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Harlequin: “Here Comes the Flood”, Peter Gabriel cover by Jay Allen Sanford $50 Orchestra – VIDEO

Tutte le forme d'amore per Genesis & Co.: quadri, disegni, fotomontaggi, immagini, musica, omaggi di ogni tipo*

 

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Il cantautore e violinista Jay Allen Sanford della $50 Orchestra suona e canta una cover al pianoforte di "Here Comes the Flood" di Peter Gabriel.

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*Materiale pubblicato per diritto di cronaca e con la firma dell'autore. In caso di diversa volontà dell'autore stesso si prega di segnalarlo alla mail di Horizons Radio CLICK HERE. Grazie.

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 7.a tappa: il processo creativo – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La settima tappa vede i Genesis, nell'estate del 1971, in ritiro alla Luxford House per comporre l'album. Ecco il loro racconto del processo creativo.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, hanno fatto il loro ingresso nei Genesis Phil Collins - LEGGI -  e Steve Hackett nella seconda metà del 1970 - LEGGI -.

E, dopo i primi concerti della nuova formazione - LEGGI -, è arrivato il momento di pensare seriamente al nuovo album.

Ma ci sono alcuni problemi come la mancanza del genio compositivo di Anthony Phillips, un notevole cambiamento per i vecchi membri della band. Per i nuovi, invece, la sfida è abituarsi ai diversi metodi di scrittura dei componenti. Ma collocazione nella bellissima campagna inglese rende tutto meno difficile - LEGGI -.

Racconta Phil Collins nella sua autobiografia - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Componiamo The Fountain of Salmacis e The Return of the Giant Hogweed. Sono nel mio elemento, sguazzo nella libertà creativa, nell'afflusso abbondante delle idee, nella misura della nostra ambizione, nella lunghezza delle nostre canzoni. Mi sento ringalluzzito e liberato, con i ragazzi che mi incoraggiano a dare il mio contributo.

E c'è anche una discreta libertà di manovra. Alcune sedute compositive implicano il radunarsi intorno a Tony, seduto all'organo Hammond, con Mike che suona la chitarra dodici corde e Peter che improvvisa un cantato. Io improvviso insieme a lui.

 Analogamente, Peter compone Harold the Barrel al piano e io sto al suo fianco, cantando la seconda voce e intervenendo con le mie idee, anche se la mia insicurezza mi grida dentro: "Di sicuro sono tutte cose che hanno già sentito!".

Continua Phil: Quello che imparo componendo insieme ai ragazzi è il non accettare mai la prima idea melodica che canti. Bisogna andare più a fondo, e giocarci. Esplorare.

(...) Assimilo tutti quei trucchi da Peter, Mike e Tony, che sono compositori molto più esperti di me.

Lo sviluppo naturale di quelle sedute di composizione è che il batterista canterà una canzone. Non lunga, e solo una, ma è già qualcosa. Il momento arriva quando Steve si presenta con un pezzo di chitarra in stile pastorale, e io scrivo il testo.

Per familiarizzare i ragazzi con il testo e la melodia, apro la bocca e mi lancio... un po'. Non sono ancora sicuro: la mia voce mi sembra debole ed esitante. Ma a loro piace, e mi va bene così.

Alla fine For Absent Friends, con il suo minuto e quarantaquattro secondi, in senso stretto è più un intermezzo che una canzone. Ma è il mio primo pezzo da cantante solista con i Genesis. Da quel momento in poi, su ogni disco dei Genesis, tutte le voci che non siano quella di Peter, sullo sfondo o ai cori, sono mie.

A dire il vero, gli altri non sono bravissimi a cantare. E a me fa piacere cantare sullo sfondo, dalla comodità dello sgabello dietro la batteria.»

Ricorda Steve Hackett nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto:

«Ho scritto la linea melodica principale di For Absent Friends e Phil ed io abbiamo scritto il testo. Sentivo che stavamo scrivendo la nostra Eleanor Rigby, con immagini come le altalene abbandonate, che simboleggiano l'aspro grigiore della vita britannica.

Sentivo che The Fountain Of Salmacis era un bellissimo brano epico. Il testo della mitologia greca era meravigliosamente evocativo del mondo antico in tutto il suo mistero e passione. 

(...) Sentivo di essere in grado di aggiungere significativamente alla canzone romanticismo e una vasta gamma di colori extra. Una volta che abbiamo registrato quel brano, le onde sonore del Mellotron hanno aggiunto un'altra eccitante dimensione.

 

Continua Steve: Ho lavorato intensamente sulle parti di chitarra di The Musical Box dalle atmosfere delicate e introspettive all'enorme finale elegiaco.

Le parti strumentali di chitarra erano innovative. Brian May affermò in seguito di essere stato influenzato dai miei armonici. Ho usato anche il tapping - la tecnica poi esplorata da Eddie Van Halen, tra gli altri -  sia su quella canzone che in The Return of the Giant Hogweed.»

Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia, The Living Years, Arcana - Acquistala qui sotto:

«Nursery Cryme non era un album facile da scrivere. Forse erano solo le nuove dinamiche che l'hanno fatto sembrare così difficile al confronto. Se ci fosse stato Ant sono sicuro che non sarebbe stato così lento, ma avevamo bisogno di fare i nostri passi senza di lui per arrivare alla tappa successiva.

Questo è stato particolarmente vero per me: ho scritto una canzone, Harlequin, dove ho cercato di suonare sia la mia parte di chitarra che quella di Ant su una sola dodici corde, accordando le coppie di corde in armonia. Era piuttosto strano.

Continua Mike: Oltre a The Musical Box avevamo un'altra canzone già pronta e funzionante prima di arrivare a Crowborough. The Return of the Giant Hogweed aveva qualcosa per tutti i membri del gruppo: batteria veloce per Phil, terzetto con Tony e Steve che suoniamo armonie insieme, e un testo eccentrico di Pete su una pianta che era scappata dai Kew Gardens.

Seven Stones era proprio la canzone di Tony. Era un esempio di quello che chiamavamo gli accordi da cabaret di Tony: i suoi grandi accordi sdolcinati da music-hall che Phil e io facevamo fatica ad accettare, ma che lui amava.

Alla fine abbiamo dovuto fare una regola: Tony poteva metterne tre o quattro per album e non di più. (Ci siamo sempre chiesti che fine avessero fatto quelli che avevamo rifiutato. Poi nel 2011 Tony ha pubblicato un meraviglioso album classico e l'abbiamo scoperto).»

Ricorda Peter Gabriel, riportato nel libro Without Frontiers: The Life and Music of Peter Gabriel by Daryl Easlea, a proposito del testo di The Musical Box:

«Ho immaginato la casa dei miei nonni e alcuni dei sentimenti di fondo che avevo in quel posto. (...) Non avevano un prato da croquet, ma era una casa vittoriana, con pannelli di legno scuro, e aveva un'atmosfera che alimentava il testo di quella canzone.

Penso che il sesso permeasse tutto. La sensazione di costrizione, che in qualche modo fertilità, vitalità e sessualità fossero tutte collegate e che il vecchio mondo del controllo e dell'ordine era dall'altra parte dello spettro. Ed era qualcosa che doveva essere infranto.»

Ricorda Tony Banks nel medesimo volume :

«Avevamo testi che erano ironici, Peter era il miglior esponente di questo. Harold The Barrel è così eccentrico e fuori dagli schemi, ti dice "noi non siamo gli ELP". È stato molto importante per noi. Non volevamo che si vedesse che ci prendevamo troppo sul serio».

Racconta Richard Macphail in My book of Genesis - Acquistalo qui sotto (anche in versione inglese):

«Dopo aver lasciato Luxford alla fine dell'estate, la band tornò in studio con John Anthony. Erano al Trident, che costava 60 sterline all'ora, ma avendo provato tutte le canzoni così bene furono in grado di registrare abbastanza velocemente.

I Genesis sono sempre stati molto professionali in questo senso, non volevano sprecare tempo costoso in studio, se si poteva evitare.»

Ed ecco il racconto dei Genesis in occasione della riedizione del 2007:

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 6.a tappa: i Genesis in ritiro nel “Cottage” – RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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Luxford House, foto di Austin Gray dal sito web mansionglobal.com

La sesta tappa ha luogo nell'estate 1971, quando i Genesis, con la nuova formazione, si chiudono nella Luxford House, presa in affitto Tony Stratton-Smith, per la composizione dell'album.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, hanno fatto il loro ingresso nei Genesis Phil Collins in agosto - LEGGI - e Hackett nel dicembre 1970 - LEGGI -.

I due nuovi elementi hanno fatto il loro esordio in concerto con i Genesis - LEGGI -. 

E ci sono stati anche i primi live fuori dal Regno Unito, in Belgio, con la nuova formazione - LEGGI -.

Ora è arrivato il momento di pensare seriamente al nuovo album.

Racconta Armando Gallo in Genesis: I Know What I Like - Acquistalo qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

...che Luxford House di Tony Stratton-Smith è un bell'edificio del '500 in stile Tudor a Crowborough, East Sussex e compare nella copertina dell'album "Pawn Hearts" dei Van der Graaf Generator.

In effetti da lì sono transitati VDGG, Leonard Cohen e tanti altri, vista l'atmosfera positiva per i musicisti (e va anche molto di moda isolarsi in campagna per comporre).

Parti del cottage, che ha sei camere da letto, risalgono al 1510. La proprietà è stata estesa e rinnovata nel 1930, quando è stata acquistata da Sir Hugh Beaver, il direttore generale del Ministero dei lavori durante la seconda guerra mondiale, che più tardi ha fondato il "Guinness Book of Records".

La casa ha fatto un'apparizione anche sulla copertina di "Stones" di Neil Diamond, con un'immagine del cantante seduto accanto al memorial della moglie di Beaver nel giardino.

Una leggenda diceva che fosse infestata dai fantasmi e Phil Collins è tra coloro che ci credono fermamente.

«Sono sicuro che ci fossero i fantasmi - ricorda Phil nel libro - c'erano strane vibrazioni. C'era una quadro con occhi che ti seguivano ovunque e altre bizzarrie.»

Sembra a tutti il luogo ideale per immergersi nel processo creativo senza le distrazioni di Londra e dei concerti. La grande casa con il tetto di paglia, conosciuta come "The Cottage" è il loro alloggio, mentre le prove si svolgono nel suo edificio esterno, ribattezzato "Toad Hall", "Sala del Rospo"

«Dovevamo imparare a suonare insieme - racconta Tony Banks nel libro di Gallo - dovevamo provare il repertorio vecchio e nuovo. "Nursery Cryme" era difficile da comporre e ci mancava un bel po' di materiale. Io stavo aggiungendo al pianoforte l'organo e il mellotron, con molte difficoltà da tutti i punti di vista.»

Tra i problemi c'è anche la mancanza del genio compositivo di Anthony Phillips, un notevole cambiamento per i vecchi membri della band. Per i nuovi arrivati, invece, la sfida è abituarsi ai diversi metodi di scrittura dei componenti. Ma Steve e Phil percepiscono la grande passione che tutti mettono in questa impresa, oltre alla favorevole collocazione nella bellissima campagna inglese.

Racconta Phil Collins nella sua autobiografia - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Mangiamo ottimi pasti, beviamo litri di vino rosso, giochiamo a croquet sui prati. Quel gioco antiquato, aristocratico e molto inglese influenza l'immagine di copertina del disco in gestazione (...).

Quando si tratta di scegliere le stanze a Luxford House, entra in ballo di nuovo la gerarchia sociale. Pete, Mike e Tony scelgono per primi dove dormire, i nuovi arrivati, io e Steve, si arrangiano con gli avanzi. Alla fine non mi importa più di tanto, ci sono ben altre cose a cui pensare: questo sarà il disco d'esordio della nuova formazione dei Genesis

Racconta Richard Macphail in My book of Genesis - Acquistalo qui sotto:

«Io ero di nuovo al servizio di catering in una cucina che era molto meglio attrezzata di quella del Christmas Cottage. L'attrezzatura era allestita in una stalla e c'erano molte camere da letto per tutti. (...) 

Facevo la spesa per tutti o guidavo fino a Londra per ritirare gli stipendi. Era divertente stare in un bel posto in campagna, con Jill e le altre ragazze della band che a volte si univano a noi nei fine settimana.»

Ricorda Steve Hackett nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto:

«Di notte mi svegliavo alle 3 del mattino, aspettandomi di sentire la campana confortante risuonare forte fuori da Victoria Station, ma invece in quel cottage, c'era un interminabile silenzio, fuori dalla stanza. Niente traffico, niente sferragliare di treni per cullarmi, per farmi addormentarmi e nessun lampione o lampeggiare di fari di auto per guidare la strada verso il bagno.

Poi improvvisamente c'era un frastuono incessante di uccelli che cinguettavano di prima mattina. Come poteva un ragazzo dormire così? Rinunciavo a dormire e andavo a prendere il mio pacchetto di sigarette. (...)

Ma al cottage, non era solo la stranezza del luogo e della compagnia che mi faceva sentire solo. Quando non stavamo provando, ero consapevole di essere un ragazzo single. (...)

Non avevo realizzato quanto mi sentissi solo fino a una sera quando stavo parlando con le ragazze di Peter e Tony Jill e Margaret, e Jill disse: "Non hai una ragazza, Steve?" Sono scoppiato in lacrime e lasciai la stanza. Ero troppo
imbarazzato per tornare giù e dormii con la mia chitarra.

Era diverso quando provavamo. Venivo assorbito dalla musica. (...) Ero entusiasta di lavorare con loro. Era un periodo veramente creativo e il gruppo fiorì in questo ambiente.

Era un'estate calda. A volte ci sedevamo sull'erba fuori con le chitarre a dodici corde.»

Foto di Jo Hackett, dal sito web HackettSongs.com. Leggi il racconto di quei giorni anche nel blog di Steve. Clicca sull'immagine.

«Ci siamo presi l'estate libera con grande disapprovazione del nostro agente -  ha dichiarato Peter Gabriel a Sounds nel 1972 e citato in Without Frontiers: The Life and Music of Peter Gabriel by Daryl Easlea - ma penso che fosse molto necessario perché era il primo album su cui avevamo lavorato con Steve e Phil e loro stavano giocando un ruolo molto importante.»

In questo contesto inizia il processo creativo di "Nursery Cryme", che approfondiremo, con le testimonianze dei Genesis, nella prossima tappa.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

La proprietà delle immagini (riprodotte per diritto di cronaca e disponibili nel web) è dell'autore citato. Per qualunque necessità scrivere alla mail qui sopra.

Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 5.a tappa: il primo concerto dei nuovi Genesis all’estero – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La quinta tappa ha luogo il 7 marzo 1971, quando i Genesis, con la nuova formazione, salgono per la prima volta su un palco all'estero, a La Ferme V, a Woluwe St Lambert in Belgio.

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate, hanno fatto il loro ingresso nei Genesis Phil Collins in agosto - LEGGI -  e Hackett nel dicembre 1970 - LEGGI -.

Il 14 gennaio 1971, all'University College di Londra, Steve Hackett ha fatto il suo (disastroso) esordio in concerto con i Genesis - LEGGI -. 

Ora li attende il Belgio, nazione in cui "Trespass" si è incredibilmente piazzato al primo posto in classifica.

Racconta Richard Macphail in My book of Genesis  - Acquistalo qui sotto (anche in versione inglese) e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Abbiamo attraversato la Manica, prendendo un traghetto da Dover a Ostenda. Era pieno inverno e non c'era quasi nessuno a bordo. (...)
Eravamo ancora solo noi sette in viaggio insieme, a guardare gli eserciti di crew che le band impiegano al giorno d'oggi sembra ridicolmente piccolo.

Era una traversata di quattro ore e ci annoiavamo a morte perché lì non c'era niente da fare. Ho trovato questa scatola con dentro dei salvagenti, e così tutti noi abbiamo indossato i nostri gilet e abbiamo posato per quello che ora è diventata una famosa foto dei Genesis, tutti noi con i capelli sciolti sulle nostre spalle, Mike che beve da una bottiglietta di Mateus Rosé perché è quello che si beveva a quei tempi, quello o Liebfraumilch.

(...) Oggi quando si va all'estero si ha la navigazione satellitare che ti dice esattamente dove andare e i telefoni cellulari o con le mappe, ma non avevo davvero idea di dove fossimo diretti in Belgio. Non avevo nemmeno una mappa pieghevole.

(...) Il posto, un club chiamato Ferme V, era pieno zeppo fino al tetto, ma i fan conoscevano ogni nota. È stato incredibile. Mentre in Inghilterra è stato un processo molto lento, in Belgio è successo all'improvviso.

Un'altra cosa che ricordo è che abbiamo soggiornato in un hotel a tre stelle, molto confortevole, e che Peter ha condiviso una stanza con me perché non sopportava di condividerla con Tony mai più, non dopo le sue esperienze al cottage.»

Qui i Genesis eseguono già il brano più rappresentativo del futuro "Nursery Cryme": The Musical Box. Il capolavoro era già stato quasi completamente composto dalla band insieme ad Anthony Phillips (con l'intervento compositivo del chitarrista dei Farm Mick Barnard che, come abbiamo visto, ha fatto qualche concerto con i Genesis dopo l'abbandono di Ant).

Esiste una registrazone del 1969 in cui Ant e Mike eseguono alcune parti di essa, anche se con il titolo "F Sharp".

Ascolta:

Ed esiste una registrazione del concerto alla Ferme e quindi anche il primo saggio delle acerbe esecuzioni dei Genesis di "The Musical Box". Nonostante in questa fase la sezione centrale sia ancora arrangiata in modo diverso e il testo è provvisorio.

Ascolta:

Un'analoga versione "pre-Nursery" viene registrata negli studi della BBC per i programma di Bob Harris "Sound of th Seventies" il 10 maggio 1971 e andata in onda il 31.

Ascolta:

Ricorda quei concerti Steve Hackett nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«La prima sponda straniera in cui ci siamo avventurati è stata il Belgio. È stata la mia prima volta all'estero con la band e il primo posto in cui sono caduto sotto l'incantesimo dei Genesis. È un piccolo paese con un grande cuore.

All'inizio c'era un viaggio in traghetto. Con gli occhi annebbiati e senza sonno, non ero preparato e mi agitavo sulla barca rovesciando la mia birra.

A Bruxelles siamo entrati in una strada deserta e nebbiosa alle 6 del mattino e siamo finiti in un hotel con una scala stretta e un solo bagno alla fine di un corridoio buio e umido.

Peggio ancora, il posto non era pronto per noi, quindi eravamo di nuovo in strada. Niente sonno, niente cibo, ma l'alcol era alla spina. Che tempi salutari erano quelli!

L'inizio del viaggio nel mondo è stato davvero gestito con una sbornia prolungata, alimentata da birra e sigarette. Per coloro che amano il sonno e i pasti regolari, dimenticatevi i viaggi.

I belgi erano accoglienti e i nervi erano alla fine placati dopo i concerti che erano stati ben accolti. Anche i pasti erano sontuosi e venivamo applauditi.

Eravamo ancora in uno stato deplorevole, come dei feriti ambulanti privati del sonno e del buon senso, ma rappresentavamo qualcosa di esotico per i belgi che rispondevano alla complessità e alla fantasia della musica.

Un legame speciale con il Belgio è continuato fino ad oggi

E racconta Phil Collins nella sua autobiografia - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Per qualche motivo i Genesis hanno un discreto numero di seguaci in Belgio. Dopo essere stato in Olanda con i Flaming Youth, mi manca solo qualche dimostrazione d’amore dal Lussemburgo per poter affermare con sicurezza di essere famoso nel Benelux.

E così nel marzo 1971 i Genesis suonano il loro primo concerto all’estero, in un localino a Charleroi di nome Ferme Cinq.

Attraversiamo la manica con il traghetto e, all’arrivo, la nostra esaltazione per essere un gruppo internazionale non diminuisce nemmeno quando vediamo che il palco è fatto di casse di birra. Dobbiamo sistemarle con molta attenzione in modo che non traballino e non si rovescino, magari nel bel mezzo di uno degli strani monologhi neo-fantasy.

In qualche modo riusciamo a mantenere la posizione eretta e abbiamo un successone. Tutti i sei concerti sono così: tutti strapieni, tutti fantastici. Finalmente i Genesis sono decollati. Almeno in Belgio.»

Decollati, sì. Anche se i locali dove si esibiscono sono ancora piccoli e poco sicuri. Come ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia, The Living Years, Arcana - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Al Black Cat Club di Bruxelles il problema non era la mancanza di bagni ma la mancanza di uscite di sicurezza.

Era al piano inferiore, non c'era un'entrata posteriore e la folla era tutta seduta a gambe incrociate sul pavimento. Fumo.

Dato che ora avevamo un mellotron, che avevamo comprato dai King Crimson e che era grande come un tavolo con due enormi doppie tastiere, una rapida fuga non sarebbe stata facile.»

Esiste un bootleg del concerto della Ferme - CLICCA SULL'IMMAGINE PER APPROFONDIRE:

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright Horizons Radio MAIL: CLICCA QUI

Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 4.a tappa: il primo (disastroso) concerto di Steve Hackett con i Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La quarta tappa si svolge il 14 gennaio 1971, quando Steve Hackett fa il suo esordio in concerto con i Genesis, all'University College di Londra.  Ecco il racconto di quei giorni movimentati. 

Come abbiamo visto nelle precedenti puntate - LEGGI -, la band è stata vicinissima a sciogliersi, perché Anthony Phillips ha lasciato i compagni d'avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, il batterista. 

I Genesis hanno già ingaggiato Phil Collins alla batteria -  LEGGI -, ora devono trovare un valido sostituto alla chitarra.

Hanno già provato in concerto sia Ronnie Caryl, grande amico di Phil (ha fatto l'audizione con lui - LEGGI) e chitarrista dei Flaming Youth, che Mick Barnard, membro dei Farm, ma entrambi  non hanno convinto gli esigenti membri della band.

Dopo l'addio di Anthony Phillips - LEGGI e poi con l'arrivo di Phil, i Genesis hanno quindi continuato come quartetto, con Tony Banks che suona tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. La ricerca continua.

Il 14 dicembre, scorrendo il Melody Maker, Peter viene incuriosito dall’insolito annuncio di un certo Steve, al quale viene fatto il provino. Hackett entra nei Genesis - LEGGI -.

E così si arriva a quel 14 gennaio 1971, quando all'University College di Londra, Steve Hackett fa il suo esordio in concerto con i Genesis. Ma non sarà un momento facile. 

Racconta Steve riportato da Richard Macphail in My book of Genesis. Acquistalo qui sotto (anche in versione inglese) e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Il primo concerto per me è stato un disastro. Fino ad allora avevo usato un fuzzbox preso in prestito o il Marshall Superfuzz di Tony. Quindi tutto ha funzionato bene, ma quella sera mi hanno dato uno Shaftesbury Duo Fuzz che è un grande fuzzbox. Non riuscivo ad avere un Marshall Superfuzz e pensai, ‘Oh, questo suona bene'.

E quando abbiamo fatto il sound check sembrava tutto a posto, ma ovviamente quando tutti stavano suonando, era molto più forte e il ritorno un disastro.  Mi sono scoraggiato e ho dimenticato tutte le mie parti. Mi ricordo di una lite accesa dopo lo spettacolo e pensavo che fosse tutta colpa mia.

Col senno di poi, non lo era. Quello fu il mio momento più imbarazzante sul palco, essere sul palco con musica profondamente arrangiata e con la totale incapacità di ricordare una nota, perché non potevo controllare il mio suono. Non è un buon inizio, ho pensato.»

Steve non fa riferimento all'episodio nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

Si limita a descrivere quanto fossero poco prestigiosi i primi concerti con i Genesis, spesso ambientati in scuole (solo maschili o solo femminili), con un numero esiguo di pubblico.

Ascolta un live di quel periodo:

Oppure Hackett ha rimosso l'episodio, anche se in realtà Steve non è il solo a suonare poco bene quella sera. Ricorda Mike Rutherford nella sua autobiografia, The Living Years, Arcana - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Come avremmo scoperto negli anni, Phil aveva la grande capacità di bere tanto senza darlo a vedere. Al primo concerto di Steve - University College London, gennaio 1971 - si verificò un’eccezione. Ci eravamo fatti qualche pinta ma nessuno si era accorto che Phil se n’era scolata qualcuna in più degli altri ed era sbronzo. Phil era un batterista così in gamba che poteva fare praticamente di tutto, ma quella sera si preparò per una delle sue grandi rullate e non successe niente. Silenzio. L’aveva eseguita alla perfezione, peccato che fosse spostato di venti centimetri da ciascun pezzo della batteria.

Povero Steve: era il suo primo concerto, era nervoso e noi avevamo un batterista ubriaco. A fine serata io e Tony facemmo passare un brutto momento a Phil, il che a Phil non diede alcun disturbo, ma sfortunatamente Steve pensò che stessimo litigando per causa sua: lo odiavamo e volevamo sbatterlo fuori. Come sempre, a nessuno passò per la testa di mettere al corrente il nuovo arrivato su come stavano le cose.»

E racconta Phil Collins nella sua autobiografia - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Per la maggior parte dei casi i concerti sono condotti in modo piuttosto professionale: arriviamo, suoniamo e torniamo a casa. Fumiamo qualche canna, ma niente bagordi esagerati. L’unica volta che succede è a un concerto alla City University di Londra, il primo di Steve con i Genesis. Suoniamo più tardi del previsto, quindi passo il tempo scolandomi un po’ di birre Newcastle Brown. Quando saliamo sul palco sono completamente sconclusionato. Faccio tutti i fill giusti, ma otto centimetri più a destra di dove dovrei. Altro che air-guitar, questa è air-drums. E dopo sono pentito: «Cosa penserà il nuovo chitarrista? Il suo primo concerto e il batterista è ubriaco fradicio». È la prima volta che suono da ubriaco, e sarà anche l’ultima.»

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Ma Steve, nonostante le sue preoccupazioni, passa l'esame. E la conferma viene da Peter Gabriel, che dichiara, riportato nel libro di Giammetti sopra citato:

«Abbiamo avuto due chitarristi negli ultimi mesi ma questo spero sia quello definitivo, lo abbiamo trovato attraverso il Melody Maker e sembra essersi adattato benissimo". (Peter Gabriei, Zig Zag n. 19, 5/71, «Genesis», anonimo).»

Ecco cosa ne pensa oggi Anthony Phillips:

Steve diventerà una colonna dei Genesis, nella formazione che molti considerano "quella vera" e oltre. Fino al clamoroso addio.

Ma questa è un'altra storia - LEGGILA QUI-.

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Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

Angolo del Collezionsta

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 3.a tappa: Steve Hackett entra nei Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La nostra terza tappa si svolge il 14 dicembre 1970: nei Genesis arriva il nuovo chitarrista solista: Steve Hackett. 

Quel giorno, infatti, scorrendo il Melody Maker, Peter Gabriel viene incuriosito dall’insolito annuncio di un certo Steve. Eccolo:

Da newslines.org

Come abbiamo visto nelle precedenti tappe - LEGGI -, la band è stata vicinissima a sciogliersi, perché Anthony Phillips ha lasciato i compagni d'avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, l'attuale batterista. 

I Genesis hanno già ingaggiato Phil Collins alla batteria - LEGGI -, ora devono trovare un valido sostituto alla chitarra.

Hanno già provato in concerto sia Ronnie Caryl, grande amico di Phil (ha fatto l'audizione con lui) e chitarrista dei Flaming Youth, che Mick Barnard, membro dei Farm, ma entrambi  non hanno convinto gli esigenti membri della band.

Dopo l'addio di Anthony Phillips - LEGGI e poi con l'arrivo di Phil, i Genesis hanno quindi continuato come quartetto, con Tony che suonava tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. La ricerca ora sembra finita.

Ricorda Tony Banks in Genesis. Il fiume del costante cambiamento, di Mario Giammetti, Editori riuniti - Acquistalo qui sotto (anche in versione inglese) e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Mike aveva fatto audizioni per lungo tempo, ma io e Peter ci convincemmo che stava cercando di trovare qualcuno che suonasse proprio come Ant, il che era ovviamente impossibile. Così andammo noi due a sentire Steve. Era veramente in gamba, a guardarlo sembrava uno dei tanti, invece sapeva comporre, sperimentare, non era il classico chitarrista scalmanato».

E ricorda Steve nello stesso preziosissimo libro di Giammetti:

«Suonavo un po’ alla Jimmy Page, con assolo veloci che mal si sposavano alla delicatezza delleloro canzoni. I primi tempi furono davvero difficili». 

Nella sua autobiografia A Genesis in my bed... - Acquistala qui sotto e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

...Steve afferma che quell'annuncio suggeriva alte aspettative nei suoi confronti, ma deve aver avuto il tono giusto, perché ha attirato l'attenzione di un altro idealista che la pensava come lui:

«Era uno di quei grigi giorni di fine autunno, ero tornato nella mia camera da letto a esercitarmi con la chitarra, dopo aver aiutato la mamma a portare la roba nella spazzatura in cortile, e a sognare un roseo futuro lontano, quando il telefono squillò. "Ciao, mi chiamo Peter Gabriel. Ho appena letto il tuo annuncio...".»

Steve ricorda il provino con Peter e Tony. Suona alcuni brani da solo e con suo fratello John, anche un po' di  blues con l'armonica mentre John lo accompagna. Uno di essi, The Hermit, sarebbe apparso più tardi in "Voyage of the Acolyte". Ancora Steve:

«Suonavo sia la chitarra elettrica che quella acustica, e mi aiutava il fatto di suonare anche la dodici corde. Il mioamore per tutti e tre i tipi di chitarra mi mise in buona luce con i ragazzi. Penso che abbiano apprezzato il mio approccio eclettico e il mio interesse per tutti gli stili
musica. Se mi fossi reso conto che ero in competizione con circa quaranta altri chitarristi sarei stato molto più più nervoso. Probabilmente è stato un bene che io fossi in beata ignoranza. Pete ha fatto tutto il discorso e Tony è rimasto seduto lì in silenzio, con un'espressione vuota. Non prima di sei mesi dopo Tony mi disse: "Mi è piaciuto molto quello che hai suonato quel giorno". Non l'avrei mai capito! Ma ho apprezzato il commento.»

Superato lo scoglio rappresentato da Peter e Tony, Steve ha bisogno di assicurarsi l'appoggio di Mike Rutherford, "l'altro nostro chitarrista", che non è con loro perché convalescente.

Ricorda Mike nella sua autobiografia The Living Years - Acquistala qui sotto (anche in versione inglese) e, oltre all'autore, aiuti anche Horizons Genesis - LEGGI COME:

«Quando Pete e Tony portarono Steve a casa mia penso che avessero già deciso di farlo entrare nel gruppo, solo che non volevano dare l'impressione che mi stessero scavalcando. (...)

Steve non sembrava uno di noi. Aveva l'aspetto di uno studente d'arte. (...) E la cosa meno prevedibile era he gli piaceva la chitarra acustica. (...) Mi parve subito che ci fosse intesa tra di noi.»

Subito i due iniziano a scambiarsi accordi e a suonare insieme. Vanno d'accordo, entrano immediatamente in sintonia e Mike invita Steve a passare la notte da lui. Ciò ha dato loro la possibilità di suonare tanto e conoscersi meglio.

Phil Collins gli piace subito, è il tipo di persona capace di disinnescare le atmosfere con una battuta veloce durante durante le sessioni di prove tese. Condividono l'amore per i film e vanno spesso al cinema insieme.

Ma uno degli scogli più duri al suo arrivo nei Genesis è rappresentato dal sentirsi il successore di Anthony Phillips. Ricorda Steve:

«Ammiravo molto il suo modo di suonare e di comporre.
Il suo lavoro con la dodici corde era squisito. Ero preoccupato di non essere in grado di eguagliarlo agli occhi degli altri. Ant è sempre stato un ragazzo adorabile con un fantastico senso dell'umorismo oltre che un favoloso musicista e compositore. 
Anche se non siamo mai stati nella band insieme, io e lui siamo diventati amici e lo siamo ancora oggi. (...)
Ma in quei primi giorni dei Genesis mi sentivo costantemente nervoso, e ci volle un po' per superare quel senso di differenze sociali.»

La prima prova insieme è a West Hampstead:

«Mi resi conto che avevo bisogno di imparare non solo le canzoni ma anche il gergo dei Genesis. Avevano strane parole per diverse cose come "tipo" per una forma di accordo. "Questo è un bel tipo", diceva Mike. Avevano il loro linguaggio e condividevano esperienze che mi sembravano estranee. Avevano un'aura di mistero e io mi sorprendevo a chiedermi cosa stessero pensando. Erano pazienti con me e Richard MacPhail, che era sempre a disposizione per sostenerci come amico intimo, roadie e terapeuta interno era molto rassicurante.»

Poi è il momento di fare sul serio e iniziare le prove del nuovo album, "Nursery Cryme", appunto. I Genesis si spostano al "Cottage", nel Sussex, una proprietà di Tony Stratton-Smith. Dalla popolare e familiare Pimlico alla nobile e silenziosa campagna inglese il passo è grande per Steve.

Inoltre, Steve è l'unico a essere single nel gruppo. Nel cottage si aggirano varie fidanzate. Lui non ha nessuno, neanche un amico, da portare lì.

Per fortuna c'è la musica su cui concentrarsi e un capolavoro da far nascere. Un'altra tappa che ci porterà all'uscita di "Nursery Cryme".

Ulteriori dettagli, Steve li ha raccontati nel suo blog:

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Le altre tappe dei 50 anni di "Nursery Cryme":

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Verso i 50 anni di “Nursery Cryme”, 2.a tappa: Phil Collins inizia le prove con i Genesis – AUDIO, VIDEO & RICORDI

"Nursery Cryme" compie 50 anni. Ci avviciniamo al compleanno attraverso le tappe che hanno portato a questo album di svolta nella storia dei Genesis, con audio, video, documenti e molto altro ancora.

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La seconda nostra tappa si svolge alla fine di agosto 1970: i Genesis iniziano le prove con il loro nuovo batterista: Phil Collins. 

Ascolta il Podcast (in italiano) - CLICCA QUI.

Come abbiamo visto, l'8 agosto 1970 una telefonata ha allungato la vita dei Genesis, che, dopo l'addio di Anthony Phillips, sembravano già vicini alla fine. LEGGI LA PRIMA TAPPA DEL NOSTRO SPECIALE DI AVVICINAMENTO ALL'ANNIVERSARIO DI "NURSERY CRYME".

«Pronto Phil? Sono Peter Gabriel. Quello dei Genesis. Il posto è tuo, se lo vuoi».

Nei giorni precedenti Phil Collins ha sostenuto un "provino" con i Genesis, dopo aver risposto al loro annuncio.  

Da genesisfan.net

La band è stata vicinissima a sciogliersi, perché Anthony Phillips ha lasciato i compagni d'avventura e loro hanno deciso di sostituire anche John Mayhew, l'attuale batterista. 

Qualche giorno dopo la telefonata, i Genesis e Phil Collins si incontrano nell’ufficio di Tony Stratton-Smith alla Charisma a Soho. Racconta Phil nella sua autobiografia:

"L’incontro va benone. Mi piace soprattutto la parte in cui scopro che i Genesis hanno un salario settimanale di dieci sterline, perché raddoppia il livello di reddito a cui sono abituato."

 Ma c'è anche una brutta notizia: Tony, Mike e Peter hanno intenzione di prendersi due settimane di vacanza. Collins sperava di iniziare subito e non solo per l'entusiasmo. Ha bisogno di soldi.

E così, come rivela sempre nella sua autobiografia, Phil si mette a fare l'imbianchino per due settimane.

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No, non sono ancora morto di Phil Collins. Retro-copertina - CLICCA SULL'IMMAGINE PER ACQUISTARE IL LIBRO.

Il 24 agosto, Peter, Mike e Tony tornano dalle vacanze. Le prove possono iniziare e quindi il nuovo impiego di Phil, anche se la band deve ancora onorare alcune date nella vecchia formazione, come al mitico Marquee Club.

Da genesis-movement.org

Dato che loro vivono tutti dalle parti del Surrey e Collins nella periferia ovest di Londra, Mike lo invita a stare a casa dei suoi a Farnham. Phil racconta:

"È un’altra casa grandiosa, anche se con un’atmosfera molto calda e alla mano. Mi congedo felicemente da Londra e mi trasferisco da Mike (...) Mi piace vivere a casa dei genitori di Mike. A colazione ci sono le uova sode e c’è sempre qualcosa che cuoce sulla cucina economica".

Le prove della nuova formazione dei Genesis avvengono a Maltings, un complesso agricolo a Farnham, appunto. Ancora l'autobiografia di Phil:

"Il resto della mia vita inizia con le prime prove della nuova formazione dei Genesis nel settembre 1970, nell’ambiente ricoperto di guano di piccione di Maltings, un vecchio complesso agricolo a Farnham. Montiamo l’equipaggiamento e cominciamo a suonare con quello che descriverei un entusiasmo confuso: vari amici di Peter, Tony e Mike dalla scuola privata passano a trovarci, io scopro nuovi cibi esotici come il Marmite e la tahina, e spesso tutto è avvolto dal dolce profumo dell’erba".

Oltre ai vari amici della Charterhouse, che passano a trovarli, a colpire Phil è la presenza costante di Richard MacPhail. Ricorda Phil:

"Era stato il cantante degli Anon, uno dei gruppi pre-Genesis alla Charterhouse. È il road manager e tecnico del suono, oltre che un gran fumatore di canne. Forse non ha altra scelta, dato che dorme a Maltings, condividendo la cuccetta con i piccioni e il loro guano, e sorvegliando gli strumenti. È lui a introdurmi al piacere dell’ascolto in cuffia da fumati. «Déjà Vu» di Crosby, Stills & Nash è uscito da poco e Richard porta il disco, prepara una canna gigantesca ed esorta me e Mike a immergerci nelle maestose armonie sonore di Carry On. Non è proprio come spalancare a calci le porte della percezione, ma almeno ci busso delicatamente."

Maltings è un vecchio fienile molto confortevole, qui i nuovi Genesis si trovano a loro agio a suonare, improvvisare. E qui preparano i concerti futuri con la nuova formazione. L'atmosfera è apparentemente distesa, anche se, nella sua autobiografia, The Living Years, Mike Rutherford sottolinea le differenze tra loro:

"Noi e Phil non vivevamo sullo stesso pianeta. Lui aveva sempre l'atteggiamento spensierato da ragazzo della porta accanto: andiamo al bar a farci un drink, raccontiamo una barzelletta, fumiamoci una sigaretta o uno spinello. La vita è bella. E penso che uno dei motivi per cui piaceva a Pete fosse proprio che Phil non aveva il nostro background, non proveniva come noi da un mondo ristretto e limitato. Pete  era meno rigido di me e Tony, assai più incline alle emozioni e ai sentimenti; molto più curioso verso il mondo in generale."

E Phil rivela che:

"A ogni modo, le consuetudini apprese a scuola sono dure a morire, e la gerarchia sociale presto è evidente. Non c’è da stupirsi: io sono l’ultimo."

Anche se non è solo a "contrapporsi" ai tre, perché con loro c’è un altro chitarrista, Mick Barnard. Abbiamo visto che, dopo l'addio di Anthony Phillips e poi con l'arrivo di Phil, i Genesis hanno continuato come quartetto, senza chitarrista, con Tony che suonava tutte le parti di chitarra su un piano elettrico Hohner filtrato con un fuzz box. Poi hanno trovato Mick, ma non è la persona giusta e la ricerca di un chitarrista continua.

Una volta, scorrendo il Melody Maker, trovano l’annuncio di Steve Hackett.  

Ma questa è un'altra tappa della storia del capolavoro "Nursery Cryme".

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