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Peter Gabriel a Milano per presentare “EYE-D” il nuovo libro di fotografie della figlia Anna – DETTAGLI & COMPRALO QUI

Pubblicato in Italia da Rizzoli Lizard il 19 ottobre, il libro presenta le foto di un occhio ravvicinato di Anna di una serie di nomi noti.

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Tra i personaggi fotografati ci sono David Byrne, Helena Christensen, Willem Defoe, The Edge, Noel Gallagher, Annie Lennox, Susan Sarandon, Benjamin Zephaniah, Peter Gabriel e molti altri.

«Fotografare un occhio è vedere in un altro mondo, un mondo emozionale più profondo. Queste fotografie sono come piccole finestre in case che passiamo ogni giorno ma non guardiamo mai dentro.

In un'epoca in cui le persone guardano gli schermi e sperimentano meno il contatto visivo tra di loro, sono felice di pubblicare questo libro che dà uno sguardo più profondo negli occhi di questi volti famosi». - Anna Gabriel.

A sostegno dell'uscita ci saranno due eventi in Italia, a Milano, un book signing alla Fondazione Sozzani mercoledì 20 ottobre alle 19.30 e un Q&A con Anna e Peter alla Santeria Toscana 31 alle 18.30.

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Peter Gabriel: 30 anni dalla storica Real World Recording Week – guarda il DOCUMENTARIO

Tutte le notizie dall'universo Real World e WOMAD di Peter Gabriel.

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30 anni dalla storica Real World Recording Week - un ambizioso e memorabile raduno di 75 musicisti provenienti da 20 paesi allo scopo di innescare collaborazioni artistiche uniche.

Peter Gabriel fu l'ospite dell'evento, che ebbe luogo ai Real World Studios.

Ha prodotto diversi album classici per la Real World Records, oltre a segnare l'inizio del progetto Big Blue Ball.

Per l'occasione viene proposto attraverso la pagina Facebook qui sotto un documentario che è stato filmato durante l'evento e trasmesso dalla BBC nel 1991:

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Ipse Dixit: WOMAD U.K. rimandato al 2022, ascolta le parole di Peter Gabriel

Tutte le notizie dall'universo Real World e WOMAD di Peter Gabriel.

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Il creatore del WOMAD Festival Peter Gabriel aveva parlato al BBC Radio 4 Today show per chiedere chiarezza e sicurezza al Governo Inglese.
"Non stiamo chiedendo l'elemosina.... stiamo chiedendo sicurezza"
dice Peter Gabriel - "c'è troppa incertezza per la maggior parte dei promotori di festival per correre il rischio".

Ascolta le sue parole:

WOMAD Festival del 2021 a Charlton Park ha annunciato i primi artisti.

Questo eclettico mix celebra la straordinaria diversità del talento musicale che proviene dalle comunità globali che hanno fatto del Regno Unito la loro casa.

Questa è solo la prima tappa sulla tabella di marcia di WOMAD verso un'estate alla scoperta di grandi artisti sconosciuti o già affermati.

In arrivo altri grandi nomi nel cast del WOMAD, con un gruppo di artisti internazionali che si uniranno per la celebrazione estiva del ritorno alla normalità.

Tutte le informazioni sui biglietti qui.

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#NowPlaying News: Peter Gabriel nel film “Freedom Flight” per il 60° anniversario di Amnesty International – VIDEO

Audio e video 100% Genesis & Co. Le novità del momento.

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“Freedom Flight”, un lungometraggio di due minuti, con gli attivisti di Amnesty International in cinque punti di riferimento globali ed esposizioni d'arte di droni celesti per celebrare il 60 ° anniversario.

Guarda il video:

Una versione orchestrale dell'inno per i diritti umani di Peter Gabriel "Biko" fornisce la colonna sonora con le voci del coro gospel degli Spirituals a Londra e Angelique Kidjo e Nazanin Boniadi, tra gli altri, per una potente narrazione del poema "Ode to Amnesty" scritto appositamente da Bill Shipsey per il film e ora tradotto in venti lingue.

“Freedom Flight”, prodotto da Art for Amnesty e Celestial, una compagnia d'arte di droni all'avanguardia, per Amnesty International France è stato girato a Robben Island a Cape Town, Sydney Opera House, Jama Masjid Mosque, Nuova Delhi, Plaza del Zócalo, Città del Messico e al Palais de Chaillot, Parigi.

Gabriel, ambasciatore della coscienza di Amnesty International e sostenitore di lunga data dell'organizzazione per i diritti umani, ha dichiarato:

“E' stata una corsa contro il tempo ma ne è valsa decisamente la pena. The Spirituals Choir si impegna a raccontare storie di giustizia sociale a una nuova generazione che si sposa molto bene conquella che ha ispirato di Steve Biko.

“Ora più che mai, abbiamo bisogno di quante più persone possibile per iniziare a contrastare personalmente l'ingiustizia e per essere coinvolti in ogni modo possibile. Amnesty ha svolto un lavoro straordinario in tutto il mondo che credo sia davvero importante e supportato da quarant'anni, quindi sono stato molto felice che mi sia stato chiesto di aiutare con questo bellissimo film".

Foto e info dal sito web di Peter Gabriel.

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The Cinema Show: Peter Gabriel e la colonna sonora del film “Birdy” – STORIE, MEMORIE & VIDEO

The Cinema Show: Genesis & Co. e il cinema, le serie tv e gli audiovisivi.

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Nel settembre del 1984 Peter Gabriel viene chiamato dal regista Alan Parker a scrivere le musiche per il film Birdy - Le ali della libertà, Grand Prix Speciale della Giuria al Festival di Cannes.

Non l'hai mai visto? Acquistalo qui:

Ecco il trailer originale:

E quello in italiano:

Una piccola incursione nelle colonne sonore Peter l'ha fatta in precedenza, nel 1984, con Against All Odds e Gremlins. In entrambi i film partecipando con un brano. Nel primo, che contiene anche brani di Phil Collins e Mike Rutherford, c'è "Walk Through The Fire", uscito anche come singolo e contenuto pure nel recente "Rated PG":

In Gremlins il brano di Peter si intitola "Out Out".

Compra qui l'album:

La colonna sonora di Birdy è invece la prima composta esclusivamente da Peter. Include brani inediti e riletture in chiave strumentale di canzoni già contenute nel terzo e quarto album.

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Alan Parker voleva utilizzare canzoni già esistenti. Invece Peter si emoziona ed entusiasma, perciò vorrebbe comporre nuovo materiale. «Ma c'era pochissimo tempo, dato che il film doveva uscire a dicembre, così mescolai vecchio e nuovo. Per me fu un'esperienza meravigliosa imparare a orchestrare», racconta Gabriel ad Armando Gallo, citato in "Peter Gabriel. Not one of us" di Mario Giammetti.

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Il progetto segna l'inizio della collaborazione con l'ingegnere del suono Daniel Lanois, il quale caratterizzerà musicalmente questo e i due album successivi. «Siamo andati subito d'accordo, lui reagisce d'istinto alla mia musica», ha raccontato Gabriel, citato in "Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel" di Daryl Easlea.

Compralo qui:

Peter Gabriel ricorda così il making of Birdy:

Tutti i brani sono scritti da Peter Gabriel. Circa metà del materiale è nuovo. Ecco cosa ha invece ripreso:

Lato 1
1. "At Night" (con accenno a "Wallflower") 2:38
2. "Floating Dogs" 2:55
3. "Quiet and Alone" 2:30
4. "Close Up" (ha le tastiere di "Family Snapshot") 0:55
5. "Slow Water" 2:51
6. "Dressing the Wound" 4:06
Lato 2
No. Title Length
7. "Birdy's Flight" (basata su "Not One of Us") 2:58
8. "Slow Marimbas" 3:21
9. "The Heat" (ha il drumming di "The Rhythm of the Heat") 4:41
10. "Sketch Pad with Trumpet and Voice" 3:05
11. "Under Lock and Key" (deriva da "Wallflower") 2:28
12. "Powerhouse at the Foot of the Mountain" (da "San Jacinto"). 

Per la prima americana del film il 19 dicembre, la colonna sonora non è ancora pronta. Viene mixata nel gennaio 1985 e il disco esce a marzo. 

Il film viene proiettato al Festival di Cannes il 20 maggio e, come già accennato, ottiene il Grand Prix Speciale della Giuria.

«Sono orgoglioso di aver lavorato a Birdy come prima esperienza nei soundtrack, perché Birdy è un film speciale», ha scritto Peter Gabriel nelle note di copertina dell'album.

Ed ecco come Peter ha reso omaggio ad Alan Parker in occasione della sua morte. 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

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Il libro “Peter Gabriel: Every Album, Every Song” – COMPRA

Il libro "Peter Gabriel: Every Album, Every Song", un viaggio attraverso i suoi album solisti, le sue registrazioni dal vivo e le composizioni di colonne sonore.

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Durante i suoi oltre quarant'anni di carriera da solista, Gabriel è diventato una pop star mondiale con i suoi primi album e poi con "So" del 1986, oltre a colonne sonore di successo.

Peter è andato oltre il suo background di rock progressivo per raggiungere un livello che altri musicisti di quel genere potevano solo sognare.

Il libro è la guida perfetta alla sua musica sia per i nuovi ascoltatori che per i fan di lunga data.

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#NowPlaying News: Peter Gabriel ‘Big Time’ Live in Buenos Aires, 2009 – raro VIDEO

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Raro filmato di 'Big Time' registrato dal vivo all'Estadio Vélez Sarsfield, Buenos Aires, Argentina il 22 marzo 2009, durante il tour latinoamericano di Peter Gabriel.

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Peter Gabriel: 35 anni dell’album “So”, uscito il 19 maggio 1986 – STORIE, MEMORIE & VIDEO

So, l'album che, uscito il 19 maggio 1986, ha regalato a Peter Gabriel il successo mondiale totale,  non ancora arrivato con i primi quattro dischi, compie 35 anni.

By Eugenio Delmale

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Peter Gabriel - So

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Ecco il post su Facebook di Peter Gabriel il giorno del compleanno di "So":

Ed ecco il post su Facebook di Peter Gabriel del 17 maggio 2021:

10 elementi che raccontano la svolta di Peter.

1. Dopo quattro album in cui tutti i piatti della batteria erano spesso banditi, Red Rain, che apre So, inizia proprio con una spiazzante reintroduzione dei "metalli" inutilizzati. Una significativa rottura con il passato, forse a voler dimostrare che l'autore è un Peter Gabriel nuovo. Il primo suono del brano, infatti, è quello del charleston e dei piatti di Stewart Copeland dei Police, uno dei tanti collaboratori illustri di questo disco.

2. Difficile da credere, ma Sledgehammer è stata inserita nell'album solo all'ultimo momento ed è nata quasi per caso, da un'idea che girava in testa a Peter, ma che non era stata ancora sviluppata, anche se le registrazioni del disco erano quasi ultimate. La sezione ritmica è nata per prima, creata dal nuovo batterista Manu Katché e da Tony Levin al basso, poi la chitarra di Daniel Lanois (altra novità, soprattuto in veste di produttore), infine la sezione di fiati dei Memphis Horns. Il titolo deriva dalle metafore di tipo edile usate da Gabriel e Lanois in sala di incisione. Il singolo arriva quarto in UK e primo in USA, scalzando proprio Invisible Touch dei Genesis. E il video del brano è da record. 

3. Riporta Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno), che il caratteristico suono del basso di Tony Levin in Don't Give Up, deriva dall'uso dei pannolini della figlia, per ottenere quel tono ovattato. La voce femminile doveva essere inizialmente quella di Dolly Parton, star del country americano, la quale non accetta. Così Gabriel si rivolge a Kate Bush, rimanendo molto soddisfatto. Anche se, scrive Gabriel nelle note di copertina dell'album, restano le radici "gospel/country (...) nel fantastico modo di suonare il pianoforte di Richard Tee". Questo inno alla possibilità di superare gli ostacoli ha aiutato tante persone. "Gabriel ha dichiarato che una ben nota rockstar e un attore comico gli hanno entrambi confessato che la canzone li ha convinti a rinunciare al suicidio". (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana)

4. Insolitamente il testo di That Voice Again è scritto insieme a David Rhodes, il quale, con Gabriel e Lanois, è il terzo artefice principale del disco. Una soluzione cui è dovuto ricorrere il produttore canadese, visto che Peter non si decideva a ultimare le liriche della canzone. E' possibile che Gabriel non riuscisse ad andare avanti per il tema del brano, che fa riferimento alla sua crisi coniugale del momento con Jill. Dopo 10 anni ("per non creare connessioni con i Genesis", ha raccontato alla rivista italiana Ciao 2001), torna nella musica del cantante la chitarra 12 corde, suonata da Lanois. Come accade rarissimamente, il brano inizia con il ritornello.

5. In Your Eyes vede la partecipazione di vari coristi tra i quali Jim Kerr dei Simple Minds e soprattutto il cantante senegalese Youssou N'Dour, che qui canta in lingua wolof. E' verosimilmente una dichiarazione d'amore per Rosanna Arquette, l'attrice americana conosciuta la sera del concerto Six of the Best (leggi e ascolta lo speciale di Horizons Radio). In crisi con Jill da anni, Peter aveva un strana relazione con lei. Sicuramente è la prima canzone d'amore diretta composta da Gabriel nella sua carriera da solista. E dire che inizialmente si intitolava Sagrada Familia ed era ispirata alla Cattedrale di Barcellona e al suo creatore, Antoni Gaudì.

6. Varie voci di Peter sovraincise contribuiscono alla bellezza toccante di Mercy Street. Tra queste, una particolarmente bassa è stata registrata alle sette del mattino, per ottenere un cupezza naturale. Le percussioni sono del brasiliano Djalma Correa, registrate da Gabriel a Rio de Janeiro. Il meraviglioso lavoro al basso è di Larry Klein. Benchè ufficialmente ispirata all'opera quasi omonima della poetessa americana Anne Sexton, Mario Giammetti (in Peter Gabriel. Not one of us, Ed. Segno) riporta un episodio, raccontato dallo stesso Gabriel, che potrebbe aver influenzato il testo: un atterraggio di fortuna, proprio del volo per il Brasile, preso per incontrare Correa.

7. Una prima versione di Big Time, con il titolo Success era stata registrata ai tempi di Security. Terzo singolo dell'album, ha raggiunto l'ottavo posto in classifica negli Stati Uniti, dove apprezzavano il clima funky del brano e la sua filosofia, così vicina al sogno americano, anche se declinata con ironia. Fondamentale nel brano è la drumstick bass guitar, suonata da Tony Levin, che preme le corde, e da Jerry Marotta, che le percuote, ottenendo quel sound caratteristico della parte ritmica, abbinato alla batteria di Stewart Copeland.

8. Registrata originariamente per Melt, poi candidata a entrare in Security, We Do What We're Told (Milgram's 37) è diversa dalle altre tracce del disco, visto che arriva da tempi musicalmente remoti per Peter. Suonata in tour sin dal 1980, infatti, era una vecchia conoscenza dei fan della prima ora. "Sta lì a dimostrare al suo nuovo pubblico che se Gabriel voleva poteva essere ancora inquietante e disturbante". (Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana).  Il testo è notoriamente basato su un esperiemento che dimostrava scientificamente la "banalità del male" nazista, tema utilizzato anche dai Genesis nel brano Just A Job To Do (Album Genesis).

9. Il vinile termina con Milgram, ma non le versioni su cassetta e CD, chiuse da This Is The Picture (Eccellent Birds) - e, nelle rimasterizzazioni, da In Your Eyes -, variazioni dettate dall'ossessione di Gabriel per la sequenza dei brani e per la buona miscela tra code e attacchi degli stessi. Inserire This Is The Picture è stata una scelta singolare, visto che, composta con Laurie Anderson,  faceva già parte dell'album dell'artista americana di due anni prima Mister Heartbreak, in una versione diversa e con il titolo Eccellent Birds. Gabriel l'ha voluta temendo di non avere abbastanza materiale, altra bizzarria, visto che disponeva di brani già completi e inediti come Don't Break This Rhythm o Curtains, che invece diventeranno il lato B dei singoli Sledgehammer e Big Time.

10. Infine la copertina e il titolo So. Sorprendentemente l'album esce con una confezione esteriormente normale, con un bel ritratto di Peter realizzato da Trevor Key e nessuna delle stranezze formali presenti in quelle precedenti. Per la prima volta, inoltre, Peter decide di utilizzare un titolo. La rivista Rolling Stone gli ha chiesto il perché. "Il nuovo album ha un titolo universale, - risponde Gabriel -, così la gente non rischierà di comprare due volte lo stesso disco. Sono molto contento di averlo fatto, perché è in linea con il piccolo cambiamento dello stile; volevo che l'album fosse elementare, vivo, naturale". (Cit. in Daryl Easlea, Senza frontiere. Vita e musica di Peter Gabriel, Ed. Arcana). Al grande successo del disco ha contribuito il video di Sledgehammer, oggetto di un altro articolo di Horizons Radio - LEGGILO QUI. Ecco come Stephen R. Johnson e Peter Gabriel hanno realizzato questo e i successivi.

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I luoghi di Peter Gabriel: Bath, da “buen retiro” a “real world” – VIDEO & RICORDI

I luoghi indimenticabili nella storia di Genesis & Co., attraverso audio, video, documenti e molto altro ancora.

By D.B.

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Tra i luoghi fondamentali per Peter Gabriel ci sono la città di Bath e i suoi dintorni, in Somerset, UK.

Bath dal sito web Bath Echo

Un posto che, da iniziale buen retiro, per meditare a distanza su certi eventi, come vedremo, è stato fonte di ispirazione e sperimentazione fino alla creazione della struttura della sua Real World.

Peter si stabilisce nella prima abitazione della sua storia con la città a  Woolley Mill, nell'omonima valle, nei pressi di Bath, con Jill incinta; la figlia Anna-Marie nascerà dopo un parto difficilissimo il 26 luglio 1974.

Siamo nel periodo successivo al tour di "Selling England By The Pound" e alla vigilia delle burrascose sessioni di composizione, registrazione e relativa tournée di "The Lamb Lies Down On Broadway".

Qui Gabriel si rifugia nei momenti liberi, in "fuga" da Headley Grange, dove i Genesis si sono ritirati per comporre e provare le canzoni del nuovo album.

Qui, come racconta Richard Macphail...

... riceve la telefonata della madre che chiede spiegazioni sul significato dei testi di The Lamb.

Ed è qui che, secondo Daryl Easlea...

...Peter si ritira dopo il tour e redige la lunga lettera per annunciare ufficialmente la sua decisione di lasciare i Genesis.

Dopo essere uscito dalla band, Gabriel si dedica qui ai suoi passatempi preferiti del momento: la campagna e la famiglia. A Bath, sempre secondo Easlea, si confonde con la comunità locale, e si prende «due anni per crescere i cavoli e i figli».

Come riporta Mario Giammetti...

...Peter ha raccontato ad Armando Gallo su Ciao 2001 nell'aprile 1976: «Per almeno sei mesi dopo la mia uscita dai Genesis ho frequentato gente non collegata con il mondo musicale, gente che non sapeva nemmeno dell'esistenza di un complesso chiamato Genesis».

A Bath Peter sperimenta stili di vita alternativi, medita di entrare in una comune (una delle quali si chiama Genesis), assume qualche droga, senza eccessi. Si presenta anche sul palco degli amici Stackridge al Friars Aylesbury, uscendo da una torta di compleanno.

Gabriel ritiene l'antica città termale romana di Bath un ottimo conduttore di energia, che presto lo porterà a iniziare a comporre nuova musica.

E tra le nuove esperienze ce n'è una mistica del cantante sulla collina di Solsbury, che sovrasta la città.

Little Solsbury Hill dal sito web Kids of Bath

Come scrive Davide Castellini...

...«La collina di Solsbury è uno spazio fisico reale, un monticello nei pressi di Bath (...). Ma è anche un luogo metaforico da dove si possono osservare le "luci della città" - la realtà presente e nel contempo avere uno sprazzo dell'incerto futuro che si prospetta - l'aquila che spicca il suo volo nella notte scura».

Emozioni che saranno  di grande ispirazione per il suo primo singolo da solista "Solsbury Hill", in cui spiega anche i motivi dell'abbandono dei Genesis, brano che ha anticipato nel febbraio del 1977 l'uscita del primo album.

Gabriel ha quindi trovato un luogo stimolante in cui far fiorire le nuove idee. In questo contesto creativo, inizia a organizzare il suo studio di registrazione casalingo, che presto sarà frequentato da spiriti a lui affini. I primi demo per il nuovo disco vengono proprio dal pianoforte di Woolley Mill.

Ma non sempre Bath ha portato fortuna a Peter. Come lo sciagurato primo Festival WOMAD del 16 luglio 1982, che si tiene proprio vicino casa di Gabriel, ma ciò non garantisce il successo, anzi.

Siamo nel West Country, fuori Shepton Mallet, nello stesso campo in cui i Led Zeppelin parteciparono al secondo Bath Festival nel 1970.

L'intero evento presenta enormi sfide: il pubblico è in estasi ma la vendita dei biglietti è pessima, il tempo è brutto, la BBC si è ritirata nonostante avesse promesso una trasmissione televisiva e uno sciopero dei treni ha tenuto lontane le persone.

Le limitazioni imposte dalle autorità locali fanno ricadere su Peter le spese degli artisti internazionali invitati. Peter e Jill ricevono addirittura minacce di morte da persone a cui devono dei soldi.

«È diventata un'esperienza da incubo quando ci siamo resi conto che non c'era modo di ottenere la vendita dei biglietti per coprire i nostri costi», ha detto Peter al Guardian nel 2012.

Ecco la sua esibizione a quel Festival:

Debiti che solo la reunion al Milton Keynes Bowl del 2 ottobre dello stesso anno, con i vecchi amici dei Genesis, Steve Hackett compreso, hanno potuto ripianare.

Nel frattempo, la famiglia Gabriel si è trasferita ad Ashcombe House a Swainswick, nord-est di Bath.

Peter ha affittato la proprietà nel 1978 e ha convertito il fienile della casa nel suo studio.

In questo video è possibile assistere a diversi momenti (familiari e artistici) della sua vita ad Ashcombe House:

Ad Ashcombe House Peter ha anche lavorato alla sceneggiatura del film su "The Lamb Lies Down On Broadway", con il regista cileno Alejandro Jodorowsky. Due mesi di lavoro ritenuti da Gabriel molto interessanti, ma il progetto non va a buon fine.

Va meglio dal punto di vista musicale. Nello studio ex fienile, Peter compone le canzoni del terzo album con il proprio nome (soprannominato anche Melt), del 1980, e vi registra il successivo del 1982 (o Security),  la colonna sonora del film "Birdy", tra l'ottobre e il dicembre 1984 e "So", pubblicato nel 1986.

Non solo: il brano "My Secret Place" dell'album "Chalk Mark in a Rain Storm" di Joni Mitchell viene registrato ad Ashcombe House nel 1986, così come parti dell'album Robbie Robertson del 1987 (anche se i crediti di copertina collocano erroneamente Ashcombe House a Londra).

Nel 1986, finito l'album So, Peter decide che è il momento di trasferirsi da Ashcombe House a una struttura di registrazione permanente. La cosa più importante per Gabriel è essere vicino all'acqua. Prende in considerazione diversi siti, per lo più vecchi mulini, rigorosamente nella zona di Bath.

Ma nel mese di ottobre del 1987 Peter e Jill si separano definitivamente. Divorzieranno nel marzo 1988. Fortunatamente la ex moglie e le bambine non andranno a stare lontano da Bath e così Peter può vedere le figlie ogni giovedì sera e ogni due weekend. In questo periodo Peter inizia la relazione con Rosanna Arquette, conosciuta proprio durante la reunion di Milton Keynes.

Il Box Mill (noto anche come Pinchin's Mill) è un mulino ad acqua sul By Brook, antico di 200 anni nel Wiltshire. Nel 1864 faceva parte della Box Brewery di proprietà della famiglia Pinchin, che in quell'anno chiuse la loro Northgate Brewery a Pulteney Bridge a Bath.

Nel 1987 Gabriel lo acquista, lo sistema e aggiunge un altro edificio ("The Big Room"). 

Peter si mette al lavoro per trasformare il pittoresco gruppo di edifici in un complesso live e studio, completo di spazio residenziale per artisti, una stanza in cui scrivere e una grande sala di controllo, piena di luce naturale.

Ora il sito ha le dimensioni e lo spazio necessari, è vicino al fiume, come voleva Peter, è in una bellissima zona ed è accessibile da Londra, con Bath a 120 miglia (200 km) di distanza, un'ora e mezzo di treno.

Il primo album a essere registrato qui è la colonna sonora del film "L'ultima tentazione di Cristo" di Martin Scorsese, che inaugurerà anche la neonata etichetta Real World, con il titolo "Passion" nel 1989.

E proprio qui, negli studi della sua etichetta, nel 1997, nasce per Gabriel un nuovo amore. Lei è Meabh Flynn, ingegnere e pianista, che lavora alla Real World dalla metà degli anni Novanta. È di 22 anni più giovane di lui. La sposa nel 2002. Il 27 settembre 2001 era nato Isaac Ralph, seguito da Luc nel 2008.

Peter mantiene anche  buoni rapporti con Jill, che ora lavora come consulente e psicoterapeuta a Bath.

E, tra le tante iniziative che lo vedono prendere posizione in tutto il mondo, trova il modo di pensare anche al "suo" angolo di Inghilterra.

Nel maggio 2010 si è unito a una campagna per fermare lo sviluppo agricolo proprio nella valle di Woolley. Un'azienda agricola aveva pianificato di allevare intensamente polli. Gabriel è entrato a far parte del Save Woolley Valley Action Group per fermare il progetto. 

Per preservare la valle che ha ospitato la sua prima casa di Bath e che ha ispirato il suo primo singolo da solista, "Solsbury Hill".

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Real World: “M’berra” di Khalab & M’berra Ensemble – COMPRA

"M’berra" di Khalab & M’berra Ensemble è la seconda uscita del 2021 dell'etichetta di Peter Gabriel.

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"M'berra" è una collaborazione tra l'artista elettronico italiano Khalab e singoli musicisti che ha incontrato durante un viaggio nel campo profughi di M'berra in Mauritania.

E' disponibile su CD, vinile e formati digitali. Compralo qui (nelle varie versioni):

"M'berra" è il suono, la storia, di un collettivo di musicisti maliani del campo profughi di M'berra nel sud-est della Mauritania e del produttore italiano ed elettro-sciamano Khalab.

In una tentacolare tendopoli che sorge dal deserto, dal nulla, al confine con il Mali in Africa occidentale, riuniti dallo spirito e dalle circostanze, i membri arabi e tuareg del gruppo - alcuni sconosciuti, altri che hanno già girato l'Europa - trovano conforto e bellezza nella musica e nel canto.

Raffaele Constantino a.k.a. Khalab è un produttore con una prospettiva psichedelica e un profondo amore per la musica africana e l'afro-futurismo.

Già acclamato per un'opera satura di loop, ripetizioni, trance e trascendenza, per le collaborazioni con il percussionista maliano Baba Sissoko, il suo album del 2018 "Black Noise 2084 (On the Corner)" e la successiva serie di mix e featuring di artisti tra cui il celebre reedman nero britannico Shabaka Hutchings hanno fatto di Khalab un nome importante.

Tra i molti musicisti del M'berra Ensemble ci sono Amano Ag Issa e Mohammed Issa Ag Oumar dei Tartit, il gruppo molto apprezzato della regione di Tombouctou nel nord del Mali.

Ricordano variamente il loro passato e reclamano il loro presente con voci fiere e grintose; brandendo chitarre elettriche e strumenti tradizionali - il tehardent simile al liuto, l'imzad a una sola corda - in 12 brani che raccontano di resistenza e libertà, di tempeste e lune nel deserto.

Il progetto è stato reso possibile grazie al sostegno di INTERSOS, un'organizzazione umanitaria italiana che lavora in tutto il mondo per portare assistenza alle persone in pericolo, vittime di disastri naturali, conflitti armati o che vivono in condizioni di estrema esclusione.

L'edizione in vinile dell'album sarà disponibile in una confezione deluxe gatefold con LP giallo e un libretto di 32 pagine - uno straordinario accompagnamento visivo che mostra le fotografie dei musicisti al campo di M'berra catturate dal fotografo francese Jean-Marc Caimi accanto a resoconti scritti del progetto raccontati da diverse prospettive. L'album è disponibile anche in digitale e su CD (con libretto di accompagnamento).

Dal comunicato stampa.

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