Archivio mensile:Luglio 2017

Storie d’estate: Anthony Phillips e l’ultimo concerto con i Genesis

Il 18 luglio 1970, alla Sussex Hall di Haywards Heath, Anthony Phillips sale sul palco per l'ultimo concerto con i Genesis. Ecco i ricordi di quella data. 


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By D.B.

"La fobia del palco era molto più che una semplice paura, era terrore", racconta Mike Rutherford nella sua autobiografia The living years.

Ant è molto dimagrito e appare distrutto, ma la band non ha il tempo per accorgersi di ciò che sta accadendo nell'animo dell'amico. E' un momento in cui le cose sembrano muoversi. Hanno appena registrato Trespass (uscirà in autunno) e sono in tour, anche se le date non sono da grandi numeri, come vedremo più avanti.

Tra i tanti impegni dei Genesis in quel periodo c'è la registrazione dei Jackson Tapes il 9 gennaio 1970 ai BBC Studios Shepherds Bush di Londra. ASCOLTA LO SPECIALE DI HORIZONS RADIO.

"Dopo le session di registrazione mi sentivo come uno  zombie", ha raccontato  Phillips nel 2007. In più ha avuto problemi di salute, probabilmente legati al troppo lavoro. 

"Ero mentalmente e fisicamente debilitato - ha raccontato sette anni dopo Ant ad Armando Gallo e riportato nel suo libro Genesis: I Know What I Like -.  Eravamo un branco di perfezionisti.  Dopo ogni concerto c'erano sempre lunghe, lunghe, lunghe autopsie".

La musica che ama tanto sta diventando per Ant causa di infelicità e la sua buona educazione inglese gli impedisce di affrontare a muso duro i compagni per cercare di cambiare le dinamiche della band. "Non mi sentivo più amico di nessuno - continua Ant - ero come alienato. Eravamo ormai divisi in due gruppi che avevano perso la loro strada". 

Mike è il primo a conoscere le intenzioni di Ant. Poco prima di un concerto al Richmond Rugby Club si sono appartati ed è arrivata, come una doccia fredda, la rivelazione. Rutherford sa che l'amico ha paura del palco, ma non c'è stato tempo per approfondire il discorso e Ant non ne aveva più fatto cenno alla sua fobia.

Ecco un rarissimo video dei Genesis in concerto in quel periodo.  E' girato all'Atomic Sunrise Festival, l'11 marzo 1970 al Roundhouse Club di Londra:

Quel 18 luglio ad Haywards Heath i Genesis suonano davanti a 25 persone. Il tragitto verso casa Mile Rutherford e Peter Gabriel lo compiono nella nuova auto di Pete, una Hillman Imp. Insieme prendono in considerazione la situazione.

"Per me non c'era dubbio che senza Ant i Genesis non avevano ragione di esistere", ricorda Mike nell'autobiografia.  Anthony sembra insostituibile, i Genesis appaiono come indivisibili, la voglia di smettere sta per prendere il sopravvento.

Eppure durante il viaggio qualcosa di diverso matura, l'idea di potercela fare anche senza l'amico prende il sopravvento. "Si trattava piuttosto di sviluppare una nuova filosofia basata sull'assunto 'proviamoci e vediamo che succede'", scrive Mike. Così non viene presa in considerazione una pausa per consentire ad Anthony di raccogliere le idee. Bisogna andare avanti.

Ecco i Genesis  che eseguono l'inedita "The Shepherd" live al programma radio della BBC "NightRide" il 22 Aprile 1970. Probabilmente il più antico live dei Genesis registrato in un disco, il bootleg omonimo:

Una decisione condivisa poi anche da Tony Banks e che oggi appare giusta, ma molto sofferta: "E' stato il colpo più duro che abbiamo mai ricevuto", ha detto Gabriel a una rivista l'anno dopo e citato in Without Frontiers: The Life and Music of Peter Gabriel by Daryl Easlea. "Ci sarebbero state altre dipartite - rivela Mike -, ma nessuna avrebbe avuto su di me l'effetto che ebbe l'abbandono di Ant".

I Genesis ne approfittano per operare una piccola rivoluzione. Stanno per entrare nella band Phil Collins e Steve Hackett. 

Un legame con Ant che però non si è spezzato. Nel suo primo album solista The Geese And The Ghost, c'è diverso materiale composto con Mike. Phil Collins canta in due brani e John Hackett vi suona il flauto. E nei primi demo di Peter Gabriel dopo aver lasciato i Genesis c'è lo zampino di Ant.

Ant ha avuto poi una carriera solista prolifica e di ottima qualità. In questo periodo sta mandando in ristampa una serie di chicche. Ecco la programmazione delle uscite:

Il 16 giugno scorso è uscito Slow Dance (3 CD) in versione Cofanetto, CD+DVD, Doppio CD, registrazione originale rimasterizzata mix in 5.1. 

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Arriva a settembre Invisible Men, in doppia versione e un intero CD bonus di materiale inedito.

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A dicembre arriva il terzo cofanetto di Anthony Phillips con gli album della serie "Private Parts & Pieces". Stavolta i volumi sono 9, 10, 11 e un dodicesimo tutto nuovo la 12 corde grande protagonista.

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E' di nuovo disponibile The Meadows Of Englewood Anthony Phillips & Guillermo Cazenave, nell'edizione doppia (CD+DVD), in occasione del XV anniversario del 2012.

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Le ultime uscite sono state: il cofanetto "1984" in 2CD/DVD formato digipak con 5.1-mix e bonus tracks (per i dettagli clicca qui).

E il secondo cofanetto della serie "Private Parts & Pieces" (per acquistarlo clicca qui).

I primi quattro album di questa serie sono usciti nel 2015 (per i dettagli clicca qui).

Nel cofanetto "Private Parts & Pieces V-VIII" troviamo gli album V: Twelve, VI: Ivory Moon, VII: Slow Waves, Soft Stars e VIII: New England.

In più, un bonus CD con materiale rimasto inedito da molti anni.

Genesis & Co. non vanno in ferie, rivivi le storie d'estate proposte da Horizons Radio. Eccole.


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Migranti oltre i muri e “dipinti” sonori: il viaggio onirico di Steve Hackett

Un viaggio attraverso le mille sensazioni che si sviluppano a un concerto di Steve Hackett, colte durante la notte estiva di Vigevano.

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Testo e foto di Giorgio Bellocci

Vigevano, Castello Sforzesco, ore 22.43. Da una ventina di minuti le zanzare locali hanno finito di "banchettare" sul pubblico di affezionati e entusiasti fan di Steve Hackett. Comprensivi  (ogni anno con le zanzare e i concerti c'è sempre il solito problema) solo grazie alla magia che il loro idolo sa creare.

Molti, io tra loro, pensano che non ci sia spettacolo al mondo migliore che un concerto di Steve (e siamo qui a parlare di due tour italiani nello stesso anno!)

Ecco, ore 22.43, poco più di un'ora dall'inizio di una performance che ha visto fino a quel momento spiccare in scaletta due classici come Every Day e l'immancabile The Steppes, l'ipnotico strumentale da Defector (1980).

Poi tre perle dall'ultimo album, The Night SirenEl Niño, In the Skeleton Gallery e la trascinante Behind the Smoke. Ispirata, quest'ultima, dalla drammatica situazione dei popoli costretti da guerre e carestie a lasciare la propria terra. Come accaduto ai nonni di Steve (dalla Polonia). Testimonianza, se mai ve ne fosse bisogno, della grande attenzione che questo artista anagraficamente indirizzato verso "i 70" mostra nei confronti della realtà e della quotidianità.

Poi è la volta della celebrazione di Wind and Wuthering giunto al suo quarantennale: con Eleventh Earl of Mar, One for the Wine, e, alle 22.43, Blood on the Rooftops...

Ecco, in quel preciso momento, nel dipanarsi suggestivo e malinconico di uno dei più alti momenti della storia dei Genesis, il fan medio pensa che "sì, forse vale la pena ripetere a Steve in eterno la solita domanda sulla cosiddetta reunion...". Da parte della stampa, naturalmente, in un ideale riverbero su Google del "tormentone" (Steve, disponibile come pochi e attento comunicatore, è protagonista di interviste in rete che crescono in rapporto ai tanti paesi nel mondo che ospitano i suoi show).

Inciso. Nelle scorse settimane è  stato in tour anche Phil Collins (difficile non saperlo visto la giustificata eco mediatica data all'evento dopo i tanti guai fisici che avevano fatto pensare al peggio per il grande drummer). Una clamorosa caduta in hotel in piena notte alla vigilia di una delle prime date inglesi aveva non solo aggravato - sia pure temporaneamente - la già precaria condizione fisica di Phil; ma anche generato ironie e ilarità, secondo l'implacabile legge dei social.

Poi il tour è ripreso e, complici una band in gran forma e una scaletta "da urlo", oggi viene considerato un gran successo. Sì, Phil Collins che oggi si esibisce seduto sul palco, frenato dagli acciacchi, e lontano dalla batteria dove ha fatto accomodare il figlio sedicenne (che se la cava piuttosto bene). Sì, Phil Collins che con Steve scrisse nel lontano 1976 quella gemma preziosa che è Blood on the Rooftops…  Entrambi toccati dalla Grazia Divina in quei giorni.

Flashback. Legnano, 30 marzo, Teatro Galleria. Grazie alla collaborazione con Horizons Radio riesco a incontrare di persona, per un'intervista, il mio musicista preferito in assoluto (vedi sotto). La disponibilità e lo spessore umano di questo fuoriclasse della chitarra sono leggendari, ma corrispondenti alla realtà. Lo stesso dicasi per sua moglie Jo Lehmann, talentuosa manager e inesauribile "dinamo" della odierna carriera di Steve.

Che visto così da vicino mostra tutti gli anni che l'anagrafe gli assegna. Fisiologicamente il passo non è più spedito, e la "storica" miopia contribuisce alla sensazione generale. Detto ciò, già a Legnano nel corso del concerto avevo avuto modo di assistere al dipanarsi di una magia che solo il mondo artistico può regalare...

Di nuovo Vigevano. Chiusa la rivisitazione di Wind and Wuthering, è il momento di Dance on a Volcano: una scossa elettrica pervade la platea! La sontuosità e la perfezione del suono toccano lo zenit della serata (solo Firth of Fifth e Los Endos, nei bis, si avvicineranno per impatto). Se in generale Steve sul palco si trasforma, irrorando energia e carisma e facendosi beffe della carta d'identità, questo passaggio lo eleva a "soggetto" di un dipinto immortale che prende vita sul palco. Una potenza sonora, quella espressa dalla prima traccia di A Trick of a Tail, che neppure a mettere insieme il "Vasco" e il "Liga", con rispetto, si potrebbe raggiungere…

Dance on a Volcano, moderna oggi come nel 1976, rappresenta idealmente il manifesto artistico di Steve: virtuosismo e gusto per la sperimentazione (dando i giusti meriti anche ai compagni di avventura di allora...).

Gusto per la sperimentazione che riemerge in una freschissima The Musical Box (sempre più "preistoria" genesisiana) e nel drammatico finale di Shadow of the Hierophant, da Voyage of the Acolyte.

Dance on a Volcano chiama a raccolta la magnifica band di Steve, ormai al livello di quella "fine anni 70-primi 80" guidata da Nick Magnus. Di quest'ultimo Roger King alle tastiere rappresenta ormai molto di più che un "degno successore" (parliamo di due incredibili e versatili talenti).

E se Gary O'Toole lascia il segno con un drumming potente e con l'eccellente performance vocale di Blood on the Rooftops, Nick Beggs al basso è letteralmente uno "spettacolo nello spettacolo". Memorabile la performance con il basso a pedali suonato...con i pugni in Shadow of the Hierophant . A rendere selvaggio, al limite della violenza, l'arcano richiamo alla Natura che il brano propone.

Rob Townsend ai fiati è fondamentale per la rilettura sperimentale di molti brani. Infine Nad Sylvan, destinato a dividere in due i fans di Steve: tra chi lo apprezza e chi no come vocalist delle riproposte dei Genesis. E' risaputo che Nad vive in un mondo un po' suo, personaggio originale anche come "body language". Ma è inserito alla perfezione nella band, e questo si percepisce a pelle. Tocca anche momenti altissimi come nei finali di Afterglow e The Musical Box, mentre la sua performance in Dance on a Volcano è semplicemente perfetta...

Dunque "il sogno continua", come detto da Steve ai fan stravolti da Dance on a Volcano. Vale la pena che egli lo mantenga vivo lasciando nelle interviste anche qualche fragile speranza di reunion con i vecchi sodali (ultimamente cita molto Peter Gabriel come referente privilegiato).

Sognando e sognando il fan eccitato esce dal Castello di Vigevano pensando a quanto Steve si sia dato in oltre due ore di concerto. E sfoglia a memoria i pezzi oggi assenti, sognando di avere un'altra chance per sentirli: perle preziose come Ace of Wands, Clocks, Hammer in the Sand e - dai fasti con i Genesis - le già riproposte Fly on a Windshield, Watcher of the Skies e Entangled...

Giorgio Bellocci  © RIPRODUZIONE RISERVATA

Steve Hackett ha raccontato  nel suo blog le giornate italiane nelle tappe del Genesis Revisited & Hackett Classics 2017 tour. 

Leggi il Blog di Steve - CLICCA QUI

Ed ecco un commento a caldo di Steve:

"The Italian tour has been a joy... Wonderful weather, beautiful old towns, spectacular scenery, incredible beaches and amazing crowds... Great to have Mum join us all in Pescara too! Thank you Vania, Sergio and all the team for a fabulous tour... Warmest wishes to all, Steve" (dalla pagina Facebook)

L'intervista di Giorgio Bellocci a Steve Hackett prima del live applauditissimo a Legnano (Milano) il 30 marzo 2017. GUARDA:

Leggi anche l'intervista esclusiva a Jo, l'altra metà di Steve:

Ecco i video dai concerti postati sui social:

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Storie d’estate: Genesis, il grande live a Roma, 2007 – VIDEO

Il 14 luglio 2007 i Genesis si esibiscono al Circo Massimo a Roma, di fronte al pubblico più numeroso della loro carriera. Riguardiamo le immagini e il video. 


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Il video del concerto:

Il numero degli spettatori è impressionante, qualcuno afferma mezzo milione. Essendo il concerto gratuito e la serata calda e invitante evidentemente molti sono lì per curiosare. Ma ciò non sminuisce l'evento.

Setlist (da Setlist.fm):

Duke's Intro:

  1. Behind the Lines
  2. Duke's End
  3. Turn It On Again
  4. Land of Confusion
  5. No Son of Mine
  6. Land of Confusion

    In the Cage Medley:

  7. In the Cage
  8. The Cinema Show
  9. Duke's Travels
  10. Afterglow
  11. Follow You Follow Me
  12. Hold on My Heart
  13. Home by the Sea
  14. Second Home by the Sea
  15. Follow You Follow Me
  16. Firth of Fifth
    (only instrumental part)
  17. I Know What I Like (In Your Wardrobe)
  18. Mama
  19. Ripples...
  20. Throwing It All Away
  21. Domino
  22. Drum Duet
  23. Los Endos
  24. Tonight, Tonight, Tonight
  25. Invisible Touch

    Encore:

  26. I Can't Dance
  27. The Carpet Crawlers

Ecco alcuni artwork di bootleg e DVD realizzati dopo il concerto (da Genesis The Movement):

Il 12 maggio i Genesis avevano ricevuto il VH1 Rock Honors, al Mandalay Bay Resort di Las Vegas negli USA. La loro era stata la prima apparizione pubblica elettrica con Collins da 14 anni. E' infatti dal Cowdray Concert del 18 settembre 1993, ultimo concerto con Phil che non si mostravano insieme.

Ecco il video dell'evento, con l'indimenticabile introduzione di Robin Williams:

Con il Turn It On Again Tour  è calato il sipario sulla gloriosa storia dei Genesis dal vivo.

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Djabe & Steve Hackett, Life Is A Journey – Sardinia Tapes

Djabe & Steve Hackett, è uscito Life Is A Journey – The Sardinia Tapes, il nuovo album in studio.

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Nel 2016 Steve, Gulli Briem, leggendario batterista del gruppo islandese Mezzoforte e alcuni membri dei Djabe si sono dati appuntamento in Sardegna e hanno registrato questo album.

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Il precedente album di Steve Hackett & Djabe è Summer Storms & Rocking Rivers.

L'album, ora è disponibile nelle versioni CD, CD+DVD, Doppio CD e MP3, ed è stato registrato nei concerti di Bratislava in Slovacchia il 14 luglio 2011, eccetto Los Endos che arriva da Budapest nel live del 30 Novembre 2012.

Originariamente è uscito in doppio vinile e Blu-ray.  Ma ora, appunto ecco una nuova edizione. 

Steve Hackett collabora con i Djabe dal 2003, prima nell'album della band Sheafs are dancing, poi in concerto insieme a Londra nel 2004.

Dal 2007, ogni anno, intraprendono mini-tour che toccano ogni parte del mondo: tra cui Malaysia, Bosnia, Austria, Slovenia, Olanda, Lituania, Croazia, Slovacchia, Serbia, Bulgaria, Russia e molte altre.  Memorabile la partecipazione, in Romania, al Garana Jazz Festival di fronte a 13.000 persone.

Insieme eseguono in eguale misura le composizioni di Genesis, Steve Hackett  e Djabe.  Da una parte la band ungherese si confronta con i Genesis dell'era Gabriel e Collins indifferentemente, dall'altra Steve Hackett si immerge alla perfezione nella musica dei Djabe. La loro collaborazione, oltre ai concerti, trova spazio in svariati album - GUARDALI SU AMAZON.

Steve Hackett racconta i giorni in Italia nel suo blog

Steve Hackett racconta nel suo blog le giornate italiane nelle tappe del Genesis Revisited & Hackett Classics 2017 tour. 

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Leggi il Blog di Steve - CLICCA QUI

Ed ecco un commento a caldo di Steve:

"The Italian tour has been a joy... Wonderful weather, beautiful old towns, spectacular scenery, incredible beaches and amazing crowds... Great to have Mum join us all in Pescara too! Thank you Vania, Sergio and all the team for a fabulous tour... Warmest wishes to all, Steve" (dalla pagina Facebook)

Ee ecco i video dai concerti postati sui social:

Le foto di Giorgio Bellocci al concerto di Vigevano del 4 luglio:

L'intervista di Giorgio Bellocci a Steve Hackett prima del live applauditissimo a Legnano (Milano) il 30 marzo 2017. GUARDA:

Leggi anche l'intervista esclusiva a Jo, l'altra metà di Steve:

Nel Tour Steve Hackett rivisita i classici dei Genesis in particolare ha celebrato il 40.mo anniversario di Wind & Wuthering, oltre al suo immenso repertorio solista. Protagonista anche il nuovo album The Night Siren. 

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Ray Wilson, live in Italia – VIDEO

Ray Wilson in concerto in Piazza Duomo a Spilimbergo (Pordenone).


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Ray si è esibito con la sua Band nell'estate musicale di Folkest.

Ray Wilson & Band: 

Ray Wilson Vocals, Guitar
Steve Wilson Guitar, Vocals
Ali Ferguson Lead Guitar, Vocals
Lawrie Macmillan Bass Guitar, Vocals
Kool Lyczek Piano and Keyboards
Marcin Kajper Saxophone, Flute, Clarinet
Mario Koszel Drums and Percussion

Guarda i video nella playlist:

Il Live album "Time and Distance":

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Gli altri album di Ray:  ACQUISTALI ORA SU AMAZON.

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HR Press Review – Lily Collins a Ischia Global Festival

“…But Wait, There’s More!” il nuovo album dei Brand X – COMPRA

E' uscito "...But Wait, There's More!" il nuovo disco live dei Brand X.

Si tratta del primo nuovo album della band da 20 anni e le prime recensioni sono state entusiastiche in UK e USA.

Mixato da Stephen W. Tayler, il quale ha lavorato negli abum più importanti dei Brand X. Artwork di Leon Alvarado e foto di Avraham Bank.

Dagli USA si ordina sulla pagina Facebook - CLICCA. Dal resto del mondo l'ordine va fatto sul sito Burning Shed - CLICCA

Hai gli altri album dei Brand X? CONTROLLA QUI.

Storie d’estate: Steve Hackett, l’ultimo concerto con i Genesis – RICORDI E VIDEO

40 anni fa, il 3 luglio 1977 all'Olympiahalle di Monaco di Baviera andava in scena l'ultimo concerto di Steve Hackett con i Genesis. Ecco ricordi, suoni e immagini di quel giorno.


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Ecco la registrazione del concerto:

"Ancora una volta un abbandono eccellente getta un ombra sul loro futuro - annota Mario Giammetti in Genesis. Il fiume del costante cambiamento -. Ma se sono riusciti a sopravvivere senza Gabriel, possono farcela anche senza Steve, pagando però un pesante prezzo a livello di creatività e fantasia".

Ed ecco il ricordo dei protagonisti.

"Sentivo che i Genesis stavano diventando ripetitivi - ha raccontato Steve ad Armando Gallo in Genesis: I Know What I Like - e sapevo che per esprime al meglio me stesso sarei dovuto uscire dal ruolo che avevo nella band. Il problema era che la sicurezza economica stava portando a un impoverimento spirituale e mi stava uccidendo suonare giorno dopo giorno gli stessi brani".

"Mi crea qualche imbarazzo dire che non mi ero proprio accorto di quanto infelice fosse stato Steve per la maggior parte del tempo in cui fu membro del gruppo - ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia The Living Years -. Non eravamo propriamente gli individui più sensibili del mondo e Steve era una  persona abbastanza riservata, come tutti noi del resto, ma pensavo comunque che si divertisse. (...) Nella mia personale scala Richter, la perdita di Steve non fece registrare scosse paragonabili a quelle di Ant o Pete".

"In questo periodo diventa evidente anche la frustrazione di Steve - racconta Phil Collins nella sua autobiografia No, non sono ancora morto -. Ha pubblicato il suo album da solista, ma invece di diminuire la pressione, l’ha aumentata. Vuole avere più canzoni sue negli album dei Genesis. Quello che per me è positivo si rivela negativo per lui: la nuova configurazione dei Genesis ha inaspettatamente aperto nuove strade di composizione dei pezzi, e mentre io mi sento sempre più sicuro come autore, Steve non riceve ancora lo spazio creativo che pensa di meritarsi. (...) Ma se siamo sopravvissuti alla perdita di un cantante, siamo in grado di sopravvivere a quella di un chitarrista. Continuiamo, imperterriti, con Mike che ci dà dentro sia al basso sia alla chitarra solista".

Dopo aver lasciato i Genesis Steve Hackett ha intrapreso un'importantissima carriera solista. Ha già pubblicato il primo album. Ecco lo speciale di Horizons Radio:

E così i Genesis sono rimasti in tre. Ecco come raccontano quel periodo e l'album uscito dopo l'addio di Steve:

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Angolo del Collezionista: Steve Hackett su

Il 2 luglio 2007 inizia da Brescia la parte italiana del Warm Up Summer Tour di Peter Gabriel. Ricordi e video di quell'evento.

By D.B.

Questa è la Line-Up della band

Peter Gabriel - Vocals / Keyboards
Melanie Gabriel - Backing Vocals
Ged Lynch - Drums / Percussion / Congas / Drum Kit
Richard Evans - Godin Mandolin / Rickenbacker 12 String / Dave King Acoustic / Dave King 12 String / Dave King Dobro / Overton whistles / Backing Vocals
David Rhodes - Frudua electric / Fender JazzMaster / Fernandez electric / Gibson Les Paul / Neptune Baritone / Backing Vocals
Angie Pollock -Keyboards / Backing Vocals
Tony Levin - Music Man 5 String Sting Ray Bass / NS Electric Upright / NS Electric Cello / Music Man Fretless 4 String / Gibson EB2 / Nord Bass / Chapman Stick / Backing Vocals

Copertina e retro del bootleg del concerto. Per questa e per le prossime immagini tutti i copyright sono degli autori. La riproduciamo qui per diritto di cronaca. Per reclami: info@horizonsradio.it

Si parte appunto il 2 luglio al Summer Festival in Piazza Duomo a Brescia. Ecco i video della serata:

Leggi un ricordo del concerto: CLICCA QUI 

La seconda data è il giorno successivo al Rock Festival all'Ippodromo delle Capannelle di Roma, pochi giorni prima della tappa romana gratuita del "Turn in On Again Tour" dei Genesis, il 14.

Ed ecco alcune recensioni:  1 - 2

Il 5 luglio Peter è al Play Art Festival in Piazza Grande ad Arezzo.

Guarda il video del concerto:

E LEGGI UNA RECENSIONE - CLICCA QUI

Ultima data a Venezia, in Piazza San Marco, il 6 luglio. 

Anche qui vari video documentano il concerto.  GUARDA:

Ed ecco un ricordo anche di questa data - CLICCA QUI

Il tour avrà anche un seguito discografico, un'edizione limitata di 100 esemplari numerati dei 22 show dell'intero tour, ognuno doppio,  in una confezione in quadricromia e con la track-list di ogni data. Incluso anche un mini programma e carte numerate firmate da Peter Gabriel. Ottimo da collezionare. CLICCA QUI PER VEDERE SE E' IN VENDITA SU EBAY.

Se hai un ricordo di questi concerti e vuoi condividerli con noi scrivi a info@horizonsradio.it o lascia un commento qui sotto.

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