Tutti gli articoli di Horizons Radio Newsroom

Harlequin Weekly: Visions of Lamia

By Filippo Collini - 

Tutte le forme dell'amore nei confronti di Genesis & Co.: quadri, disegni, fotomontaggi, immagini, musica, omaggi di ogni tipo*

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Guarda tutti i colori della passione di Harlequin - CLICCA QUI

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Genesis & Co. Weekly Collectors Corner & Merchandising: 4 – 10 Dic.

By Antonio Filippi - 

L'Angolo del Collezionista di Horizons Radio, le offerte della settimana nella discografia di Genesis & Co.

From:

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GENESIS "THE LAMB LIES DOWN ON BRO…

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Osservato da 6 utenti

New Official Merchandise:

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Seven Stones Weekly: Genesis & Co. “Reading” – GUESS THE LINK between these seven songs

By Filippo Collini - 

Seven degrees of unity between Genesis & Co.

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Guess the link between these seven songs:

Check if you got it right:

Open

1) The scattered pages of a book by the sea….

2) It is based on a book Phil Collins read called The Moon’s A Balloon, by David Niven.

3) The song was inspired by the works of the American poet Anne Sexton, who wrote a play titled Mercy Street and a poem titled “45 Mercy Street”.

4) The 24-minute title track is based on the 1965 novel Smallcreep’s Day by Peter Currell Brown which tells the story of Mr. Smallcreep

5) Tarka is based on a book about an otter. Anthony Phillips wrote it together with Harry Williamson.

6) The album was originally meant to be based and titled after the short story Flowers for Algernon by Daniel Keyes, but Tony Banks shelved the idea after he was made aware of an upcoming musical about the book.

7) Steve Hackett: “Walking Through Walls is based on a dream I had after reading a book by Carlos Castaneda”. Source: hackettsongs.com

Suggest your Seven Stones, your seven degrees of unity between Genesis & Co. to the mail CLICK HERE.

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Genesis & Co. Today: on this day, Genesis played… – AUDIO & VIDEO

By D.B.

On this day in Genesis history. The following shows were played.

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On this day Genesis played:

CLICK HERE (by genesis-movement.org)

Audio & Video:

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Selling England… Genesis & Co. Today available

By Antonio Filippi 

Genesis & Co. Today available (helping Horizons Radio). 

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Genesis, Sum of the Parts / Three Sides Live – COMPRA

Horizons Radio nasce dalla passione per i Genesis e tutti i loro ex membri. 

Tutti coloro che rendono possibile questa realtà lo fanno con enorme entusiasmo. 

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Here It Comes Again, Francesco Gazzara plays Genesis: “Mia indelebile ed eterna passione” – INTERVISTA

By Eugenio Delmale - 

Francesco Gazzara Play Genesis: esce il 9 gennaio "Here It Comes Again, il seguito di "Play Me My Song", per IRMA Records. Ha concesso a Horizons Radio un'INTERVISTA. 


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H.R.: In Play Me My Song e in questo nuovo disco in arrivo Here It Comes Again (suo ideale seguito, anche nel titolo) hai riarrangiato a modo tuo i brani dei Genesis. Con quale criterio? Cosa “tradisci” e cosa conservi?

Francesco Gazzara: Non esiste un criterio deciso a priori, l’unica base di partenza è la chiave con cui decido di interpretare ogni singola canzone dei Genesis al pianoforte. Si tratta di un processo lento, in quanto mi interessa restituire molte delle sfaccettature presenti negli originali, cercando il compromesso migliore nell’esecuzione a due mani. Quindi non ci sono soltanto le parti delle tastiere ma affiorano spesso anche quelle degli altri strumenti, oltre alla melodia della voce. Quindi sono costretto a tradire qualcosa per conservarne altre, è un lungo processo di scelta finalizzato esclusivamente al piacere dell’ascolto (e anche del suonare) e alla resa globale del brano. Dopo di che viene tutto il resto, decidere quali strumenti faranno parte dell’arrangiamento, e anche lì alcune cose vengono in aiuto di eventuali “tradimenti” rispetto all’originale nella parte pianistica, o viceversa si evidenziano parti che nella versione originale erano più nascoste.

La scelta degli strumenti orchestrali in aggiunta al tuo pianoforte a quale necessità corrispondono?

In “Play Me My Song” la scelta era essenzialmente la stessa che ho appena descritto. In “Here It Comes Again” la novità è che c’è quasi sempre un solo strumento solista in aggiunta al pianoforte e qui la scelta è spesso ispirata sia dal tipo di strumento che dal valore del musicista ospite. Visto che si tratta di strumentisti validi con cui ho spesso collaborato in altri progetti, non è stato difficile scegliere quale brano affidare a ogni singolo intervento.

Con quale criterio li hai abbinati a un brano?

Il criterio è stato anche quello di seguire abbastanza l’impatto dinamico e ritmico del brano originale. Ad esempio l’unica comparsa di una percussione che guida il ritmo del brano dall’inizio alla fine è quella del cajon su “I Know What I Like”, intrecciata con la parte originale di basso elettrico. Oppure la presenza del flauto su “The Musical Box” e “Supper’s Ready”, fondamentale nella resa sonora “pastorale” di questi classici. Infine la chitarra elettrica su “The Carpet Crawlers”, che non è il brano più scontato sul quale riarrangiare uno strumento della versione originale, visto che non ci sono assoli in piena evidenza. Eppure è stata l’occasione per riprodurre un sound, grazie anche a spunti frippiani e hackettiani che David Giacomini, il chitarrista ospite, ha colto al volo.

In questo disco hai anche aggiunto Hammond, Mellotron, Rhodes, ecc.. perché?

Da una parte sono gli strumenti che suono (e mantengo, vista l’età) da anni, i cui timbri sono in gran parte responsabili della mia passione di lunga data per il progressive e non solo. Dall’altra ho deciso di suonarli tutti - compreso il piano elettrico Rhodes che Tony Banks non ha quasi mai usato nei dischi dei Genesis pur essendo un altro strumento classico del prog (basti pensare ai Soft Machine) – perché nel disco precedente comparivano solo nelle bonus track, accanto all’onnipresente pianoforte.

E un pianoforte molto antico. Che suono volevi ottenere con esso?

Il Bechstein a coda che ho utilizzato risale al 1878 ma ovviamente è stato completamente restaurato nella sua parte meccanica. Sulla carta non avrebbe avuto speranza nel confronto con lo strumento che usai su “Play Me My Song” – il Bosendorfer Grand Coda della Sala Assunta della Radio Vaticana – ma nella pratica ha rivelato un suono assai brillante e soprattutto nei brani più ritmici e dinamici ha impresso la sua anima. Ce ne siamo accorti soprattutto nel missaggio, nel modo in cui emergeva tra gli altri strumenti. Il merito è anche di Fabio Sigismondi che l’ha restaurato con grande cura e ne ha permesso l’utilizzo per questo progetto.

I brani che esegui nei due dischi comprendono fino all’album Duke. Perché?

Il motivo è autobiografico se vogliamo. Io ho scoperto i Genesis a 13 anni proprio con l’uscita di Duke nel 1980 e in pochi mesi risalii velocemente, tra vinile, singoli e cassette, a tutta la loro discografia antecedente. Quindi questi due tributi per me sono legati al loro repertorio anni ’70 non tanto perché si tratta di progressive “prima e dopo Gabriel” ma soprattutto perché riflettono il periodo in cui dentro di me si è formata l’indelebile futura ed eterna passione per i Genesis.

C’è una versione di Supper's Ready in trascrizione pianistica integrale. Ci racconti le difficoltà e le soddisfazioni dell'esecuzione?

Premetto che prima di decidere di affrontare questo capolavoro assoluto del rock sono andato a sentire ovunque (youtube compreso) se esistessero altre trascrizioni di solo pianoforte. In realtà ho trovato solo un paio di esecuzioni non trascritte, solo eseguite dal vivo insomma, entrambe spezzettate o suonate in maniera molto accademica, senza tenere presente che si sta suonando un brano rock in cui alla batteria c’è un certo Phil Collins, per fare un solo esempio. L’unica ascoltabile era un’esecuzione con due pianoforti, ma di minor interesse per me in quanto ritengo più originale riarrangiare le parti dei cinque strumenti originali per sole due mani. O meglio, se la rendi bene con un buon compromesso rispettoso tra l’innovazione e il cambiamento, che senso a suonarla a quattro mani per raggiungere lo stesso rislutato? Tornando alle difficoltà, visto che in “Here It Comes Again” la mia versione di “Supper’s Ready” si avvale anche di un violoncello, del flauto, delle chitarre acustiche e di parecchie tastiere analogiche, il problema è stato registrare tutti questi strumenti in sovraincisione col pianoforte, che a sua volta avevo inciso senza un click. L’esperienza di “Play Me My Song” è servita molto in questo senso, con l’attento studio dei sincronismi fatto su quel disco. Circa le soddisfazioni, beh, “Supper’s Ready” è così ricca di parti intricate e spunti incredibili, che già quando la completi al solo pianoforte ti senti un po’ come se avessi completato un’integrale di un compositore classico. La stessa sensazione che si ha quando finisce “Apocalypse in 9/8” e si arriva all’avvolgente finale di “As Sure As Eggs Is Eggs”…

In particolare, quale periodo dei Genesis ti interessa musicalmente di più?

Indubbiamente questo si può evincere anche dalle mie risposte a dalle tracklist dei due dischi dedicati ai Genesis, eppure ti confesso che avendo assimilato così tanta musica scritta anche dopo il 1980 da Banks, Collins e Rutherford ci sono periodi anche dopo “Duke” che mi piacerebbe rivistare in futuro. Sentire una loro composizione degli anni seguenti è comunque come ascoltare un parente che ti parla, c’è un’indubbia familiarità. Tra l’altro se prendi alcuni brani dei dischi da “Abacab” in poi e li riarrangi al pianoforte, capisci ancora di più che erano passati solo pochi anni…

Recentemente con 2084 hai anche reso omaggio all'album 1984 di Anthony Phillips. Cosa ti ha interessato di quel disco così particolare di Ant?

Al tempo mi impressionò per la sua ricchezza di sonorità fantascientifiche e ritmiche mai uguali a se stesse. Dopo anni di 12 corde e atmosfere pastorali un disco così con quelle drum machine e quei synth fu una rivelazione per me. Tanti anni dopo ho letto il romanzo “2084: La Fine Del Mondo” dello scrittore francoalgerino Boualem Sansal – una specie di remake di “1984” di Orwell trasportato in una società distopica controllata da una dittatura islamica – e la musica di Ant Phillips ha risuonato nelle mie orecchie durante tutta la lettura. Da qui l’idea di fare una soundtrack immaginaria personalizzata del libro, mantenendo l’impianto sonoro del disco di Phillips ma scrivendo della musica totalmente nuova, niente cover. Lo stesso Ant mi ha rivelato di aver gradito l’album anche per il fatto che non era l’ennesimo disco di rifacimenti.

Hai legato l'uscita del disco (9 gennaio 2020) alla data delle prime registrazioni dei Genesis alla BBC per i Jackson Tapes (9 gennaio 1970). A parte l'anniversario dei 50 anni, c'è un motivo particolare?

In parte volevo seguire la tradizione degli anniversari, visto che nel 2014 “Play Me My Song” uscì lo stesso giorno (45 anni dopo) del primo concerto ufficiale dei Genesis alla Brunel University nel novembre del 1971. Però non c’è solo un motivo diciamo così scaramantico. Durante le registrazioni di “Here It Comes Again”, quando i numerosi overdub e le scelte difficili di arrangiamento facevano presagire una lunga gestazione dell’album, mi sono immedesimato in quei primi esperimenti in studio dei Genesis ancora molto giovani. Nei Jackson Tapes c’era molto materiale che poi confluì negli album storici del gruppo e in un certo senso adesso, per me, impegnato in un’operazione inversa di scarnificazione all’osso della loro musica, registrare questo disco è stato come viaggiare nel tempo.

Oltre a suonarli, i Genesis, li analizzi in vari articoli (per esempio per il Genesis Magazine Dusk). Come cambia il tuo giudizio nei loro confronti quando non li interpreti?

L’analisi non prescinde da una grande passione di fondo. E’ questa che permette di “fare le pulci” alla loro scrittura e alle loro eescuzioni o registrazioni. Anche per arrivare alla conclusione che i Genesis sono inarrivabili, è inutile rieseguirli al 100% di fedeltà musicale se poi manca il brivido della presenza scenica dell’originale. Tanto di cappello a chi li ricostruisce anche scenicamente intendiamoci, ma a me interessa più lo studio e l’analisi della partitura. Tony Banks ha sempre dichiarato che all’inizio della loro carriera i Genesis volevano solo essere dei compositori e non degli esecutori tanto meno musicisti rock. Questa è un’ottica importante per chi vuole analizzare a fondo non solo le note che hanno inciso ma anche quelle che hanno semplicemente “sfiorato”, per risalire alle loro influenze e ascolti dell’epoca. Un collega musicista ha detto che la mia operazione sul loro materiale gli ricorda ciò che Glenn Gould fece sul repertorio di Bach, le note originali in gran parte al loro posto ma con un’infinita possibilità di variazioni ritmiche, sospensioni, rubati ecc. al fine di rinnovare l’esperienza spirituale e fisica con un corpus musicale di secoli prima. A parte l’esagerazione e il confronto improponibile per quanto mi riguarda, rimane la volontà di fornire a chi nel futuro ascolterà i Genesis anche una chiave interpretativa diversa da parte di un loro contemporaneo.

Il progetto grafico del disco è un ulteriore omaggio…

Come è già stato per “Play Me My Song” anche qui l’acquerello originale dell’artista Ugo Micheli fornisce al tempo stesso una nuova interpretazione e soprattutto un omaggio ai lavori originali per le copertine del gruppo. In maniera parallela a ciò che ho fatto con la musica, il disegno riparte da zero senza cloni digitali ma con un tratto che magicamente ripiega su alcuni particolari al tempo inventati da illustratori geniali come Paul Whitehead, Colin Elgie e Lionel Koechlin.

Si può ricevere il disco in anteprima per Natale. Come?

Il CD digipack a tre ante è acquistabile sul seguente link: www.gazzaraplaysgenesis.com/shop.htm
In questo modo si riceve una copia con dedica entro Natale, poi dal 9 gennaio l’album sarà ufficialmente in distribuzione ma le prime stampe in digipack CD saranno probabilmente già finite. Quindi il consiglio è di fare in fretta.

Hai previsto dei concerti per eseguire i brani dei due dischi?

In realtà già in alcune delle ultime performance di Gazzara Plays Genesis avevo affrontato parte del repertorio di “Here It Comes Again”. Ora il materiale è sufficiente per un concerto di quasi due ore completamente dedicato alla musica dei Genesis, con pianoforte acustico e proiezioni video di sfondo. Con un concerto più lungo cambiano però anche i luoghi adatti per eseguirlo, in alcuni ad esempio è necessario un intervallo tra i due tempi e in altri al contrario si deve ridurre di molto la durata. Ecco perché ancora non ci sono date fissate dopo l’uscita del nuovo disco, anche se un paio di eventi sono già in lavorazione, uno in Italia e l’altro in Germania. A presto tutte le news su www.gazzaraplaysgenesis.com

Ringraziamo Francesco Gazzara per la sua disponibilità e, oltre ad acquistare al link sopra il nuovo disco, vi invitiamo anche a comprare su Amazon gli album citati da Gazzara nell'intervista:

THE PIANO ROOM - http://www.thepianoroom.it/

Francesco Gazzara plays Genesis: “Here It Comes Again” –  TRAILER & SIGNED DIGIPACK

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Rockol Awards 2019: Phil Collins in nomination – VOTA

By Lucio Curti -

Sono in svolgimento le votazioni per i Rockol Awards 2019, che prevedono l’attribuzione dei premi sia da parte di una giuria specializzata che da parte dei lettori al migliore album italiano, migliore album internazionale, migliore live italiano e migliore live internazionale. In questa ultima sezione è candidato Phil Collins. VOTA.

EnglishItalianoEspañol繁體中文PortuguêsРусскийFrançais

Clicca qui per votare Phil.

E’ possibile votare dalle ore 17:00 del 12/11/2019 alle 17:00 del 18/12/2019.

Per costituire il panel dei candidati votabili Rockol ha considerato nuovi album e concerti/tour, usciti o avvenuti in Italia tra il 2 dicembre del 2018 e il 1 dicembre del 2019.

Sono stati selezionati, in questo arco temporale i 60 album e i 60 concerti degli artisti più letti su Rockol, ovvero degli artisti presenti nel database che hanno generato più traffico sul sito nelle sezione “news" e “recensioni" per gli album; sezioni "recensioni concerti" e “date" per i concerti, negli ultimi 12 mesi.

Per la categoria album sono state considerate solo pubblicazioni con nuove canzoni/incisioni.

Non sono state considerate ristampe, edizioni speciali di album originariamente usciti fuori dal periodo, dischi live, raccolte ed EP.

Per la sezione concerti sono stati considerati sia tour che concerti singoli.

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Coming Up Monthly, events of Genesis & Co. in December

By Old King Cole - 

Monthly events of Genesis & Co. universe. Releasesex-members & tribute bands in concert, etc. Follow us for constant updates.


EnglishItalianoEspañol繁體中文PortuguêsРусскийFrançais


Former members live: 

Steve Hackett - TICKETS

Ray Wilson - TICKETS

Tour Dates:

Dec 6th, 2019 (Fri)
(Germany) Wilson - Christuskirche Bochum, Bochum

Dec 7th, 2019 (Sat)
(England) Hackett - Trading Boundaries, Sheffield Green

Dec 7th, 2019 (Sat)
(Germany) Wilson - Scala Leverkusen, Leverkusen

Dec 8th, 2019 (Sun)
(England) Hackett - Trading Boundaries, Sheffield Green

Dec 12th, 2019 (Thu)
(Switzerland) Hackett - Fondation Beyeler, Basel

Dec 12th, 2019 (Thu)
(Poland) Wilson - Dom Muzyki, Bielskie Centrum Kultury, Bielsko-Biała

Dec 13th, 2019 (Fri)
(Germany) Wilson - Christuskirche , Bochum

Dec 14th, 2019 (Sat)
(Germany) Wilson - Plenary Hall of the former Bundestag,Platz der Vereinten Nationen, Bonn

Dec 21st, 2019 (Sat)
(The Netherlands) Wilson - Cultuurpodium Boerderij, Zoetermeer

Source: Genesis Movement

Releases: 

Tribute bands live: 

Venerdì 6 dicembre ore 22:30 -  Cocò - Restaurant ...
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Sabato 11 Gennaio 2020 ore 21:00 - Spazio Teatro ...
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25 gennaio 2020 ore 21:30 - Stazione -  Via ...
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25 gennaio 2020 - Al Vapore, Marghera (VE) Serata ...
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Sabato 7 marzo 2020 alle ore 21:00 -  Teatro ...
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Venerdì 13 marzo 2020 ore 21:00 -  CrossRoads Live ...
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Report an event: CLICK HERE

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Weekly Magazine: Genesis & Co. News of the Week

By Filippo Collini - 

Here’s the news you might have missed this week about Genesis & Co.

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Steve Hackett: Genesis Revisited Seconds Out + More! 2020 – Tickets on sale

By Old King Cole - 

Steve Hackett announced Genesis Revisited Seconds Out + More! 2020 Tour Dates.


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Off the back of his most successful solo tour yet, selling over 30 thousand tickets for his 2019 UK dates, Steve Hackett has announced that his 2020/21 World Tour will feature the whole of the 1977 Genesis live album Seconds Out in full, plus More!

Seconds Out was the hugely successful double album recorded on Genesis' 1977 concert tour together with The Cinema Show, from their 1976 tour, and featured Steve Hackett on guitar alongside Mike Rutherford, Tony Banks and Phil Collins who had taken on the role of vocalist following the departure of Peter Gabriel. The tour included music from each of the six studio albums from Steve's time in Genesis and marked his final recordings with the band as he left to pursue his solo career upon its completion.

The Seconds Out + More! Tour will visit some of the venues Genesis played on that 1977 tour. There will also be additional material, including Steve's solo concert favourite The Steppes to celebrate the 40th birthday of his fourth solo album Defector.

Steve Hackett says: "I'm thrilled to bring Seconds Out back to life, featuring Genesis material at its most exciting and virtuosic, this time with all numbers played in full plus additional surprises!"

Tickets for the Seconds Out + More Tour on sale from https://myticket.co.uk/ and venue box offices.

* More dates will be announced! Please watch this space! *

Source: http://www.hackettsongs.com/

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