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Storie d’estate di Genesis & Co., riviviamole insieme

Genesis & Co. non vanno in ferie, rivivi le storie d'estate proposte da Horizons Radio. Eccole.


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HR Programmi – Seven Stones, Sette pietre miliari per un libero percorso musicale – 5° puntata

Cosa hanno in comune Visions Of Angels dei Genesis e The Living Years di Mike + The Mechanics, I Don't Care Anymore di Phil Collins e Mother Of Violence di Peter Gabriel e i concerti di ieri e di oggi di Steve Hackett?

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Sette brani di Genesis & Co. legati tra loro grazie a Horizons Radio.

By D.B.

Ascolta:


  1. SEVEN STONES - Puntata n°5
    D.B.

    30:09

Partecipa anche tu a Seven Stones. Segnala le tue Sette Pietre Miliari 100% Genesis & Co. qui sotto nei commenti o alla mail info@horizonsradio.it.

I Fiori Delmale – Genesis, il compleanno di Foxtrot

6 ottobre 1972, esce Foxtrot, 4° album dei Genesis, 2° con Phil Collins e Steve Hackett, 1° in Italia, 14° nella classifica dei 50 migliori Prog Rock Album di tutti i tempi di Rolling Stone


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Foxtrot, Genesis

Ecco, per "I Fiori Delmale", la speciale antologia di  Eugenio Delmale  su Horizons Radio, alcuni ottimi motivi per amare questo album, in occasione del 45mo compleanno.

Ascolta la versione radio:


  1. I Fiori Delmale - 45 anni di Foxtrot
    Eugenio Delmale

    16:43

  • Foxtrot è un album molto "italiano". Infatti il testo di Watcher Of The Skies è stato scritto a Napoli, sul tetto dell'albergo Domiziana, che ospita la band per il doppio concerto che chiude la prima parte del Nursery Cryme Tour dei Genesis in Italia il 19 aprile 1972. Mike e Tony scrivono il testo ispirati dal panorama fantascientifico che godono dal loro particolare punto di osservazione. LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'.
  • Reggio Emilia, 12 aprile 1972: potrebbero essere definite come data e luogo di nascita di Watcher Of The Skies. Perché, secondo i ricordi di Hackett e Rutherford, fu proprio nella città emiliana che  venne eseguita, praticamente tutta, durante le prove pre-concerto.  LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'. E l'indimenticabile e lunghissima intro di Watcher è il primo dei miei "Fiori Delmale".

  • Foxtrot si è piazzato primo nella classifica italiana, dodicesimo in quella inglese, quarantacinquesimo in Germania. Ha quindi rapito subito il cuore degli italiani. 
  • E ancora a proposito dell'Italia, primo paese a scoprire il loro talento. Durante il Foxtrot tour i Genesis sono stati headliners al Charisma Festival, supportati da Lindisfarne, Peter Hammill e Capability Brown. Per la prima volta, abituati a concerti in scuole e piccoli club nel loro paese, hanno suonato di fronte a 10.000 persone a Reggio Emilia (molte più di quanto si aspettassero gli organizzatori) e addirittura 18.000 al Palasport di RomaLEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'.

  • Con Foxtrot e in particolare con Get'em Out By Friday, i Genesis hanno dato il via ai  loro testi più impegnati.  Con sarcasmo e ironia, Peter Gabriel, autore del testo, tratta un argomento drammatico come la speculazione edilizia, gli espropri e gli sfratti. Un tema molto sentito negli anni 70 in Inghilterra e non solo. Ci sono ancora accenni fantascientifici, come in brani precedenti o coevi (The Return... o Watcher...) ma qui Peter inizia a virare verso le tematiche sociali di Selling England By The Pound e The Lamb.... LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'. Un caposaldo del disco, un altro "Fiore Delmale".

  • Foxtrot è il più amato complessivamente da tutti i membri dei Genesis. "Per me è proprio un album emozionante - dice Tony Banks ad Armando Gallo in Genesis: I Know What I Like - con grandi contrasti sonori. Un album interessante da fare e da ascoltare. Eravamo partiti come live performers, ma durante il Nursery Cryme Tour ci siamo messi alla prova anche come arrangiatori". Nello stesso libro, Phil Collins ricorda come quello fosse un periodo curioso, alla ricerca della giusta combinazione dei suoni; Mike e Steve concordano sul fatto che Foxtrot è stato l'inizio della scoperta delle giuste sonorità della band. Per me Can-Utility and the Coastliners è un gioiello quasi nascosto del disco, ma un piccolo capolavoro di cui Steve Hackett, che ne ha composto il testo, va giustamente fiero.

  • E c'è un motivo per cui Horizons Radio si chiama così. E' l'amore viscerale per questo album bellissimo.

  • E poi Supper's Ready. Uno dei brani simbolo di tutto il prog passato e presente, l'indiscusso capolavoro per tanti magazine dell'epoca - primo fra tutti AllMusic -, estasiati dalla suite dei Genesis, tutt'oggi di grande modernità. Dal vivo questo brano di 23 minuti prendeva vita anche grazie ai costumi e alle maschere di Peter Gabriel: il fiore, simbolo anche di questa rubrica, il poliedro di Magog, la corona di spine, il vestito bianco e la spada fluorescente del finale. LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'.

  • Con Foxtrot i Genesis sbarcano per la prima volta negli Stati Uniti. Un arrivo oltreoceano non subito entusiasmante. L'esordio è in un concerto natalizio, pieno di problemi, alla Philharmonic Hall di New York il 13 dicembre 1972, preceduto da un live per pochi studenti alla Brandeis University di Boston due giorni prima. Un'esperienza che viene ripetuta ai primi di marzo, con alcune date in USA e Canada, stavolta con maggior successo.  LEGGI QUI PER SAPERNE DI PIU'.

  • Ma anche se non trionfale, l'approdo negli USA sarà un ottimo traino per i Genesis in Europa e in particolare in patria. La stampa e i media iniziano a occuparsi di loro in maniera più intensa e si moltiplicano le loro "ospitate". L'apice sarà proprio a Londra, il 9 febbraio 1973, quando i Genesis saranno protagonisti nella Mecca della scena rock: il Rainbow Theatre, primo vero trionfo in Inghilterra. 
  • Per l'occasione Peter Gabriel si porta in camerino un intero baule pieno e indossa per la prima volta sul palco quelli che saranno i suoi famosi costumi e le maschere Sulle note del mellotron di Watcher Of The Skies, Peter esce inaspettatamente per il pubblico e i compagni della band con il vestito nero e le ali da pipistrello sulla testa. Ecco l'effetto che faceva (in un video del tour successivo, ottobre 1973 Live Shepperton Studios):

Ovviamente questi sono i miei fiori, i "Fiori Delmale". Fatemi sapere perché amate Foxtrot e cosa preferite di questo album scrivendo qui sotto nei commenti e alla mail info@horizonsradio.it.


Foxtrot:  i Genesis lo ricordano così:

Per ascoltare e collezionare:

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Storie d’estate di Genesis & Co., riviviamole insieme

Arriva l'autunno. Se hai nostalgia, rivivi le storie d'estate di Genesis & Co. proposte da Horizons Radio. Eccole:

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Angolo del Collezionista: Peter Gabriel su

Storie d’estate: 9 settembre 1972, inizia il Foxtrot Tour dei Genesis – LEGGI e ASCOLTA

Il 9 settembre 1972, al Seloncourt Festival nella Halle Polyvalente di Montbeliard in Francia i Genesis iniziano il Foxtrot Tour, ricco di colpi di scena e momenti storici per il gruppo. Ecco il racconto di quei giorni d'estate. 


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By D.B.

Ascolta la versione radio in occasione dei 45 anni:


  1. Storie d'estate: 9 settembre 1972, inizia il Foxtrot Tour
    D.B.

    17:29

Il Foxtrot Tour dei Genesis tocca il Regno Unito, l'Europa e il Nord America

Lo show al National Stadium di Dublino, il 28 settembre, resterà nella storia dei Genesis perché, nel finale di The Musical Box, Peter Gabriel si presenta sul palco indossando una testa di Volpe e un vestito rosso da donna di sua moglie Jill, all'insaputa dei compagni. L'inizio di un'epoca di teatralità e costumi, che ha dato alla band una visibilità e un popolarità finora sconosciute.  

Infatti, il 9 febbraio, al Rainbow Theatre di Londra, Peter Gabriel si porta in camerino un intero baule pieno e indossa sul palco i suoi famosi costumi e le maschere . Sulle note di mellotron di Watcher Of The Skies, Peter esce per la prima volta con il vestito nero e le ali da pipistrello sulla testa.  

Ecco l'effetto (in un video del tour successivo, ottobre 1973 Live Shepperton Studios):

E poi ancora, nuovi colpi di scena durante tutto il concerto. Immagini che segneranno, nel bene e nel male, la band per sempre. Ecco il commento di Phil Collins nella sua autobiografia "No, non sono ancora morto", Mondadori:

"Prima di questo non c’erano stati indizi del fatto che Peter volesse cominciare a travestirsi. Come, più avanti, non ci avvertirà della maschera da fiore che indosserà per la parte di Willow Farm in Supper’s Ready, e nemmeno per la scatola triangolare che si mette in testa per la parte successiva, Apocalypse in 9/8. Le vediamo anche noi nello stesso momento in cui le vede il pubblico. Lui non vuole saperne di decidere in gruppo, in questi casi. (...) Queste sono le cose molto fuori dagli schemi che fa ora Peter Gabriel sul palco con i Genesis. Dopo Dublino, la signora Volpe ricompare in ogni concerto, sempre nello stesso punto. Ci abituiamo presto, ed è meglio per noi: una foto di Peter con il nuovo costume finisce dritta sulla copertina del «Melody Maker», e fa aggiungere uno zero alla tariffa di ingaggio dei Genesis. Passiamo da trentacinque sterline a trecentocinquanta sterline a serata."

Racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years, Arcana:

"Eravamo stati tenuti completamente all'oscuro delle intenzioni di Pete; lui sapeva bene, del resto, che se ci avesse anticipato qualcosa avremmo tentato di fermarlo."

Ricorda Tony Banks in Senza Frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel di Daryl Easlea, Arcana:

"Altri facevano qualcosa con i costumi, ma noi sfruttavamo tutto lo spazio del palco. Quando andavi a uno spettacolo dei Genesis vedevi le tende velate, e poi il fumo artificiale, che sì adesso è un cliché ma allora non lo era affatto. Vedevi le ali di pipistrello e gli occhi  truccati. Sentivi il suono del Mellotron, praticamente il primo effetto in stereo. Non c'erano altri concerti di quel livello al mondo. I primi dieci minuti erano di una potenza incredibile. Penso che fummo tra i primi gruppi a cogliere la bellezza della fusione di musica ed effetti visivi. Un po' successe per caso e per fortuna, un po' perché l'abilità di Peter in quel senso era davvero unica."

LEGGI E ASCOLTA GLI SPECIALI DI HORIZONS RADIO SULL'ARGOMENTO:

La prima volta dei costumi di Peter Gabriel.

I Fiori Delmale: i costumi di Peter Gabriel.

E' durante questo tour che i Genesis sbarcano per la prima volta negli Stati Uniti, per  un concerto natalizio, pieno di problemi, alla Philharmonic Hall di New York il 13 dicembre 1972, preceduto da un live per pochi studenti alla Brandeis University di Boston due giorni prima. Ancora Phil Collins:

"Appena arrivati scopriamo che il nostro manager americano, (...) ci ha organizzato un concerto alla Brandeis University vicino a Boston, nel Massachusetts. All’ora di pranzo. Così la nostra prima esibizione in terra americana è una delusione atroce e sbrigativa. Agli studenti del New England il rock inglese, o quanto meno il nostro, importa ancora meno di quello che credevamo, e sembrano più interessati ai loro studi o ai loro panini. Questo non depone a favore delle buone sorti dei Genesis negli Stati Uniti d’America.

(...) Avvicinandoci per la prima volta a New York, siamo sopraffatti dall’enormità della metropoli che si abbatte su un gruppo già abbacchiato per l’insuccesso di Boston. Ma entrando al tramonto dal George Washington Bridge, lo skyline di Manhattan si accende a poco a poco, illuminato da milioni di luci. New York! L’abbiamo vista nei film, e ora siamo qui. (...) 

E poi andiamo alla Philharmonic Hall per fare le prove e scoprire un grossissimo problema: il sistema elettrico diverso in America implica che gli strumenti elettromeccanici vadano a 60 hertz e non a 50 come in Inghilterra. Questo significa che il Mellotron (un nuovo giocattolino che ci siamo comprati dai King Crimson) e l’organo Hammond sono fuori tonalità rispetto alle chitarre.

Ascolta i Genesis live alla Philharmonic Hall di New York:

Troviamo una soluzione improvvisata e, quella sera, facciamo il concerto alla meno peggio. Sembra che il pubblico non noti niente di strano, ma nonostante noi cinque siamo sincronizzati in modo telepatico, per i Genesis il concerto è un macello. Scendiamo dal palco, prendiamo l’ascensore fino ai camerini e l’aria è verde di rabbia. Persino anni dopo, solo nominare quel primo concerto a New York ci mette tutti in agitazione e fa tornare alla mente ricordi orribili."

Una prima tappa negli Stati Uniti non particolarmente riuscita, forse per i tempi non maturi e la notorietà della band ancora scarsa oltreoceano, nonostante la costosa campagna promozionale organizzata dalla filiale USA della Charisma, la Buddah Records. Sicuramente hanno avuto grande importanza i problemi tecnici. Ancora Mike:

"Il basso Rickenbacker  che suonavo emetteva un orrendo ronzio: non sentii una nota per tutta la serata. Anche gli altri non sentivano nulla e la sensazione era che stessimo buttando via un'occasione. (...) Subito dopo lo show scagliai a terra il mio basso in un attacco d'ira, imprecando e maledicendo."

Un'esperienza che viene ripetuta ai primi di marzo, con alcune date in USA e Canada, stavolta con maggior successo.

Il 20 gennaio 1973 inizia a Reggio Emilia la parte italiana del Tour. LEGGI E ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SULL'ARGOMENTO:

L'album Genesis Live è stato registrato nel febbraio 1973 durante la parte inglese del tour. 

Iniziato il 9 settembre 1972, appunto, il tour finisce il 26 agosto 1973 al Festival di Reading, UK. ASCOLTA L'ESIBIZIONE DEI GENESIS:

Setlist del tour:

  1. "Watcher of the Skies"
  2. "The Musical Box"
  3. "Supper's Ready"
  4. "The Return of the Giant Hogweed"
  5. "The Knife"

Altri brani eseguiti durante tour:

  • "Can-Utility and the Coastliners"
  • "Get 'Em Out by Friday"
  • "The Fountain of Salmacis"
  • "Twilight Alehouse"

by D.B.

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Storie d’estate: 1982, il ritorno in Italia dei Genesis – LEGGI e ASCOLTA

Il 6, 7 e 8 settembre 1982, i Genesis tornano in concerto in Italia dopo 7 anni di assenza. Ecco il racconto di quei giorni d'estate. 


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Da www.genesis-movement.org

By D.B.

Ascolta la versione radio:


  1. Storie d'estate: 1982, il ritorno in Italia dei Genesis
    By D.B.

    11:19

Per tanti ragazzi italiani - come me, che sono del 1963 - è il primo live dei Genesis, i quali non venivano in concerto dal lontano 25 marzo 1975. Allora c'era ancora Peter Gabriel, era il The Lamb Lies Down On Broadway Tour e quello del Parco Ruffini di Torino, sarebbe stato il loro ultimo concerto, per molti anni, a causa degli scontri con la polizia. La tournée italiana infatti fu annullata dopo gli incidenti e i tafferugli in altri live, che stanno per condannare il nostro paese a una quarantena senza artisti stranieri durata anni. Di fatto resta uno degli ultimi di quel periodo. GUARDA E ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SUL CONCERTO DI TORINO DEL 1975.

C'è quindi grande attesa soprattutto per i vecchi brani, da Supper's Ready a The Lamb, mentre è nettamente minore l'interesse verso gli album più recenti, specialmente Abacab.

Angolo del Collezionista: Locandina originale GENESIS in concerto Tirrenia 1982.

La prima data è a Tirrenia (Pisa), alla Festa Nazionale dell'Unità. Ecco un lungo servizio della RAI, a cui non è sfuggita l'importanza di questo evento per tanti appassionati dei Genesis.

GUARDA LE FOTO ed ecco la registrazione audio del concerto:

E' un'estate magica, quella del 1982. Noi del '63 abbiamo dato l'esame di maturità, studiando nei momenti lasciati liberi dall'indimenticabile Mondiale di Calcio di Spagna, vinto proprio dall'Italia. Poi ci siamo goduti il meritato riposo. Questi primi giorni di settembre, con i Genesis a pochi chilometri, sono l'ennesimo tassello meraviglioso di quel periodo.

E Phil Collins lo sa. Sa che siamo in attesa da tanti anni e sa che siamo i Campioni del Mondo. E ci gioca, con noi, ci fa urlare e ridere, sa che ci può prendere in giro e scherzare con noi, che abbiamo "fame" di loro.

Da www.genesis-movement.org

Infatti, nella seconda tappa, due date: il 7 e l'8 al Palaeur di Roma, la sua presentazione è trascinante. Ascoltala al minuto 16.00 della registrazione audio del concerto:

Certo, non sono più i Genesis che ascolto da quando ho 14 anni. Quelli di Nursery Cryme, il primo che ho scoperto di loro; o di Foxtrot, il primo che ho comprato. Non sono neanche quelli di The Lamb, il primo che mi ha un po' deluso, ma un caposaldo della storia del prog o di A Trick e Wind, quelli senza più Peter, ma ancora ottimi, fino al capolavoro live Seconds Out

Adesso non c'è più neanche Steve e gli ultimi album non sono minimamente all'altezza di quelli degli anni d'oro, ma i Genesis sono davanti a noi, in carne e ossa (GUARDA LE FOTO DI ROMA), capaci ancora di farci sognare con Supper's Ready, I Know What I Like, lunghi medley evocativi dei tempi migliori, come The Lamb Lies Down On Broadway + Watcher Of The Skies o  In The Cage + The Cinema Show + The Colony Of Slippermen + Afterglow.

Supper's Ready, appunto, ancora nelle scalette dei Genesis, ma ormai saltuariamente e con i concerti contati. Phil la presenta ricordandone il compleanno, perché in questi giorni compie 10 anni. Anzi, pare che tutto il tour prenda spunto da questo anniversario, oltre a pubblicizzare il terzo album dal vivo Three Sides Live. Per chi è lì con uno, anzi due convitati di pietra, Peter e Steve, e per chi evoca nei cori l'ex cantante, è un'apoteosi. Io l'ho adorata in Foxtrot, ma ho anche apprezzato la versione di Seconds Out. E devo dire che questa non delude affatto, anche perché Daryl Steurmer è ormai al quarto tour con i Genesis, il secondo in cui la suite è presente (manca nel Duke e nell'Abacab Tour).

I due assenti, appunto: Gabriel e Hackett. Non ci siamo certo fatti scappare Peter due anni prima, io l'ho adorato il 28 settembre 1980 al Parco delle Cascine, a Firenze, (il giorno dopo tappa a Genova e il 30 a Torino, vedi video sopra). Gabriel è stato tra i primi ad arrivare in Italia dopo la "riapertura delle frontiere".

E poi abbiamo apprezzato Steve meno di due mesi dopo, sei date italiane, io l'ho visto il 26 novembre al Palaeur di Roma. Mancavano quindi gli altri tre per riformare idealmente il quintetto base, quelli che per qualcuno sono i veri e unici Genesis (compresi tanti di coloro che sono a Tirrenia e Roma e che lo fanno capire in molti modi, anche poco civili, a volte).

Ecco perché l'atmosfera è caldissima. Impossibile restare seduti, ci accalchiamo tutti verso il palco e Phil ci prega di indietreggiare, c'è chi si abbraccia e chi si spintona (una mini-rissa si sviluppa proprio nel mio settore di parterre). Ma tutti alla fine siamo sudati, senza voce e felici, anche chi non ha gradito certi brani, perché i "nostri" Genesis hanno saputo miscelare vecchio e nuovo sapientemente.

E tutti, credo, pensiamo: alla prossima.

by D.B.

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Storie d’estate: Phil Collins inizia le prove con i Genesis

Alla fine di agosto 1970 i Genesis iniziano le prove con il loro nuovo batterista: Phil Collins. Ecco il racconto di quei giorni d'estate. 


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By D.B.

Ascolta la versione radio:


  1. Storie d'estate - Phil Collins inizia le prove con i Genesis
    D.B.

    8:05

Come abbiamo visto, l'8 agosto 1970 una telefonata ha allungato la vita dei Genesis, che, dopo l'addio di Anthony Phillips, sembravano già vicini alla fine. LEGGI LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SU QUEI GIORNI D'ESTATE.

«Pronto Phil? Sono Peter Gabriel. Quello dei Genesis. Il posto è tuo, se lo vuoi».

Nei giorni precedenti Phil Collins ha sostenuto un "provino" con i Genesis, dopo aver risposto al loro annuncio.  

Da genesisfan.net

La band è stata vicinissima a sciogliersi, perché Anthony Phillips ha lasciato i compagni d'avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, l'attuale batterista. 

Qualche giorno dopo la telefonata, i Genesis e Phil Collins si incontrano nell’ufficio di Tony Stratton-Smith alla Charisma a Soho. Racconta Phil nella sua autobiografia:

"L’incontro va benone. Mi piace soprattutto la parte in cui scopro che i Genesis hanno un salario settimanale di dieci sterline, perché raddoppia il livello di reddito a cui sono abituato."

 Ma c'è anche una brutta notizia: Tony, Mike e Peter hanno intenzione di prendersi due settimane di vacanza. Collins sperava di iniziare subito e non solo per l'entusiasmo. Ha bisogno di soldi.

E così, come rivela sempre nella sua autobiografia, Phil si mette a fare l'imbianchino per due settimane.

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Il 24 agosto, Peter, Mike e Tony tornano dalle vacanze. Le prove possono iniziare e quindi il nuovo impiego di Phil, anche se la band deve ancora onorare alcune date nella vecchia formazione, come al mitico Marquee Club.

Da genesis-movement.org

Dato che loro vivono tutti dalle parti del Surrey e Collins nella periferia ovest di Londra, Mike lo invita a stare a casa dei suoi a Farnham. Phil racconta:

"È un’altra casa grandiosa, anche se con un’atmosfera molto calda e alla mano. Mi congedo felicemente da Londra e mi trasferisco da Mike (...) Mi piace vivere a casa dei genitori di Mike. A colazione ci sono le uova sode e c’è sempre qualcosa che cuoce sulla cucina economica".

Le prove della nuova formazione dei Genesis avvengono a Maltings, un complesso agricolo a Farnham, appunto. Ancora l'autobiografia di Phil:

"Il resto della mia vita inizia con le prime prove della nuova formazione dei Genesis nel settembre 1970, nell’ambiente ricoperto di guano di piccione di Maltings, un vecchio complesso agricolo a Farnham. Montiamo l’equipaggiamento e cominciamo a suonare con quello che descriverei un entusiasmo confuso: vari amici di Peter, Tony e Mike dalla scuola privata passano a trovarci, io scopro nuovi cibi esotici come il Marmite e la tahina, e spesso tutto è avvolto dal dolce profumo dell’erba".

Oltre ai vari amici della Charterhouse, che passano a trovarli, a colpire Phil è la presenza costante di Richard MacPhail. Ricorda Phil:

"Era stato il cantante degli Anon, uno dei gruppi pre-Genesis alla Charterhouse. È il road manager e tecnico del suono, oltre che un gran fumatore di canne. Forse non ha altra scelta, dato che dorme a Maltings, condividendo la cuccetta con i piccioni e il loro guano, e sorvegliando gli strumenti. È lui a introdurmi al piacere dell’ascolto in cuffia da fumati. «Déjà Vu» di Crosby, Stills & Nash è uscito da poco e Richard porta il disco, prepara una canna gigantesca ed esorta me e Mike a immergerci nelle maestose armonie sonore di Carry On. Non è proprio come spalancare a calci le porte della percezione, ma almeno ci busso delicatamente."

Maltings è un vecchio fienile molto confortevole, qui i nuovi Genesis si trovano a loro agio a suonare, improvvisare. E qui preparano i concerti futuri con la nuova formazione. L'atmosfera è apparentemente distesa, anche se, nella sua autobiografia, The Living Years, Mike Rutherford sottolinea le differenze tra loro:

"Noi e Phil non vivevamo sullo stesso pianeta. Lui aveva sempre l'atteggiamento spensierato da ragazzo della porta accanto: andiamo al bar a farci un drink, raccontiamo una barzelletta, fumiamoci una sigaretta o uno spinello. La vita è bella. E penso che uno dei motivi per cui piaceva a Pete fosse proprio che Phil non aveva il nostro background, non proveniva come noi da un mondo ristretto e limitato. Pete  era meno rigido di me e Tony, assai più incline alle emozioni e ai sentimenti; molto più curioso verso il mondo in generale."

E Phil rivela che:

"A ogni modo, le consuetudini apprese a scuola sono dure a morire, e la gerarchia sociale presto è evidente. Non c’è da stupirsi: io sono l’ultimo."

Anche se non è solo a "contrapporsi" ai tre, perché con loro c’è un altro chitarrista, Mick Barnard. Abbiamo visto che, dopo l'addio di Anthony Phillips e poi con l'arrivo di Phil, i Genesis hanno continuato come quartetto, senza chitarrista, con Tony che suonava tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. Poi hanno trovato Mick, ma non è la persona giusta e la ricerca di un chitarrista continua.

Una volta, scorrendo il Melody Maker, trovano l’annuncio di Steve Hackett.  

Ma questa è un'altra storia.

by D.B.

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Storie d’estate: agosto 1972, Genesis in Italia tra problemi e concerti

1972, Genesis tornano in Italia, dopo una prima tournée in aprile - LEGGI LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO SUL TOUR DI APRILE. Il 14 agosto è previsto il primo concerto, a Rimini, ma l'esordio estivo avverrà quattro giorni dopo. Ecco perché.


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storie-estate-agosto-1972-genesis-italia-problemi-concertiLa parte estiva in Italia del Nursery Cryme Tour inizia con alcuni problemi. Infatti, a causa del ritardo provocato dai controlli doganali, un po' a rilento a Ferragosto, salta la data di Rimini, alla Locanda del Lupo, prevista il 14 agosto, appunto, e rimandata al 23.

L'11 agosto i Genesis hanno suonato al Festival di Reading - LEGGI E ASCOLTA l'esibizione della band al FESTIVAL DI READING del 1972 - hanno smontato l'attrezzatura e, caricati i due furgoni, sono partiti per l'Italia. Alla frontiera però il personale scarseggia, causa ferie estive, e i documenti da far vistare sono tanti. La band resta invischiata nella burocrazia italiana in un posto sperduto tra i monti e con pochi soldi. 

In realtà a restare bloccati sono gli strumenti e i roadies, perché i Genesis più le mogli di Peter e Tony (Banks si è appena sposato) hanno già varcato la frontiera e quindi i due veicoli sono divisi e senza possibilità di comunicare. Quando finalmente le formalità doganali vengono sbrigate, gli strumenti ripartono, ma è troppo tardi per il concerto di Rimini, che viene posticipato. 

storie-estate-agosto-1972-genesis-italia-problemi-concerti
La Locanda del Lupo di Rimini (foto dal web)

Dal 14 agosto quindi i Genesis sono in suolo italico da vacanzieri. Gustano la cucina romagnola, suonano in una jam session alla discoteca Altro Mondo, vicino a Rimini, aspettano il furgone con gli strumenti. 

Ma probabilmente questo non arriva in tempo neanche per la seconda tappa e quindi la data di Fano (Pesaro), prevista il 16, viene cancellata.

Per un'accurata e dettagliata ricostruzione di questi eventi leggi Genesis in Italia. I concerti 1972-1975 di Mino Profumo.

Poi finalmente tutto si aggiusta (o quasi).

Ascolta anche la versione radiofonica:


  1. Storie d'estate: agosto 1972, Genesis in Italia tra problemi e concerti
    By D.B.

    3:12

Ed ecco le tappe dei concerti con suoni e immagini di quella seconda avventura storica (per i dettagli clicca sulle singole date).

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Genesis & Co. non vanno in ferie, rivivi le storie d'estate proposte da Horizons Radio. Eccole.


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Storie d’estate: 16 agosto 1975, Peter Gabriel dà l’addio ai Genesis

Il 16 agosto 1975, con una lettera ai giornali, Peter Gabriel dà l'addio ufficiale ai Genesis. Ecco le tappe di quei giorni d'estate.


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by D.B.

Facciamo un passo indietro. Il 22 maggio a Besançon, in Francia, si è compiuto l'ultimo atto di Peter Gabriel con i Genesis dal vivo. E' il concerto finale del Lamb Tour, visto che la data successiva, a Tolosa, è stata cancellata. Il cantante ha già deciso di lasciare la sua band.

Peter,

"nei camerini, prima del concerto, suona all'oboe The Last Post di fronte a compagni, manager e tecnici muti e commossi: è la fine di un'era". Da: Genesis in Italia. I concerti 1972-1975 di Mino Profumo

Sorprendentemente, ma teatralmente come da sua indole, Peter suona una nenia funebre dell'esercito inglese per salutare tutti. 

Non conosci The Last Post? ASCOLTA LA VERSIONE RADIOFONICA DI QUESTO ARTICOLO E LA SCOPRIRAI (anche se non nella versione di Peter):


  1. Storie d'estate - L'addio di Peter Gabriel ai Genesis
    By D.B.

    6:54

Andiamo ancora indietro. Peter ha già comunicato ai compagni la sua decisione il 25 novembre 1974 all'Hotel Swingos di Cleveland, in USA, tra le prime tappe del tour. ASCOLTA QUEL CONCERTO:

La band è dapprima incredula, poi sconcertata, quindi preoccupata per il proprio futuro.  

Anche se qualche indizio si era manifestato e poteva essere interpretato. Tutto sembra essere saltato con The Lamb: Gabriel non va alle prove perché la moglie Jill, in attesa del primo figlio, stava attraversando una gravidanza difficile. Scrive i testi per conto suo e non interagisce con i compagni proprio durante la lavorazione dell’album più impegnativo e la preparazione del tour più tecnologicamente avanzato.

Infatti la prova più dura è il tour da portare avanti, con brani poco conosciuti dal pubblico - la scaletta prevede tutto The Lamb Lies Down On Broadway, uscito solo pochi giorni prima + due bis: The Musical Box  e Watcher Of The Skies, talvolta sostituita da The Knife -.  Inoltre con lo stress e il timore che la decisione dell'abbandono di Peter possa trapelare e causare un crollo nella vendita dei biglietti.

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Il 16 agosto Gabriel consegna alla stampa una dichiarazione. Eccola in versione originale:

I had a dream, eye’s dream. Then I had another dream with the body and soul of a rock star. When it didn’t feel good I packed it in. Looking back for the musical and non-musical reasons, this is what I came up with:

OUT, ANGELS OUT – an investigation.

The vehicle we had built as a co-op to serve our songwriting became our master and had cooped us up inside the success we had wanted. It affected the attitudes and the spirit of the whole band. the music had not dried up and I still respect the other musicians, but our roles had set in hard. To get an idea through “Genesis the Big” meant shifting a lot more concrete than before. For any band, transferring the heart from idealistic enthusiasm to professionalism is a difficult operation. I believe the use of sound and visual images can be developed to do much more than we have done. But on a large scale it needs one clear and coherent direction, which our pseudo-democratic committee system could not provide. As an artist, I need to absorb a wide variety of experiences. It is difficult to respond to intuition and impulse within the long-term planning that the band needed. I felt I should look at/learn about/develop myself, my creative bits and pieces and pick up on a lot of work going on outside music. Even the hidden delights of vegetable growing and community living are beginning to reveal their secrets. I could not expect the band to tie in their schedules with my bondage to cabbages. The increase in money and power, if I had stayed, would have anchored me to the spotlights. It was important to me to give space to my family, which I wanted to hold together, and to liberate the daddy in me. Although I have seen and learnt a great deal in the last seven years, I found I had begun to look at things as the famous Gabriel, despite hiding my occupation whenever possible, hitching lifts, etc. I had begun to think in business terms; very useful for an often bitten once shy musician, but treating records and audiences as money was taking me away from them. When performing, there were less shivers up and down the spine. I believe the world has soon to go through a difficult period of changes. I’m excited by some of the areas coming through to the surface which seem to have been hidden away in people’s minds. I want to explore and be prepared to be open and flexible enough to respond, not tied in to the old hierarchy. Much of my psyche’s ambitions as “Gabriel archetypal rock star” have been fulfilled – a lot of the ego-gratification and the need to attract young ladies, perhaps the result of frequent rejection as “Gabriel acne-struck public school boy”. However, I can still get off playing the star game once in a while. My future within music, if it exists, will be in as many situations as possible. It’s good to see a growing number of artists breaking down the pigeonholes. This is the difference between the profitable, compartmentalized, battery chicken and the free-range. Why did the chicken cross the road anyway? There is no animosity between myself and the band or management. The decision had been made some time ago and we have talked about our new direction. The reason why my leaving was not announced earlier was because I had been asked to delay until they had found a replacement to plug up the hole. It is not impossible that some of them might work with me on other projects. The following guesswork has little in common with truth: Gabriel left Genesis. 1) To work in theatre. 2) To make more money as a solo artist. 3) To do a “Bowie”. 4) To do a “Ferry”. 5) To do a “Furry Boa round my neck and hang myself with it”. 6) To go see an institution. 7) To go senile in the sticks. I do not express myself adequately in interviews and I felt I owed it to the people who have put a lot of love and energy supporting the band to give an accurate picture of my reasons.

I giornali pubblicano la lettera recapitata a mano nelle redazioni.

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A questo punto diventa essenziale mettere a tacere il passaparola che si è scatenato intorno al gruppo, incontrollabile e difficilmente smentibile. Quindi il 26 agosto i Genesis sono costretti a far uscire una dichiarazione ufficiale, per integrare quella di Peter Gabriel.  In questa scrivono che la band è in cerca di un nuovo cantante, che sta componendo un nuovo album e a breve inizierà a inciderlo. Il disco uscirà a Natale e il tour partirà all'inizio dell'anno nuovo.

E' l'addio, ormai ufficiale da entrambe le parti.

La notizia provoca uno shock nel mondo musicale e i media iniziano a dare per finita l'esperienza Genesis. Ma, come afferma Gail Colson, per anni stretta collaboratrice di Tony Stratton-Smith, fondatore e manager della Charisma Records:

"Tony era l'unico che credeva in loro al 100% e prevedeva che sarebbero diventati ancora più grandi senza Peter. Diceva sempre che finché c'erano Tony Banks e le sue melodie, allora c'erano i Genesis". Da: Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, di Daryl Easlea

Stratt sembra aver ragione. A Trick Of Th Tail, primo album senza Gabriel e con Phil Collins cantante, uscito nel marzo 1976, vende più dei dischi precedenti e spiana ai Genesis la strada del successo e di una carriera lontana dalla fine. Anche se per milioni di fan la band senza Gabriel non è più la loro.

Peter al momento si ritira a vita privata, anche se, come sappiamo, non definitivamente. Ma questa è un'altra storia.

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LEGGI PERCHE'

Horizons Radio intervista Steve Hackett

Horizons Radio ha incontrato Steve Hackett, in Italia con il Genesis Revisited & Hackett Classics 2017 tour.

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Il nuovo album, che sta scalando onorevolmente le classifiche e come viene accolto dal pubblico nei concerti. La parte italiana del tour vista da Steve. E quel brano di Bob Dylan che....

Ecco l'intervista di Giorgio Bellocci a Steve Hackett prima del live applauditissimo a Legnano (Milano) il 30 marzo 2017. GUARDA:

Il commento di Steve sul concerto di Legnano:


Ecco i video di Horizons Radio al Teatro Galleria di Legnano (Milano):

Da un imbucato al sound-check al Teatro Colosseo di  Torino:


Primo video postato, dal Teatro Colosseo di  Torino:


Ecco i video dai concerti postati sui social:

Steve, prima tappa a Torino. Ecco una foto con il suo commento social:

"Intriguing seeing the roof of the old Fiat building in Torino which was once a racetrack for the cars!"

Le date italiane (primavera):

cx3c4acw8aagkhs

Marzo 2017

Mercoledì 29 Marzo - Teatro Colosseo, Torino

Giovedì 30 Marzo - Teatro Galleria, Legnano (Milano)

Venerdì 31 Marzo - Teatro Astra, Schio (Vicenza)

Aprile 2017

Sabato 1° Aprile - Teatro della Conciliazione, Roma

Le nuove date (estate):

4 luglio Bergamo - Lazzaretto

5 luglio Lignano Sabbiadoro - Beach Arena

7 luglio Pescara - Auditorium G. D’Annunzio

8 luglio Sogliano al Rubicone (Forli-Cesena) - Piazza Matteotti

Nel Tour Steve Hackett rivisita i classici dei Genesis in particolare ha celebrato il 40.mo anniversario di Wind & Wuthering, oltre al suo immenso repertorio solista. Grande protagonista anche il nuovo album The Night Siren. 

Press Review:

 

 

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