oca antropomorfizzata nel ruolo di anziana signora di campagna, che racconta fiabe o recita filastrocche N.d.R.) nei dieci minuti di ‘The Musical Box!”.

Il critico del Village Voice Robert Christgau scrive sarcasticamente: “Le ferite di Dio! È una versione ‘rock’ del mito di Ermafrodito! Tra virgolette, perchΓ© l’organista e il cantante (influenzato dal mimo) hanno il batterista un po’ confuso! O forse Γ¨ solo l’invocazione all’Old King Cole!”Β»

Ecco altre recensioni riportate nel web:

Chris Jones di BBC Music elogia i due nuovi membri della band come fondamentali per il successo artistico dei Genesis, commentando: “La batteria scattante di Collins Γ¨ aumentata dalla sua straordinaria capacitΓ  di cantare non diversamente da Gabriel … L’arsenale di tecniche di tapping e swell di Hackett ha davvero ampliato la tavolozza della band, dando a Tony Banks piΓΉ spazio per le sue filigrane d’organo alla Delius, per non parlare del loro Mellotron appena acquistato”, e “i Genesis hanno virtualmente inventato il loro genere, il rock edoardiano”.

Stephen Thomas Erlewine di AllMusic consida l’album altamente disomogeneo, ma definisce The Musical Box e The Return of the Giant Hogweed come “autentici capolavori”, e conclude che anche se il resto dell’album “non Γ¨ altrettanto avvincente o altrettanto strutturato, non importa, perchΓ© queste sono le canzoni che hanno mostrato ciΓ² che i Genesis possono fare, e sono ancora il culmine di ciΓ² che la band puΓ² raggiungere”.Β 

Nell’album i Genesis suonano:

Tony Banks – organo Hammond, Mellotron, piano, piano elettrico, chitarra a 12 corde, cori
Mike Rutherford – basso, pedali del basso, chitarra a 12 corde, cori
Peter Gabriel – voce principale, flauto, oboe, grancassa, tamburello
Steve Hackett – chitarra elettrica, chitarra a 12 corde
Phil Collins – batteria, voci, percussioni, voce principale su “For Absent Friends”, co-lead vocals su “Harold the Barrel” e “Harlequin” (non accreditato).Β 

L’album viene portato in tour in UK, Belgio e Italia, e qualche data in Francia e Germania. I brani suonati sono Happy The Man, Stagnation, Fountain Of Salmacis, Twilight Alehouse, Musical Box, Return Of The Giant Hogweed, Harold The Barrel, Harlequin, The Knife, Bye Bye Johnny (Can Utility And The Coastliners), Going Out To Get You, Get ‘Em Out By Friday, Seven Stones.

Ma ciΓ² sarΓ  oggetto di nuovi articoli. Torna a trovarci.

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Le altre tappe dei 50 anni di “Nursery Cryme”:

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50 anni fa Peter Gabriel dichiara ai giornali: “Lascio i Genesis”, 16 agosto 1975 – PODCAST & RICORDI

Il 16 agosto 1975 i giornali pubblicano una dichiarazione di Peter Gabriel, il quale rende nota così la sua decisione di lasciare la band. 

Ascolta il Podcast (in Italiano) – CLICCA QUI.

Eccola in versione originale:

I had a dream, eye’s dream. Then I had another dream with the body and soul of a rock star. When it didn’t feel good I packed it in. Looking back for the musical and non-musical reasons, this is what I came up with:

OUT, ANGELS OUT – an investigation.

The vehicle we had built as a co-op to serve our songwriting became our master and had cooped us up inside the success we had wanted. It affected the attitudes and the spirit of the whole band. The music had not dried up and I still respect the other musicians, but our roles had set in hard. To get an idea through β€œGenesis the Big” meant shifting a lot more concrete than before. For any band, transferring the heart from idealistic enthusiasm to professionalism is a difficult operation. I believe the use of sound and visual images can be developed to do much more than we have done. But on a large scale it needs one clear and coherent direction, which our pseudo-democratic committee system could not provide. As an artist, I need to absorb a wide variety of experiences. It is difficult to respond to intuition and impulse within the long-term planning that the band needed. I felt I should look at/learn about/develop myself, my creative bits and pieces and pick up on a lot of work going on outside music. Even the hidden delights of vegetable growing and community living are beginning to reveal their secrets. I could not expect the band to tie in their schedules with my bondage to cabbages. The increase in money and power, if I had stayed, would have anchored me to the spotlights. It was important to me to give space to my family, which I wanted to hold together, and to liberate the daddy in me. Although I have seen and learnt a great deal in the last seven years, I found I had begun to look at things as the famous Gabriel, despite hiding my occupation whenever possible, hitching lifts, etc. I had begun to think in business terms; very useful for an often bitten once shy musician, but treating records and audiences as money was taking me away from them. When performing, there were less shivers up and down the spine. I believe the world has soon to go through a difficult period of changes. I’m excited by some of the areas coming through to the surface which seem to have been hidden away in people’s minds. I want to explore and be prepared to be open and flexible enough to respond, not tied in to the old hierarchy. Much of my psyche’s ambitions as β€œGabriel archetypal rock star” have been fulfilled – a lot of the ego-gratification and the need to attract young ladies, perhaps the result of frequent rejection as β€œGabriel acne-struck public school boy”. However, I can still get off playing the star game once in a while. My future within music, if it exists, will be in as many situations as possible. It’s good to see a growing number of artists breaking down the pigeonholes. This is the difference between the profitable, compartmentalized, battery chicken and the free-range. Why did the chicken cross the road anyway? There is no animosity between myself and the band or management. The decision had been made some time ago and we have talked about our new direction. The reason why my leaving was not announced earlier was because I had been asked to delay until they had found a replacement to plug up the hole. It is not impossible that some of them might work with me on other projects. The following guesswork has little in common with truth: Gabriel left Genesis. 1) To work in theatre. 2) To make more money as a solo artist. 3) To do a β€œBowie”. 4) To do a β€œFerry”. 5) To do a β€œFurry Boa round my neck and hang myself with it”. 6) To go see an institution. 7) To go senile in the sticks. I do not express myself adequately in interviews and I felt I owed it to the people who have put a lot of love and energy supporting the band to give an accurate picture of my reasons.

I giornali pubblicano la letteraΒ recapitata a mano nelle redazioni.

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Peter ha giΓ  comunicato ai compagni la sua decisione di lasciare la band il 25 novembre 1974 all’Hotel Swingos di Cleveland, in USA, tra le prime tappe del tour. ASCOLTA QUEL CONCERTO:

La band Γ¨ dapprima incredula, poi sconcertata, quindi preoccupata per proprio futuro. Β 

Inoltre c’Γ¨ un tour impegnativo da portare avanti, con brani poco conosciuti dal pubblico – la scaletta prevede tutto The Lamb,Β uscito solo pochi giorni primaΒ + due bis: The Musical Box Β e Watcher Of The Skies, talvolta sostituita da The Knife – e il timore che l’abbandono di Peter potesse trapelare e causare un crollo nella vendita dei biglietti.

Ecco l’ultima registrazione di un concerto nei Genesis di Peter Gabriel. Precede di 4 giorni il concerto finale del 22 maggio 1975:

Il 26 agosto, quindi,Β i Genesis sono costretti a Β far uscire una dichiarazione ufficiale, per integrare quella di Peter. Β In questa scrivono che la band Γ¨ in cerca di un nuovo cantante, che sta componendo un nuovo album e a breve inizierΓ  a inciderlo. Il disco uscirΓ  a Natale e il tour partirΓ  all’inizio dell’anno nuovo.

La notizia provoca uno shock nel mondo musicale e i media iniziano a dare per finita l’esperienza Genesis. Ma, come afferma Gail Colson, per anni sua stretta collaboratrice,

“Tony Stratton-Smith (fondatore e manager della CharismaΒ Records N.d.R) era l’unico che credeva in loro al 100% e prevedeva che sarebbero diventati ancora piΓΉ grandi senza Peter. Diceva sempre che finchΓ© c’erano Tony Banks e le sue melodie, allora c’erano i Genesis”. Da:Β Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel,Β di Daryl Easlea.Β 

Stratt sembra averΒ ragione. A Trick Of Th Tail, primo album senza Gabriel e con Phil Collins cantante, uscito nel marzo 1976, vende piΓΉ dei dischi precedenti e spiana ai Genesis la strada del successo e di una carriera lontana dalla fine. Anche se per milioni di fan la band senza Gabriel non Γ¨ piΓΉ la loro.

Peter al momento si ritira a vita privata, anche se, come sappiamo, non definitivamente. Ma questa Γ¨ un’altra storia.

Se hai racconti, ricordi e materiale di questo periodo scrivi a Horizons Genesis.Β 


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Buon compleanno, Tony Banks 75 anni! 27 marzo 1950 – VIDEO & RICORDI

Anthony George (Tony) Banks Γ¨ nato a Lewes il 27 marzo 1950. Gli facciamo tanti auguri per i 75 anni attraverso video e curiositΓ .

Tony Banks viene descritto da Armando Gallo come una persona silenziosa, di poche parole, sin da quando era un ragazzo. Ma le rare volte che parlava, valeva la pena ascoltarlo. Gallo ricorda come fosse lucidissimo nel descrivere i piani della band nei successivi sette mesi e l’album che stava per arrivare: Foxtrot. E spiegava come le storielle che Peter Gabriel si inventava in concerto, sarebbero servite a esplicare i testi non sempre di primo impatto della band. (da Armando Gallo, Genesis: The Evolution of a Rock Band, S&J Ed.)

Gli amici prima di tutto. Dopo la pubblicazione del secondo album, Trespass, il gruppo conobbe un periodo di crisi causato dall’abbandono di Anthony Phillips; dopo ciΓ², Banks voleva abbandonare il gruppo, ma fu convinto dai compagni a proseguire la propria avventura con la band senza l’aiuto del chitarrista.

Le sue introduzioni indimenticabili, come quelle di Watcher of the Skies, Firth of Fifth, The Lamb Lies Down on Broadway. I suoi Assoli intramontabili, tra gli altri in Supper’s Ready, The Cinema Show, In The Cage, Robbery, Assault & Battery, Duke’s Travels/Duke’sEnd.

E’ il creatore, tra le altre, di White Mountain, dei testi di Seven Stones, Harlequin e The Cinema Show. Di Firth of Fifth – ha scritto anche l’assolo di chitarra di Steve Hackett -, Time Table, Entangled, A Trick of the Tail, Mad Man Moon, One for the Wine, Afterglow.

Tony non ha suonato solo le tastiere nei Genesis. Certi suoi passaggi con la 12 corde acustica in canzoni come The Musical Box, Entangled, The Cinema Show e all’inizio di Supper’s Ready sono indimenticabili. Banks Γ¨ anche stato un back-up vocalist occasionale e co-lead vocals in Shepherd.

Banks Γ¨ stato un innovatore del sound del rock, pioniere, nella sua carriera, nell’uso di molte tastiere e sintetizzatori particolari. E’ stato definito il tastierista piΓΉ raffinato del prog rock.” Ha utilizzato svariati tipi di tastiera, padroneggiandoli con una tecnica unica, in diversi brani, ricorrendo pure a soluzioni artigianali, anche durante i concerti, per poter ottenere i risultati che ricercava. Guarda le video-interviste di Tony sull’uso dei vari effetti nei suoi album solisti.

Grazie a Tony sono entrate nei testi e nelle atmosfere dei Genesis opere letterarie di fantascienza (Watcher of The Skies, One for the Wine, Heathaze, Domino), fantasy (A Trick of the Tail), il Piccolo Principe (Mad Man Moon), le atmosfere vittoriane di Cime Tempestose (Γ¨ stato lui a leggere il romanzo e a riportare le influenze nel titolo e all’interno di Wind & Wuthering) e di Dickens (Home By the Sea), T.S. Eliot, La Terra Desolata (The Cinema Show – in cui c’Γ¨ anche Shakespeare – Romeo e Giulietta – e La Metamorfosi di Ovidio – Tiresia), John Keats (The Lady Lies), e poi dal filosofo Protagora (Harlequin) a San Paolo (Cul-de-Sac), da Zanna Bianca di Jack London (White Mountain) a Tom & Jerry – o Gatto Silvestro – (All in a Mouse Night)

Tony risulta essere un musone, un tipo non particolarmente simpatico, con poco senso dell’umorismo. Ma in certi momenti (tra quelli pubblici, ovviamente) non Γ¨ cosΓ¬. Sul palco Banks ha talvolta anche indossato un boccaglio durante l’esecuzione di Who Dunnit?….

…O come in occasione del primo video in assoluto dei Genesis: Robbery, Assault & Battery. GUARDA:

“I protagonisti sono gli stessi membri del gruppo, con un barbuto Phil Collins particolarmente a suo agio nei panni del ladro […] e gli altri tre in divisa da poliziotto (notevole il ruolo di Tony Banks che, pur prendendosi una pallottola dal brigante, nelle scene successive si muove proditoriamente all’inseguimento del lestofante)”. (da Giovanni De Liso, Genesis, Behind the lines. Testi commentati (1969-1998), Arcana ed.)

Banks attualmente vive con la moglie Margaret, in una casa a sud di Londra. La coppia si Γ¨ sposata il 29 luglio 1972 e ha due figli: Benjamin (nato nel 1978) e Emily (1981). E’ una delle relazioni piΓΉ longeve della storia del rock. Hanno fatto una luna di miele di un giorno perchΓ© Banks era troppo impegnato a finire l’album dei Genesis Foxtrot. Banks ha detto: “La band era dispiaciuta per me, cosΓ¬ hanno pagato per farla venire nel tour successivo.” (da Blake, Mark 10 luglio 2015 “Q&A: Tony Banks” Team Rock Retrieved 7 Marzo 2018). La coppia vive vicino a Godalming, nel Surrey.

E’ stato nominato Prog God 2015 agli annuali Progressive Music Awards. Tony Γ¨ classificato al numero 11 nella classifica di Music Radar dei piΓΉ grandi tastieristi di tutti i tempi.

Ed ecco la sua pubblicazione piΓΉ recente: “18 Pieces for Orchestra“.

Per saperne di piΓΉ leggi la biografia di Mario Giammetti: Tony Banks. Man of spells. CLICCA QUI

Ecco la discografia da solista di Tony Banks.

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25 anni fa Phil Collins vinceva l’Oscar con “You’ll Be In My Heart” dal film Tarzan, 26 marzoΒ 2000 – i VIDEO & i RICORDI di Phil

“You’ll Be In My Heart” dal film Tarzan vince l’Oscar per la Canzone Originale alla 72Βͺ edizione della cerimonia di premiazione che si Γ¨ tenuta il 26 marzo 2000 allo Shrine Auditorium di Los Angeles.

Video:

 

Ricorda Phil:

“Il 16 giugno 1999, due giorni prima che Tarzan esca negli Stati Uniti, ottengo la mia stella sulla Hollywood Walk of Fame, davanti al Capitan Theatre della Disney. Mai in un milione di anni un umile ragazzino di Hounslow avrebbe potuto immaginarlo”. Prosegue PhilΒ nella sua autobiografia:

“È la sera degli Oscar 2000. Stavolta mi ritengono abbastanza bravo per cantare la mia canzone. A presentare la categoria Γ¨ Cher. Quando apre la busta e pronuncia il mio nome – ho vinto l’Oscar per la miglior canzone originale – sono assolutamente sbalordito.

A conti fatti, ricordo i quattro anni di lavoro su Tarzan come un’avventura straordinaria. Mi sono impegnato a fondo, ho superato i miei limiti, ho conosciuto persone fantastiche e ho imparato moltissimo su una forma artistica nuova.”

Phil aveva anche vinto il “Best Original Song Motion Picture” ai Golden Globes (2000):

Ma le altre volte non era andata così bene. Ecco il rapporto degli ex Genesis con i premi cinematografici:

“Against All Odds” eseguita da Ann Reinking. Nomination come Migliore Canzone Originale alla 57th Annual Academy Awards (1985), nomination come Miglior Album Originale per Phil Collins, Stevie Nicks, Peter Gabriel, Stuart Adamson, Mike Rutherford, Kid Creole, Michel Colombier, Larry Carlton.

Phil Collins Γ¨ cosΓ¬ felice quando “Against All Odds” viene nominata per un Academy Award nel 1985, che rimanda il suo tour australiano per poter partecipare all’evento.

La canzone Γ¨ stata la sua prima Number One in America e Phil Γ¨ entusiasta di avere la possibilitΓ  di esibirsi agli Oscar davanti a un pubblico mondiale di milioni di persone. Ma c’Γ¨ un problema.

“Un anno dopo la pubblicazione, Against All Odds Γ¨ candidata all’Oscar come miglior canzone originale – racconta Phil Collins nella sua autobiografia -.

Di norma i brani in gara vengono eseguiti dai rispettivi artisti, ma nel
1985 l’Academy ha deciso di cambiare e affidarli ad altri interpreti.

La querelle inizia in sordina, con un messaggio all’Academy nel quale comunichiamo la nostra disponibilitΓ  a fermarci a Los Angeles
per esibirci durante la cerimonia prima di partire per un tour australiano. Da quel momento cominciano a volare le lettere, una delle quali indirizzata a un certo Β«Mr Paul CollinsΒ».”

Phil Γ¨ un cinefilo incallito, ha sempre guardato la notte degli Oscar e ora ha il privilegio di essere nella rosa dei candidati.

Non voglio offendere nessuno pretendendo di cantare la mia canzone, ma da un momento all’altro mi ritrovo nel pieno di un incidente hollywoodiano”,Β ricorda.

Phil non lascia trasparire la delusione, dicendo ai giornalisti sul red carpet che non vede l’ora di assistere alla versione della Reinking. Ma dentro di sΓ© cova molta delusione.

Against All Odds verrΓ  cantata in playback da una ballerina – continua Phil -. Va detto che non si tratta di una ballerina qualsiasi, ma della veterana Ann Reinking, ex compagna del grande coreografo Bob Fosse. Non che questo impedisca alla performance di essere un disastro colossale. (…)

Non appena Ann Reinking intona la mia canzone mille occhi mi fissano, curiosi di vedere la mia reazione. Sono semplicemente imbarazzato, per il modo in cui sento massacrare il mio brano e per le idee sbagliate che si Γ¨ fatto il pubblico.”

E Phil non vince. Stevie Wonder riceve il premio per la miglior canzone per “I Just Called to Say I Love You”.

Phil Collins & Lamont Dozier vincono il Golden Globe per la Migliore Canzone Originale nel 1989, ricevendo anche la nomination agli Oscar per “Two Hearts”, musica di Lamont Dozier e testo di Phil Collins nel film Buster (Buster).

E’ l’anno di Un pesce di nome Wanda e tra il pubblico c’Γ¨ John Cleese, candidato al titolo di Miglior Attore.

“Β«Tutto questo Γ¨ fantasticoΒ» dichiaro sul palco dei Globes a Los Angeles dopo aver ritirato il premio – ricorda Phil nella sua autobiografia –. Β«Ho scritto la canzone per Buster, un film inglese che Γ¨ passato completamente inosservato, soprattutto per colpa della casa di distribuzione. E tuttavia, come dico sempre, perdona e dimentica. O almeno fai finta.Β»

A quelle parole, dal pubblico prorompe una risata. È John Cleese, che ha riconosciuto la battuta del suo Basil in Β«Fawlty TowersΒ». Ho fatto ridere John Cleese: ora sΓ¬ che posso dirmi soddisfatto.”

Peter Gabriel singing “That’ll Do” at the 71st Annual Academy Awards (1999).

“Eravamo molto soddisfatti –Β  ha detto Bob Ezrin, citato in Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel diΒ Daryl Easlea. “È stato interessante perchΓ© quando facevamo Car, ho messo in contatto io a Los Angeles Peter con Randy Newman come scrittore e artista. Il primo incontro di Peter a Randy Γ¨ stato tramite me alla Nimbus.

Harry Garfield, il direttore musicale del film Babe 2 ha fatto la chiamata. Ho pensato che fosse poetico. Peter era naturalmente eccitato. Era eccitato
che noi tre potessimo riunirci nella stessa stanza, era una societΓ  di reciproca ammirazione tra noi“.Β 

Il brano viene sconfitto daΒ  ‘When You Believe’ da The Prince Of Egypt di Stephen Schwartz.Β 

 

Peter Gabriel nomination all’Oscar 2009 Migliore Canzone Originale per “Down To Earth” dal film Wall-EΒ ai Golden Globes, e per la Migliore Canzone Originale all’81st Academy Awards.Β 

Un’altra gaffe diplomatica dell’Academy. Gabriel avrebbe potuto eseguire solo un frammento della canzone di 65 secondi.

“All’inizio speravamo di esibirci – ha ricordato Peter, citato in in Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel diΒ Daryl Easlea.

Avevamo dato per scontato, visto che c’erano solo tre candidati, che le canzoni sarebbero state eseguite per intero.

Ma i produttori hanno insistito e… cosΓ¬ ho deciso di
ritirarmi dalla cerimonia, ha detto Peter.

Peter resta in platea, mentre John Legend, accompagnato da The Soweto Gospel Choir, ha eseguito la canzone al posto di Gabriel.

“Down to Earth” ha perso, battuta da “Jai Ho” di A. R. Rahman di Slumdog Millionaire. “The Wrestler” di Bruce Springsteen per il film omonimo era il terzo brano candidato.

Tuttavia Peter ha vinto il Grammy Award per la Migliore Canzone scritta per un film, televisione o altri media visivi nel 2009.

Oscar 2020. Un video-montaggio ha reso omaggio alle canzoni iconiche indissolubilmente legate ai film classici, rivisitando opere come “in Your Eyes” di Peter Gabriel in “Say Anything”, “Don’t You Forget About Me” di Keith Forsey in “The Breakfast Club” e “Lose Yourself” di Eminem in “8 Mile”.

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Genesis: “Trespass” compie 55 anni, 23 ottobre 1970 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Il 23 ottobre 1970 usciva Trespass, secondo album in studio dei Genesis, il primo con laΒ CharismaΒ Label, l’ultimo con Anthony Phillips. Riviviamolo insieme attraverso audio & video.Β 

Genesis - Trespass

I Genesis lo raccontano così:

Genesis - Trespass

Ecco la formazione:

Peter Gabriel – voce solista, flauto, fisarmonica, tamburello, tamburello, grancassa
Anthony Phillips – chitarra acustica a 12 corde, chitarra elettrica solista, dulcimer, voce
Tony Banks – Organo Hammond, pianoforte, Mellotron, chitarra acustica a 12 corde, voce
Mike Rutherford – chitarra acustica a 12 corde, basso elettrico, chitarra classica, cello, voce
John Mayhew – batteria, percussioni, voce

Ascolta l’album:

L’album d’esordio, “From Genesis To Revelation” Γ¨ stato un flop. Scopri di piΓΉ QUI.

Lo scarso numero di vendite ha creato sconforto fra i membri del gruppo.Β 

Ma i Genesis decidono comunque di dare una chance alla musica e impegnarsi nello sviluppo della band.

Hanno bisogno di un posto adatto dove stare e vivere insieme. E dove far nascere il nuovo disco. Eccolo, leggi com’Γ¨ andata:

I luoghi dei Genesis: il Christmas Cottage – il RICORDO della BAND

Le canzoni:

“Looking For Someone” apre l’album, e parte da uno spunto della voce di Gabriel accompagnata solo dall’organo. Il brano Γ¨ stato poi ampliato e sviluppato da tutto il gruppo.

“White Mountain” e “Dusk” erano state composte da Banks e Rutherford prima di decidere di registrare l’album.

L’intero gruppo ha lavorato alla musica per “Stagnation”, originariamente chiamata “Movement”, a cui Gabriel ha aggiunto il testo.

“Visions of Angels” era stata registrata per “From Genesis to Revelation”, ma non utilizzata e fu ri-registrata per Trespass. Ha origine da un pezzo per pianoforte di Phillips.

“The Knife” Γ¨ stata scritta da Gabriel e Banks. Originariamente si intitolava “The Nice” come tributo ai Nice, e la parte di organo sul brano Γ¨ stata progettata in modo da assomigliare allo stile di Keith Emerson.Β 

E’ arrivata a durare fino a 19 minuti in concerto, ma fu ridotta a otto per l’album. Gabriel ha scritto il testo come parodia di una canzone di protesta.

Poco dopo la registrazione, Phillips decide di lasciare il gruppo, provocando una crisi nei Genesis.

Genesis: 55 anni fa l’ultimo concerto con Anthony Phillips, 18 luglio 1970 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Dopo varie discussioni la band decide di continuare, sostituendo Mayhew con Phil Collins e Phillips con Mick Barnard (che farΓ  posto a Steve Hackett).

55 anni di “Nursery Cryme”, 1.a tappa: l’ingresso di Phil Collins nei Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Trespass non Γ¨ stato un grande successo al momento dell’uscita, non Γ¨ riuscito a classificarsi nel Regno Unito e negli Stati Uniti e ha ricevuto alcune recensioni contrastanti da parte della critica, ma ha avuto un successo commerciale in Belgio.

Una ristampa del 1984 ha raggiunto la posizione n. 98 in UK per una settimana.

Le canzoni dell’album sono state spesso reinterpretate (eccone alcune):

Angolo del Collezionista: Genesis, tutte le versioni di Trespass

Trespass da collezione e import – CLICCA E GUARDA

 

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ARCHIVIO – Unforgettable Gigs, Anthony Phillips: l’ultimo concerto con Genesis, 18/7/1970 – SPECIAL

40 anni fa Peter Gabriel era in tour in Italia per la prima volta da solista il 28, 29 e 30 settembre 1980 – PODCAST & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Il 28 settembre 1980 Peter Gabriel torna in Italia, ma non con i Genesis, da solista. L’inizio della parte italiana del tour Γ¨ al Parco delle Cascine di Firenze.

Per tanti ragazzi italiani Γ¨ la prima occasione di vedere un membro dei Genesis dal vivo.

I Genesis erano stati per l’ultima volta in concerto in Italia il 25 marzo 1975.

Allora c’era ancora Peter Gabriel, era ilΒ The Lamb Lies Down On BroadwayΒ Tour e quello del Parco Ruffini di Torino, sarebbe stato l’ultimo live, per molti anni, a causa degli scontri con la polizia. La tournΓ©e italiana infatti fu annullata dopo gli incidenti e i tafferugli in altri live, che stanno per condannare il nostro paese a una quarantena senza artisti stranieri durata anni.

Di fatto resta uno degli ultimi di quel periodo. GUARDA E ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SUL CONCERTO DI TORINO DEL 1975.

Nel frattempo sono usciti dalla band sia Peter Gabriel che Steve Hackett.Β Ma ancora nessuno di loro Γ¨ venuto a suonare in Italia. Quindi l’attesa Γ¨ tantissima.

Ecco il biglietto:

Ricordo l’apertura dei cancelli, anzi, dopo i primi che hanno scavalcato le deboli barriere, tutti dentro in una corsa lunghissima, liberatoria, lungo tutto il Prato delle Cornacchie, in fondo al quale si ergeva il palco.

Poi la lunga attesa al caldo, in un clima festoso e tranquillo. Fino all’arrivo di Peter sul palco, ma non per iniziare a suonare, bensΓ¬ per introdurre a modo suo (“ascoltateli con l’attenzione e il rispetto con cui ascoltate me”) gli sconosciuti Simple Mind. E nonostante le raccomandazioni di Peter, per il gruppo di Jim Kerr, tanti oggetti lanciati sul palco e poca attenzione.

Poi finalmente Peter e la sua band iniziano il concerto. Le luci si spengono. Tutto Γ¨ buio. Parte “Intruder” e inizia una certa animazione in un settore del prato. Qualcuno del pubblico si Γ¨ trovato accanto proprio Peter.Β 

Infatti i musicisti raggiungono il palco passando in mezzo alla gente, creando un effetto straordinario in tutti noi. Indossano una tuta nera, in sintonia con il concept del China Tour 1984.

A proposito, ecco la line up:

Peter Gabriel – voce e tastiere
Larry Fast – sintetizzatori e tastiere
Jerry Marotta – batteria
John Ellis – chitarra
John Giblin – basso

E due estratti audio di quel concerto:

Il concerto Γ¨ bellissimo. Peter, come si puΓ² ascoltare dall’audio, Γ¨ molto comunicativo e tenta anche di parlare in italiano, proprio come faceva con i Genesis, leggendo dei bigliettini, spesso con risultati comici.

Ecco la setlist:

Gran finale con “Here Comes the Flood”. Peter la canta da solo, senza la band, accompagnandosi al pianoforte.Β 

Tutti speravamo di sentire anche “The Lamb Lies Down on Broadway” e “Back in N.Y.C”, che Peter aveva eseguito nei tour precedenti. E li chiedevamo a gran voce, ma non siamo stati accontentati. Il Peter Gabriel del bellissimo terzo album da solista (vedi sotto) Γ¨ ormai lontano dalle sonoritΓ  e anche del retaggio dei Genesis.

Bootleg:

ON THE STAGE Sep 28, 1980 Parco Le Cascine – Florence, Italy 1cdr
FIRENZE ’80 COMPLETE Sep 28, 1980 Parco delle Cascine – Florence, Italy 2cdr
FIRENZE ’80Β BTC023 Sep 28, 1980 Parco delle Cascine – Florence, Italy 2cdr

Il 29 settembre Γ¨ al Palasport di Genova.

Qui Peter arriva sul palco dal fondo della platea, sempre nel buio totale facendosi largo con una torcia a spalla. Come a Firenze, il pubblico non si rende bene conto di cosa stia accadendo.

Ecco la set list del concerto:Β 

E qui un audio del live:Β 

Il biglietto:

I bootleg:

CHINATOUR Sep 29, 1980 Palasport – Genoa, Italy 2cdr
GENOVA ’80Β BTC023 Sep 29, 1980 Palasport – Genoa, Italy 2cdr

Il 30 settembre al Palasport di Torino ultima tappa del tour in Italia.

Qui, prima del concerto, c’Γ¨ stato un episodio curioso, che ha sollevato ancora di piΓΉ il morale del pubblico giΓ  eccitato. Alcuni dei roadies hanno fatto uno scherzo, decidendo di riprodurre un nastro di “I Know What I Like”.

Il Palasport Γ¨ quasi esploso, aspettandosi come un miracolo da un momento all’altro, ma poi, rendendosi conto che difficilmente sarebbe stato cosΓ¬, il boato si Γ¨ presto trasformato in un gigantesco coro.

Ecco il biglietto:

E alcune IMMAGINI.

E qui un RARO VIDEO di quel concerto:

La set list:

AncheΒ  di questo live esistono vari bootleg (DETTAGLI & ASCOLTALI QUI):

TORINO ’80 Sep 30, 1980 Palasport – Torino, Italy 2cdr
TORINO ’80Β BTC023 Sep 30, 1980 Palasport – Torino, Italy 2cdr
TORINO ’80 Sep 30, 1980 Palasport – Torino, Italy 1cdr

Questo Γ¨ un resoconto del giorno successivo da Stampa Sera (fonte: Archivio La Stampa):

Se hai ricordi di questi concerti, raccontaceli a questo link.

Peter Gabriel - Melt

In occasione del 40ennale, Peter Gabriel ha pubblicto questo raro filmato di β€˜Games Without Frontiers’ registrato live a Buenos Aires nel 2009.

Il 28 maggio 2020 Peter ha fatto uscire questo video che riprende un’intervista realizzata nel 2002 per l’uscita del CD ri-masterizzato. Gabriel parla della realizzazione del suo terzo album omonimo, appunto, chiamato Melt per via dell’iconica immagine di copertina, creata da Storm Thorgerson dello Studio Hipgnosis.

Ed ecco 10 motivi per riascoltare questo album.

1.Β  E’ l’album di Gabriel maggiormente costellato di ospiti prestigiosi, come il produttore Steve Lillywhite e il chitarrista Dave Gregory (I Don’t Remember e Family Snapshot) degli XTC, l’inizio della lunga collaborazione con David Rhodes, il vecchio amico Phil Collins e il percussionista Morris Pert (Intruder e No Self Control), la nuova collaboratrice Kate Bush (No Self Control e Games Without Frontiers), il sassofonista inglese Dick Morissey (Start), Paul Weller, allora leader dei Jam (And Through The Wire).

2. Per la prima volta Peter ha usato la drum machine (Games Without Frontiers e Biko, in particolare) e ha sperimentato alla batteria quel suono particolare, con il gated reverb, che caratterizza Intruder, utilizzato l’anno dopo da Phil Collins per In The Air Tonight. Una sonoritΓ  che Γ¨ diventata un modello standard per buona parte del pop inglese degli anni ottanta.

3. Phil Collins inizialmente era scettico riguardo l’idea di non usare affatto i piatti. Ma Peter Γ¨ stato inamovibile, dato che cosΓ¬ poteva sfruttare i toni alti con tutta una nuova serie di sonoritΓ , una varietΓ  di campi da esplorare. Paradossalmente, Gabriel Γ¨ stato accusato di plagiare Collins, quando In The Air Tonight ha avuto un successo planetario.

4. Gabriel Γ¨ stato uno dei primi musicisti a utilizzare il Fairlight, un rivoluzionario sintetizzatore che campionava i suoni naturali. Peter addirittura ne divenne il distributore in Inghilterra, in societΓ  con un cugino. Nel disco troviamo anche sonoritΓ  nuove per il solco rock (post-progressive) in cui Γ¨ ancora collocato, come lo xilofono (Intruder), il sax (Start), la marimba (No Self Control e Lead A Normal Life), la cornamusa,Β  i tamburi surdu e cori originali sudafricani (Biko).

5. Family Snapshot Γ¨ ispirata dal libro An Assassin’s Diary (Un diario di un assassino) di Arthur Bremer, testo che ha ispirato anche lo sceneggiatore del film Taxi Driver di Martin Scorsese. Ma un altro libro, Dispatches, le cui foto hanno suggerito a Gabriel alcuni verso di Games Without Frontiers, ha creato non pochi problemi di censura con la BBC.

6. L’album sembra avere un filo conduttore di devianza psicologica, affrontando temi come lo stalking (Intruder), schizofrenia e paranoia (No Self Control), la rimozione (I Don’t Remember), la cattiva influenza dei media (Family Snapshot), l’assenza di comunicazione (And Through The Wire), la malattia mentale (Lead A Normal Life). Ma Γ¨ importante anche l’aspetto “politico”. Peter prende posizione contro la guerra (Games Without Frontiers), la paura per l'”altro” (Not One Of Us), l’apartheid (Biko).

7. Davide Castellini in Le canzoni di Peter Gabriel, Editori Riuniti, fa notare come siano tante le espressioni negative nei titoli e nei testi (no, don’t, not, never without). Lo stesso Peter se n’era accorto, tanto che, sempre citato da Castellini, temeva di “trasformare l’album in una predica a un bambino, piena di non fare questo, non fare quello“.

8. Gabriel era incerto se pubblicare o meno Biko nel disco. Nonostante la sua sincerità nei confronti del tema, temeva di non essere una voce valida per una causa così lontana geograficamente e socialmente da lui. Inoltre la storia di Steven Biko era stata raccontata già in varie canzoni, compresa A Motor Bike In Africa di Peter Hammill, suo amico, collaboratore, nonché vicino di casa a Bath.

9. Biko viene inserita poi nell’album su insistenza dell’amico Tom Robinson. “Fu una chiave di volta nella mia carriera di musicista e di paroliere“, racconta Gabriel, citato da Mario Giammetti in Peter Gabriel. Not one of us, Edizioni segno. Inizia infatti il percorso di Peter verso l’impegno per i diritti civili, che lo vedrΓ  in tutte le manifestazioni che il mondo della musica organizzerΓ  per sensibilizzare il pianeta.

10. Per la copertina, quarta e ultima collaborazione con lo studio Hipgnosis e il suo fondatore Storm Thorgerson. Attraverso la tecnica denominata Krimsography, inventata dall’americano Les Krim, una Polaroid con il ritratto di Peter viene manipolata con una gomma da cancellare sull’emulsione ancora fresca. E l’effetto melt, appunto, che dΓ  il titolo informale all’album, Γ¨ fatto.

Peter Gabriel 3, Melt – Registrazione originale rimasterizzata – IN VENDITA SU AMAZON

Peter Gabriel - Melt

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Video Memories: Peter Gabriel @ Philipshalle, Dusseldorf Germania, 5 settembre 1980 – VIDEO RARO

Video Memories, la Storia di Genesis & Co. attraverso i video.

By D.B.

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5 settembre 1980, Peter Gabriel si esibisce dal vivo alla Philipshalle di Dusseldorf in Germania.

Ecco un raro estratto video di quel concerto:

Un raro filmato in bianco e nero, ripreso durante il China 1984 Tour ilΒ 5 settembre 1980 alla Philipshalle di Dusseldorf in Germania.

Line-Up:

Peter Gabriel – Vocals / Keyboards
John Ellis – Guitar
Jerry Marotta – Drums
Larry Fast – Keyboards
Tony Levin – Bass
John Giblin – Bass

Set List:

Intruder / I Don’t Remember / Solsbury Hill / Family Snapshot / Milgram’s 37 / Modern Love / Not One of Us / Lead a Normal Life / Moribund the Burgermeister / Mother of Violence / Humdrum / Games Without Frontiers / And Through the Wire / I Go Swimming / Biko / On the Air / Here Comes the Flood

Una curiositΓ . Per questo tour Gabriel decise di inventare una versione delle citazioni di Mao Tse-tung, contenute nel cosiddetto “Piccolo libro rosso di Mao”, che aveva aiutato a consolidare la presa di potere di Mao nella Repubblica Popolare Cinese negli anni Sessanta.

Il programma del tour del 1980 suggeriva cosΓ¬ un’opera di narrativa distopica, che riecheggiava il 1984 di Orwell nel nome, Cina Tour 1984, confondendo cosΓ¬ per sempre gli storici.

Infatti Gabriel non Γ¨ stato in tournΓ©e in Cina e non era il 1984. Il tour era limitato a Europa e Nord America. Fondamentalmente era una sua burla o chissΓ  cosa.

In ogni caso, forse per ricreare la bizzarra parodia della Cina totalitaria del tour, la band indossava tute nere, simili a quelle cinesi, e il tour programme era fatto in modo, appunto, che assomigliasse alle citazioni del libro del 1966 di Mao Tse-tung.

Il libretto mostrava la testa di Gabriel sovrapposta a quelle di altri individui e annunci di giornali cinesi, manifesti politici e fumetti.

Queste immagini del Tour Programme sono tratte da Ebay.

Peter Gabriel - Melt

In occasione del 40ennale, Peter Gabriel ha pubblicto questo raro filmato di β€˜Games Without Frontiers’ registrato live a Buenos Aires nel 2009.

Il 28 maggio 2020 Peter ha fatto uscire questo video che riprende un’intervista realizzata nel 2002 per l’uscita del CD ri-masterizzato. Gabriel parla della realizzazione del suo terzo album omonimo, appunto, chiamato Melt per via dell’iconica immagine di copertina, creata da Storm Thorgerson dello Studio Hipgnosis.

Ed ecco 10 motivi per riascoltare questo album.

1.Β  E’ l’album di Gabriel maggiormente costellato di ospiti prestigiosi, come il produttore Steve Lillywhite e il chitarrista Dave Gregory (I Don’t Remember e Family Snapshot) degli XTC, l’inizio della lunga collaborazione con David Rhodes, il vecchio amico Phil Collins e il percussionista Morris Pert (Intruder e No Self Control), la nuova collaboratrice Kate Bush (No Self Control e Games Without Frontiers), il sassofonista inglese Dick Morissey (Start), Paul Weller, allora leader dei Jam (And Through The Wire).

2. Per la prima volta Peter ha usato la drum machine (Games Without Frontiers e Biko, in particolare) e ha sperimentato alla batteria quel suono particolare, con il gated reverb, che caratterizza Intruder, utilizzato l’anno dopo da Phil Collins per In The Air Tonight. Una sonoritΓ  che Γ¨ diventata un modello standard per buona parte del pop inglese degli anni ottanta.

3. Phil Collins inizialmente era scettico riguardo l’idea di non usare affatto i piatti. Ma Peter Γ¨ stato inamovibile, dato che cosΓ¬ poteva sfruttare i toni alti con tutta una nuova serie di sonoritΓ , una varietΓ  di campi da esplorare. Paradossalmente, Gabriel Γ¨ stato accusato di plagiare Collins, quando In The Air Tonight ha avuto un successo planetario.

4. Gabriel Γ¨ stato uno dei primi musicisti a utilizzare il Fairlight, un rivoluzionario sintetizzatore che campionava i suoni naturali. Peter addirittura ne divenne il distributore in Inghilterra, in societΓ  con un cugino. Nel disco troviamo anche sonoritΓ  nuove per il solco rock (post-progressive) in cui Γ¨ ancora collocato, come lo xilofono (Intruder), il sax (Start), la marimba (No Self Control e Lead A Normal Life), la cornamusa,Β  i tamburi surdu e cori originali sudafricani (Biko).

5. Family Snapshot Γ¨ ispirata dal libro An Assassin’s Diary (Un diario di un assassino) di Arthur Bremer, testo che ha ispirato anche lo sceneggiatore del film Taxi Driver di Martin Scorsese. Ma un altro libro, Dispatches, le cui foto hanno suggerito a Gabriel alcuni verso di Games Without Frontiers, ha creato non pochi problemi di censura con la BBC.

6. L’album sembra avere un filo conduttore di devianza psicologica, affrontando temi come lo stalking (Intruder), schizofrenia e paranoia (No Self Control), la rimozione (I Don’t Remember), la cattiva influenza dei media (Family Snapshot), l’assenza di comunicazione (And Through The Wire), la malattia mentale (Lead A Normal Life). Ma Γ¨ importante anche l’aspetto “politico”. Peter prende posizione contro la guerra (Games Without Frontiers), la paura per l'”altro” (Not One Of Us), l’apartheid (Biko).

7. Davide Castellini in Le canzoni di Peter Gabriel, Editori Riuniti, fa notare come siano tante le espressioni negative nei titoli e nei testi (no, don’t, not, never without). Lo stesso Peter se n’era accorto, tanto che, sempre citato da Castellini, temeva di “trasformare l’album in una predica a un bambino, piena di non fare questo, non fare quello“.

8. Gabriel era incerto se pubblicare o meno Biko nel disco. Nonostante la sua sincerità nei confronti del tema, temeva di non essere una voce valida per una causa così lontana geograficamente e socialmente da lui. Inoltre la storia di Steven Biko era stata raccontata già in varie canzoni, compresa A Motor Bike In Africa di Peter Hammill, suo amico, collaboratore, nonché vicino di casa a Bath.

9. Biko viene inserita poi nell’album su insistenza dell’amico Tom Robinson. “Fu una chiave di volta nella mia carriera di musicista e di paroliere“, racconta Gabriel, citato da Mario Giammetti in Peter Gabriel. Not one of us, Edizioni segno. Inizia infatti il percorso di Peter verso l’impegno per i diritti civili, che lo vedrΓ  in tutte le manifestazioni che il mondo della musica organizzerΓ  per sensibilizzare il pianeta.

10. Per la copertina, quarta e ultima collaborazione con lo studio Hipgnosis e il suo fondatore Storm Thorgerson. Attraverso la tecnica denominata Krimsography, inventata dall’americano Les Krim, una Polaroid con il ritratto di Peter viene manipolata con una gomma da cancellare sull’emulsione ancora fresca. E l’effetto melt, appunto, che dΓ  il titolo informale all’album, Γ¨ fatto.

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Peter Gabriel, 40 ANNI di “PG3 – Melt”, uscito il 30 maggio 1980 – SPECIALE

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Peter Gabriel - Melt

In occasione del 40ennale, Peter Gabriel ha pubblicto questo raro filmato di β€˜Games Without Frontiers’ registrato live a Buenos Aires nel 2009.

Il 28 maggio 2020 Peter ha fatto uscire questo video che riprende un’intervista realizzata nel 2002 per l’uscita del CD ri-masterizzato. Gabriel parla della realizzazione del suo terzo album omonimo, appunto, chiamato Melt per via dell’iconica immagine di copertina, creata da Storm Thorgerson dello Studio Hipgnosis.

Ed ecco 10 motivi per riascoltare questo album.

1.Β  E’ l’album di Gabriel maggiormente costellato di ospiti prestigiosi, come il produttore Steve Lillywhite e il chitarrista Dave Gregory (I Don’t Remember e Family Snapshot) degli XTC, l’inizio della lunga collaborazione con David Rhodes, il vecchio amico Phil Collins e il percussionista Morris Pert (Intruder e No Self Control), la nuova collaboratrice Kate Bush (No Self Control e Games Without Frontiers), il sassofonista inglese Dick Morissey (Start), Paul Weller, allora leader dei Jam (And Through The Wire).

2. Per la prima volta Peter ha usato la drum machine (Games Without Frontiers e Biko, in particolare) e ha sperimentato alla batteria quel suono particolare, con il gated reverb, che caratterizza Intruder, utilizzato l’anno dopo da Phil Collins per In The Air Tonight. Una sonoritΓ  che Γ¨ diventata un modello standard per buona parte del pop inglese degli anni ottanta.

3. Phil Collins inizialmente era scettico riguardo l’idea di non usare affatto i piatti. Ma Peter Γ¨ stato inamovibile, dato che cosΓ¬ poteva sfruttare i toni alti con tutta una nuova serie di sonoritΓ , una varietΓ  di campi da esplorare. Paradossalmente, Gabriel Γ¨ stato accusato di plagiare Collins, quando In The Air Tonight ha avuto un successo planetario.

4. Gabriel Γ¨ stato uno dei primi musicisti a utilizzare il Fairlight, un rivoluzionario sintetizzatore che campionava i suoni naturali. Peter addirittura ne divenne il distributore in Inghilterra, in societΓ  con un cugino. Nel disco troviamo anche sonoritΓ  nuove per il solco rock (post-progressive) in cui Γ¨ ancora collocato, come lo xilofono (Intruder), il sax (Start), la marimba (No Self Control e Lead A Normal Life), la cornamusa,Β  i tamburi surdu e cori originali sudafricani (Biko).

5. Family Snapshot Γ¨ ispirata dal libro An Assassin’s Diary (Un diario di un assassino) di Arthur Bremer, testo che ha ispirato anche lo sceneggiatore del film Taxi Driver di Martin Scorsese. Ma un altro libro, Dispatches, le cui foto hanno suggerito a Gabriel alcuni verso di Games Without Frontiers, ha creato non pochi problemi di censura con la BBC.

6. L’album sembra avere un filo conduttore di devianza psicologica, affrontando temi come lo stalking (Intruder), schizofrenia e paranoia (No Self Control), la rimozione (I Don’t Remember), la cattiva influenza dei media (Family Snapshot), l’assenza di comunicazione (And Through The Wire), la malattia mentale (Lead A Normal Life). Ma Γ¨ importante anche l’aspetto “politico”. Peter prende posizione contro la guerra (Games Without Frontiers), la paura per l'”altro” (Not One Of Us), l’apartheid (Biko).

7. Davide Castellini in Le canzoni di Peter Gabriel, Editori Riuniti, fa notare come siano tante le espressioni negative nei titoli e nei testi (no, don’t, not, never without). Lo stesso Peter se n’era accorto, tanto che, sempre citato da Castellini, temeva di “trasformare l’album in una predica a un bambino, piena di non fare questo, non fare quello“.

8. Gabriel era incerto se pubblicare o meno Biko nel disco. Nonostante la sua sincerità nei confronti del tema, temeva di non essere una voce valida per una causa così lontana geograficamente e socialmente da lui. Inoltre la storia di Steven Biko era stata raccontata già in varie canzoni, compresa A Motor Bike In Africa di Peter Hammill, suo amico, collaboratore, nonché vicino di casa a Bath.

9. Biko viene inserita poi nell’album su insistenza dell’amico Tom Robinson. “Fu una chiave di volta nella mia carriera di musicista e di paroliere“, racconta Gabriel, citato da Mario Giammetti in Peter Gabriel. Not one of us, Edizioni segno. Inizia infatti il percorso di Peter verso l’impegno per i diritti civili, che lo vedrΓ  in tutte le manifestazioni che il mondo della musica organizzerΓ  per sensibilizzare il pianeta.

10. Per la copertina, quarta e ultima collaborazione con lo studio Hipgnosis e il suo fondatore Storm Thorgerson. Attraverso la tecnica denominata Krimsography, inventata dall’americano Les Krim, una Polaroid con il ritratto di Peter viene manipolata con una gomma da cancellare sull’emulsione ancora fresca. E l’effetto melt, appunto, che dΓ  il titolo informale all’album, Γ¨ fatto.

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Mike Rutherford: 45 anni di Smallcreep’s Day, uscito il 15 febbraio 1980 – AUDIO, VIDEO e i RICORDI di MIKE

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

mike-rutherford-smallcreep-s-day

Smallcreep’s Day Γ¨ il primo album in studio da solista di Mike Rutherford, pubblicato il 15 febbraio 1980 dalla Charisma Records.

Il disco ha una struttura particolare ed Γ¨ uscito in due versioni diverse in Europa e in USA.

“Non morivo dalla voglia di fare un disco da solista, ma ho pensato che poteva essere piuttosto divertente”,Β racconta Mike nella sua autobiografia.

Mike lo ha registrato nel 1979 durante un periodo di inattivitΓ  dei Genesis, durante il quale lui e Tony Banks hanno realizzato i loro primi album da solista.Β 

La title track di 24 minuti Γ¨ basata sul romanzo “Smallcreep’s Day” di Peter Currell Brown del 1965, che racconta la storia del signor Smallcreep e il viaggio alla scoperta di se stesso, attraverso la catena di montaggio della fabbrica in cui ha lavorato per quarant’anni. Rispetto all’originale cui Γ¨ ispirata, la storia narrata da Mike nell’album prevede un happy end.

Rutherford ha utilizzato brevi idee musicali sviluppate in diversi anni e inutilizzate. Questi brani sono diventati una lunga canzone che occupa un intero lato del vinile.

Una delle cose piΓΉ belle del fare il disco era decidere con chi volevo lavorare – ricorda Mike: Simon Phillips, un batterista che avevo sempre ammirato; Noel McCalla, un cantante di session con una voce molto alta, e Ant (Anthony Phillips, N.d.R.) alle tastiere. In qualsiasi altra band, un componente che lavora con altri musicisti avrebbe causato un incidente diplomatico, tipo: “Cosa c’Γ¨ che non va in noi?” Ma Tony stava cogliendo anche lui l’occasione per fare un album da solista mentre Phil era via e il legame tra di noi era tale che non ci siamo mai sentiti minacciati da nessun a delle cose che abbiamo fatto al di fuori della band.”

La copertina Γ¨ stata disegnata e illustrata da Storm Thorgerson e Aubrey Powell di Hipgnosis, che avevano prodotto quelle degli album dei Genesis “A Trick of the Tail”, “Wind & Wuthering” e “…And Then There Were Three….”.

“Storm Thorgerson aveva progettato diverse copertine per i Genesis e
quindi mi Γ¨ sembrata una scelta naturale per il design di Smallcreep’s Day”,Β 
ricorda Mike.

Dopo aver scelto un’immagine che voleva sulla copertina, l’idea di Thorgerson prevedeva di spruzzarla con l’inchiostro in fase di sviluppo, in modo che questa venisse fuori solo in parte. Sono state prodotte sei diverse versioni, e Rutherford ha scelto il design che gli piaceva di piΓΉ.

“Come album Smallcreep’s Day Γ¨ abbastanza forte dal punto di vista strumentale, ma il suo vero valore Γ¨ stato come un soffio di aria fresca creativa – ricorda ancora Mike. A differenza di altre band, i nostri progetti solisti non sono mai stati una reazione all’insoddisfazione per quello che facevamo come gruppo. Avevamo lavorato sempre su progetti solisti tra un album e l’altro. È stata una delle cose che ci hanno caratterizzato in modo unico come band e che ci ha fatto andare avanti. Abbiamo imparato ad apprezzare gli altri membri della band e, poichΓ© stavamo facendo qualcosa di diverso e ci stavamo sfidando individualmente.”

L’album ha raggiunto il numero 13 nella classifica degli album del Regno Unito e il numero 163 nella Billboard 200 degli Stati Uniti.

Rutherford ha pubblicato due singoli dell’album. Il primo, “Working in Line” con il brano non inserito nell’album “Compression” sul lato B, Γ¨ stato pubblicato nel febbraio 1980. Un secondo, “Time and Time Again” e “At the End of the Day”, Γ¨ stato pubblicato a luglio.

La seguente Track list Γ¨ tratta dalla versione originale britannica. Le due parti sono state scambiate in quella statunitense:

Lato A
No. Titolo Lunghezza
1. “Smallcreep’s Day”
I. “Between the Tick & the Tock”
II. “Working in Line”
III. “After Hours”
IV. “Cats and Rats (In This Neighbourhood)”
V. “Smallcreep Alone”
VI. “Out Into the Daylight”
VII. “At the End of the Day”
24:41

Lato B
No. Titolo Lunghezza
1. “Moonshine” 6:26
2. “Time and Time Again” 4:54
3. “Romani” 5:27
4. “Every Road” 4:15
5. “Overnight Job” 5:44

Musicisti:

Anthony Phillips – Tastiere
Noel McCalla – voci
Simon Phillips – batteria
Morris Pert – percussioni
Mike Rutherford – chitarre, bassi

Ecco, nella versione multimediale di Horizons Radio, i segreti di un capolavoro che sorprese tutti (o quasi) – in italiano:

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 1.a Parte Horizons Radio 0:34

 

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 2.a Parte Horizons Radio 0:34

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 3.a Parte Horizons Radio 0:28

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 4.a Parte Horizons Radio 0:35

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 5.a Parte Horizons Radio 0:17

 

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 6.a Parte Horizons Radio 0:17

  1. Smallcreep's Day, il primo album di Mike Rutherford - 7.a Parte Horizons Radio 0:51

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I 75 anni di Peter Gabriel, 13 febbraio 1950 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Peter Brian Gabriel, 13 febbraio 1950.

Ecco l’evoluzione musicale, fisica e artistica di Peter, attraverso i video:

 

 

Cosa hanno in comune Peter Gabriel e Steve Hackett (nato un giorno prima di Peter)? Entrambi sono nati sotto il segno dell’Acquario. Ma condividono molto di piΓΉ.

Peter Gabriel with Steve Photo Β© Maurizio Vicedomini da http://www.hackettsongs.com

Photo Β© Maurizio Vicedomini da http://www.hackettsongs.com

By Saimon P.

Entrambi hanno fatto parte di una delle maggiori band del panorama musicale mondiale e ne sono usciti all’apice del successo.

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Entrambi hanno poi realizzato carriere soliste post Genesis di grande successo.

Entrambi fanno tourSteve incessantemente – solo per amore della musica.

Entrambi intrattengono con il pubblico un rapporto che rasenta la sacralitΓ . Ogni loro concerto Γ¨ quasi un rito mistico.

Entrambi perseguono una ricerca maniacale delle sonoritΓ  e introducono riferimenti colti nei loro album (dai tarocchi ai temi politici e ambientali, dai miti dell’antica Grecia all’apartheid).

Entrambi perseguono l’idea di una musica fine a se stessa, slegata dalle logiche di mercato e di profitto, continuando la ricerca iniziata con i Genesis e sviluppata negli anni di carriera solista.

Infine, entrambi condividono la stessa torta, a mezzanotte tra il 12 e 13 febbraio. Ieri Steve….

Oggi, con l’augurio di nuovi progetti sonori e artistici, buon compleanno, Peter!!!!

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