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Genesis: il primo tour in Italia, 6 – 19 aprile 1972 – AUDIO, VIDEO & RICORDI

Storie e Memorie indimenticabili, attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Aprile 1972, l'esordio dei Genesis in Italia, il paese che per primo ha capito la loro musica. Ecco le tappe con ricordi, suoni e immagini di quell'avventura storica.

Ascolta il podcast di Horizons Radio (in italiano) - CLICCA QUI

Prima tappa: il 6 aprile 1972 ad Adria in provincia di Rovigo, di fronte, pare, a poco più di un centinaio di persone.

Ciao 2001, il settimanale-bibbia di quegli anni afferma che il concerto, parte del Nursery Cryme Tour, si sarebbe svolto a Belluno.

Ma la prova che sia ad Adria è questa (clicca per allargare l'immagine):

Registrati all'Hotel Stella d'Italia di Adria ci sono i Genesis e i loro collaboratori. Ed ecco la foto del Teatro Comunale di Adria dove si è svolto il concerto:

"Arrivavamo nel posto in cui dovevamo suonare intorno alle 11 del mattino e facevamo il sound-check con calma, per farlo bene.

Quei luoghi erano come cattedrali, battevi le mani e sentivi l'eco 12 secondi dopo. Mixare il suono era quasi inutile, si andava per tentativi, ma la gente apprezzava lo stesso.

Poi mangiavamo. Maurizio (Salvadori, il promoter italiano del tour. N.d.T.) sapeva sempre dove si trovavano i ristoranti migliori, quindi facevamo un pasto abbondante. Abbiamo imparato rapidamente a mangiare in stile italiano: prima la pasta, spesso spaghetti fatti in casa con una deliziosa salsa, una bistecca di carne, niente verdura, forse un po' di insalata e poi un dessert, come il tiramisù. Abbiamo anche scoperto vini fantastici, così alla fine del pranzo, verso le quattro del pomeriggio, eravamo assolutamente sazi e ubriachi.

Tornavamo in albergo, chiudevamo le tapparelle per creare un'oscurità completa, collassavamo nel letto e dormivamo come un morto per due ore.

Poi ci alzavamo e facevamo il concerto. La vita era bella e le arene erano piene, 5000 e, nel secondo tour, 10.000 fan in attesa di ascoltarci". (da: My Book of Genesis di Richard Macphail. Traduzione mia)

"Ad attirare l'attenzione del pubblico in questa fase della carriera on stage della band sono soprattutto le strane storielle introduttive piene di humour surreale che il frontman racconta prima delle varie esecuzioni, inizialmente usate come mero riempitivo ma che lentamente cominciano a vivere di luce propria". (da: Genesis in Italia. I concerti 1972-1975 di Mino Profumo)

La band domenica 9, è al Lem Club di San Martino Buon Albergo in provincia di Verona, la prima data in cui gli spettacoli sono due, alle 16, per gli studenti, e alle 21. Spettacoli dedicati da Peter al pubblico di Trieste , che non ha potuto vedere lo show, annullato il giorno precedente.

Ecco una registrazione di parte del concerto, prima testimonianza audio della tournée:

00:00 - Happy The Man;

03:54 - The Fountain Of Salmacis;

10:59 - One-Handed Drum Solo;

15:15 - Twilight Alehouse;

24:23 - Bye Bye, Johnny (Can-Utility And The Coastliners);

32:23 - The Musical Box (cut).

Ed ecco le copertine di due bootleg tratti da quel concerto:

Una pagina Facebook contiene commenti e ricordi di quella data - CLICCA QUI.

Leggi commenti anche in

L'11 aprile a Pesaro sul palco con i Genesis ci sono la Premiata Forneria Marconi e gli Odissea.

Una testimonianza riportata da Mino Profumo in Genesis in Italia. I concerti 1972-1975, racconta di come, durante il sound-check a Pesaro, i Genesis provarono quella che poi sarebbe diventata Watcher Of The Skies, ma con al mellotron non Tony Banks, ma addirittura il mitico "tuttofare" Richard Macphail.

Ed ecco un'altro ricordo, di Claudio Salvi, pubblicato dal sito del Magazine Dusk:

"Nel lontano 1972 (anno nel quale i Genesis portarono in giro per l'Italia il loro Nursery Cryme), la band di Gabriel e compagni suonò al Palasport di Pesaro l'11 Aprile.

Secondo quanto raccontato dal mio amico Carlo Betti, durante il check sound del pomeriggio la non perfetta acustica del Palazzo dello sport di Via Marconi- che già allora ospitava la partite dell'attuale Scavolini Basket - finì per spazientire non poco il pignolissimo Banks. Fu proprio Tony che per più di un'ora si spostò da una parte all'altra posizionandosi in varie parti delle tribune del vecchio hangar (allora ricavate mediante una fittissima trama di impalcature con tubolari Innocenti e tavole di legno che poteva contenere fino a 5.000 spettatori), sbuffando ed imprecando per il suono ridondante e per uno spiacevole effetto eco che finiva per rendere tutto il sound indistinguibile.

I problemi, nonostante l'impegno di Tony, non si risolsero in quella sessione di prove, ma solo la sera con l'ingresso del numeroso pubblico. Pesaro era allora inserita nel grande circuito dei concerti perché allora una tale Bizzocchi, organizzatore di concerti, volava spesso in Gran Bretagna e visitava club e pub inglesi per scovare nuove band. Fu così che, grazie ad un lungimirante assessorato alla cultura del Comune e allo stesso Bizzocchi, Gabriel e soci finirono a Pesaro. Ma nello stesso anno lo fecero anche i Traffic, i Soft Machine, Brian Auger e gli Oblivion Express ed altri.

Altro aneddoto curioso che il mio amico Betti non ha mancato di riferirmi su quel giorno con puntigliosa dovizia di particolari. Subito dopo il check sound pomeridiano (dunque poco dopo le 19), i "nostri", una volta fuori,  si diressero a piedi assieme ad un gruppo di tecnici e ad un codazzo di organizzatori locali e allo stesso Bizzocchi, verso il lungomare di Pesaro che dista appena un centinaio di metri dal Palasport per la cena.

Arrivati a metà di Viale Marconi, ove stazionavano varie compagnie del luogo, i Genesis notarono dei ragazzini (tra i quali gli amici del già citato Betti) che giocavano a pallone. Fu così che Banks, Rutherford e Gabriel si misero a giocare a football per più di dieci minuti con quei ragazzini in verità un po' sorpresi dai quei tipi così strani e con i capelli lunghi.

Subito dopo la partita (Rutherford fece anche un gol in una porta ricavata tra due alberi), i Genesis approdarono ad un ristorante pizzeria allora famoso e dal nome molto americano e poco inglese:"Ranch".

Fu lì che fra pizze e birre e risate si creò il clima giusto per uno dei concerti più belli e affascinanti mai approdati su questi lidi.
La sera, manco a dirlo, fu un successo incredibile".

Franz Di Cioccio della PFM, ha raccontato un aneddoto in un'intervista a  Musica Intorno:

"Suonammo con i Genesis a Pesaro, fu il loro primo concerto in Italia…

… Ci conoscemmo lì, poi ci rifrenquentammo quando vennero a Milano, infine ci rincontrammo quando fummo noi ad andare in Inghilterra.

All’epoca era così. Ci invitò un pomeriggio, a casa sua, Peter Gabriel, ad ascoltare la musica, per stare un po’ insieme. Il tè inglese è un’esperienza indimenticabile, loro lo fanno con quel velo di crema di latte, nella teiera giusta…."

LEGGI ANCHE (rassegna stampa): Odissea, i biellesi che nei ’70 aprivano i concerti dei Genesis

LEGGI ANCHE: Gli Osanna ricordano il tour con i Genesis – INTERVISTA DI Horizons Radio

La data di Reggio Emilia il 12 aprile, è ritenuta ufficialmente il  luogo di nascita di Watcher Of The Skies.

Secondo i ricordi di Hackett e Rutherford, infatti, fu proprio nella città emiliana che  venne eseguita praticamente tutta durante le prove pre-concerto.

"Nel Palasport di Reggio Emilia, un enorme orribile posto pieno di eco, in mezzo al sound-check, Tony suonò quei due accordi iniziali sul suo mellotron. Funzionavano benissimo anche se, ancora oggi, non sono sicuro quanto fosse cosciente di come erano buoni." (Da The Living Years di Mike Rutherford. Traduzione mia)

Quindi possiamo accreditare Reggio come patria musicale del brano di Foxtrot, mentre il testo fu scritto da Mike e Tony sul tetto del loro hotel a Napoli, una settimana dopo.

Leggi anche lo SPECIALE DI HORIZONS I luoghi dei Genesis: la nascita di Watcher Of The Skies in Italia – il RICORDO della BAND

Ricorda a Horizons Radio Raimondo Vecchi Fossa: "Il palco era rivolto verso la tribuna alta e non verso la platea come per gli altri concerti e la cosa mi stupì molto. Gabriel col lunotto dei capelli eseguì come prima canzone Happy The Man che io avevo ed ho tuttora come 45 giri."

La data del 13 aprile, a Cuorgné, in provincia di Torino, resta unica e storica nei tour dei Genesis.

Leggi anche lo SPECIALE DI HORIZONS RADIO I luoghi dei Genesis: Le 2 Rotonde di Cuorgnè, Torino Italia – il RICORDO di RUTHERFORD e INTERVISTE ESCLUSIVE

Ecco la testimonianza in audio di Beppe Crovella, leader della band di Torino Arti e Mestieri - ASCOLTA:

https://www.facebook.com/beppecrovella/videos/3281989403288/

 

Così lo ricorda Mike Rutherford in The Living Years: The First Genesis Memoir (English Edition, traduzione mia):

"Suonavamo in montagna una sera quando Tony ha avuto un'intossicazione alimentare. Abbiamo resistito per un po' senza di lui, ma è stato come essere in una macchina che aveva perso una ruota e abbiamo dovuto terminare presto il set.

Poiché non eravamo riusciti a vendere molti biglietti, il promotore aveva la scusa che stava cercando per non pagare. Rich (MacPhail, N.d.R.) non ne voleva sapere ed era un po' aggressivo. Il promotore aveva una pistola. Non siamo stati pagati."

Ed ecco cosa ha raccontato a Horizons Radio Pierluigi Gassino, presente al concerto:

Il concerto fu interrotto perché il tastierista Tony Banks si sentì male... e come consolazione riuscii a scambiare quattro parole con Phil Collins , mentre Peter Gabriel beveva un drink appoggiato al bancone del bar della discoteca dove si erano esibiti davanti a pochi di noi... Ricordo che allora il bassista ed il chitarrista si aggiravano sul palco a fine concerto raccogliendo alcuni cavi e delle attrezzature... tutto questo prima di diventare delle rockstar!

Il mio breve dialogo con Phil Collins fu dovuto a un fatto che rese la serata per me e i miei amici ancora più amara perché uscendo non trovammo più l'auto nel parcheggio e, tornati nella discoteca per chiedere un passaggio allo scopo di ritornare a casa, incontro Phil fuori dal locale che si avvicina ad una Alfa modello 1750 con alla guida un tizio che pareva essere il manager.

Io chiesi proprio a lui, gesticolando in anglo-italiano, un passaggio verso Torino, spiegando il fattaccio appena accaduto e l'evidente difficoltà. Lui mi disse che stavano andando a Milano e non c'era posto, poi aggiunse che coloro che avevano rubato l'auto andavano uccisi facendo per scherzo il gesto del taglio della gola.

Mi salutò stringendomi la mano... bellissimo e amaro ricordo...!

Su Dusk n° 55 una ricostruzione dettagliata della serata di Beppe Crovella (clicca la copertina per ordinare una copia):

I Beatles e i Genesis in Canavese. Storia della musica beat & pop in Canavese dal 1962 al 1974 di Gianpiero Madonna, contiene un ricordo del concerto e un profilo della vivace scena musicale del periodo nel Canavese:

Leggi altri ricordi su

Il 14 aprile, i Genesis sono a Pavia

Ecco la registrazione di un fan. Preziosissima testimonianza di quel concerto - ASCOLTA:

00:00 - Happy The Man;

05:00 - The Fountain Of Salmacis;

13:34 - Twilight Alehouse;

22:51 - Bye Bye Johnny (Can-Utility And The Coastliners);

31:45 - The Musical Box;

43:12 - The Return Of The Giant Hogweed;

50:33 - The Knife.

Doppio concerto, pomeridiano e serale. Ma il secondo è funestato da disordini per la contestazione di coloro che ritengono eccessiva la somma di millecinquecento lire del biglietto.

Una pagina Facebook è tutta dedicata al concerto:

https://www.facebook.com/GenesisAPavia1972IoCero/

Ecco il ricordo di due presenti tratto dal sito Genesis The Movement:

"During "The Return Of The Giant Hogweed", the electricity goes off. Phil Collins played a drum solo and when power returned, they didn't restart the song but continued it from the point they left it at." [Matteo]

"The show was one. absolutely NOT 2 (I was there). The Police arrived when, after 20 mins from the show start, people outside tried to get in without paying. But only 2 cars of Police got only a BIG CLAP from the crowd and people got in... A bootleg is been released in Italy from that show. A very poor q .ty bootleg, but is been released (NO CD-R). I had a copy in my hand and i sold it to a friend in Miami, USA to make another Silver-CD (NO- CDR too). [Romano]"

Qui sotto un ricordo particolare (anche se nel post 1973 sta per 1972):

Altri ricordi e curiosità nel libro di Mino Profumo:

Il 15 Aprile problemi anche a Lugo di Romagna (Ravenna), alla sala Hit Parade.

Anche qui sono previsti due concerti, pomeridiano e serale. ASCOLTA:

00:00 - Happy The Man;
04:04 - Stagnation:
13:44 - The Fountain Of Salmacis;
23:03 - Twilight Alehouse;
31:35 - The Musical Box;
45:04 - The Return Of The Giant Hogweed;
55:17 - The Knife;
01:04:34 - Going Out To Get You.

Ma proprio come nella data precedente a Pavia, dove l'inizio è stato ritardato da incidenti tra i ragazzi e la polizia, qui un imprevisto importante si frappone e il concerto serale viene addirittura annullato.

Il problema è stato, pare, un black out all'impianto elettrico, causato da un lancio di cuscini verso il palco, frutto del troppo entusiasmo del pubblico pomeridiano.

Ecco come lo ricorda con Horizons Radio Edio Caroli, presente al concerto:

"Ero ventenne e i Genesis allora andavano per la maggiore a livello mondiale come i Van Der Graf Generator, che ho visto nella stessa sala in quel periodo. Ricordo anche la maleducazione dei ragazzi che sradicarono i cuscini dalle poltrone e li lanciarono sul palco."

Daniela Carlotti:

"Io ho visto il concerto di Lugo e quello di agosto a Marina di Ravenna, avevo 16 anni e in entrambi i casi mi accompagnarono i miei genitori (ovviamente non entrarono, non è come adesso…). Purtroppo non ricordo quasi nulla, nemmeno il lancio di cuscini di cui si parla. A Marina di Ravenna vidi il concerto del pomeriggio, arrivai in ritardo, passai davanti a Peter & Co. che erano lì a un metro, su di una bassa pedana. Non ricordo che ci fosse molta gente, nemmeno a Lugo direi. Comunque fu magico, specie a Lugo. Io ho una tremenda nostalgia, purtroppo."

Su Facebook altri ricordi:

Ancora testimonianze su

Ecco due bootleg con il concerto di Lugo:

Live a Travagliato (Brescia), con un doppio concerto al music hall Supertivoli il 16 Aprile.

Ecco il ricordo di Richard Milella sul sito 

"L'Italia dei concerti era quanto più di dilettantesco che ci si potesse aspettare. Niente Service professionali, niente backline e back-light, niente spie sul palco, niente catering, niente roadies, niente camerini e/o docce, niente security, niente gruppi elettrogeni, insomma, niente di niente.

Il gruppo arrivava con uno o due amici al seguito qualche ora prima dello show nello stesso furgone in cui erano ammassati strumentisti e strumenti che poi tutti insieme scaricavano, montavano, provavano, aggiustavano, accordavano.

Un panino, due arance e via con il concerto con la stessa maglietta e jeans del pomeriggio. Anche per i Genesis andò così, almeno alla loro prima calata l'Italia del rock si trovò impreparata ad allestire spettacoli degni di questo nome."

"Peter parla nella sua lingua ma fa capire che eseguirà ora un brano registrato da pochi giorni e che uscirà sul prossimo Lp dal titolo Foxtrot.

Il brano lo ricordo benissimo perché ci emozionò tutti sin dal primo ascolto con quel suo incedere maestoso fra i tasti dell'Hammond: Watcher of the Skies è una pietra miliare e Gabriel lo interpretò anche teatralmente accucciandosi nei chiaro-scuri dell'organo e saltando letteralmente in alto nelle esplosioni orchestrali.

Certa letteratura dice che il brano fu concepito durante questo primo tour in casa nostra; sbagliato, quando lo eseguirono nelle date italiane era già così bello, così completo e così arrangiato da certificare una certosina preparazione anche se su disco uscirà effettivamente mesi dopo".

Su questa seconda parte c'è qualche dubbio, visto che è improbabile una forma già compiuta di Watcher a Travagliato. Forse Milella si ricorda il concerto estivo, sempre nella bassa bresciana, anche se non ne fa riferimento. Il fascino del mistero avvolge questo concerto di cui non resta più nulla, neanche il locale, abbattuto per costruire un centro commerciale nel 2012 - LEGGI.

Questo invece il ricordo a Horizons Radio di Paolo Burg:

"Arrivati in quattro con una Fiat 600 al “Paradiso” per vederli. Delusione, dopo un’ora abbiamo dovuto arrenderci e ritornare a Cervignano. Io avevo già “Trespass” a casa per cui morivo dal desiderio di vederli dal vivo.
Qui comincia il bello! La scuola che frequentavo a Monfalcone aveva organizzato una visita ad uno stabilimento nei pressi di Brescia. Scendo da pullman e mi ritrovo davanti al naso un manifesto con scritto: Dancing Supertivoli, Travagliato, Brescia “Genesis”.
Cercare l’orario del primo treno serale per Travagliato e partire è stato tutt’uno.
Ho ancora davanti agli occhi il concerto. Indimenticabile!"

Il 17 Aprile i Genesis sono live a Siena, al Palazzetto dello Sport.

Foto da Facebook

Ecco un dettagliato resoconto di

Mario Giammetti in Genesis. Gli anni Prog riporta un ricordo di Tony Banks, che riguarda l'esecuzione di Watcher Of The Skies:

"A Siena al Palasport…prima ancora di averla registrata…l’introduzione sembrava davvero grandiosa in quella location dall’eco grandiosa…”

In questa occasione è stata fatta la prima cover di un brano dei Genesis.

Ecco come riporta l'accaduto Mino Profumo in Genesis in Italia. I concerti 1972-1975:

"Nelle prove gli Odissea eseguono un brano dei Genesis alla presenza della stessa band inglese in platea che mostra incredulità e viva soddisfazione. E' forse la prima live cover version di una canzone dei Genesis. Gli Odissea però decidono di non ripetere questo exploit durante la loro esibizione".

Il 18 Aprile è il momento del live al Piper Club di Roma. Un concerto di cui restano questi video, primi a mostrare la band sopra il palco e nel backstage. GUARDA:

Doppio spettacolo anche a Roma....

Ecco il ricordo di Mike Rutherford in The living years (Trad. G. Testani ):

"Roma per noi fu sempre una città benevola: quel senso di antichità, di storia e di grandeur faceva da perfetta scenografia per la nostra musica.

Nel giro di poco tempo saremmo arrivati a suonare nelle arene e negli stadi, ma all'inizio ci esibivamo in piccoli locali davanti a un pubblico di studenti quattordicenni.

Gli show si tenevano a metà pomeriggio di domenica per consentire ai ragazzi di tornare a casa in tempo per mettersi a letto."

Ed ecco quello di Phil Collins in No, non sono ancora morto, traduz. A. Mioni, M. Piumini:

"Il  pubblico italiano e straordinario. Non solo ci adorano, ma colgono davvero il nostro spirito.

Applaudano e urlano anche a un minimo cambiamento di atmosfera, qualcosa che i Genesis fanno spesso: passiamo da un ritmo veloce a un sussurrato, a un intermezzo pastorale, senza battere ciglio.

Non c'è da stupirsi che agli italiani piacciamo così tanto: siamo un gruppo inglese che sonda la tradizione lirica."

Bis con Going Out To Get You, come a Lugo di Romagna, eseguita senza Steve Hackett.

 

Anche Richard Macphail in My Book Of Genesis ricorda con piacere quei giorni italiani (traduzione mia):

"Essendo fan così sfegatati, gli italiani avevano comprato e assorbito tutti i loro dischi; conoscevano ogni nota e sfumatura delle canzoni. E' stato davvero straordinario. Non avevamo mai provato niente del genere.

Ero lì al banco di mixaggio in mezzo al pubblico e tutti battevano le mani, vedere i miei ragazzi così capiti e apprezzati è stata una meravigliosa esperienza . I fan hanno amato tutto e hanno premiato la band con una standing ovation alla fine di ogni spettacolo.

Ciò ha fatto miracoli per la loro fiducia e tutti e cinque i ragazzi, Peter, Mike, Tony, Steve e Phil, non hanno mai dimenticato il calore del loro primo tour in Italia, o la sua importanza nel loro sviluppo come band.

Spero che abbiamo pagato il nostro debito di gratitudine suonando bene per loro."

Ancora testimonianze da Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, di Daryl Easlea, traduzione di L. Testani:

"Con i suoi strani meccanismi, le performance di primo pomeriggio e le cene tra due show, il tutto culminante in un concerto a Roma (...), l'Italia segnò un decisivo passo verso il live act dei Genesis così come lo conosciamo. Maniacalmente perfezionista, il gruppo smontava pezzo per pezzo l'esibizione della sera prima mentre si spostava verso la città seguente.

«Tutte le volte che viaggiavo con loro mi dovevo sorbire in furgone i commenti sul concerto della sera prima», sorride Conroy (Paul Conroy, road manager del tour, N.d.R.). Restavano abbastanza calmi mentre valutavano se Tony Banks aveva davvero sbagliato tonalità; erano dei perfezionisti. E nelle pause si ascoltavano gli Shadows, dentro il furgone. viaggiando per quattro ore da un concerto all’altro».

«L'intento era sempre quello di migliorare», aggiunge Steve Hackett, «il che rischiava di farlo assomigliare a un’autopsia!».

«Stavamo navigando a vista. E poi ecco questo piccolo raggio di luce che arriva dall'Italia». dice Mike Rutherford. «La strada era dura, tutta in salita. D'un tratto sbuca un paese che ti adora; non serve altro per darti la sensazione che vale davvero la pena andare avanti»."

Angolo del Collezionista (clicca sulle copertine e acquista la tua copia su Ebay). VINILE:

RARO CD:

Con altre date italiane di quel tour:

Ecco altri bootleg tratti dal concerto:

Ultima tappa: i Genesis sono live al Teatro Mediterraneo di Napoli il 19 Aprile.

Un doppio concerto che chiude la prima parte del Nursery Cryme Tour dei Genesis in Italia.

Ecco l'audio del live:

00:00 - Happy The Man;
04:18 - Stagnation;
14:53 - The Fountain Of Salmacis;
23:20 - Twilight Alehouse;
32:14 - The Musical Box;
42:23 - The Return Of The Giant Hogweed;
49:11 - Phil's Solo;
51:24 - The Knife.

Una data che resterà nella storia dei Genesis, perché sul tetto dell'Hotel Domitiana, che ospita la band, Mike e Tony scrivono il testo di Watcher Of The Skies.

Ecco il ricordo di Tony Banks in Genesis: I Know What I Like di Armando Gallo:

"Eravamo seduti in cima a questo edificio, era una calda giornata di sole e stavamo semplicemente guardando fuori attraverso una vasta area di edifici e campi; non c'era un'anima viva in giro.

Sembrava che l'intera popolazione avesse appena disertato il pianeta e questo è ciò che racconta 'Watcher of the Skies': un essere alieno che viene sul pianeta e lo vede completamente deserto. E così la storia si sviluppa con un po 'di fantascienza. Mi piace  'Childhood's End' di Arthur Clarke e libri di questo genere."

E di Mike Rutherford in The living years (Trad. G. Testani):

"Io e Tony insieme scrivemmo il testo, seduti sul tetto del nostro hotel a Napoli immaginando che il mondo fosse finito. Alquanto strano, considerando che era un giorno piacevolmente soleggiato."

Il brano viene già utilizzato per il sound check prima dei concerti. A Napoli quindi viene completato e, come sappiamo, aprirà il prossimo album dei Genesis, in uscita l'ottobre seguente: Foxtrot.

Ma nella sua autobiografia, Mike racconta un altro retroscena, accaduto a Napoli:

"A Napoli scoprimmo un altro passatempo terapeutico... Concludere un tour con una litigata di gruppo era un classico. La cosa insolita della lite-di-fine-tour a Napoli fu che c'era un parco dei divertimenti proprio dietro l'angolo dell'hotel dove dormivamo.

Arrivammo al punto di essere talmente stufi l'uno degli altri che decidemmo che l'unica cosa da fare era di buttarci sulla pista dell'autoscontro e sbatterci contro reciprocamente e selvaggiamente e ripetutamente. Devo dire che non ho mai sperimentato un modo altrettanto efficace per chiarirsi."

Leggi altri ricordi qui:

I luoghi dei Genesis: la nascita di Watcher Of The Skies in Italia – il RICORDO della BAND

La genesi dei GENESIS

Quando Napoli diventò la musa dei Genesis

L'ex Hotel Domitiana, oggi JFK.

Le date italiane portano ulteriore fortuna ai Genesis, che assestano il loro successo nel nostro paese. Non solo, tornando in patria, Steve Hackett conoscerà Ellen, che diventerà la sua prima moglie e madre di Oliver.

E non finisce qui: i Genesis torneranno in Italia ad agosto, per una seconda parte del tour. Ma questa è un'altra storia.

Se hai ricordi di qualcuno dei concerti di questo tour scrivi a Horizons Radio.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

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#NowPlaying News: Genesis, il film restaurato del Bataclan – VIDEO

#Nowplaying: audio, video & live dal web dedicati ai Genesis.

 

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Qui sopra ecco il nuovo film restaurato dello show dei Genesis del 1973 al Bataclan di Parigi è stato pubblicato su YouTube.

Il video, per gentile concessione del sito web The Genesis Museum, è stato restaurato a 4k.

Registrato il 10 gennaio 1973, durante il tour dell'album Foxtrot e girato su pellicola 16mm, il segmento del concerto di mezz'ora, più interviste aggiuntive, contiene The Musical Box, Supper's Ready, The Return Of The Giant Hogweed e The Knife.

"Questo è stato un progetto davvero grande", scrive Genesis Museum sul proprio canale YouTube GMusic. "La fonte aveva molte anomalie, ma c'era abbastanza "argilla" per plasmare questo in qualcosa di ancora migliore".

Le interviste sono state spostate alla fine del filmato, in modo tale da non interrompere lo spettacolo.

Ed è stato risolto i problema della qualità inferiore della bobina finale di The Knife, migliorando la luminosità e i dettagli.

E i risultati ottenuti collocano questo film tra i migliori dei Genesis dell'era Gabriel.

Le ultime della Band su Horizons Genesis:

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Peter Gabriel: il WOMAD U.K. 2021 si svolgerà dal 22 al 25 luglio – Ecco i PRIMI ARTISTI

Tutte le notizie dall'universo Real World e WOMAD di Peter Gabriel.

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WOMAD Festival del 2021 a Charlton Park ha annunciato i primi artisti.

Questo eclettico mix celebra la straordinaria diversità del talento musicale che proviene dalle comunità globali che hanno fatto del Regno Unito la loro casa.

Questa è solo la prima tappa sulla tabella di marcia di WOMAD verso un'estate alla scoperta di grandi artisti sconosciuti o già affermati.

In arrivo altri grandi nomi nel cast del WOMAD, con un gruppo di artisti internazionali che si uniranno per la celebrazione estiva del ritorno alla normalità.

Tutte le informazioni sui biglietti qui.

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I 30 anni di Dusk Genesis Magazine: intervista al Fondatore e Direttore Mario Giammetti

Dusk, il primo e storico Genesis Magazine italiano, ha compiuto 30 anni. Li racconta a Horizons Genesis il Fondatore e Direttore Mario Giammetti.

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I 30 anni di Dusk.

Il 16 marzo 1991 veniva chiuso nella redazione virtuale di Dusk il numero zero di una gloriosa fanzine (poi trasformatasi in rivista patinata) che, unica al mondo, resiste a tutt’oggi in forma stampata.

Per festeggiare questo incredibile anniversario, oltre al numero speciale riservato ai soli associati a cui stanno lavorando, l'ideatore e Direttore Mario Giammetti e il suo gruppo di lavoro hanno chiesto ai componenti dei Genesis di condividere la gioia con loro.

Guarda qui i video.

Mario Giammetti racconta a Horizons Genesis i 30 anni di Dusk.

- Quando e perché hai avuto l'idea di una pubblicazione dedicata ai Genesis?

Nel 1990 andai a trovare Anthony Phillips, che mai nessuno in Italia, che io sappia, aveva intervistato. Parlammo oltre un’ora ma Ciao 2001, a cui all’epoca collaboravo, mi concesse solo tre o quattro cartelle, per un risultato di due pagine. E il resto, mi chiesi? Un mio amico di penna dell’epoca mi disse: perché non stampi l’intervista integrale e la vendi agli appassionati? La cosa mi sembrava poco fattibile, però mi fece venire in mente che, forse, c’erano diverse persone interessate ad avere più notizie sul mondo dei Genesis. All’epoca soltanto Ciao 2001 e Rockstar ne parlavano, ma ovviamente solo in occasione di nuovi album. Inoltre in quel periodo c’erano fanzine dedicate ad artisti, a mio giudizio, assai meno importanti dei Genesis, così decisi di provare, per puro divertimento: avendo già alle spalle un libro (“Genesis Story”, Gammalibri 1988) e tre anni di articoli sul Ciao, feci il salto dall’altra parte della barricata per curiosità realizzando un numero zero fotocopiato che spedii in cambio di un francobollo.

- Oltre a Dusk, quali altri nomi hai preso in considerazione?

Nessuno, in realtà. Quando pensai al nome, mi dissi che doveva essere breve e immediato. Dusk si prestava a tutto ciò. Inoltre, la sua traduzione nascondeva anche un significato recondito: crepuscolo, tramonto. Il che assecondava la mia idea di essere sempre obiettivi, senza mai farsi accecare dalla visione da fan. Arrivando ad ammettere, se necessario, anche il crepuscolo di un’avventura. Cosa che, però, non è mai avvenuta. Perlomeno, non del tutto.

- Quali sono state e quali continuano a essere le difficoltà di questa impresa?

La manovalanza, se così si può dire. Sebbene con l’aiuto imprescindibile di fantastici collaboratori, la gestione pratica ed economica (anche se da un paio di anni su quest’ultimo punto ricevo un consistente aiuto da Stefano Tucciarelli) continua a gravare esclusivamente sulle mie spalle. Questo è sicuramente positivo da una parte, perché non devo chiedere il permesso a nessuno sulle scelte che andrò a prendere, ma diventa davvero pesante quando si tratta poi di portare a compimento un numero. Mi riferisco alla realizzazione, sempre molto complicata, ma anche all’aspetto prettamente fisico: portare le buste e i pacchi agli uffici postali è spaventosamente faticoso. Sui disservizi postali, poi, meglio stendere un velo pietoso.

- Qual è stata la soddisfazione più grande di questi 30 anni?

Dal punto di vista personale, ovviamente conoscere, seppure a vario livello, i miei musicisti preferiti. Poi il fatto che, seppur raramente, talvolta ho ottenuto con Dusk cose che mi erano state negate in qualità di giornalista (più spesso, a onor del vero, è accaduto il contrario, ma ci sta). Ma la gioia più grande è avere il numero in mano, fresco di stampa. Succede da 30 anni ed è sempre un’emozione, anche se a volte si tramuta in delusione per qualche errore imprevisto di stampa o un lavoro tipografico non proprio impeccabile.

- Qual è stata l'intervista più difficile, che hai inseguito più a lungo?

Phil Collins. Dopo un breve incontro faccia a faccia a Perugia nel 1996, ho dovuto aspettare ben otto anni prima di potergli fare finalmente un’intervista come si deve, al Filaforum di Assago nel 2004. Esperienza poi replicata nel 2010 e, telefonicamente, nel 2016.

- Chi è il membro Genesis più intervistato e perché?

Sicuramente Steve Hackett, per due ragioni: primo, è di gran lunga il più attivo di tutti. Secondo, è anche incredibilmente disponibile e, oltretutto, molto attendibile e abbastanza preciso nei ricordi.

- Non ci pare, ma ti è sfuggito qualcuno della galassia Genesis da intervistare?

Peter Gabriel non ha ancora accettato un’intervista esclusiva. L’ho incontrato diverse volte e gli ho rivolto personalmente delle domande in conferenze stampa o roundtable (chiacchierate per un numero limitato di giornalisti, in genere otto), ma le mie infinite richieste per un faccia a faccia o una telefonica alle sue assistenti non hanno ancora dato esito favorevole. Per il resto, direi di aver intercettato davvero tutti, perlomeno quelli in vita. Compreso il più inaccessibile in assoluto: John Silver.

- Cosa ne pensano i Genesis di Dusk?

Sono sicuramente tutti riconoscenti per il lavoro che facciamo, consapevoli che questo genere di pubblicazioni servono a tenere accesa e alimentare la fiammella. C’è naturalmente il problema della lingua, per cui non possono leggere quello che scrivo anche se, a dire il vero, non credo che, a quelli grossi almeno, interesserebbe più di tanto. Tony Banks, per esempio, ha dichiarato più volte di non leggere recensioni né libri sulla band e che è stato costretto a farlo nel caso della biografia di Mike Rutherford (per poi pentirsene amaramente!). Steve Hackett è invece molto attento e interessato e, se gli mando la traduzione di un articolo, sicuramente la legge.

- Ti hanno mai chiesto (anche qualche membro dei Genesis) di tradurre in altre lingue gli articoli di Dusk?

Per alcuni anni è esistita una versione in inglese, fotocopiata, di Dusk, almeno di buona parte degli articoli compresi in ciascun numero. Poi però ho smesso: non ne valeva la pena perché gli abbonati stranieri sono sempre stati una sparuta minoranza. Non si contano invece le volte che qualcuno mi ha detto “se fosse in inglese, non perderei un numero di Dusk”. Sono quelli che poi hanno molto gradito il mio libro “Genesis 1967 To 1975: The Peter Gabriel Years”, pubblicato lo scorso anno dalla londinese Kingmaker.

- Visto che Dusk è l'unica pubblicazione su carta nel mondo sui Genesis, quali feedback hai dall'estero?

Torniamo al discorso lingua; chi non parla italiano, si concentra sull’impatto delle foto e sui contenuti e non è raro che qualche amico estero mi scriva chiedendomi maggiori informazioni su qualcosa che ha captato ma ovviamente non riesce a comprendere fino in fondo. Ma ci sono un manipolo di appassionati che ci seguono con fedeltà assoluta pur senza capire una sola frase: a loro basta guardare come è strutturato il giornale per comprendere che ne vale sempre la pena.

- Non sempre siete d'accordo con le scelte dei Genesis (vedi per esempio l'ultima reunion) o con la qualità e necessità di certe ristampe. E non vi censurate. Pensi che con il tempo possa cambiare questa linea editoriale?

Assolutamente no. Quando c’è stato da criticare, lo abbiamo sempre fatto, senza nessuna remora, in accordo all’editoriale del numero zero. Si può ovviamente non essere d’accordo, ma nessuno di certo ci può accusare di faziosità. Di tanto in tanto qualcuno mi definisce il fan numero uno dei Genesis, pensando di farmi un complimento, ma per me non lo è affatto: che adori la band è scontato, ma mi ritengo un giornalista prima e solo di rimbalzo un appassionato. Per questo uso, per gli album che recensisco su Dusk, il medesimo approccio critico che ho usato con il Ciao, Rockstar, Jam e che uso tuttora per Classic Rock: sincerità totale, senza sconti a nessuno.

- Qual è la critica più dura e l'elogio più bello da parte dei lettori?

Qualche lettore in passato ci ha definiti una sorta di fanclub di Steve Hackett, perché di lui si parla sempre più degli altri. Ma come potrebbe essere altrimenti, visto che pubblica il triplo di quello che producono tutti gli altri messi assieme? Qualche altro lettore ritiene che si dia troppo spazio a Anthony Phillips (dimenticando che è stato il fondatore e per un breve periodo addirittura il leader della band). Molti, infine, detestano e neanche cordialmente Ray Wilson. Una volta incontrai a un concerto un ex abbonato che, dopo essersi presentato, mi confidò candidamente che aveva smesso di seguirci perché non sopportava l’idea di vedere Ray sulle pagine di Dusk! Ma Ray è stato un membro dei Genesis, per i quali ha cantato in un disco e un tour. Come tale, ha esattamente gli stessi diritti degli altri membri anche se, ovviamente, non detiene il medesimo palmares artistico.

Tra gli elogi, prima di tutto la costanza; molti lettori sono quasi increduli di fronte a tanta perseveranza e vedono Dusk come un amico di famiglia che va a trovarli a casa ogni quattro mesi. Molto apprezzata anche l’onestà intellettuale e l’attitudine a scrivere sempre senza filtri, qualcosa di non così frequente nel mondo dei cosiddetti fanclub (categoria nella quale Dusk, peraltro, non rientra), dove spesso si è succubi degli artisti: posso dire con orgoglio che non è mai accaduto e che se qualche errore è stato commesso, ed è successo, è stato semmai per affetto, non certo per opportunismo.

- Per i prossimi anni prevedi anche uno sviluppo sul web più consistente dell'attuale o resti fedele al valore del cartaceo?

Riconosco l’importanza del web, ma non fa per me. Quando Dusk cesserà le pubblicazioni cartacee, resterà solo un bel ricordo, al massimo il sito web minimale così come è oggi.

Grazie a Mario Giammetti, buon compleanno e in bocca al lupo per i prossimi, tantissimi, anni di Dusk.

 

 

E chi non l'avesse già fatto, qui può abbonarsi a Dusk.

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“The A – Z of Phil Collins Podcast”, ascolta tutti gli episodi

In occasione dei 40 anni di "Face Value" è uscito "Introducing The A – Z of Phil Collins", podcast in 6 episodi che racconta vita e musica di Phil Collins.

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Il 13 febbraio 1981 usciva Face Value, album d'esordio della carriera solista di Phil Collins. 

In questa occasione è partito "Introducing The A – Z of Phil Collins", podcast in 6 episodi che racconta vita e musica di Phil Collins. Ecco il lancio via Facebook:

Ed ecco la playlist degli episodi pubblicati:

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Steve Hackett Tour: show riprogrammati, tutti gli aggiornamenti 2021 e 2022

Tutte le date e i dettagli degli spettacoli del tour di Steve Hackett annullati e/o riprogrammati nel 2021/2022. 

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* AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA MAGGIO spettacoli riprogrammati * 

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA Gli spettacoli di maggio 2021 sono riprogrammati per GIUGNO 2022.
 

AUSTRALIA E NUOVA ZELANDA Selling England by the Pound & Seconds Out - GIUGNO 2022

A causa della pandemia COVID-19 in corso, Steve Hackett e David Roy Williams Entertainment hanno dovuto riprogrammare con rammarico le date australiane e neozelandesi di Steve a GIUGNO 2022.
MAGGIORI INFORMAZIONI QUI ...

I fan in possesso di biglietti dovrebbero sentire le società di emissione dei biglietti entro i prossimi giorni per confermare che i biglietti in possesso sono validi per le nuove date e che i posti rimarranno come originariamente assegnati. TUTTE LE DOMANDE DEVONO ESSERE AFFRONTATE AL VOSTRO BIGLIETTO ORIGINALE.

GIAPPONE 2021

* Spettacoli del Giappone 2021 cancellati - da riprogrammare per il 2022 *
 
A causa della pandemia Covid in corso, è con rammarico che le date del Kawasaki Club Citta 2021 in Giappone previste per il 4-6 giugno siano state cancellate. È possibile ottenere il rimborso completo dei biglietti da:
clubcitta.co.jp/001/steve-hackett-2021/ .

Stiamo lavorando per riprogrammare questi spettacoli per il 2022. Continua a controllare con il nostro sito web per ulteriori dettagli.

* Spettacoli riprogrammati di APRILE USA * 

Gli spettacoli dell'aprile 2021 negli Stati Uniti sono stati riprogrammati per il 2022 !!

STATI UNITI Selling England by the Pound & Seconds Out - APRILE 2022

A causa della pandemia COVID-19 in corso e dei conseguenti divieti ufficiali degli eventi, Steve ha dovuto posticipare le sue date previste per il 2021 di aprile negli Stati Uniti. La buona notizia è che questo tour è stato riprogrammato per aprile 2022.
MAGGIORI INFORMAZIONI QUI ...

I TUOI BIGLIETTI ORIGINALI RIMANGONO VALIDI PER I NUOVI SPETTACOLI. TUTTE LE DOMANDE DEVONO ESSERE AFFRONTATE AL VOSTRO BIGLIETTO ORIGINALE.

* RIPROGRAMMAZIONI IN REGNO UNITO E IN EUROPA *

Gli spettacoli nel Regno Unito e in Europa sono stati riprogrammati per il 2021 e il 2022.

EUROPA Seconds Out + ALTRO - 2021/2022

A causa della pandemia COVID-19 in corso e dei conseguenti divieti ufficiali degli eventi nazionali, Steve è stato costretto a posticipare il suo tour in Europa previsto per il 2020. La buona notizia è che questo tour è stato riprogrammato per novembre 2021 e marzo 2022.

I TUOI BIGLIETTI ORIGINALI RIMANGONO VALIDI PER I NUOVI SPETTACOLI. TUTTE LE DOMANDE DEVONO ESSERE AFFRONTATE AL VOSTRO BIGLIETTO ORIGINALE.

Stiamo ancora lavorando per riprogrammare gli spettacoli di BARCELLONA e MONACO e speriamo di avere presto notizie su di loro.

Stiamo lavorando a ulteriori spettacoli Seconds Out + More in ITALIA per luglio 2021. Continuate a controllare il sito web per ulteriori dettagli.

* Tour del Regno Unito  *

Gli spettacoli del Regno Unito sono stati riprogrammati per settembre / ottobre 2021!
 

* CRUISE TO THE EDGE 2022 *

25-30 aprile 2022 - Cruise To The Edge 2022

Scopri Di più...

* NIGHT OF THE PROG FESTIVAL 2021 *

17 luglio 2021 - Loreley, Germania - Night Of The Prog - Steve Hackett headliner

Scopri Di più...

* WUPPERTAL * 

POSTICIPATO per il 2021: 27 e 28 agosto 2021 - Wuppertal - Rock Meets Classic - Steve Hackett with band & Orchestra

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* Djabe with Steve Hackett 2021 - The Journey Continues *

Il tour di Steve Hackett e Djabe avverrà nell'agosto 2021

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Il tour Genesis Classic della Ray Wilson Band – DATE

Ray Wilson in tour. Ecco le date confermate e quelle rimandate. AGGIORNAMENTI CONTINUI.

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Date & biglietti.

SOGGETTO A VARIAZIONI. Consulta QUI gli aggiornamenti:

 

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Ascolta Ray Wilson plays Genesis:

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Steve Hackett: tutte le iniziative per aiutare la sua crew e i lavoratori della musica

Per dare un aiuto alla sua crew e ai lavoratori della musica in questi tempi difficili, Steve Hackett ha aderito a molte iniziative. Ecco le ultime.

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Ecco i post di Steve che segnalano recenti iniziative:

STAGEHAND CHARITY - WIN A GIBSON LES PAUL SIGNED BY STEVE

https://www.crowdfunder.co.uk/win-steve-hackett-les-paul

The...

Pubblicato da Steve Hackett su Venerdì 12 marzo 2021

HANDWRITTEN LYRIC PACKAGE #2 - EVERY DAY

To provide further support to the Steve Hackett Crew through these difficult...

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 3 marzo 2021

Win a signed Gibson Les Paul by Steve Hackett!

I'm really excited to be involved with the #ILoveLive prize draws which...

Pubblicato da Steve Hackett su Mercoledì 3 marzo 2021

Le ultime di Steve su Horizons Genesis

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I Genesis fino a “Foxtrot” in uno speciale di 14 pagine su Record Collector numero 516 di marzo

14 pagine sui Genesis nel numero di marzo di Record Collector.

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La preistoria affascinante e collezionabile della band. Lo speciale di 14 pagine esamina i primi anni fino a Foxtrot e include nuove interviste con Richard Macphail, Steve Hackett, Anthony Phillips e Tony Banks.

Acquista la tua copia qui: https://shop.recordcollectormag.com/issue/view/issue/RC516

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Genesis: The Last Domino? Tour, le NUOVE DATE 2021 – BIGLIETTI

The Last Domino? Tour SPOSTATO AL 2021 con due show in più. Ecco le NUOVE DATE le parole, le notizie, la rassegna stampa, i biglietti in vendita.

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Le date dell'autunno 2020 sono state riprogrammate nel 2021. Eccole:

Wednesday 15 September Dublin 3Arena
Thursday 16 September Dublin 3Arena
Saturday 18 September Belfast SSE Arena
Monday 20 September Birmingham Utilita Arena
Tuesday 21 September Birmingham Utilita Arena
Wednesday 22 September Birmingham Utilita Arena
Friday 24 September Manchester AO Arena
Saturday 25 September Manchester AO Arena
Monday 27 September Leeds First Direct Arena
Tuesday 28 September Leeds First Direct Arena
Thursday 30 September Newcastle Utilita Arena
Friday 1 October Newcastle Utilita Arena
Sunday 3 October Liverpool M&S Bank Arena
Monday 4 October Liverpool M&S Bank Arena
Thursday 7 October Glasgow SSE Hydro
Friday 8 October Glasgow SSE Hydro
Monday 11 October London The O2
Tuesday 12 October London The O2
Wednesday 13 October London The O2

I biglietti restano validi o sono acquistabili QUI.

I Genesis si riuniranno per un tour nel Regno Unito, 14 anni dopo la loro ultima esibizione.

Guarda le immagini delle prove:

Tony Banks, Phil Collins e Mike Rutherford hanno confermato la reunion nel programma di Zoe Ball su BBC Radio 2.

Il trio sarà affiancato dal figlio diciottenne di Collins, Nicholas alla batteria e Daryl Stuermer alla chitarra e al basso.

 

Ecco le parole dei Genesis:

https://www.facebook.com/BBCR2/videos/204374560635499/

"Penso che sia il momento giusto", ha detto Banks. "Siamo tutti buoni amici, siamo tutti maturi e... eccoci qui".

“Farò del mio meglio per suonare alcune parti del tour”, ha spiegato Phil Collins. “Devo iniziare a pensarci davvero seriamente, ma ho già calcolato quello che farò e quali canzoni suonare”. 

"Tutti noi pensavamo: 'Perché no?', ha detto Collins. "Sembra una ragione un po' patetica, ma ci piace la compagnia reciproca, ci piace suonare insieme".

Banks ha aggiunto che il trio non ha chiesto a Gabriel di partecipare al reunion tour, perché "la maggior parte delle canzoni che la gente conosce è arrivata dopo la sua partenza. Peter ha lasciato la band 45 anni fa e da allora ha vissuto come aveva voluto".

"C'è un sound dei Genesis che è ancora presente", ha detto Mike Rutherford. "Mi mancava, è bello suonarlo di nuovo".

"E' una bella sensazione, è il momento giusto, non vediamo l'ora di farlo", ha continuato Mike Rutherford. Molti dei nostri contemporanei hanno suonato molto, abbiamo fatto due spettacoli nel Regno Unito negli ultimi 28 anni".

Sul figlio diciottenne Nicholas, che suonerà la batteria negli show, Phil Collins ha detto: "Suona come me e ha il mio stesso atteggiamento. Quindi è un buon punto di partenza".

Sulla potenziale scaletta, Collins ha detto: "Ci sono canzoni che senti di dover suonare perché il pubblico si sentirebbe imbrogliato se non lo facessi, allora si tratta di mettere insieme il resto del materiale con canzoni che non suoniamo da molto tempo. Ma ci sono alcuni vecchi cani che non correranno".

Le voci di una reunion circolavano da quando Collins e Rutherford si sono esibiti insieme a Berlino lo scorso giugno.

Collins ha poi accennato alla possibilità di una reunion: "Rimaniamo amici intimi, quindi non si sa mai."

All'inizio di questa settimana, una fotografia dei tre membri è apparsa sull'account ufficiale di Instagram dei Genesis con la didascalia: "E poi erano tre."

L’ultimo concerto dei Genesis risale al 2007, quando il gruppo britannico suonò al Circo Massimo di Roma, in un concerto gratuito, davanti ad oltre 500mila spettatori.

Rassegna stampa:

GENESIS: Transcript of their interview on BBC Radio 2 yesterday now available here: https://bit.ly/2v081i6

I Genesis tornano insieme dopo 13 anni

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